ANAS NOTIZIE

Anno 2006 – Numero 7

 

 

 

Sommario

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

Le Fondamenta della Qualità: la selezione per la salumeria

 

La differenziazione produttiva basata sullo sviluppo di produzioni di qualità legate al territorio rappresenta la strategia che l’Italia ha perseguito per valorizzare il proprio importante comparto agro-alimentare. Le sfide del mercato sempre più globale mettono tuttavia a dura prova la tipicità e la qualificazione della salumeria tradizionali.

 

ANAS è da sempre fortemente impegnata, di intesa con il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e le Organizzazioni professionali agricole, a sostenere le produzioni di qualità anche attraverso la gestione del Libro genealogico che negli ultimi quindici anni ha dato sostanza all’indirizzo di differenziazione dei nostri suini.

 

Per favorire il confronto-incontro tra gli allevatori e gli altri operatori della filiera e per conoscere meglio l’articolata realtà di ANAS, l’Associazione organizza la manifestazione

 

“Le Fondamenta della Qualità: la selezione per la salumeria”

 

L’iniziativa si terrà il 15 settembre 2006 presso il parco della Villa Pellegrini Cipolla

a Castion di Costermano (Verona) dalle ore 10 alle ore 18.

 

La giornata si snoderà, alternando momenti di comunicazione tecnica, confronto sulle politiche di valorizzazione e tutela, convivialità.

 

Saranno inoltre allestiti un percorso espositivo delle diverse aree tematiche dell’Associazione ed un’area dedicata alla comunicazione di qualificati partners della filiera.

 

I partecipanti potranno tra l’altro apprezzare:

 

  • il ruolo di indirizzo tecnico del Libro genealogico: la selezione delle razze rappresenta un presupposto imprescindibile per la qualificazione della filiera.
  • il ruolo di certificazione dell’Albo nazionale dei registri suini riproduttori ibridi: sono 25 i registri ufficialmente riconosciuti ed autorizzati alla produzione di 97 tipi genetici ibridi;
  • le finalità e l’operatività di salvaguardia delle razze autoctone italiane attraverso il Registro anagrafico;
  • il libero accesso alle informazioni tecnico – economiche dell’Osservatorio ANAS.

 


 

MEDICINALI VETERINARI

Recepita la Direttiva 2004/28/CE che ha introdotto un nuovo codice comunitario dei medicinali veterinari.

 

Con Decreto Legislativo del 6 aprile 2006 n. 193 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 26 maggio 2006 n. 127/L – Supplemento alla Gazzetta n. 121 del 26 maggio 2006) è stata data attuazione alla Direttiva 2004/28/CE.

 

Le nuove norme, entrate in vigore 15 giorni dopo la data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, hanno espressamente abrogato tutta la previgente normativa in materia di farmaci veterinari ed in particolare: il Decreto Legislativo 27 gennaio 1992 n. 119, il Decreto ministeriale 16 maggio 2001 n. 306, il Decreto Legislativo 24 febbraio 1997 n. 47, il Decreto Legislativo 4 febbraio 1993 n. 66 ed il Decreto Legislativo 17 marzo 1995 n. 110.

 

Quanto alle novità introdotte rispetto alla normativa abrogata, si riporta nel seguito una sintesi schematica dei cambiamenti (le parti in corsivo/sottolineato li evidenziano).

 

Termine di validità della ricetta (art. 77 D. Lgs. 193/06)

La ricetta in triplice copia non ripetibile ha validità massima di dieci giorni lavorativi dalla data di emissione mentre si ricorda che l’art. 15 del Decreto 16 maggio 2001 n. 306 prevedeva una validità massima di 7 giorni lavorativi.

