ANAS NOTIZIE

Anno 2006 – Numero 10

 

 

 

Sommario

 

·      RAZZE AUTOCTONE E PRODUZIONI DI NICCHIA

·      LE MICOTOSSINE NEGLI ALIMENTI PER ANIMALI
Le raccomandazioni della Commissione UE

 

·      COMPARTO ITALIANO CARNI
La produzione a prezzi di base

 

·      LE MACELLAZIONI SUINE
I dati gennaio - maggio 2006

 

·      LE IMPORTAZIONI E LE ESPORTAZIONI ITALIANE DI SUINI E CARNI SUINE
I dati del primo semestre 2006

 

·      COMITATO DIRETTIVO

 

·      NOVITA’ DALLA CTC
Aggiornata la base genetica delle razze del suino pesante, definite alcune caratteristiche delle razze autoctone

 

·      PASSERELLA VERRI I.A. ED ASTA

 


 

RAZZE AUTOCTONE E PRODUZIONI DI NICCHIA

 

Le razze autoctone italiane rappresentano una realtà importante sotto il profilo storico, culturale, sociale ed economico. La loro salvaguardia è una delle componenti qualificanti ed imprescindibili delle politiche per lo sviluppo di modelli produttivi sostenibili, fortemente integrati con attività di tipo "agrituristico".

L'interesse del mercato per i prodotti derivati da questi sistemi produttivi assicura prospettive di sviluppo promettenti e può garantire nel prossimo futuro le necessarie risorse per il consolidamento della conservazione di queste razze.

L'attività del Registro anagrafico ha dimostrato la sua importanza ed efficacia per la salvaguardia di questi particolari "tipi genetici". I servizi informativi avanzati, quali sono quelli disponibili sul sito www.anas.it alla voce Registro anagrafico, ed il rigoroso rispetto delle norme che regolano l'utilizzo dei riproduttori consentono una gestione delle razze coerente con gli obiettivi della conservazione.   

La disponibilità di una popolazione di soggetti puri con una equilibrata variabilità genetica e con caratteristiche di razza ben definite rappresenta il punto di arrivo del lavoro del Registro anagrafico, ma è anche il punto di partenza per la gestione di programmi di allevamento di suini, le cui carni possano ottenere una adeguata valorizzazione commerciale in un mercato di nicchia per prodotti molto differenziati.

 

 

 

 


 

LE MICOTOSSINE NEGLI ALIMENTI PER ANIMALI

Le raccomandazioni della Commissione UE

 

Le micotossine sono sostanze tossiche prodotte, in particolari condizioni ambientali, da alcune specie di funghi microscopici che si sviluppano sia sulle materie prime che sui prodotti trasformati.

 

Le Aflatossine B1, B2, G1, G2 si sviluppano su cereali, semi oleaginosi, spezie, frutta fresca e secca, mais, arachidi, pistacchi, nocciole e noci brasiliane.

Sono prodotte dal metabolismo di alcuni funghi appartenenti alla classe degli ascomiceti, genere Aspergillus,  presenti su vari substrati vegetali in condizioni di difficile crescita della pianta (stress idrico, parassiti, ecc.) con temperature di 25-30°C e umidità relativa tra l’88 e il 95%. La contaminazione inizia in campo e può successivamente interessare le fasi di raccolta, essiccazione, conservazione, trasformazione, manipolazione e trasporto.

Le Aflatossine M1 e M2 si sviluppano invece sul latte e sui suoi derivati.

Si tratta dei metaboliti idrossilati delle aflatossine B1 e B2 rinvenibili nel latte di animali alimentati con derrate contaminate da quelle aflatossine.

L’Ocratossina A può trovarsi nei cereali, nelle spezie, nel cacao, nel caffè, nelle carni suine ed avicole, nel vino e nella birra.

E’ prodotta principalmente da due muffe che si formano su granaglie, mangimi e alimenti: l’Aspergillus ochraceus, che ama le temperature elevate ed è più diffuso nelle regioni temperate, e il Penicillium verrucosum che è favorito dalle basse temperature ed è diffuso nelle regioni fredde. Per la loro crescita nei cereali sono necessari un’umidità almeno del 15-16% e temperature comprese tra i  4 e i 37°C.

