ANAS NOTIZIE

Anno 2006 – Numero 4

 

 

 

Sommario

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

GRAN SUINO PADANO AL NASTRO DI PARTENZA

 

Con l’avvio del circuito del Gran Suino Padano si completa un percorso progettuale che, incardinato sul sistema di tutela delle affermate DOP dei prosciutti di Parma e San Daniele, ha l’obiettivo di valorizzare l’intera carcassa del suino pesante italiano.

Il nuovo marchio, che ha già ottenuto la protezione transitoria del Ministero delle Politiche agricole e Forestali, ed il Consorzio di tutela appena costituito possono essere importanti strumenti per migliorare la difesa economica di gran parte della suinicoltura italiana.

Le carni certificate GSP potranno essere ottenute unicamente da suini nati, allevati e macellati nelle 11 regioni del Centro Nord, già area per la produzione dei suini le cui cosce sono destinate alla produzione dei prosciutti DOP. L’aspettativa è di riuscire ad orientare il consumatore verso un prodotto ottenuto al 100% in Italia con metodi di allevamento e lavorazione rigorosi e rispettosi della nostra tradizione di qualità.

ANAS è fiera di aver contribuito, assieme alle Organizzazioni professionali ed attraverso un serrato confronto interprofessionale, alla costruzione di questa iniziativa di valenza strategica per il settore.  Le sfide non sono comunque finite, inizia infatti una nuova fase non meno impegnativa e rischiosa per la corretta implementazione del complesso sistema.

L’Associazione si propone di continuare ad offrire il proprio contributo per la qualificazione della filiera suinicola italiana, che non può prescindere dal riconoscimento di un ruolo da protagonisti per gli allevatori.

 

 


 

 

MEETING DEI PRESIDENTI

-il 22 e 23 febbraio si è tenuto l’annuale incontro AIA.

 L’intervento del presidente ANAS Gusmaroli

 

Ritengo importantissimi questi appuntamenti sia per scambiarsi esperienze e rinsaldare lo spirito di appartenenza al sistema sia per trovare risposte agli allevatori che si chiedono quale futuro li aspetti.

A questo proposito ritengo utile illustrare l’esperienza ANAS, che si può riassumere con tre parole chiave: differenziare (prodotto italiano), comunicare (qualità e lavoro), coordinare (iniziative).

L’articolazione delle attività ANAS richiede tempo e specializzazione. Per questo è necessario supportare il Comitato direttivo con il lavoro di gruppi tematici e la previsione di una “unità di crisi” per la gestione delle emergenze. Nel 2005 si sono svolte ben 97 riunioni, alle quali vanno sommati una quarantina di incontri di coordinamento con interlocutori esterni ad ANAS ed il quotidiano lavoro di gestione.

Ritengo interessante ricordare tra le realizzazioni più qualificanti del 2005:

  • la definizione delle linee guida per l’aggiornamento dei regolamenti di funzionamento dei bollettini prezzi presso le Camere di commercio. Si tratta di una iniziativa interprofessionale alla quale ANAS ha assicurato un fondamentale contributo;
  • l’avvio del circuito Gran Suino Padano e la costituzione del relativo consorzio di tutela. E’ il risultato di uno sforzo durato alcuni anni e che ha visto ANAS tra i protagonisti in stretto coordinamento con le Organizzazioni professionali agricole;
  • l’avanzamento del progetto per una nuova DOP delle carni dei suini pesanti delle regioni meridionali con marchio Suino Napoli;
  • l’attivazione dell’Osservatorio della suinicoltura. Si tratta di un insieme di iniziative, tra le quali la divulgazione settimanale di dati economici ed informazioni normative riguardanti la filiera suinicola;
  • il consolidamento delle attività istituzionali: Libro Genealogico e Registro anagrafico, Albo nazionale dei Registri degli ibridi.

