ANAS NOTIZIE

Anno 2006 – Numero 5

 

 

 

Sommario

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

UNIONE EUROPEA – LEGGERO AUMENTO PRODUTTIVO NEL 2006

 

Nel corso della riunione del Gruppo Previsioni tenutosi a Bruxelles lo scorso 31 marzo, la Direzione Generale Agricoltura della Commissione Europea ha diffuso le previsioni di produzione suinicola nell’Unione Europea.

Nella vecchia Europa dei 15 Stati membri, per l’anno 2006 si stima una sostanziale stabilità delle produzioni rispetto al 2005.

La Germania è lo Stato che dovrebbe registrare l’aumento più significativo, pari all’1,3% rispetto all’anno appena concluso, mentre negli altri Paesi forti produttori la crescita è modesta (in Spagna e in Olanda dovrebbe aumentare solo dello 0,1%).

Per gli altri Stati dell’Europa a 15, ad eccezione del Portogallo, si prevede invece una contrazione dei livelli produttivi: in Francia il calo è quantificato in -0,7%, in Danimarca -0,2%, in Italia e in Austria -0,4%, mentre è più consistente nel Regno Unito (-3,1%), nel Belgio (-1,8%), in Svezia (-2,5%), in Grecia e in Irlanda (-2,8%). Negli Stati recentemente annessi all’Unione Europea, la Polonia, il Paese maggiore produttore con 22.773 milioni di capi previsti nel 2005, dovrebbe portare la produzione suinicola a 25.372 milioni di capi nel 2006, con un aumento pari all’11,4%. Si stima invece un calo produttivo in Ungheria e nella Repubblica Ceca, rispettivamente pari all’1,9 ed all’1,3%.

Nel complesso, la produzione suinicola nell’Europa a 25 Stati dovrebbe così aumentare nella misura dello 0,9%.

 


PRODUZIONI E MACELLAZIONI

Le previsioni 2006 della Direzione Generale Agricoltura della Commissione Europea.

 

 

I dati relativi alle previsione delle produzioni nei 25 Paesi membri sono riportati in dettaglio nella tabella che segue:

 

Paesi

2005

2006

Diff.% 06/05

Germania

41.571

42.100

1,3

Spagna

37.207

37.241

0,1

Francia

25.914

25.730

-0,7

Danimarca

25.758

25.715

-0,2

Olanda

20.670

20.700

0,1

Italia

12.505

12.461

-0,4

Regno Unito

8.739

8.464

-3,1

Belgio

10.547

10.353

-1,8

Portogallo

4.861

4.907

0,9

Austria

4.711

4.690

-0,4

Grecia

2.167

2.135

-1,5

Finlandia

2.403

2.421

0,7

Svezia

3.160

3.080

-2,5

Irlanda

3.095

3.007

-2,8

Lussemburgo

122

131

7,8

Ungheria

4.882

4.790

-1,9

Repubblica Ceca

4.325

4.270

-1,3

Polonia

22.773

25.372

11,4

Lettonia

510

524

2,7

Lituania

1.367

1.389

1,6

Estonia

515

516

0,2

Slovacchia

1.533

1.427

-6,9

Slovenia

681

699

2,6

Malta

108

112

3,7

Cipro

672

674

0,3

EUR 15

203.429

203.134

-0,1

EUR 25

240.796

242.907

0,9

 

In linea con le previsioni di produzione, nell’Europa a 15 si stima una sostanziale stabilità del numero di capi che saranno macellati nel 2006, mentre si segnala un aumento delle macellazioni nell’Europa a 25 Stati.

 

In particolare, l’aumento più consistente dovrebbe registrarsi in Polonia, dove il numero di capi suini macellati potrebbe crescere, come la produzione, dell’11,5%.

 

Per quel che riguarda i Paesi della vecchia Europa, la Germania dovrebbe registrare un aumento delle macellazioni pari all’1,35%, la Spagna dello 0,6% e l’Olanda dello 0,2%.

 

In Italia si segnala invece una contrazione pari allo 0,4%, in Francia dello 0,7% e nel Regno Unito il calo più consistente, pari a -3,2%.