La micotossina Zearalenone si sviluppa sul mais e sugli altri cereali. E’ prodotta da alcune specie di Fusarium come il Graminearum, il Culmorum e il Crookwellense. Ne favoriscono la produzione l’umidità elevata e temperature comprese tra i 10° e i 30°C. Sebbene elettivamente si trovi sul mais, può trovarsi sui cereali vernini anche già contaminati da deossinivalenolo.

 

I Tricoteceni sono micotossine che si distinguono in due gruppi: il gruppo A, che comprende le tossine T-2 e HT-2, ed il gruppo B, che comprende il deossinivalenolo. Queste tossine si trovano sui  cereali vernini come il frumento, l’orzo, ecc.

I tricoteceni del gruppo A sono  prodotti da funghi del genere Fusarium sporotricoides in granaglie umide lasciate in campo in condizioni di basse temperature.

I tricoteceni del gruppo B sono prodotti da funghi del genere Fusarium graminearum e culmorum. Si sviluppano in campo con un clima temperato fresco, piovoso e umidità superiore al 20%, mentre l’umidità inferiore al 18% ne blocca la sintesi. Colpiscono soprattutto il frumento. La Commissione ha recentemente raccomandato per il deossinivalenolo (DON)  il limite di  900 ppb nel mangime; si tratta di un limite relativamente elevato che non si avvicina ai valori sinora riscontrati sul frumento italiano che presenta una contaminazione media, almeno nelle regioni meridionali, intorno a 185ppb.

 

Le Fumonisine attaccano invece il mais. Sono prodotte da funghi del genere Fusarium, in particolare dal Fusarium Verticilloides e Proliferatum. Prosperano con il clima caldo e secco tipico delle pianure mediterranee, si sviluppano prima della raccolta e sono favorite da parassiti del mais come la piralide. Gli stress cui è sottoposta la pianta aumentano i rischi di infestazione.

 

Per quanto riguarda l’aflatossina, già il Decreto Legislativo 10 maggio 2004 n. 149 ne aveva stabilito i limiti di tollerabilità a 0,02 ppm (=0,02mg/kg = 20ppb) nelle materie prime per mangimi e nei mangimi complementari e completi per suini con un tasso di umidità del 12%.

Successivamente, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha stabilito che anche le micotossine Deossinivalenolo, Zearalenone, Ocratossina A e Fumonisine B1 e B2 hanno effetti tossici per alcune specie animali e per chi si alimenta dei loro prodotti e le ha dichiarate sostanze indesiderabili nei mangimi.

Con la Raccomandazione 2006/576/CE (pubblicata sulla GUCE Serie L 229 del 23.8.2006) la Commissione ha recentemente richiesto agli Stati membri il rispetto di alcuni valori limite oltre i quali la presenza di queste sostanze tossiche non può essere tollerata. Si ricorda che la Raccomandazione è un atto non vincolante che viene utilizzato dagli organi comunitari per sollecitare gli Stati membri ad attenersi ad un comportamento giudicato più conforme agli interessi della Comunità.

Gli Stati membri dovrebbero quindi garantire l’applicazione dei valori di riferimento indicati, allo scopo di stabilire l’accettabilità o meno dei mangimi composti e dei cereali. Solo per quanto riguarda le fumonisine B1 e B2, l’applicazione dei valori fissati dalla Commissione è rinviata dal 1° ottobre 2007, mentre non vengono fissati valori limite per le micotossine T-2 e HT-2 (Tricoteceni del Gruppo B). Si ricorda inoltre che, limitatamente all’Ocratossina A, il decreto del Ministero della Salute 15 maggio 2006 (GURI 120 del 25.5.2006) ha già ufficialmente introdotto gli stessi limiti in Italia dal 26 maggio 2006.


