ANAS NOTIZIE

Anno 2007 – Numero 4

 

 

 

Sommario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TRADIZIONE ED INNOVAZIONE PER LA FILIERA DI QUALITA’

 

Da sempre, la Rassegna Suinicola Internazionale di Reggio Emilia rappresenta un’importante occasione di confronto e di bilancio per i suinicoltori italiani, un appuntamento per approfondire i problemi e le tematiche che più interessano il nostro settore. La suinicoltura italiana è inserita in un contesto economico europeo in continua evoluzione e deve strategicamente adeguarsi ai cambiamenti del mercato internazionale per salvaguardare e valorizzare le sue peculiarità.  Purtroppo il nostro mercato interno sta soffrendo a causa della crisi del Prosciutto di Parma. La produzione di questa importantissima DOP è calata negli ultimi anni sia a causa del ridotto potere di acquisto delle famiglie, sia per la concorrenza di altri salumi. Bisogna sempre ricordare che la qualità certificata delle produzioni a denominazione protetta è un valore aggiunto per la suinicoltura italiana ed è per questo che la suinicoltura italiana ha accolto con entusiasmo il completamento dell’iter di riconoscimento nazionale della DOP “Gran Suino Padano”.  Per favorire il confronto tra operatori del settore e soprattutto per contribuire al rafforzamento delle relazioni interprofessionali all’interno della filiera, ANAS con la collaborazione di SIPER ha organizzato nell’ambito della Rassegna uno spazio di comunicazione ed incontro “Libro Aperto” che sarà valorizzato dalla presenza dei Centri pubblici di produzione seme, che contribuiscono alla diffusione del progresso genetico realizzato dalla selezione del Libro genealogico, dai Consorzi di tutela delle DOP più prestigiose e dagli Istituti di controllo. Come sempre ANAS è in prima fila, in accordo con le Organizzazioni Professionali Agricole ed a fianco degli allevatori, per individuare le possibili soluzioni ai problemi aperti.

Nel frattempo, auguro alla Rassegna ed a tutti gli operatori ogni miglior successo e soddisfazione. 

 

Giandomenico Gusmaroli

 

 

 

 

 

 

 

 


 

AFTA EPIZOOTICA

-Nuove misure di lotta

 

Con il Decreto Legislativo 18 settembre 2006 n. 274, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 6 novembre 2006 - supplemento ordinario n. 210/L, il Governo ha introdotto nuove misure di lotta contro l’afta epizootica ed ha abrogato il D.P.R. 1 marzo 1992 n. 229.

Si tratta di norme specifiche per l’afta epizootica (che non interferiscono in alcun modo con la normativa vigente sulla vescicolare) che introducono per la prima volta un dettagliato sistema sanzionatorio per coloro che non ne rispettino le disposizioni.

In particolare, si segnala che è prevista la pena dell’arresto fino a due anni ed il pagamento dell’ammenda da 5.000€ a 30.000€ per il proprietario o le persone incaricate della cura di animali che non denuncino immediatamente al servizio veterinario dell’ASL competente per territorio la presenza o la sospetta presenza di afta epizootica e non tengano gli animali infetti o sospetti lontani da altri animali sensibili. La stessa sanzione è applicata ai veterinari, ai dirigenti dei laboratori veterinari ufficiali o privati che non denuncino immediatamente al sindaco, al Ministro della salute ed alla regione qualsiasi notizia circa la presenza, presunta o confermata, di afta epizootica di cui siano  venuti a conoscenza prima di un intervento ufficiale.

Il titolare dell’azienda interessata deve, tra l’altro, adempiere alle misure disposte dal veterinario o delle autorità ufficiali relativamente alle operazioni di abbattimento, prelievo di campioni, trasformazione delle carcasse animali, isolamento di tutti i prodotti di origine animale presenti in azienda (come ad esempio latte, carni, sperma, liquami, mangimi ecc.) e deve provvedere alla pulizia e alla disinfezione dei fabbricati dell’azienda e dei veicoli usati per il trasporto. Il mancato rispetto di tali disposizioni è punito con  l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a 25.000 €.

Sono previste invece delle sanzioni amministrative pecuniarie (il cui importo può variare dai 3.000 ai 24.000€) qualora non venga rispettato il divieto di movimentare gli animali o i loro prodotti, le carcasse o i rifiuti da o verso un allevamento, oppure il divieto imposto dall’autorità regionale di tenere fiere, mercati, esposizioni nonché la pratica dell’inseminazione artificiale e la raccolta di ovuli ed embrioni.

