ANAS NOTIZIE

Anno 2007 – Numero 2

 

 

 

Sommario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LIBRO APERTO

-Un nuovo modo di comunicare

 

LIBRO APERTO è il nuovo nome e segno identificativo delle manifestazioni fieristiche ANAS.

Rigore operativo, specializzazione tecnico-scientifica e trasparente diffusione delle informazioni e dei risultati connotano l’impegno di ANAS a favore dei suinicoltori italiani. In questo senso “libro aperto” simboleggia un “modus operandi ed un imperativo per l’attività quotidiana dell’Associazione.

Il debutto è previsto in occasione della prossima Rassegna Suinicola Internazionale di Reggio Emilia, in programma dal 18 al 21 aprile 2007.

A questo proposito è stata sottoscritta una convenzione con la SIPER, società che gestisce la rassegna reggiana, per prevedere l’organizzazione nell’ambito della fiera di uno specifico evento ANAS rivolto agli allevatori, agli operatori della filiera, alle organizzazioni che a vario titolo si occupano di suinicoltura.

L’iniziativa si svolgerà in un’area del quartiere fieristico, appositamente allestita. Saranno predisposti spazi di comunicazione per illustrare le diverse attività di ANAS e dei suoi soci:

la selezione delle razze pure, la conservazione delle razze autoctone, la certificazione dei tipi genetici ibridi, la valorizzazione delle produzioni, la divulgazione delle informazioni tecnico-economiche (Osservatorio ANAS), ecc.. 

Sono previsti momenti di approfondimento e dibattito delle tematiche di maggiore attualità per i suinicoltori italiani. Inoltre, la tradizionale Mostra del Libro genealogico, alla quale parteciperanno qualificati soggetti delle razze Large White italiana, Landrace italiana, Duroc italiana e Pietrain, offrirà ulteriore lustro ed interesse alla manifestazione.

 

 

 

 


 

 

PRODOTTI DOP E IGP

- Un nuovo Regolamento in Gazzetta

 

Sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso 23 dicembre, è stato pubblicato il Regolamento CE 1898/2006 con cui la Commissione Europea ha dettato le norme di applicazione del Regolamento 510/2006 del 20 marzo 2006, il quale aveva sostituito il vecchio Regolamento CEE/2081/92 del 14 luglio 1992 introducendo nuove norme a tutela delle denominazioni di origine protetta e delle indicazioni geografiche.

 

Nel nuovo Regolamento, il legislatore comunitario precisa che la domanda di registrazione può essere presentata non solo da Associazioni, come stabilisce l’art. 5 del Regolamento 510/2006, ma anche da persone fisiche o giuridiche, purchè si tratti dell’unico produttore nella zona geografica intenzionato a presentare una domanda e purchè la zona geografica abbia caratteristiche diverse dalle zone vicine o il prodotto si differenzi dai prodotti realizzati nelle zone vicine.

 

Quanto alla denominazione di cui si chiede la registrazione, il nuovo regolamento puntualizza che può essere registrata solo una denominazione utilizzata, nel commercio o nel linguaggio corrente, per designare lo specifico prodotto agricolo o alimentare e che devono essere utilizzate la lingua e la grafia originali. Inoltre, le denominazioni parzialmente omonime di razze animali possono essere registrate anche quando tali razze vengono allevate anche al di fuori della zona delimitata, a condizione che i consumatori non rischino di confondere i prodotti recanti la denominazione registrata o la razza.

 

Particolare attenzione è dedicata anche alla zona geografica: secondo le nuove disposizioni essa deve essere delimitata in modo preciso e dettagliato ed il disciplinare deve contenere sia informazioni sui fattori naturali della zona geografica importanti per il legame del prodotto col territorio, sia le informazioni sulla qualità o le caratteristiche del prodotto esclusivamente dovute all’ambiente geografico.

 

Il nuovo regolamento richiede anche che il disciplinare di produzione individui le procedure che gli operatori devono adottare per fornire la prova che il prodotto, le materie prime, gli alimenti per animali (e quant’altro previsto dal disciplinare) siano originari di quella determinata zona geografica. Tutti gli operatori infatti devono essere in grado di individuare il fornitore (la quantità e l’origine di tutte le partite di materie prime o prodotti ricevuti), il destinatario (la quantità e la destinazione dei prodotti forniti) e la correlazione delle partite in entrata ed in uscita.