 

Registro dei trattamenti di animali destinati alla produzione di alimenti (art. 79 D. Lgs. 193/06)

Questo articolo sostituisce il vecchio art. 33 del Decreto Legislativo 119/92 e stabilisce che, fatti salvi gli obblighi di registrazione da parte del veterinario, i proprietari ed i responsabili di animali destinati alla produzione di alimenti devono tenere un registro in cui riportare, relativamente all’acquisto, alla detenzione ed alla somministrazione di medicinali veterinari, le seguenti indicazioni:

-         data

-         identificazione del medicinale veterinario

-         numero di lotto (non previsto dal vecchio art. 33)

-         quantità

-         nome e indirizzo del fornitore del medicinale

-         identificazione degli animali sottoposti a trattamento

-         data di inizio e di fine trattamento

Tale registro, a pagine prenumerate e vidimato dalla ASL, unitamente alle copie delle prescrizioni medico-veterinarie ed alla documentazione di acquisto è conservato per cinque anni dall’ultima registrazione anche in caso di abbattimento degli animali prima della scadenza di tale periodo, e deve essere esibito su richiesta della ASL.

La ASL fa un’ispezione almeno una volta l’anno per accertare anche la regolare tenuta di tale registro.

La violazione di queste disposizioni è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di 2.600 ad un massimo di 15.500 €.

 

Tenuta delle scorte di medicinali veterinari (art. 80 D. Lgs. 193/06)

Il titolare di impianti in cui vengono curati, allevati e custoditi professionalmente gli animali può essere autorizzato dalla ASL  a tenere adeguate scorte di medicinali veterinari purché sussistano valide motivazioni (inciso non presente nel vecchio art. 34 che tuttavia si ritiene superfluo per gli allevatori) e purché ne sia responsabile un medico veterinario che le custodisce in idonei locali chiusi e tiene apposito registro di carico e scarico a pagine prenumerate e vidimato dalla ASL con le copie delle prescrizioni medico veterinarie e la documentazione di acquisto, da conservarsi per cinque anni (3 anni in base alla previgente normativa) dalla data dell’ultima registrazione.

Tale registro può ricomprendere anche il registro dei trattamenti di cui all’art. 79.

La ASL effettua un’ispezione per accertare la regolare tenuta anche di questo registro almeno una volta l’anno.

La violazione viene punita con una sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di 2.600 ad un massimo di 15.500 €

 

Modalità di tenuta delle scorte negli impianti di allevamento e custodia di animali destinati alla produzione di alimenti (art. 81 D. Lgs. 193/06)

L’articolo è sostanzialmente identico al vecchio art. 12 del Decreto 16 maggio 2001 n. 306: “nel caso di impianti di allevamento e custodia di animali destinati alla produzione di alimenti, autorizzati alla detenzione di scorte di medicinali veterinari, uno o più medici veterinari sono responsabili della custodia e dell’utilizzazione delle stesse e della tenuta di un apposito registro di carico e scarico. I nominativi dei medici veterinari responsabili delle scorte devono essere indicati nella domanda di autorizzazione alla quale deve essere allegata dichiarazione scritta di accettazione da parte degli stessi con l’indicazione delle ulteriori strutture presso le quali risultano eventualmente responsabili delle stesse masioni. La somministrazione agli animali dei medicinali veterinari costituenti le scorte deve avvenire nel rispetto degli obblighi di registrazione previsti dall’art. 15 del decreto legislativo di attuazione della Direttiva 2003/74/CE”.

 

Tuttavia, è stato  aggiunto un secondo comma in cui si stabilisce che “non possono formare oggetto delle scorte i medicinali veterinari contenenti antibatterici e chemioterapici da somministrarsi attraverso gli alimenti liquidi o solidi”.

Relativamente a quest’ultima disposizione si fa presente che sono stati chiesti chiarimenti sulla sua interpretazione ai competenti uffici del Ministero della Salute. Sembra infatti che alcune ASL abbiano interpretato la norma nel senso di divieto per le aziende di allevamento a detenere scorte di premiscele contenenti chemioterapici ed antibatterici, ancorché esse siano autorizzate a fabbricare mangimi medicamentosi a partire da premiscele ai sensi del D. Lgs. 90/93.

In realtà, dovrebbe essere accolta la più ragionevole interpretazione secondo cui sarà necessario distinguere l’armadietto delle scorte delle specialità medicinali dal locale chiuso in cui devono essere conservate le premiscele medicamentose.