 

Per quanto riguarda l’immediato futuro, l’attività 2006 si svilupperà con una accresciuta intensità sul fronte delle iniziative volte a migliorare la valorizzazione delle produzioni italiane attraverso la differenziazione qualitativa e l’irrinunciabile legame prodotto – territorio. L’attività di comunicazione sarà rafforzata e saranno innovate le modalità di partecipazione alle manifestazioni fieristiche. Le nostre tradizionali Mostre richiedono una profonda rivisitazione, dobbiamo riappropriarci di spazi, strumenti e risorse per la promozione del nostro lavoro. In merito alle azioni di coordinamento, ANAS è in prima fila per assicurare in stretta collaborazione con le Associazioni socie efficacia ed uniformità alle diverse iniziative di interesse per il settore.

Concludo, invitando AIA ad essere garante dell’intero Sistema Allevatori: rispetto dei rapporti fra APA – ARA – ANA – AIA, rispetto dei ruoli fra presidenti e direttori, rispetto delle competenze territoriale, qualità e uniformità del lavoro. Il Sistema ha bisogno di regole semplici, applicabili, controllabili, non interpretabili. Ritengo importante un forte coordinamento per un rapporto più incisivo nei confronti della ricerca, dei centri di I.A., delle mostre, dei mass media e soprattutto dei consumatori.

E’ prioritaria la strada della riduzione dei costi e dell’affinamento della gestione dei dati (affidabilità e tempestività), ma è necessario innovarsi prevedendo nuovi servizi a favore degli allevatori e dei consumatori. Anagrafe, tracciabilità, certificazione, polizze assicurative sono alcuni esempi di realizzazioni, in ogni caso sono necessari ulteriori sforzi per garantire un futuro agli Allevatori e al Sistema. Sottolineo pure l’importanza della “formazione” per tecnici e direttori ma anche per amministratori.

Confermo, infine, le valutazioni positive sull’operato AIA nel 2005 e auguro a tutti che questo vento nuovo possa contribuire a gonfiare con gli euro le tasche vuote degli allevatori.

 

 

 

 

IGIENE DEI MANGIMI: IL REGOLAMENTO 2005/183/CE

 

Il Regolamento 12 gennaio 2005 n. 183 sull’igiene dei mangimi realizza un sistema di controllo sui mangimi a partire dalla produzione primaria fino alla loro somministrazione agli animali destinati al consumo umano e si applica fin dallo scorso 1° gennaio. 

 

Recentemente, la Circolare del Ministero della Salute datata 22 dicembre 2005 ha dettato importanti disposizioni applicative del Regolamento 183/2005 ed una seconda Circolare del 26 gennaio 2006 ha stabilito che il termine ultimo per rispettare gli obblighi introdotti dalla nuova normativa è il prossimo 30 giugno.

 

La prima Circolare coinvolge direttamente gli allevatori negli obblighi previsti per l’igiene dei mangimi introdotti dal Regolamento comunitario 183/2005: da una lettura combinata dei due provvedimenti emerge che l’allevatore è tenuto a rispettare diverse norme di sicurezza ed è obbligato ad avviare una pratica di registrazione e/o riconoscimento della propria azienda – più o meno complicata a seconda dei casi - presso l’autorità competente (Regione).

 

In sintesi la circolare individua i seguenti casi:

 

a)     Suinicoltori che comprano il mangime completo da somministrare agli animali e svolgono pertanto attività di deposito e stoccaggio del mangime.

 

Suinicoltori che miscelano mangimi per il fabbisogno esclusivo dell’azienda, senza usare additivi o premiscele di additivi (ad eccezione degli additivi per insilati).

 

Si tratta dei casi più semplici, cioè suinicoltori che acquistano e somministrano mangime completo, oppure acquistano mangimi complementari (nuclei), li miscelano ai cereali e somministrano ai propri suini il mangime completo così ottenuto.