 

Si fa presente che tali disposizioni si applicano a tutte le procedure di registrazione e di approvazione di modifiche non ancora pubblicate al 30.12.2006.

 

Infine, il Regolamento riporta in allegato la nuova modulistica da utilizzare per la presentazione di una proposta di registrazione (il cosiddetto “documento unico” da compilarsi a cura del soggetto richiedente), il modello per la presentazione di un’opposizione, quello per l’inoltro di una richiesta di modifica del disciplinare ed infine, per l’eventuale richiesta di cancellazione della denominazione protetta.

Per quanto riguarda le nuove disposizioni introdotte sulla presentazione di una domanda di registrazione, sulle modifiche al disciplinare o sulle cancellazioni, esse si applicano alle richieste ricevute dal 30 marzo 2006 .   

 

 

 

 

 

 

REQUISITI DELLE COSCE FRESCHE AL MACELLO    

-Le nuove misure di trattamento delle non conformità

 

Alla fine dello scorso anno, gli Istituti di controllo IPQ-INEQ hanno approvato alcune modifiche ed integrazioni ai Manuali n. 1 e n. 3  che dettano rispettivamente le prescrizioni per tutti coloro che operano nell’ambito della filiera delle DOP e le misure di trattamento delle non conformità ai disciplinari di produzione.

 

In primo luogo, gli Istituti di controllo hanno approvato le norme che regoleranno le modalità di autocertificazione al macello dei suini conformi in seguito alla verifica dei requisiti delle carcasse e delle cosce fresche. Le nuove disposizioni si applicheranno entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del Decreto Ministeriale di approvazione del nuovo “Manuale 1” e previa notifica a tutti gli interessati.

In sintesi, il macello dovrà annotare sulla “terza copia” della CUC il numero delle cosiddette “cosce bianche” (ossia non conformi per difetto dei requisiti minimi di identificazione) riscontrate nella corrispondente  partita di suini. Naturalmente, il macello non potrà  apporre sulle cosce “bianche” il timbro di certificazione (PP).

La fotocopia della CUC così completata dovrà essere inviata dal macellatore all’allevatore, il quale potrà quindi verificare la corrispondenza tra il numero dei suini consegnati al macello ed il numero delle cosce effettivamente avviate ai circuiti dei prosciutti DOP.

Sempre il macello dovrà annotare sulla DCM (Dichiarazione di Conformità alla Macellazione) anche il numero di suini non conformi corrispondente al numero di cosce “bianche”. Naturalmente, il numero dei suini sarà pari alla metà del numero delle cosce “bianche” riscontrate. Qualora tuttavia si rilevi un numero dispari di cosce “bianche” il numero dei suini non conformi andrebbe arrotondato all’unità superiore (ad esempio, per cinque cosce “bianche” i suini non conformi saranno tre).

In sostanza si stabilisce che il macello debba documentare sulla DCM, oltre al numero di suini consegnati con la CUC, al numero di suini risultati conformi e macellati per le DOP, al numero degli eventuali suini non conformi per altre cause, anche il numero di suini non destinati alle DOP perché le loro cosce recavano un timbro illeggibile.

Nel caso in cui il numero delle cosce suine fresche certificate come conformi dal macello superasse il doppio più uno del numero di suini dichiarati conformi nella DCM, si applicherebbero a carico del macello le misure di trattamento delle non conformità descritte come SNC022, trattamento B, del Manuale n. 3 (misure di controllo rinforzato con esclusione delle cosce dal circuito e, se recidivo, sospensione dal sistema di controllo).

 

Inoltre, gli Istituti di controllo hanno stabilito che nell’anno in corso si applicheranno anche agli allevamenti alcune misure di trattamento delle non conformità delle cosce (SNC025) sino ad oggi previste solo per i macellatori. Le nuove disposizioni si applicheranno decorsi novanta giorni dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del Decreto Ministeriale di approvazione del nuovo “Manuale 3” e previa notifica a tutti gli interessati.