 

I dati relativi alle previsioni delle macellazioni suine in Europa sono riportati in dettaglio nella tabella che segue:

 

Paesi

2005

2006

Diff. %

Germania

48.225.315

48.877.706

1,35

Spagna

37.616.148

37.853.615

0,63

Francia

25.682.882

25.501.550

-0,71

Danimarca

22.109.188

22.076.181

-0,15

Olanda

14.249.570

14.274.890

0,18

Italia

13.010.294

12.963.310

-0,36

Regno Unito

9.148.061

8.858.724

-3,16

Belgio

10.844.447

10.645.704

-1,83

Portogallo

5.136.514

5.184.279

0,93

Austria

5.340.414

5.362.776

0,42

Grecia

2.105.343

2.073.780

-1,50

Finlandia

2.399.260

2.416.982

0,74

Svezia

3.159.548

3.080.175

-2,51

Irlanda

2.647.500

2.572.742

-2,82

Lussemburgo

157.843

170.525

8,03

Ungheria

5.109.912

5.020.468

-1,75

Repubblica Ceca

4.277.561

4.220.590

-1,33

Polonia

22.664.871

25.260.556

11,45

Lettonia

500.244

514.472

2,84

Lituania

1.353.139

1.374.486

1,58

Estonia

489.320

490.195

0,18

Slovacchia

1.537.080

1.430.923

-6,91

Slovenia

391.788

401.949

2,59

Malta

108.210

111.668

3,20

Cipro

672.747

675.114

0,35

EUR 15

201.832.327

201.912.939

0,04

EUR 25

238.937.199

241.413.360

1,04

 

 

 

 

 

 

 


 

 

LE MACELLAZIONI SUINE IN ITALIA

Il consuntivo 2005

 

L’Istat ha recentemente diffuso i dati definitivi relativi alle macellazioni dei capi suini in Italia nel 2005.

 

In totale sono stati macellati 13 milioni circa di capi suini, dato in flessione rispetto al 2004 del 4,2%. Scendendo nel dettaglio, sono calate del 4,4% le macellazioni di suini grassi (peso vivo  medio 162 kg) e quelle dei magroni (il cui peso medio si aggira intorno agli 86 kg/p.v.). In aumento del 9,6% invece le macellazioni di lattoni di 15 kg/p.v..

 

Nel complesso rispetto al 2004 rimane immutato il dato relativo alla resa.

 

Al contrario, nel circuito tutelato dei prosciutti si registra un aumento dei suini macellati per DOP pari al 4,09% rispetto al 2004. I dati diffusi dagli Istituti di Controllo IPQ-INEQ segnalano 8.957.335 capi macellati, su un totale di 9.019.721 suini certificati per DOP. Calano tuttavia del 1,24% rispetto al 2004 le cosce effettivamente avviate alle lavorazioni DOP.

 

Nel loro complesso i dati indicano una forte diminuzione delle importazioni di animali vivi e una diminuzione delle produzioni al di fuori delle undici regioni del circuito tutelato.

 

Nelle tabelle che seguono si riassumono i dati Istat ed IPQ-INEQ.

 

 

N. di capi

Diff. % 05/04

Peso vivo (q)

Diff. % 05/04

Peso medio (kg)

Diff. % 05/04

Peso morto (q)

Diff. % 05/04

Resa

Diff. % 05/04

Lattonzoli

889.981

9,6

133.497

10,2

15,0

0,7

104.714

9,0

78,4

-1,13

Magroni

1.083.248

-11,9

934.567

-13,5

86,3

-1,7

725.992

13,9

77,7

-0,51

Grassi

11.037.065

-4,4

17.878.659

-4,4

162,0

0,0

14.316.766

-4,3

80,1

0,13

Suini totale

13.010.294

-4,2

18.946.723

-4,8

145,6

-0,6

15.147.472

-4,7

79,9

0,00

 

 

Diff. % 05/04

Suini certificati per DOP

9.019.721

3,91

Suini macellati per DOP

8.957.335

4,09

Cosce certificate

15.128.524

-0,46

Cosce DOP

13.007.874

-1,24


 

 

VALUTAZIONE GENETICA IN STAZIONE 2005

Si consolida il progresso genetico

 

 

 

La efficacia del programma di selezione è confermata dall’ulteriore innalzamento, realizzato nel 2005, del valore genetico dei riproduttori interessati dalle prove in stazione (Sib test).