Per la prima volta, anche questi allevatori sono soggetti ad un obbligo di registrazione (modello 3 della circolare), che presuppone il rispetto delle disposizioni previste dall’allegato I del Regolamento 183/2005. In particolare, la ragione che giustifica l’obbligo di registrazione a carico degli allevatori che acquistano il mangime completo sarebbe il fatto che essi conservano detto mangime almeno per il tempo necessario alla sua somministrazione.

 

b)     Suinicoltori che producono per il fabbisogno esclusivo della propria azienda i mangimi composti utilizzando additivi di mangimi o premiscele contenenti additivi di mangimi di cui ai capi 1 e 2  dell’allegato IV. Si tratta degli allevamenti già registrati ai sensi del D.Lgs 123/99 (che producono mangimi con premiscele contenenti additivi diversi da antibiotici, coccidiostatici e fattori di accrescimento) e che ora devono nuovamente registrarsi sottoscrivendo entrambi i modelli 3 e 4 della circolare.

I modelli di registrazione presuppongono il rispetto delle disposizioni prescritte dall’allegato II del Regolamento 183/2005.

   

      c)   Suinicoltori che producono per il fabbisogno esclusivo della propria azienda i mangimi composti utilizzando additivi di mangimi o premiscele contenenti additivi di mangimi di cui al capo 3 dell’allegato IV. Si tratta degli allevamenti già soggetti all’obbligo del riconoscimento ai sensi del D.Lgs 123/99 (che producono mangimi con premiscele contenenti anche antibiotici, coccidiostatici e fattori di accrescimento). Gli stabilimenti già riconosciuti ai sensi della Direttiva 95/69/CE (D. Lgs. 123/99) devono semplicemente fare una notifica all’autorità competente con la quale essi dichiarano di voler continuare la loro attività dopo il 1° gennaio 2006 e di possedere i requisiti di cui all’allegato II del Regolamento 183/2005 (modello 1bis).

            Il modello 2-bis si utilizza invece per i nuovi riconoscimenti. In questo caso, allo stabilimento è assegnato un numero di identificazione solo dopo che l’autorità competente abbia effettuato un’ispezione in loco per la verifica del possesso dei requisiti di cui all’allegato II del Regolamento 183/2005. 

 

d)     Suinicoltori che somministrano ai propri animali esclusivamente mangime prodotto in ambito aziendale. 

Essi sono soggetti all’obbligo della registrazione (non è specificato il modello) ma sono tenuti solamente al rispetto delle disposizioni dell’allegato III del Regolamento 183/2005.

 

Pertanto, fermi restando gli obblighi di riconoscimento e/o registrazione per gli allevatori che producono per autoconsumo mangimi composti utilizzando premiscele contenenti additivi, si nota che la Circolare Ministeriale 22 dicembre 2005 ha esteso gli obblighi di registrazione anche agli allevatori che comprano il mangime da somministrare agli animali e che pertanto svolgono attività di deposito e stoccaggio del mangime, agli allevatori che miscelano mangimi per il fabbisogno esclusivo dell’azienda senza usare additivi o premiscele di additivi (ad eccezione degli additivi per insilati) e perfino agli allevatori che somministrano ai propri animali mangime esclusivamente prodotto in ambito aziendale.

 

 

 

 

ANAGRAFE SUINA

-Attivazione del sito internet per la gestione dell’anagrafe

 

Con nota dello scorso 13 febbraio, il Ministero della Salute ha annunciato l’attivazione da parte dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise dell’indirizzo internet https:\\suini.izs.it (accessibile solo con password) per la gestione dell’anagrafe suina.

 

La Banca Dati Nazionale contiene le informazioni anagrafiche delle aziende suinicole, la cui registrazione è compito dei servizi veterinari delle ASL territorialmente competenti, e la registrazione in entrata ed in uscita delle partite di animali che invece compete al detentore degli animali (allevatore o commerciante).