Allo stesso modo è punita la violazione del divieto di immettere sul mercato carni, prodotti a base di carne, sperma, ovuli, embrioni e altri prodotti di origine animale prodotti nella zona di protezione, nonché il divieto di commercializzare carni, prodotti a base di carne prodotti all’interno della zona di sorveglianza o all’interno della zona di vaccinazione, senza osservare le disposizioni dell’Autorità.

All’interno della zona di protezione e di sorveglianza, il titolare dell’azienda o il trasportatore devono rispettare il divieto di trasportare, commercializzare o spandere lo stallatico ed il letame che si trovi nell’azienda o sui mezzi di trasporto. In questo caso, la violazione del divieto è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500€ a 15.000€.

Salvo deroghe del Ministero della Salute, è altresì vietato l’uso di vaccini anti-aftosi e la somministrazione di sieri iper-immuni contro l’afta (pena una sanzione amministrativa pecuniaria da 500€ a 3.000€).

E’ infine punito con una sanzione pecuniaria da 2.000€ a 12.000€ il divieto di somministrare rifiuti alimentari agli animali delle specie sensibili, a prescindere dall’uso cui sono destinati o dal luogo in cui vivono, fatte salve le disposizioni del Regolamento 1774/2002 e le sue norme applicative.

Le sanzioni amministrative sono comminate direttamente dalle ASL competenti per territorio.

In ogni caso, il mancato rispetto degli obblighi sopra indicati o la violazione dei divieti comporta la perdita del diritto a qualunque forma di rimborso, indennizzo o beneficio economico-finanziario, nazionale, regionale o comunitario ed il recupero forzato di quelli eventualmente già corrisposti.

Naturalmente, ci auguriamo tutti che questo Decreto non debba mai essere applicato!

 

 

 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


ORGANIZZAZIONI DI PRODUTTORI

-Un nuovo decreto ministeriale definisce i requisiti minimi

 

Lo scorso 12 febbraio il Ministro De Castro ha approvato un Decreto Ministeriale che ha introdotto nuove norme per le Organizzazioni di Produttori.

Il Decreto, che al momento della redazione di questa nota deve essere ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, attua e completa le norme contenute negli articoli del Capo I del D. Lgs. 102/2005 sulla regolazione dei mercati agroalimentari in cui si stabiliscono i compiti ed i requisiti delle Organizzazioni di Produttori e delle loro forme associate.

In sintesi, il nuovo Decreto Ministeriale stabilisce che i Settori/Prodotti per cui è possibile chiedere il riconoscimento di una Organizzazione di Produttori (OP) sono l’apistico, il cerealicolo–riso–oleaginoso, l’olivicolo, il pataticolo, il sementiero, il sughericolo, il tabacchicolo, il vitivinicolo, lo zootecnico, il florovivaistico, i prodotti biologici certificati, l’agroenergetico e altri.

Nell’ambito del settore zootecnico sono individuate le produzioni bovine, quelle ovicaprine, le produzioni suine, le produzioni avicunicole e le produzione lattiero casearie.

Per ottenere il riconoscimento regionale, le Organizzazioni di Produttori che operino nell’ambito delle “produzioni suine” devono associare almeno cinque produttori e rappresentare un volume minimo di produzione commercializzata non inferiore al 3% della produzione lorda vendibile regionale desunta da dati statistici ufficiali definitivi (espressa in quantità o valore), oppure non inferiore a 1.000.000€.

Per produzione commercializzata si intende la media del fatturato dell’OP realizzato nei tre anni precedenti la presentazione dell’istanza di riconoscimento, ricavata dal bilancio, da altri documenti contabili o dalla documentazione dei soci. Le Regioni possono anche stabilire limiti superiori a quelli sopra indicati dandone comunicazione al MIPAAF.

Nel caso in cui l’Organizzazione di Produttori abbia soci in più Regioni, è competente al riconoscimento dell’OP la Regione nel cui territorio l’OP ha realizzato il maggior volume della produzione.