 

     

Micotossina

Prodotto destinato all’alimentazione degli animali

Valore di riferimento in mg/kg (ppm) di mangime al tasso di umidità del 12%

Deossinivalenolo

 

Materie prime per mangimi:

  1.  cereali e prodotti a base di cereali (inclusi i cereali foraggeri)  fatta eccezione per i sottoprodotti del granoturco
  2. sottoprodotti del granoturco

 

Mangimi complementari e completi per suini

 

 

 

                  

                   8

                 12

 

                 0,9

Zearalenone

Materie prime per mangimi:

  1. cereali e prodotti a base di cereali (inclusi i cereali foraggeri)  fatta eccezione per i sottoprodotti del granoturco
  2. sottoprodotti del granoturco

 

Mangimi complementari e completi:

  1. per suinetti e scrofette
  2. per scrofe e suini da ingrasso

 

 

 

                

                 2

                 3

 

 

                 0,1

                 0,25

Ocratossina A

 

 

Materie prime per mangimi:

  1. cereali e prodotti a base di cereali (inclusi i cereali foraggeri)

 

Mangimi complementari e completi per suini

 

 

                

                 0,25

 

                 0,05

Fumonisine B1 + B2

Materie prime per mangimi:

  1. granoturco e prodotti derivati (inclusi i cereali foraggeri)

Mangimi complementari e completi per suini

 

 

                  60

                   5

 

La Commissione infine, precisa che nel caso in cui i cereali e i prodotti a base di cereali siano somministrati direttamente agli animali, è necessario prestare attenzione a che il loro utilizzo nella razione giornaliera non comporti un’esposizione alle micotossine superiore a quella che comporterebbe una razione giornaliera composta esclusivamente di mangimi completi.

 

 

 

 


 

 

COMPARTO ITALIANO CARNI

La produzione a prezzi di base

 

L’Istat ha reso noti i dati relativi alla produzione ai prezzi di base del comparto carni. I dati riportati in tabella evidenziano un netto calo del valore della produzione nel comparto di tutti i prodotti zootecnici alimentari (-6,8%). In particolare, per quanto riguarda il settore delle carni suine, la produzione è stata pari a 2.238.695.000 €, in calo del 5,1% rispetto all’anno 2004. Il cedimento interessa anche il comparto bovino (-3,7%), il settore del pollame (-22,2%) e le carni ovicaprine (-18,8%). Il calo è invece meno significativo per le carni equine (-0,6) ed il settore cunicolo (compresa la selvaggina e gli allevamenti minori come struzzi, lombrichi, ecc.) che hanno registrato un cedimento dello 0,9%.

Il valore della carne suina prodotta nel 2005 rappresenta il 26,5% del valore totale della produzione del comparto italiano carni, preceduta solo dalle carni bovine che rappresentano il 39,5% del totale.

 

 

 

 

 

Carni suine

% sul totale carni

Carni bovine

% sul totale carni

Carni ovine e caprine

% sul totale carni

Carni equine

% sul totale carni

Pollame

% sul totale carni

Conigli selvag-gina (*)

% sul totale carni

Totale carni

% sul totale prod. zoot. alimen.

Totale prodotti zootecnici alimentari

% sul totale agricoltura

2001

2.776.371

28,7

3.494.381

36,1

340.845

3,5

53.225

0,5

2.080.304

21,5

866.246

8,9

9.681.604

64,5

15.008.208

32,5

% 01/00

27,9

 

0,3

 

-4,1

 

34,4

 

6,5

 

10,2

 

9,4

 

6,9

 

2002

2.357.891

26,1

3.549.348

39,3

284.125

3,1

49.927

0,6

1.939.924

21,5

777.188

8,6

9.036.747

62,9

14.359.762

31,3

%02/01

-15,1

 

1,6

 

-16,6

 

-6,2

 

-6,7

 

-10,3

 

-6,7

 

-4,3

 

2003

2.413.762

25,7

3.643.828

38,8

402.211

4,3

51.445

0,5

1.929.692

20,6

860.819

9,2

9.386.371

63,2

14.848.948

31,9

%03/02

2,4

 

2,7

 

41,6

 

3,0

 

-0,5

 