 

Le prove in stazione hanno lo scopo di calcolare, sulla base dei dati raccolti su tre loro fratelli, i valori genetici (trasmissibili alla discendenza) dei giovani verri e dei loro ascendenti. I valori genetici calcolati (Indici genetici) per i diversi caratteri vengono composti in un Indice di Selezione che rappresenta esattamente gli obiettivi di selezione del Libro genealogico.

 

Gli indici genetici dei singoli caratteri sono espressi nella unità di misura convenzionale (grammi, Kg, millimetri) e sono riferiti alla media genetica del 1993. L'indice di Selezione è invece espresso in unità di deviazione standard e fa riferimento ad una media mobile, che comprende tutti i soggetti testati dal 1991 al 2005. Più alto è il suo valore maggiore è la corrispondenza con gli obiettivi della selezione.

 

Il valore genetico medio raggiunto è di + 1,87 per la Large White italiana, + 1,26 per la Landrace italiana e + 1,58 per la Duroc italiana.

 

E’ altresì interessante dare uno sguardo al potenziale genetico raggiunto per ogni aspetto, oggetto di selezione.

 

La razza Duroc, specializzata per assicurare i riproduttori maschi da impiegare nei programmi di produzione dei suini da ingrasso, ha il trend migliore rispetto al 1993 per i caratteri riguardanti le prestazioni in allevamento: accrescimento medio giornaliero (+ 57 grammi al giorno) e indice di conversione alimentare (risparmio di 250 grammi di alimento per ogni Kg peso vivo prodotto), e le prestazioni al macello: tagli magri (+ 3,521 Kg di coppe e lombi).

 

Large White e Landrace, che costituiscono la base per la produzione in incrocio delle scrofe degli allevamenti, sono selezionate anche per le prestazioni riproduttive (prolificità) ed in modo particolarmente marcato per le caratteristiche qualitative delle carni da stagionare.

 

Ne deriva che il progresso genetico realizzabile per la velocità di crescita e per lo sviluppo dei tagli magri della carcassa risulti più moderato. In ogni caso i soggetti testati nel 2005, rispetto a quelli del 1993, hanno un potenziale genetico superiore sia per l’accrescimento medio giornaliero + 43 grammi nella LWI e + 47 grammi nella LI, sia per la produzione di coppe e lombi rispettivamente: + Kg 2,829 e + Kg 2,602.

 

 

 

 

 

 

 

Di seguito si riportano i dati di dettaglio per razza:

 

Caratteri

Large White italiana

Landrace italiana

Duroc italiana

IMG

+43

+47

+57

ICA

-0,180

-0,210

-0,250

COSCE

+0,663

+0,350

+1,067

TAGLI MAGRI

+2,829

+2,602

+3,521

CALO

+12

+26

+20

SLA

-2,4

-3,4

-3,9

GIV

 

 

-0,590

IND. SELEZIONE

+1,87

+1.26

+1,58

 

 

 

 

 

 


 

 

NOVITA’ DEL LIBRO GENEALOGICO E DEL REGISTRO ANAGRAFICO

La riunione della CTC del 28 marzo 2006

 

La Commissione tecnica centrale (CTC) è l’organo che determina i criteri e gli indirizzi per il miglioramento delle razze suine iscritte al Libro genealogico e per il mantenimento di quelle iscritte al Registro anagrafico.

Nel corso della riunione del 28 marzo scorso la CTC ha trattato diversi importanti argomenti che hanno riguardato aggiornamenti della valutazione genetica dei suini, l’integrazione di norme operative per l’accertamento degli ascendenti, la situazione della partecipazione degli allevamenti alla selezione ed il riconoscimento della razza autoctona “Sarda”.