Ai fini del raggiungimento dei requisiti minimi, si considerano sia i produttori aderenti in forma singola (chiamati soci diretti) che i produttori aderenti in forma associata (soci indiretti). I soci diretti e indiretti hanno gli stessi obblighi. Essi devono aderire per lo stesso settore o prodotto ad una sola OP. Non possono aderire ad una OP i singoli produttori già soci di strutture produttive collettive con obbligo di conferimento per lo stesso prodotto, anche se tali strutture non aderiscono ad alcuna OP.

In presenza di soci sovventori o di partecipazione, lo statuto dell’OP deve precisare che tali figure, non aderendo in qualità di produttore agricolo, non partecipano alle decisioni o agli eventuali benefici riconoscibili all’OP.

Il requisito della commercializzazione diretta del 75% della produzione di ogni singolo socio deve essere dimostrato entro la fine del terzo anno successivo al riconoscimento a condizione che alla fine del secondo anno successivo al riconoscimento, le OP commercializzino direttamente almeno il 37,5% della produzione. E’ escluso il prodotto reimpiegato nelle attività dell’azienda del socio e il prodotto autoconsumato dallo stesso.

Le società che svolgono anche altre attività e/o sono interessate a più settori/prodotti, possono costituire al loro interno (inserendo specifiche previsioni negli Statuti) una o più sezioni OP per ciascun settore di interesse: in tal caso i vincoli ed i controlli si riferiscono esclusivamente alla sezione stessa ed ai produttori che vi aderiscono.

 

In conclusione, alle Regioni competono il riconoscimento o il diniego del riconoscimento dell’Organizzazione di Produttori, l’esecuzione dei controlli sulla permanenza dei requisiti con cadenza almeno triennale (a questo scopo le OP devono trasmettere ogni anno alla Regione le informazioni e la documentazione che sarà indicata in apposite linee guida nazionali che dovranno essere concordate tra Ministero e Regioni) e la diffida o la revoca del riconoscimento.

Il Ministero invece ha il compito di gestire, attraverso il SIAN, l’Albo nazionale delle OP ed effettua, in collaborazione con le Regioni, controlli di secondo livello sulle Organizzazioni di Produttori per la verifica del rispetto dei requisiti per il riconoscimento ed il loro mantenimento. Inoltre, è compito del Ministero ricevere dalle Regioni le informazioni sull’attività delle OP previste dalle linee guida nazionali e darne comunicazione annuale al Comitato Tecnico Agricoltura.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

MACELLAZIONI SUINE 2006

-I dati ISTAT e quelli IPQ-INEQ

 

Secondo i dati pubblicati dall’Istat, nel 2006 si è registrato un aumento del 2,8% delle macellazioni suine rispetto al 2005. In tutto sono stati macellati 13.380.006 capi suini, di cui 11.399.322 sono capi grassi, 1.094.835 magroni e 885.849 lattonzoli. Il peso vivo medio a capo avviato alla macellazione si è mantenuto costante: si è registrata una lieve flessione, pari allo 0,3% per i capi grassi (macellati ad un peso di 161,5 kg) ed un leggero aumento per i magroni (+0,2%), macellati ad un peso vivo medio di 86,5 kg. Al contrario, è calato del 6,7% rispetto al 2005, il peso vivo medio dei lattonzoli.

Il dato relativo alla resa rimane costante aumentando complessivamente solo dello 0,1% rispetto al 2005.

 

 

N. di capi

Diff. % 06/05

Peso vivo (q)

Diff. % 06/05

Peso medio (kg)

Diff. % 06/05

Peso morto (q)

Diff. % 06/05

Resa

Diff. % 06/05

Lattonzoli

885.849

-0,5

123.806

-7,3

14,0

-6,7

97.375

-7,0

78,7

0,4

Magroni

1.094.835

1,1

947.251

1,4

86,5

0,2

737.635

1,6

77,9

0,3

Grassi

11.399.322

3,3

18.407.661

3,0

161,5

-0,3

14.757.416

3,1

80,2

0,1

Suini totale

13.380.006

2,8

19.478.718

2,8

145,6

0,0

15.592.426

2,9

80,0

0,1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Elaborazione ANAS su dati Istat

 

Secondo i dati diffusi dagli Istituti di Controllo IPQ-INEQ invece, nel circuito tutelato dei prosciutti, i suini macellati per le produzioni DOP sono stati complessivamente 8.842.856, in calo dell’1,4% rispetto al 2005. Il dato è in controtendenza rispetto a quello dell’Istat che dichiara un aumento del 3,3% delle macellazioni di suini grassi rispetto al 2005.