10,8

 

3,9

 

3,4

 

2004

2.358.016

25,7

3.462.375

37,7

296.936

3,2

55.211

0,6

2.004.205

21,8

1.012.867

11,0

9.189.609

63,0

14.585.538

29,9

%04/03

-2,3

 

-5,0

 

-26,2

 

7,3

 

3,9

 

17,7

 

-2,1

 

-1,8

 

2005

2.238.695

26,5

3.335.716

39,5

241.237

2,9

54.900

0,7

1.559.944

18,5

1.004.025

11,9

8.434.517

62,0

13.593.943

30,1

%05/04

-5,1

 

-3,7

 

-18,8

 

-0,6

 

-22,2

 

-0,9

 

-8,2

 

-6,8

 

 


 

LE MACELLAZIONI SUINE

I dati gennaio - maggio 2006

 

Secondo i dati diffusi dall’Istituto Nazionale di Statistica, nei primi cinque mesi del  2006 si registra un aumento del 3,1% delle macellazioni suine rispetto allo stesso periodo del 2005. Relativamente ai suini grassi, le macellazioni salgono del 2,9%, aumenta del 2,6% il loro peso vivo totale, mentre il peso medio a capo è in leggera flessione            (-0,2%). Stabile il dato relativo alla resa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

N. di capi

Diff. % 06/05

Peso vivo (q)

Diff. % 06/05

Peso medio (kg)

Diff. % 06/05

Peso morto (q)

Diff. % 06/05

Resa

Diff. % 06/05

 

Lattonzoli

431.720

5,7

56.796

1,9

13,2

-2,9

44.403

2,2

78,2

0,3

 

Magroni

492.023

3,5

392.594

-6,6

79,8

-9,8

306.378

-7,3

78,0

-0,8

 

Grassi

4.703.654

2,9

7.626.133

2,6

162,1

-0,2

6.117.453

2,8

80,2

0,1

 

Suini totale

5.627.397

3,1

8.075.523

2,1

143,5

-1,0

6.468.234

2,3

80,1

0,1

 

Elaborazione ANAS su dati Istat

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Secondo i dati degli Istituti di controllo IPQ-INEQ invece, nel circuito dei prosciutti DOP le macellazioni sono diminuite dell'1,7%, le cosce certificate sono calate del 4,4% e le cosce DOP hanno registrato un -5,7% rispetto allo stesso periodo del 2005.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Diff.%

 

 

 

 

 

 

 

 

Suini certificati per DOP

3.651.975

-2,1%

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Suini macellati per DOP

3.627.888

-1,7%

 

 

 

 

 

 

 

Cosce certificate

5.882.281

-4,4%

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cosce DOP

4.979.183

-5,7%

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Elaborazione ANAS su dati IPQ-INEQ

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

LE IMPORTAZIONI E LE ESPORTAZIONI ITALIANE DI SUINI E CARNI SUINE

I dati del primo semestre 2006

 

L’Italia ha importato circa 479.894 t di carne suina (tra animali a peso morto e carni) per un valore complessivo di 924.847 milioni di €.  Queste stime, elaborate da ANAS su dati Istat, evidenziano una significativa crescita delle importazioni rispetto allo stesso periodo del 2005 pari all’8,9% in termini di quantità e del 16,2% in termini di valore.

Scendendo nel dettaglio, il nostro Paese ha importato complessivamente 389.714 t di carni fresche (+9,2%) al costo di 742.191 milioni di € (+17,9%) e 34.993 t di carni congelate (+2,1%) per una spesa pari a circa 71.150 milioni di € (-2,5%). Aumentano del 26,6% in peso le importazioni di carni lavorate (circa 21.844 t) e del 21,7% in valore (70.615 milioni di €).

Per quanto riguarda le carni destinate alla trasformazione, si registra un aumento del 5,3% delle importazioni di cosce fresche (276.292 t) al costo di 507.650 milioni di € (+15,4%).