 

Per la razza Duroc Italiana, il miglioramento genetico è basato sull’Indice Selezione che tiene nel dovuto conto i caratteri rilevanti ai fini della efficienza della produzione in allevamento ed al macello e quelli che determinano l’idoneità delle cosce alla stagionatura (calo di salatura). Nell’ambito dei soggetti selezionati (Indice Selezione positivo) è possibile individuare i verri che, distinguendosi  per la qualità della carcassa (resa in tagli magri), sono abilitabili ad operare in Inseminazione artificiale pubblica per produrre esclusivamente suini destinati all’ingrasso.  La CTC ha aggiornato l’Indice Terminale, che è lo strumento per operare la predetta individuazione, al fine di meglio corrispondere allo scopo.

 

Per la razza Pietrain la valutazione genetica in Stazione riguarda gruppi costituiti da due sorelle piene coetanee del verro candidato. L’esperienza maturata dal 1999 ad oggi ha messo in evidenza l’importanza di preservare un maggior numero di femmine per la rimonta in purezza dei nuclei di selezione. Pertanto la CTC ha stabilito la modifica della composizione del gruppo da destinare al Sib test: il gruppo dovrà essere costituito da due fratelli pieni coetanei – un maschio castrato ed una femmina.

Inoltre, è stato aggiornato l’Indice di selezione, prevedendo la correzione del carattere Tagli Magri per il peso vivo alla macellazione.

 

In merito all’attività di accertamento degli ascendenti, si ricorda che la stessa viene attuata con la tecnica DNA dei “microsatelliti” ed interessa sia le famiglie con verri candidati alla Inseminazione artificiale sia famiglie a campione. Nel 2005 sono state testate 170 famiglie e sono stati rilevati 17 casi di erronea attribuzione di paternità e maternità. Al fine di assicurare una corretta tenuta delle genealogie, la CTC ha stabilito di prevedere la radiazione di tutti i fratelli pieni coetanei di un gruppo (candidato e soggetti in prova) risultato non figlio dei genitori dichiarati. In ogni caso l’allevatore ha la facoltà di richiedere a proprie spese l’accertamento degli ascendenti al fine di evitare la radiazione.

 

Circa la situazione della partecipazione alla selezione sono stati analizzati in dettaglio i dati della gestione riproduttiva, quelli della valutazione genetica in stazione e dell’utilizzo del materiale seminale dei verri I.A.. L’andamento dell’attività è in linea con le previsioni, la CTC ha raccomandato all’UC una incisiva azione di informazione tecnica per assicurare una sempre più intensa e coerente partecipazione dei nuclei iscritti.

 

In merito al tipo genetico autoctono “Sardala CTC ha esaminato in modo approfondito la richiesta di riconoscimento presentata dall’Istituto Zootecnico e Caseario per la Sardegna e gli esiti dell’istruttoria dell’UC.  Risulta che esiste una popolazione interessante che presenta caratteristiche peculiari.

Pertanto è di estrema importanza ed urgenza attuare con il Registro anagrafico una azione di salvaguardia e conservazione per contrastare il rischio di una progressiva erosione genetica.

I soggetti appartenenti a questo tipo genetico sono allevati in condizioni estensive nelle aree montuose dell’isola. Si tratta di animali di piccola taglia (di solito non superano i 60 cm al garrese), con mantello di colore vario (nero, bianco, rosso, grigio, fulvo, unito o pezzato). Le setole sono folte e talvolta ondulate o arricciate. E’ presente una criniera dorsale ed è possibile la presenza di un ciuffo lombare. La coda è lunga e presenta setole che possono formare una caratteristica coda “cavallina”.

 

 

 

 

 


 

PESTE SUINA CLASSICA IN GERMANIA

 

Nel mese di marzo in Germania si sono verificati alcuni focolai di peste suina classica.

Il primo focolaio, risalente al 3 marzo, ha interessato due aziende di Haltern am See nel Land del North Rhine-Westphalia (a 60 km da Winterswijk in Olanda) e ha portato all’abbattimento di 575 suini. Un secondo focolaio, il 5 marzo nella stessa località, ha interessato un’azienda con 81 capi suini.

Non sono stati più segnalati casi fino al 27 marzo scorso, quando, sempre ad Haltern am See, una quarta azienda con 1.183 capi suini ha denunciato 30 casi di peste suina classica. I capi sono stati tutti abbattuti e distrutti.