 

Il detentore degli animali deve registrare, direttamente o attraverso altra persona delegata, tutte le informazioni contenute nel Certificato Sanitario o nella Dichiarazione di provenienza e di destinazione di ciascuna partita di suini movimentata.

 

Scendendo nel dettaglio, dovranno essere registrati dagli allevatori:

 

  1. il numero degli animali movimentati in entrata o in uscita
  2. i codici d’identificazione della struttura di partenza e di destinazione, compreso il macello
  3. la causale della movimentazione
  4. le date di arrivo o di partenza
  5. il numero del documento di accompagnamento (Certificato sanitario o Dichiarazione di provenienza e di destinazione) che identifica la partita.

 

La notifica di queste informazioni all’autorità competente o ai soggetti delegati ai fini della successiva registrazione nella Banca Dati Nazionale deve effettuarsi entro 7 giorni dall’uscita/ingresso della partita.

Se invece il detentore inserisce direttamente queste informazioni nella banca dati, l’avvenuta registrazione equivale alla notifica fatta all’Autorità competente.

 

Per la compilazione del registro aziendale, la circolare comunica che in Banca Dati Nazionale è  prevista (qualora gli allevatori volessero avvalersene) la possibilità di gestire il registro aziendale di carico e scarico degli animali tramite il sistema informatico.

 

La circolare informa che all’indirizzo internet sopra indicato sono anche disponibili, nella sezione INFO, alcuni manuali che illustrano le procedure da seguire per utilizzare la Banca Dati Nazionale. Purtroppo, senza password non è accessibile nemmeno la sezione INFO.

Si resta pertanto in attesa di ulteriori disposizioni attuative che possano consentire l’attivazione del sistema.

 

 

 

PESTE SUINA AFRICANA:

-Nuova ordinanza del Ministero della Salute

 

Con Ordinanza 23 gennaio 2006, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso 21 febbraio, il Ministero della Salute ha introdotto nuove misure straordinarie di lotta contro la peste suina in Sardegna.

 

In particolare, l’Ordinanza stabilisce alcune condizioni per poter beneficiare degli indennizzi previsti dalla legge 218/88.

L’azienda che richiede il risarcimento deve infatti essere registrata nella Banca dati nazionale dell’anagrafe zootecnica, deve essere autorizzata ufficialmente alla detenzione di suini, deve essere in possesso dei requisiti di biosicurezza prescritti dal decreto di attuazione del Piano di eradicazione delle pesti suine nella regione Sardegna (approvato anche a livello comunitario con Decisione 2005/362/CE) e deve effettuare e mantenere la registrazione delle vendite e delle macellazioni degli animali nei registri aziendali.

 

Inoltre, il proprietario o il detentore degli animali deve essere a conoscenza della vigente normativa sanitaria e degli obblighi a suo carico e, nei tre anni precedenti l’insorgenza del focolaio, non deve aver commesso violazioni delle disposizioni sanitarie riguardanti la registrazione delle aziende, l’identificazione, la registrazione e la movimentazione dei suini o il ripopolamento dell’azienda a seguito di focolaio.

 

I servizi veterinari devono verificare che i dati relativi alla registrazione delle vendite e delle macellazioni di animali siano compatibili con alcuni valori produttivi e riproduttivi minimi stabiliti dalla stessa ordinanza e devono verificare e vidimare almeno ogni sei mesi i registri aziendali e devono accertarsi della permanenza dei requisiti sanitari e di biosicurezza.

 

Per poter beneficiare dell’indennizzo, tutte le condizioni sopra elencate devono essere certificate in una relazione tecnica realizzata dai servizi veterinari della ASL territorialmente competente da allegare alla richiesta d’indennizzo all’Assessorato regionale alla sanità.

 

Qualora tali condizioni non fossero rispettate, le spese di abbattimento e distruzione degli animali sarebbero a totale carico del proprietario o detentore.