 

Sintesi schematica dei dati Istat ed IPQ-INEQ.

 

 

Diff. % 06/05

Suini certificati per DOP

8.889.031

-1,6

Suini macellati per DOP

8.842.856

-1,4

Cosce certificate

14.712.590

-2,9

Cosce DOP

12.543.560

-3,6

Elaborazione ANAS su dati IPQ-INEQ

 

 

 


 

REGISTRAZIONE DELLE DOP E DELLE IGP

 -Sospeso il DM 17 novembre 2006

 

Un provvedimento del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali dello scorso 31 gennaio ha sospeso fino al 30 aprile 2007 l’applicazione del Decreto ministeriale dello scorso 17 novembre, con cui il Ministero ha dettato nuove regole per la registrazione delle DOP e delle IGP ai sensi del Regolamento 510/2006.

Il Decreto Ministeriale di novembre, di cui si è parlato nel n. 1/2007 di ANAS Notizie, introduceva alcune novità: tra quelle più rilevanti si ricorda innanzi tutto la disposizione per cui i soggetti legittimati a presentare una domanda di registrazione dovevano rappresentare una percentuale di produzione superiore al 50% della produzione totale della zona delimitata, nonché una percentuale superiore al 30% delle imprese coinvolte nella produzione.

Sembra che questa nuova norma, unitamente a quelle che prevedevano l’obbligo di presentare al Ministero una documentazione più “corposa” a corredo della domanda, non abbia incontrato il consenso delle Regioni le quali hanno sollevato delle perplessità sulla compatibilità delle nuove disposizioni ministeriali con la legislazione comunitaria.

Il Ministero ha preso atto delle osservazioni delle Regioni ed ha sospeso il provvedimento, con il proposito di rivedere il testo contestato e con l’impegno a sottoporlo preventivamente all’esame regionale.

Si fa presente che, in attesa di un eventuale nuovo provvedimento, il decreto di sospensione prevede che siano restituite le istanze di registrazione presentate al MIPAAF fino alla data del prossimo 30 aprile.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PROSCIUTTI DOP

-Andamento salature                                                                             

 

I primi due mesi dell’anno hanno fatto registrare un deciso incremento delle salature.

Nel distretto del Prosciutto di Parma sono state avviate alle lavorazioni DOP 1.527.316 cosce, il 12,5% in più rispetto al primo bimestre 2006. Analogo comportamento è stato tenuto dal distretto del Prosciutto di San Daniele: 462.164 cosce salate, in aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente del 13,8%.

Per quanto riguarda la realtà friulana va ricordato che lo sviluppo dell’attività produttiva è soggetta ad un piano di controllo che prevede una programmazione annuale, definita dal Comitato Interprofessionale costituito ai sensi del D.Lgs n. 102/2005. Pertanto l’attività produttiva del Prosciutto di San Daniele per il 2007 è condizionata dalle decisioni che il suddetto Comitato assumerà a breve.

Secondo quanto comunica il Consorzio di San Daniele nel corso del mese di febbraio le lavorazioni a “balia” sono diminuite rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (circa -5%) e si attestano attorno al 20,4% del totale lavorato. Inoltre, l’incidenza dell’attività di controllo dell’Istituto (INEQ) si conferma sostenuta (ha interessato più del 58% delle cosce fresche). L’attività di INEQ ha determinato uno scarto per carenza di requisiti del 10,1% delle cosce controllate, mentre l’attività di verifica dei prosciuttifici ha comportato uno scarto del 13,3% delle cosce conferite.

 

 


IMPORTANTI NOVITA’ DALLA CTC

-Duroc Italiana: efficienza e maggiore qualità

 

Il 27 febbraio si è riunita, presieduta dal prof. Russo, la CTC per approfondire e deliberare alcune importanti innovazioni riguardanti l’attività del Libro genealogico.