Inoltre, il Ministero dovrà chiarire se l’acqua sia da considerarsi o meno un alimento poiché, se l’acqua non fosse ricompresa tra gli alimenti liquidi, i medicinali prefabbricati veterinari (cioè i medicinali da somministrarsi in acqua) contenenti antibatterici e chemioterapici potrebbero continuare ad essere conservati nell’armadietto delle scorte, in caso contrario essi dovrebbero essere conservati nel medesimo locale chiuso e separato ove si conservano le premiscele medicate.  Si tratta di un punto estremamente importante che continuerà a preoccupare gli allevatori di suini finché non verrà definitivamente chiarito in senso favorevole.

 

La violazione di questa disposizione è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di 2.600 ad un massimo di 15.500 €.

 

Modalità di conservazione e di utilizzo delle rimanenze di medicinali veterinari (art. 86 D. Lgs. 193/06)

La formulazione di questo articolo è sostanzialmente identica a quella dell’art. 16 del Decreto ministeriale 306/2001: “Non costituiscono scorte ai sensi dell’art. 80, comma 1, le rimanenze di medicinali veterinari al termine delle prescritte terapie effettuate mediante flaconi multidose o confezioni multiple ovvero di rimanenze dovute all’interruzione della terapia prescritta o sopraggiunta modifica della stessa. Tali rimanenze devono essere conservate conformemente alle modalità di conservazione indicate nell’etichetta del medicinale veterinario. In caso di mancato utilizzo (inciso non presente nella vecchia norma) o di scadenza, si applica quanto previsto dall’art. 117 (sui sistemi di raccolta di medicinali inutilizzati o scaduti)”.

Poiché le rimanenze si formano proprio per “mancato utilizzo” si ritiene che “in caso di mancato utilizzo” significhi in realtà “in caso si ritenga di non dover più utilizzare il farmaco”.

 

L’articolo precisa che l’utilizzo delle rimanenze può avvenire solo dietro specifica indicazione di un medico veterinario sul registro dei trattamenti e nel rispetto degli obblighi di registrazione di cui all’art. 79 del Decreto in esame e dell’art.15 del D. Lgs. 336/99.

La violazione della norma non è stata specificamente sanzionata dal legislatore, benché essa contenga un esplicito riferimento all’art. 79 la cui violazione è invece punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di 2.600 ad un massimo di 15.500 €.

 

 

Sistemi di raccolta di medicinali inutilizzati o scaduti (art. 117 D. Lgs. 193/06)

Con Decreto del Ministero della Salute, di concerto con i Ministeri dell’Ambiente e delle Attività Produttive e previo parere della Conferenza Stato-Regioni, sono stabiliti idonei sistemi di raccolta e di smaltimento per i medicinali inutilizzati o scaduti. Tali sistemi possono basarsi anche su accordi a livello nazionale o territoriale, fra le parti interessate alla raccolta.

 

Modello di ricetta medico veterinaria (art. 118 D. Lgs. 193/06)

Il modello di ricetta medico veterinaria deve essere conforme a quello stabilito nell’allegato III del D. Lgs. 193/06 che modifica leggermente la ricetta in triplice copia attualmente in uso.

 

 

 


 

RINTRACCIABILITA’ DEI PRODOTTI E DEI MANGIMI

Approvate le sanzioni al Regolamento 178/2002

 

Lo scorso 23 marzo il Consiglio dei ministri ha approvato lo schema di decreto legislativo che introduce le sanzioni per chi viola gli artt. 18, 19 e 20 del Regolamento 178/2002 sugli obblighi di rintracciabilità dei prodotti (animali inclusi) e dei mangimi.

 

La violazione dell’obbligo di tenere registri atti a consentire l’identificazione dei clienti e dei fornitori (art. 18 Reg. 178/02) è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 750 a 4.500€.

Gli allevatori possono liberamente decidere quale strumento utilizzare per “rintracciare” i propri clienti e fornitori, ma devono essere in grado di farlo.

 

La violazione dell’obbligo di avviare le procedure per il ritiro dal mercato dei prodotti (artt. 19 e 20 del Regolamento 178/02) è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 3.000 a 18.000€, salvo che il fatto costituisca più grave reato. In particolare, sono passibili della sanzione gli allevatori che non attivano le procedure per il ritiro di un animale importato, allevato o avviato alla macellazione (oppure di un mangime prodotto) che non siano conformi ai requisiti di sicurezza richiesti dalla legge e che siano già stati venduti.