Per le carni già lavorate invece, si mette in evidenza l’importazione di 1.836 t circa di prosciutti con osso secchi o affumicati (+142,5%), di 1.436 t di prosciutti con osso salati o in salamoia (+7,9%) e di 1.981 t di prosciutti sotto forma di preparazioni o conserve (+11,7%). Il valore complessivo di queste importazioni è di 15.464 milioni di €.

Il nostro Paese ha quindi importato in totale 284.175 t tra cosce fresche e congelate (circa 28,5 milioni di pezzi, senza considerare le mezzene) e prosciutti già lavorati per una spesa di circa 528.067 milioni di €, ossia il 57,1% del totale della spesa sostenuta per tutte le importazioni italiane di suini e carni suine.

Per quanto riguarda le carni destinate al consumo fresco, si segnala un forte aumento nelle importazioni dei lombi: nei primi sei mesi del 2006 si sono importate complessivamente 6.583.463 t di lombate fresche e congelate (+18,7%) per una spesa pari a 17.008,5 milioni di € (+25,5% rispetto allo stesso semestre del 2005).

Aumentano anche le importazioni di suini vivi (+30,1% rispetto al primo semestre 2005) al costo complessivo di circa 36 milioni di €. In flessione il dato relativo all’importazione di riproduttori (-27,8%) anche se il loro valore è in aumento (+9,7%).

Per quanto riguarda le esportazioni, è in aumento del 37,3% il dato relativo all’export di suini vivi  ed aumenta del 29% il loro valore.

Se l’Italia non è un forte esportatore di carni fresche e congelate, si conferma invece un importante fornitore di carni lavorate. Nei primi sei mesi del 2006 abbiamo esportato 46.442 t di carni lavorate per un valore di 331.744 milioni di €. Il dato è in aumento del 6% circa e rappresenta l’82,9% del valore complessivo di tutte le nostre esportazioni.

Scendendo nel dettaglio, abbiamo venduto all’estero 3.541 t di prosciutti con osso secchi o affumicati (-2,7%),  4.579 t di prosciutti interi o in pezzi sotto forma di preparazioni e conserve (-1,8%) e 316 t di prosciutti con osso salati o in salamoia (-9,6%). Il dato complessivo dell’export di prosciutti è in lieve flessione ed il loro valore, pari a 44.099 milioni di €, rappresenta solo l’11% circa del valore totale delle nostre esportazioni di carni suine.

Sono invece in aumento del 4,8% gli scambi di salumi ed insaccati: nel primo semestre del 2006 l’Italia ha venduto all’estero 7.923 t di prodotti non cotti per un valore di 69.997 milioni di €, e 8.860 t di prodotti cotti, pari a 31.883 milioni di €. Nel complesso, il valore delle esportazioni di salumi ed insaccati ammonta a 101.880 milioni di €, il 25,5% del valore totale delle nostre esportazioni di suini e carni suine.

 

In conclusione, nei primi sei mesi del 2006 in Italia sono sensibilmente aumentate le importazioni di suini e di carni suine che abbiamo acquistato dall’estero a prezzi nettamente più elevati rispetto a quelli dello scorso anno. In particolare, sono aumentate ulteriormente le importazioni di carni fresche che, da sole, hanno rappresentato l’80% circa delle importazioni totali di carne suina e, a loro volta, sono state costituite per il 70% da cosce.

Rimane stazionario invece il volume delle nostre esportazioni (+0,5% rispetto al primo semestre 2005) a fronte un lieve aumento del  loro valore complessivo (+4,0%). L’export italiano è costituito per l’83% da carni lavorate e, tra queste i prosciutti, che ne rappresentano il 18,2%, hanno registrato nel semestre una leggera flessione delle vendite all’estero.