 

L’estensione delle misure di trattamento delle non conformità agli allevatori si verificherà solo in presenza di determinate condizioni che si riportano nel seguito:

-         l’allevamento certificante deve essere identificabile

-         le cosce provenienti dai suini certificati da tale allevamento presentano una o più delle seguenti non conformità:      

       1.B    Sotto-peso               

  3.A    Magroni

                                     3.B    Grasso poco consistente

                                     3.C    Alterazioni colore del grasso

                                     3.D    Grassinature

                                     3.E    Assenza di grasso in corona

                                     4.C    Carni PSE-DFD

           

-         il numero delle cosce fresche non conformi appartiene a più di quattro partite diverse nell’anno solare ed interessa almeno il 5% del totale delle cosce

oppure

appartiene ad una singola partita ed interessa non meno del 20% del totale delle cosce

-         le condizioni sopra elencate devono essere state riscontrate attraverso l’attività ufficiale di controllo

 

In questi casi l’organo di controllo può proporre al comitato di certificazione l’adozione di specifiche misure di controllo rinforzato sull’allevamento di provenienza che ha rilasciato la CUC per l’invio alla macellazione.

In sostanza, l’allevatore che consegnerà suini con cosce non conformi sarà oggetto di controlli più serrati da parte degli ispettori degli Istituti di controllo.

Si ricorda infine che i difetti relativi alla leggibilità del timbro sulle cosce, all’impiego di punzoni non ufficiali ed il mancato rispetto dell’età minima del suino alla macellazione continueranno ad essere trattati nei modi consueti.

 

 

 

 

I FOCOLAI DI MALATTIA VESCICOLARE SUINA PER REGIONE

 

Si riporta nel seguito una sintesi della situazione dei focolai di vescicolare suina ufficialmente accertati nelle diverse regioni italiane fino al 15.1.2007. Secondo i dati resi noti dal Ministero della Salute, in Lombardia sono stati distrutti complessivamente 92.141 capi suini, 437 nel Veneto, 2.817 in Emilia Romagna. Il virus ha fatto la sua comparsa anche in alcune zone del Molise (dove complessivamente sono stati distrutti 155 capi suini) e nel mese di dicembre è stato isolato anche in Campania, Calabria e Sicilia.

La Lombardia, la regione più colpita, ha adottato specifiche misure di prevenzione e di lotta alla malattia con un decreto regionale dello scorso 28 dicembre in cui viene vietata la movimentazione dei suini nelle province di Bergamo, Brescia, Mantova, Sondrio e Lodi, salvo  le deroghe precisate nello stesso decreto. Ad oggi (15.1.2007) risultano ancora chiuse le province venete di Verona, Padova e Vicenza che tuttavia dovrebbero essere di prossima apertura.

 

REGIONE LOMBARDIA

Bergamo

focolai

Data conferma

Comune

Capi distrutti

Indirizzo produttivo

1

14/11/2006

Romano di Lombardia

3.350

Riprod. ciclo aperto

2

1/12/2006

Parre

24

Ingrasso

 

Totale: 3.374

 

Brescia

focolai

Data conferma

Comune

Capi distrutti

Indirizzo produttivo

1

20/11/2006

San Paolo

1.386

Riprod. ciclo chiuso

2

20/11/2006

San Paolo

3.965

Riprod. ciclo chiuso

3

20/11/2006

San Paolo

3.123

Riprod. ciclo aperto

4

22/11/2006

Ospitaletto

330

Stalla di sosta

5

23/11/2006

Travagliato

44

Stalla di sosta

6

27/11/2006

Offlaga

5.905

Riprod. ciclo chiuso

7

4/12/2006

Offlaga

6.671

Riprod. ciclo chiuso

8

6/12/2006

Offlaga

705

Riprod. ciclo chiuso

9

6/12/2006

Artogne

131

Ingrasso

10

7/12/2006

Corzano

2.045

Ingrasso

11

8/12/2006

Verolanuova

7.563

Riprod. ciclo aperto

12

11/12/2006

San Paolo

2.050

Riprod. ciclo aperto

13

14/12/2006

Gottolengo

2.136

Riprod. ciclo aperto

14

14/12/2006

Travagliato

1.660

Ingrasso

15

15/12/2006

Gottolengo

501

Ingrasso

16

15/12/2006

Calvisano

1.911

Ingrasso

17

15/12/2006

Montichiari

3.183

Ingrasso

18

18/12/2006

Offlaga

883

Ingrasso

19

19/12/2006

Offlaga

3.696

Riprod. ciclo aperto

20

 

12/01/2007

Verolavecchia

5.978

Riprod. ciclo

aperto

 