 

Gli allevatori che, pur avendo attivato la procedura di ritiro dal mercato non informano contestualmente l’autorità competente, sono punibili con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 3.000€, mentre gli allevatori che non forniscono alle autorità competenti le notizie o la collaborazione dalle stesse legittimamente richieste per evitare o ridurre i rischi legati ad un animale o mangime da essi fornito, sono punibili con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 a 12.000€, salvo che il fatto costituisca più grave reato.

 

La violazione degli obblighi nei confronti degli utilizzatori (ad esempio i macellatori) e dei consumatori (artt. 19 e 20 del Reg. 178/02) è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 a 12.000€, salvo che il fatto costituisca più grave reato. Si tratta del caso in cui gli allevatori che hanno importato, allevato, distribuito un animale o un mangime non conforme ai requisiti di sicurezza, non informano l’utilizzatore o il consumatore circa i motivi dell’attivazione della procedura per il ritiro dal mercato.

 

La violazione degli obblighi specifici a carico degli operatori del settore dei mangimi (art. 20 del Reg. 178/02) è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 3.000€. Sono passibili della sanzione tutti gli operatori del settore dei mangimi (tra cui rientrano gli allevatori ai sensi del Regolamento 2005/183/CE e successive circolari applicative -  Vedi nota Osservatorio ANAS pagg.38-39) che, dopo il ritiro dal mercato del mangime non conforme ai requisiti di sicurezza, non provvedano ad adottare le disposizioni dell’Autorità.

 

Nel caso di reiterazione del reato, in aggiunta alla sanzione amministrativa pecuniaria, è prevista la sospensione dell’autorizzazione a svolgere l’attività per un minimo di 10 e un massimo di 20 giorni lavorativi.

 

La competenza dell’accertamento delle violazioni e l’irrogazione delle relative sanzioni spetta alle Regioni ed alle Province autonome.

 


VALORIZZAZIONE DEL SUINO PESANTE

I dati 2005 elaborati dal CRPA, in collaborazione con ASSER

 

La pubblicazione riguarda il fatturato lordo per suino pesante da 160 kg nei vari stadi di produzione e commercializzazione delle sue carni.

Come si evince dalla tabella riportata in calce, il fatturato lordo dell’allevatore è in progressiva diminuzione: nel 2005 è calato dell’8,6% rispetto al 2004, mentre nel 2004 il calo era stato pari all’1,4% rispetto al 2003.

Quanto al fatturato lordo del macellatore, nel 2005 si verifica un calo pari al 6,1%, mentre nel 2004 si era registrato un lieve incremento pari allo 0,4% rispetto al 2003.

Scendendo nel dettaglio, la flessione registrata nel 2005 dal macellatore è in gran parte riconducibile al calo del 19% del prezzo delle cosce destinate alle produzioni tipiche. Tutti gli altri tagli invece mantengono o aumentano il valore del 2004: per il lombo si è registrato un lieve calo pari allo 0,3%, mentre la spalla e la coppa registrano rispettivamente un incremento di valore pari a 1,5% e 5,4%.

Per quel che riguarda il settore industriale che si occupa della trasformazione delle carni suine, si segnala per il 2005 una diminuzione del fatturato lordo pari al 2,5% rispetto al 2004, mentre nel segmento della distribuzione la contrazione è stata solo dello 0,98%.

Pertanto nel 2005 gli allevatori sono stati l’anello della filiera su cui è maggiormente gravato il calo del prezzo del suino pesante (- 8,6%), seguiti dai macellatori, che comunque registrano una flessione più contenuta (-6,1%), dagli industriali (-2,5%), mentre coloro che si occupano della distribuzione dei prodotti hanno praticamente mantenuto invariato il fatturato lordo rispetto all’anno 2004 (-0,98%).