In particolare sono stati aggiornati gli Indici Selezione e Terminale della razza Duroc italiana. I verri Duroc italiana sono la scelta privilegiata  per la produzione dei suini destinati al circuito dei prodotti tipici a marchio DOP. La razza è caratterizzata da una accentuata robustezza, dalla capacità di trasformare gli alimenti in modo efficiente e di produrre carcasse con una buona dotazione di tagli magri. La selezione del Libro genealogico ha ottenuto in questi anni rispetto alle esperienze di altri Paesi due rilevanti risultati: il controllo del fenomeno dell’infiltrazione di grasso nella coscia ed un più regolare comportamento delle carni nei processi di salatura e stagionatura.

La mole di dati disponibile e le conoscenze acquisite hanno permesso un ulteriore affinamento del miglioramento genetico della razza.

L’Indice Selezione e Terminale, aggiornati dalla CTC, terranno in maggior conto il rapporto tra lardo e carne magra. L’innovazione introdotta favorirà la produzione di suini che raggiungono in modo economicamente ottimale la maturazione commerciale richiesta dalla filiera delle DOP e potrà contribuire ad una ulteriore differenziazione qualitativa dei prodotti tipici italiani.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

INCONTRI CON ALLEVATORI

 

Il 22 febbraio scorso a Brescia la locale Associazione allevatori ha organizzato una interessante serata dedicata all’illustrazione dell’attività della selezione del Libro genealogico e delle caratteristiche delle razze italiane utilizzate per le produzioni DOP nonché del ruolo dell’Albo dei Registri dei suini riproduttori ibridi. Nell’occasione il dr Paolo Malavasi ha presentato l’importante esperienza degli allevatori aderenti ad un Registro ibridi riconosciuto, segnatamente il Registro “Tricolore” alla cui gestione attualmente collaborano le APA di Reggio Emilia, Milano-Lodi, Brescia e Modena.

Il 7 marzo presso l’APA di Modena si è riunito il Comitato Consultivo Mostre per definire alcuni aspetti organizzativi della Rassegna Suinicola Internazionale.

Sempre il 7 marzo l’APA di Treviso ha organizzato una serata di approfondimento sul tema. “Mercato dei suini – influenza della domanda e dell’offerta sulle quotazioni”. Il presidente ANAS Gusmaroli ha colto l’occasione per presentare e commentare i dati macroeconomici del 2006, per fare una dettagliata analisi delle criticità  esistenti e per proporre le possibili iniziative del settore agricolo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MALATTIA VESCICOLARE

-Verso la fine dell’emergenza

 

Può dirsi di fatto cessata l’emergenza vescicolare che ha interessato alcune province della Lombardia e del Veneto dallo scorso mese di novembre.

Dopo il focolaio di Monza, che ha portato alla chiusura della provincia di Milano, ne è seguito solo uno ad Arcore (MI) in un allevamento da ingrasso con  21 capi suini.

Preso atto del miglioramento della situazione, il Ministero della Salute, con provvedimenti del 22 e del 27 febbraio 2007, ha disposto la revoca delle misure restrittive per le province di Brescia e di Mantova. Al momento della redazione di questa nota pertanto, solo la provincia di Milano rimane obbligata al rispetto delle misure dettate dalla nota ministeriale dello scorso 19 dicembre e, in assenza di nuovi casi, anch’essa dovrebbe essere presto riaperta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PASSERELLA VERRI I.A. ED ASTA

 

Mercoledì 7 marzo u.s. presso la Semenitaly di Modena si è tenuta la periodica presentazione dei verri operanti in I.A. nello Schema di Selezione del “Suino da Salumeria” e l’Asta dei verri che hanno completato il periodo di produzione convenzionata.

Il Centro di fecondazione artificiale suina di Asola (MN) si è aggiudicato i verri: Duroc italiana SIMPLE AAM18132 per € 2.365,92 e Large White italiana OFRISIO-HA MRT10516 per € 2.039,12; la Semenitaly SpA (MO) si è aggiudicata i verri: Duroc italiana SKIPPER-PL CRI01719 per € 1.346,16, Landrace italiana KUBO-IF PRM10254  e KTONICO-IL TAU01116 rispettivamente per € 1.919,84 ed € 3.000,00; il Centro verri dell’ELPZOO (LO) si è aggiudicato il verro  Large White italiana ODUMBLO-FO BS097759 per € 2.016,40.

Al termine dell’Asta è stata effettuata la presentazione dei seguenti giovani verri entrati di recente nel circuito I.A. del Libro genealogico: OPAZIO Large White italiana PR014877 e ATTANASIO Pietrain GSM05679.