 

 

Totale: 53.866

 

Mantova

 

 

 

 

focolai

Data conferma

Comune

Capi distrutti

Indirizzo produttivo

1

27/11/2006

San Benedetto Po

7.230

Ingrasso

2

28/11/2006

San Benedetto Po

3.870

Ingrasso

3

12/12/2006

Roverbella

2.500

Ingrasso

4

18/12/2006

San Benedetto Po

2.860

Riprod. ciclo aperto

5

18/12/2006

San Benedetto Po

3.800

Ingrasso

6

27/12/2006

San Benedetto Po

2.800

Ingrasso

7

27/12/2006

San Benedetto Po

850

Riprod. ciclo chiuso

8

03/01/2007

San Benedetto Po

83

Stalla di sosta

9

03/01/2007

San Benedetto Po

253

Ingrasso

10

12/01/2007

San Benedetto Po

5.840

Ingrasso

 

 

 

Totale: 30.086

 

Lodi

focolai

Data conferma

Comune

Capi distrutti

Indirizzo produttivo

1

15/12/2006

Ossago Lodigiano

4.800

Riprod. ciclo chiuso

 

 

 

Totale: 4.800

 

Sondrio

 

 

 

 

focolai

Data conferma

Comune

Capi distrutti

Indirizzo produttivo

1

28/11/2006

Caiolo

15

Ingrasso

 

 

 

Totale: 15

 

 

REGIONE VENETO

Verona

focolai

Data conferma

Comune

Capi distrutti

Indirizzo produttivo

1

10/11/2006

Verona

106

Stalla di sosta

 

 

 

Totale: 106

 

Padova

focolai

Data conferma

Comune

Capi distrutti

Indirizzo produttivo

1

10/11/2006

Tombolo

17

Stalla di sosta

2

14/11/2006

Teolo

200

Ingrasso

3

11/11/2006

Casalserugo

2

Agriturismo

4

22/11/2006

44

---

5

29/11/2006

Pertunia

47

---

 

 

 

Totale: 310

 

Venezia

 

 

 

 

focolai

Data conferma

Comune

Capi distrutti

Indirizzo produttivo

1

13/11/2006

Chioggia

2

Autoconsumo

 

 

 

Totale: 2

 

Vicenza

 

 

 

 

focolai

Data conferma

Comune

Capi distrutti

Indirizzo produttivo

1

16/11/2006

Vicenza

19

Stalla di sosta

 

 

 

Totale: 19

 

 

REGIONE EMILIA ROMAGNA

Reggio Emilia

 

 

 

 

focolai

Data conferma

Comune

Capi distrutti

Indirizzo produttivo

1

22/12/2006

Reggiolo

2.817

Ingrasso

 

 

 

Totale: 2.817

 

 

REGIONE MOLISE

Campobasso

 

 

 

 

focolai

Data conferma

Comune

Capi distrutti

Indirizzo produttivo

1

22/12/2006

Campodipietra

75

---

2

03/01/2007

Vinchiaturo

46

---

3

03/01/2007

Lucito

1

---

4

05/01/2007

Baranello

1

---

5

05/01/2007

Ferrazzano

3

---

6

05/01/2007

Pietracatella

24

---

7

05/01/2007

Campodipietra

2

---

8

09/01/2007

Colle d’Anchise

2

---

9

11/01/2007

Vinchiatura

1

---

 

 

 

Totale: 155

 

 

REGIONE CAMPANIA

Salerno

 

 

 

 

focolai

Data conferma

Comune

Capi distrutti

Indirizzo produttivo

1

06/12/2006

Pagani

25

---

2

08/12/2006

Sant’Egidio M.A.

2

---

3

09/12/2006

Nocera Inferiore

5

---

 

 

 

Totale: 32

 

 

 

 

 

REGIONE CALABRIA

Cosernza

 

 

 

 

focolai

Data conferma

Comune

Capi distrutti

Indirizzo produttivo

1

28/12/2006

San Giovanni in Fiore

71

---

 

 

 

Totale: 71

 

 

REGIONE SICILIA

Catania

 

 

 

 

focolai

Data conferma

Comune

Capi distrutti

Indirizzo produttivo

1

15/12/2006

Fiumefreddo di Sicilia

31

Non classificato

 

 

 

Totale: 31

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


ATTIVITA’ 2006 DEGLI SCHEMI DI SELEZIONE DEL LIBRO GENALOGICO

-Valutazione genetica in stazione (SIB Test) e distribuzione materiale seminale “giovani verri IA”

 

Il Libro genealogico opera con due indirizzi ben distinti: lo Schema di miglioramento genetico per il suino da salumeria che interessa le razze Large White italiana, Landrace italiana e Duroc italiana; e lo Schema di miglioramento genetico per il suino da macelleria (Suino Mediterraneo) che interessa la razza Pietrain.