 


 

 

COMITATO DIRETTIVO

 

Mercoledì 4 ottobre, preceduto dalla riunione della Giunta esecutiva, si è riunito il Comitato direttivo ANAS. Tra gli argomenti all’ordine del giorno si segnala: l’approfondimento delle questioni connesse all’avvio della attività di certificazione del Gran Suino Padano; la possibile evoluzione dell’esperienza del tavolo interprofessionale permanente in forme più istituzionali, l’importanza dell’attività di coordinamento – avviata d’intesa con le Organizzazioni professionali agricole – dei commissari agricoli delle borse merci suini e dei rappresentanti nei diversi organismi interprofessionali (Consorzi, Istituti, ecc.), la diffusione sempre più capillare delle informazioni settimanali dell’Osservatorio. Inoltre il Comitato ha esaminato il progetto di accordo con SIPER, società che gestisce la Rassegna suinicola, per prevedere uno specifico evento ANAS nell’ambito della edizione della primavera 2007, ed ha ratificato l’aggiornamento delle procedure di gestione del servizio per il trasferimento dei risultati della selezione: servizio che prevede l’assistenza agli allevatori utilizzatori ed a quelli fornitori per un corretto utilizzo dei prodotti della selezione del Libro genealogico. Al termine dei lavori del comitato si è tenuta una riunione del gruppo di lavoro “formazione e comunicazione”. Esso ha fatto il punto sulla situazione della comunicazione ANAS ed in particolare si è confrontato sulle iniziative più idonee per una sempre più capillare divulgazione delle informazioni agli allevatori.


 

NOVITA’ DALLA CTC

Aggiornata la base genetica delle razze del suino pesante, definite alcune caratteristiche delle razze autoctone

 

Giovedì 12 ottobre, presieduta dal prof. Vincenzo Russo, si è riunita la Commissione Tecnica Centrale. Nel corso della riunione sono state adottate importanti delibere che riguardano sia l’attività di selezione delle razze del Libro genealogico sia quella di conservazione dei tipi genetici autoctoni.

In merito alla selezione, è stata aggiornata la procedura per l’identificazione in allevamento dei maschi candidati alla prova, è stato formalizzato il criterio per l’abilitazione alla I.A. dei verri migliori che prevede il completamento della prova di tutti i fratelli e sorelle piene (gruppo completo), ed è stata aggiornata la base genetica per le razze Large White italiana, Landrace italiana e Duroc italiana. Questa importante decisione è stata adottata dopo aver attentamente valutato l’intenso progresso genetico realizzato a partire dal 1991. L’aggiornamento della media genetica della popolazione consentirà una maggiore pressione di selezione ed è quindi una ulteriore qualificazione per l’attività del Libro genealogico, che è il punto di riferimento tecnico dei disciplinari dei più importanti prodotti DOP. Altri aggiornamenti hanno riguardato il trattamento delle famiglie con soggetti portatori del gene alotano, l’istituzione e la responsabilità dell’organizzazione degli uffici periferici, gli obblighi degli allevatori aderenti.

Infine, uno spazio importante è stato dedicato alla descrizione degli standard dei tipi genetici autoctoni ed alla precisa definizione dei caratteri che comportano l’esclusione dal Registro anagrafico.

In questo modo la CTC ha inteso rendere ancora più incisiva la meritoria attività di conservazione dei tipi genetici autoctoni.


 

 

PASSERELLA VERRI I.A. ED ASTA

 

Mercoledì 20 settembre u.s. presso la Semenitaly di Modena si è tenuta la periodica presentazione dei verri operanti in I.A. nello Schema di Selezione del “Suino da Salumeria” e l’Asta dei verri che hanno completato il periodo di produzione convenzionata.

Il Centro verri dell’Ente Lombardo Potenziamento Zootecnico (LO) si è aggiudicato il verro Landrace italiana KHONSU PRM09465 per € 2063,36 (IVA esclusa), la Semenitaly (MO) si è aggiudicata il verro Large White italiana NESTORE AVG01938 per € 2118,64 (IVA esclusa), mentre il Centro di F.A. suina di Asola (MN) si è aggiudicato il verro Large White italiana NIN-FL per € 2340,16 (IVA esclusa).

 

Al termine dell’asta è stata effettuata la presentazione dei seguenti giovani verri entrati di recente nel circuito I.A. del Libro genealogico: OGMIOS-IM Large White italiana CFR00293, OIACE-IF Large White italiana PEA26239 e SKIPPER-PL Duroc italiana CRI01719.