 

 

 

2003

 

2004

 

2005

 

 

kg

Quota % di valore aggiunto

Quota % di valore aggiunto

Quota % di valore aggiunto

Allevamento

 

201,13

17,45

198,31

17,34

181,29

16,01

Macellazione

127,2

305,95

9,10

307,25

9,53

288,38

9,46

di cui:

 

 

 

 

 

 

 

Cosce per crudo

24,3

107,33

35,1 (*)

97,96

31,9 (*)

79,39

27,5 (*)

Lombo Modena

23,5

77,93

25,5 (*)

79,28

25,8 (*)

79,02

27,4 (*)

Spalla disossata

13,6

29,83

9,8  (*)

31,93

10,4 (*)

32,42

11,2 (*)

Coppa +2,5kg

7,9

24,77

8,1  (*)

23,81

7,7  (*)

25,09

8,7  (*)

Lardo +4cm

13,6

23,36

7,6  (*)

25,57

8,3  (*)

23,19

8,0  (*)

Pancettone con br.

19,0

22,03

7,2  (*)

23,69

7,7  (*)

23,14

8,0  (*)

Triti e carnette

6,0

12,98

4,2  (*)

15,36

5,0  (*)

17,11

5,9  (*)

Industria

117,7

621,37

27,37

625,77

27,86

610,31

28,44

Distribuzione

108,3

1152,38

46,08

1143,40

45,27

1132,14

46,09

 

(*) Percentuale sul totale macellazione

 


 

CONSISTENZA DEL BESTIAME SUINO NEL 2003 PER CATEGORIA E REGIONE

 

Si riportano nel seguito i dati ISTAT sulla consistenza del bestiame suino distinti per regione. L’Informazione non è recentissima, ma utile per illustrare la distribuzione dei capi suini nelle venti regioni italiane.

 

 

 

REGIONI

 

Suinetti di peso < 50 kg.

 

Suini da ingrasso di peso > 50 kg.

 

 

 

Verri

 

 

Scrofe

 

Totale

capi

 

numero

 

%

PIEMONTE

364.945

522.138

976

69.056

957.115

10,45

VALLE D'AOSTA

0

298

0

405

703

0,01

LOMBARDIA

1.673.558

2.161.980

4.536

315.435

4.155.509

45,38

TRENTINO-ALTO ADIGE

5.670

21.619

69

887

28.245

0,31

Bolzano

2.241

13.369

61

622

16.293

0,18

Trento

3.429

8.250

8

265

11.952

0,13

VENETO

307.211

343.008

831

66.368

717.418

7,83

FRIULI-VENEZIA GIULIA

93.190

110.852

370

24.324

228.736

2,50

LIGURIA

734

1.534

12

421

2.701

0,03

EMILIA ROMAGNA

631.581

827.798

2.170

118.343

1.579.892

17,25

TOSCANA

74.583

119.149

509

12.367

206.608

2,26

UMBRIA

68.008

170.446

246

10.555

249.255

2,72

MARCHE

49.561

95.267

181

8.789

153.798

1,68

LAZIO

14.280

62.700

231

3.083

80.294

0,88

ABRUZZO

33.996

68.597

237

7.322

110.152

1,20

MOLISE

9.672

40.922

81

1.564

52.239

0,57

CAMPANIA

36.391

94.151

292

10.779

141.613

1,55

PUGLIA

8.681

14.081

199

1.669

24.630

0,27

BASILICATA

17.034

53.276

162

2.754

73.226

0,80

CALABRIA

20.547

84.779

584

7.295

113.205

1,24

SICILIA

19.761

22.019

401

5.030

47.211

0,52

SARDEGNA

95.518

59.579

8.886

70.191

234.174

2,56

ITALIA

3.524.921

4.874.193

20.973

736.637

9.156.724

100

 

 

 


 

 

IL CONSORZIO SPECK ALTO ADIGE INCONTRA ANAS E LA FILIERA DELLE PRODUZIONI DOP

 

Il 5 e 6 giugno ANAS ha ospitato una qualificata delegazione del Consorzio Speck Alto Adige interessata ad approfondire la conoscenza della filiera dei prodotti tutelati ed in particolare la realtà di allevamento italiana. Lo Speck Alto Adige è un marchio IGP con un importante volume produttivo: più di 2 milioni di pezzi all’anno. I produttori riconosciuti sono 27 ed utilizzano quasi esclusivamente cosce provenienti dagli altri Paesi europei.