 

I suddetti Schemi di selezione sono incentrati sulle prove in Stazione (Sib test) e sull’utilizzo del materiale seminale dei “giovani verri IA”.

 

Le prove in stazione hanno lo scopo di calcolare, sulla base dei dati raccolti sui loro fratelli, i valori genetici (trasmissibili alla discendenza) dei giovani verri e dei loro ascendenti. I valori genetici calcolati per i diversi caratteri vengono composti in un Indice di Selezione che rappresenta esattamente gli obiettivi di selezione del Libro genealogico. Nelle razze LWI e LI la valutazione genetica è completata dalla elaborazione dell’Indice di prolificità.

 

Nel corso del 2006 l’attività si è sviluppata secondo le previsioni.

 

Per quanto riguarda lo Schema del Suino da Salumeria gli allevamenti aderenti hanno inviato al Centro genetico di Gualtieri 580 gruppi, costituiti da 3 soggetti fratelli pieni coetanei. Il 58% dei gruppi appartiene alla razza Large White italiana, il 22% è di razza Landrace italiana e il 20% di razza Duroc italiana.

 

I gruppi che invece hanno completato positivamente la prova nel 2006 sono stati: 301 LWI, 98 LI e 114 DI. Tra questi sono stati individuati i riproduttori migliori: 19 verri LWI (6,3% dei testati); 6 verri LI (6,1% dei testati) e 4 verri DI (3,5% dei testati)) per la produzione convenzionata e la distribuzione mirata del materiale seminale agli allevamenti iscritti. Le dosi di materiale seminale dei “giovani verri IA”, distribuite secondo il protocollo del Libro genealogico ai “nuclei iscritti”, sono state: 4.452 LWI, 1.494 LI, 812 DI.

 

Completata positivamente la suddetta fase di distribuzione convenzionata i verri vengono messi a disposizione dei Centri produzione seme, attraverso l’organizzazione di aste pubbliche mensili. Nel 2006 i verri interessati alla compravendita in asta sono stati 24. Le dosi di materiale seminale prodotte dai Centri produzione seme possono venire utilizzate da qualunque allevamento commerciale. Si realizza così un rapido trasferimento dei risultati della selezione all’intera filiera suinicola nazionale.

 

In merito allo Schema del cosiddetto Suino Mediterraneo sono stati testati  presso il Centro genetico di Arezzo 39 gruppi di razza Pietrain. I gruppi sono costituiti da 2 sorelle piene coetanee. I gruppi che hanno terminato la prova con una valutazione genetica positiva sono stati 31.

 


 

 

 

CONSORZIO DI TUTELA SALUMI DI CALABRIA

-Pietro Molinaro eletto presidente                                                  

 

E’ stato costituito il Consorzio di promozione e tutela dei Salumi di Calabria DOP, che sono la soppressata, il capocollo, la salsiccia e la pancetta di Calabria. Il Consorzio comprende tutti gli attori della filiera: salumifici, allevatori, macellatori e confezionatori. Le imprese consorziate sono 150. A guidare il Consorzio è stato chiamato Pietro Molinaro, vice presidente ANAS, e riconosciuto artefice del progetto che ha portato all’ottenimento delle quattro DOP e di tutte le più importanti iniziative di sviluppo della suinicoltura calabrese nonché del progetto in itinere di valorizzazione delle carni dei suini pesanti delle regioni meridionali, attraverso il nuovo marchio “Suino Napoli”. Il neo presidente ha tra l’atro sottolineato l’importanza per la realtà produttiva calabrese della costituzione del Consorzio, che sancisce la scelta fatta nel 1995 dagli allevatori a favore della organizzazione di una filiera della qualità e della tipicità. Il Consorzio è uno strumento importante per proseguire sulla strada della politica di valorizzazione economica delle produzioni di qualità legate al territorio, che non può prescindere da una stretta e leale collaborazione tra tutti gli anelli della filiera.