 

Vista la situazione, la Commissione Europea ha deciso di adottare alcune misure precauzionali volte ad evitare il diffondersi della malattia: con Decisione 2006/254/CE del 28 marzo (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 29.3.2006) è stato introdotto il divieto di trasportare suini da e verso allevamenti di suini situati nel territorio del Land della Renania Settentrionale-Vestfalia in Germania. Le autorità sanitarie tedesche possono solo autorizzare il trasporto diretto al macello dei suini provenienti da queste aziende.

Inoltre, il trasporto di suini provenienti da allevamenti situati al di fuori di tale territorio e destinati a macelli situati all’interno del Land tedesco, così come il semplice transito di suini in tali aree, è autorizzato solo sulle strade principali e su ferrovia.

 

E’ vietata anche la spedizione di suini da questa regione verso gli altri Stati membri o verso  Paesi terzi, salvo che gli animali siano rimasti nell’azienda di origine almeno nei 30 giorni precedenti il carico o dalla nascita, oppure provengano da un’azienda in cui non sono stati introdotti suini vivi nei 30 giorni precedenti la spedizione. Da questo Land tedesco è vietata anche la spedizione di partite di sperma suino, ovuli ed embrioni.

In ogni caso, tutte le partite di suini o di sperma, ovuli ed embrioni provenienti dal resto del territorio tedesco devono essere accompagnate da un certificato sanitario in cui si dichiara che gli animali o i prodotti sono conformi alle Decisioni comunitarie relative alle misure protettive contro la peste suina classica in Germania.

 

Infine, la Decisione precisa che i veicoli utilizzati per il trasporto dei suini, o che sono comunque entrati in un’azienda suinicola, devono essere puliti e disinfettati dopo ogni operazione e l’avvenuta disinfezione deve essere certificata.


 

 

GRAN SUINO PADANO, TIP, MERCATI

 

La capillare informazione degli allevatori sulle problematiche di attualità del settore è uno degli impegni che qualificano l’attività di ANAS.

Per assecondare le numerose richieste provenienti dai suinicoltori, l’Associazione, d’intesa con Coldiretti, Confagricoltura e CIA, ha organizzato una serie di incontri per illustrare le novità introdotte dall’attivazione del circuito del Gran Suino Padano, la situazione dei mercati dei suini, ed i lavori del Tavolo Interprofessionale Permanente.

Le due iniziative principali, che hanno visto la partecipazione di un folto pubblico di allevatori, sono state organizzate il 3 aprile presso la Borsa Merci di Modena ed il 20 aprile presso la sala contrattazioni di Mantova. Inoltre sugli stessi argomenti si sono tenuti specifici incontri il 30 marzo a Lodi ed il 18 aprile a Treviso.


 

 

 

IN GAZZETTA LA PROPOSTA DI RICONOSCIMENTO DEL CIAUSCOLO IGP

 

Sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso 17 marzo è stata pubblicata la proposta di disciplinare di produzione della nuova IGP “Ciauscolo” presentata al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali dall’Associazione ciauscolo tipico delle Marche e dall’Associazione produttori del ciauscolo dei Sibillini.

La zona di produzione di questo salume tipico, costituito dall’impasto di pancetta, spalla, rifilature di prosciutto e lonza suine, viene circoscritta ad alcuni comuni delle province di Ancona, Macerata ed Ascoli Piceno.

I suini le cui carni sono destinate alla produzione del salume, devono essere nati, allevati e macellati nelle 11 regioni Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Umbria, Toscana, Marche, Abruzzo, Lazio e Molise e devono essere utilizzati i tipi genetici già autorizzati nei circuiti tutelati del Prosciutto di Parma e di San Daniele.

Nella proposta di disciplinare si precisa che le tecniche di allevamento, gli alimenti consentiti, le loro quantità e modalità di impiego sono finalizzate ad ottenere un suino pesante tradizionale.

I suini sono inviati alla macellazione non prima del nono mese compiuto di vita e non oltre il quindicesimo mese. Il peso vivo medio della singola partita inviata al macello deve essere compreso tra i 144 e i 176 kg.

Trascorsi 30 giorni dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale senza aver ricevuto osservazioni, il Ministero procederà alla trasmissione della pratica a Bruxelles per avviare l’iter di riconoscimento comunitario previsto dal regolamento 2081/92.