Durante le due giornate sono stati organizzati momenti di approfondimento tecnico, con il contributo dei tecnici ANAS, dei direttori di IPQ ed INEQ e dei ricercatori della Stazione sperimentale delle conserve alimentari di Parma. Inoltre, sono state effettuate visite presso il mangimificio G.I.MA a Rubiera (RE), l’interessante e qualificato allevamento del dr Livio Zubiani a Guastalla, il Centro genetico ANAS a Santa Vittoria di Gualtieri, il macello Italcarni a Carpi ed il prosciuttificio di Grandi salumifici italiani a Langhirano.

Gusmaroli e Senfter, rispettivamente presidenti di ANAS e del Consorzio, si sono augurati che questa possa essere la prima tappa di un percorso che preveda nel prossimo futuro l’organizzazione di una filiera interamente italiana per la produzione di una significativa quantità di Speck Alto Adige IGP.

 

NOVITA’ DEL LIBRO GENEALOGICO E DEL REGISTRO ANAGRAFICO

(loghi LG e RA)

 

Il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali con DM 21664 del 8 giugno 2006 ha approvato le modifiche del “Disciplinare e delle Norme tecniche” riguardanti il riconoscimento del tipo genetico autoctono “razza Sarda” e quelle del “Disciplinare per le prove in stazione della specie suina – Le prove per il suino da macelleria” riguardanti la composizione del gruppo dei suini Pietrain destinato al sib test (un maschio castrato ed una femmina). I testi delle norme aggiornate sono consultabili sul sito web anas.it alle voci: libro genealogico/normative; registro anagrafico/normative.

 

NOVITA’ DELL’ALBO DEI REGISTRI SUINI RIPRODUTTORI IBRIDI (Logo UCA)

 

Il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali con DM 21519 del 30 maggio 2006 ha autorizzato il registro HBI srl alla produzione del tipo genetico Topkappa (qualifica produzione), il registro Hypor Italia srl alla produzione dei tipi genetici linea D e Linea C (entrambi con qualifica selezione), il registro Suffolk alla produzione dei tipi genetici Verro Suffolk e Suffolk GP (qualifica selezione) e Suffolk Perla (qualifica produzione). Inoltre, sono stati approvati gli aggiornamenti degli schemi di ibridazione della “scrofetta ibrida CD” del registro Hypor Italia srl e di “Delta31” del registro HBI srl. Infine, il Ministero ha preso atto della cessazione del riconoscimento del tipo genetico “Camborough 26” (22.03.2006) del registro PIC Italia spa e del tipo genetico “K2” (31.12.2006) del registro HBI srl.

 

AGGIORNAMENTO ESPERTI DEL LIBRO GENEALOGICO

 

Venerdì 19 maggio u.s. si è tenuta una giornata di formazione ed aggiornamento riservata agli iscritti all’Albo degli esperti. Nel corso della giornata i numerosi partecipanti hanno approfondito alcune questioni tecniche riguardanti la selezione delle razze del suino pesante, sono stati informati sui risultati raggiunti dallo schema di selezione e si sono esercitati nella valutazione morfo-funzionale, sotto la guida del coordinatore Carniani.  L’iniziativa è stata brillantemente ospitata dall’Az. Agr. Pasotti ss di Imola, noto allevamento iscritto al Libro genealogico con nuclei di razza Large White Italiana, Duroc Italiana e Pietrain.

 

PASSERELLA VERRI I.A. ED ASTA

 

Mercoledì 31 maggio u.s. presso la Semenitaly di Modena si è tenuta la periodica presentazione dei verri operanti in I.A. nello Schema di Selezione del “Suino da Salumeria” e l’Asta dei verri che hanno completato il periodo di produzione convenzionata.

 

La Semenitaly (MO) si è aggiudicata i verri Large White italiana MIRTILO-FL CR080559 e LUCE-FU PEA24157 rispettivamente per € 2.419,68 e € 2112,96 (IVA esclusa).

 

Al termine dell’asta è stata effettuata la presentazione dei seguenti giovani verri entrati di recente nel circuito I.A. del Libro genealogico: OANNES-FL Large White italiana CN046725, NUBE-IC Large White italiana PEA25265 e  KRONOS-IF Landrace italiana SPL00714.