 

 

 

 

 

 

PROSCIUTTI DOP 2006                                                                                    

 

Il 2006 conferma ed aggrava la contrazione produttiva iniziata nel 2005 e riguardante il distretto di Parma. Infatti, a Parma il dato delle lavorazioni DOP si attesta a 9.325.172 (-5,9% rispetto all’anno precedente; pari a 584.197 cosce). Questa forte riduzione non è compensata dal discreto andamento dell’attività di salatura dei produttori di prosciutto di San Daniele. Il distretto friulano ha fatto registrare una crescita del 3,3% (cosce salate 2.652.995), coerente con le stime definite dal comitato interprofessionale – costituito ai sensi dell’art. 11 del D.Lgs n. 173/98.

 

 

 

 

 

 

III FORUM DELLA FONDAZIONE QUALIVITA

 

Il 27 e 28 novembre 2006 a Madrid si è tenuta una importante iniziativa, organizzata dalla Fondazione Qualivita, per approfondire la problematiche produttive e commerciali dei prodotti di qualità. Le aree di approfondimento hanno riguardato la frutta, i salumi, l’olio d’oliva e le innovazioni dell’agroalimentare. I ministri dell’agricoltura spagnolo ed italiano sono intervenuti ai lavori ed hanno colto l’occasione per confrontarsi sulle strategie politiche da adottare per la difesa ed il sostegno a livello internazionale degli importanti patrimoni agro-alimentari che Italia e Spagna possiedono.

Il presidente ANAS Gusmaroli ed il vice presidente Testa hanno partecipato all’iniziativa ed hanno avuto l’opportunità di rappresentare ad autorevoli interlocutori le istanze e le aspettative dei suinicoltori italiani.

 

 

 

 

 

PREMIO ARCHIMEDE MORDENTI

 

L’Accademia dei “Porci Bravi” per onorare la memoria del prof Mordenti ha istituito un premio da assegnare ad un giovane laureato in Biotecnologie o Medicina Veterinaria o Scienze Agrarie o Scienze e Tecnologie delle produzioni animali, che abbia portato un valido contributo alla suinicoltura. Il premio verrà consegnato durante la cerimonia di assegnazione del “Porco Bravo”.

 

 

 

 

 

TAVOLO DI FILIERA

-Debutta il tavolo della suinicoltura

 

I tavoli di filiera sono preposti alla stipula delle intese di filiera, alla definizione dei piani di ristrutturazione nonché alla valutazione delle problematiche relative a ciascuna filiera.

Il tavolo della suinicoltura è un momento specialistico del tavolo di filiera zootecnico.

Il Ministero accogliendo le richieste delle Organizzazioni agricole ha convocato la prima riunione il 16 gennaio 2007. Tra gli argomenti trattati in evidenza le problematiche produttive nell’ambito dei circuiti tutelati e quelle del rapporto con la distribuzione moderna.

Si tratta di un importante tappa di un percorso impegnativo ma necessario per la condivisione delle politiche di sviluppo tra i diversi soggetti coinvolti: rappresentanti degli agricoltori e dell’industria agro-alimentare, amministrazione pubblica.

 

 

 

 

AGGIORNAMENTO NORME DEL LIBRO GENEALOGICO  E DEL REGISTRO ANAGRAFICO

 

Con DM 24089 del 18.12.2006 il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha approvato, alcune modifiche:

  • del Disciplinare del Libro genealogico e Registro anagrafico, precisando meglio alcuni requisiti degli Uffici periferici e gli obblighi degli allevatori aderenti;
  • del Disciplinare per le prove in stazione, che nella versione aggiornata prevede una nuova procedura di identificazione dei maschi candidati alla prova, la formalizzazione del criterio per l’abilitazione alla I.A. dei verri migliori (gruppo completo), una nuova base genetica per le razze Large White italiana, Landrace italiana e Duroc italiana;
  • delle Norme tecniche, che prevedono una nuova procedura per il trattamento delle famiglie con soggetti portatori del gene alotano e soprattutto l’aggiornamento degli standard dei tipi genetici autoctoni ed una più precisa definizione dei caratteri che comportano l’esclusione dal Registro anagrafico.