 

La regione Sardegna, tramite i servizi veterinari delle ASL (anche avvalendosi della collaborazione di associazioni di categoria o organizzazioni professionali autorizzate), provvederà a divulgare le informazioni e le istruzioni necessarie per consentire agli allevatori di rispettare gli obblighi loro imposti dal Piano di eradicazione delle pesti suine di cui alla Decisione 2005/362/CE.

 

 

 

 

COMITATO DIRETTIVO

-Approvazione bilancio consuntivo 2005, attivazione GSP, Mostre del Libro genealogico

 

Mercoledì 1 marzo, preceduto dalla riunione della Giunta esecutiva, si è riunito il Comitato direttivo ANAS. Tra gli argomenti all’ordine del giorno si segnala: l’approvazione del Bilancio consuntivo dell’esercizio 2005, che sarà sottoposto all’esame dei soci nell’Assemblea del 16 giugno prossimo; l’approfondimento delle questioni connesse all’avvio della attività di certificazione del Gran Suino Padano; la evoluzione normativo-organizzativa dei mercati dei suini; la definizione della posizione dell’Associazione circa l’organizzazione delle Mostre del Libro genealogico. A questo riguardo il Comitato, acquisito il parere degli allevatori interessati e preso atto che diversi ed importanti aspetti non sono completamente chiariti, ha ritenuto opportuno non prevedere per il corrente anno l’organizzazione di Mostre del Libro genealogico a carattere nazionale. In ogni caso, ANAS intende proseguire con la fattiva collaborazione delle Società interessate nell’approfondimento e nella definizione delle condizioni organizzative, logistiche ed economiche necessarie per la pianificazione delle due manifestazioni a carattere nazionale del Libro genealogico da tenersi nel 2007.

 

 

 

 

SALUMI TIPICI: ALCUNE NOVITA’ IN GAZZETTA

Con Decreti dello scorso 7 febbraio, pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale del 21 febbraio 2006, il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ha adottato dei provvedimenti relativi ad alcuni dei prodotti tipici della salumeria italiana.

In particolare, è stata prorogata l’autorizzazione all’Istituto Parma Qualità ad effettuare i controlli sul Prosciutto di Modena e sul Culatello di Zibello, mentre all’Istituto Nord Est Qualità è stata rinnovata l’autorizzazione per i controlli sul Prosciutto Veneto Berico Euganeo. Si segnala infine che con Decreto del 1° febbraio 2006, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 17 febbraio scorso, il Ministero delle Politiche Agricole ha accordato la protezione transitoria a livello nazionale alla modifica del disciplinare di produzione della IGP “Speck dell’Alto Adige”.

 

 

 

 

IDENTIFICAZIONE DEI SUINI

Con Decisione del 1° febbraio 2006 n. 80, la Commissione Europea ha allungato l’elenco degli Stati membri autorizzati a beneficiare della deroga di cui all’art. 3, secondo comma, della Direttiva 92/102/CEE sulla registrazione e l’identificazione degli animali. In forza di questa nuova Decisione, alcuni Stati membri sono autorizzati a non includere nell’elenco delle aziende che detengono animali, “le persone fisiche che detengono un solo suino destinato al consumo personale”. Gli Stati in questione sono l’Italia e il Portogallo (già autorizzati in precedenza) a cui si aggiungono Francia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Polonia.

 

 

 

 

APPROVATE LE LINEE GUIDA APPLICATIVE DEI REGOLAMENTI 852/2004/CE E 853/2004/CE (PACCHETTO IGIENE)

Lo scorso 9 febbraio, la Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Provincie autonome, ha siglato un accordo (ancora in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale) con cui vengono definite le linee guida che le regioni dovranno adottare per rispettare gli obblighi imposti dalla nuova normativa sull’igiene degli alimenti.

 

Per quanto di più stretto interesse degli allevatori, la Conferenza stabilisce che sono soggetti a registrazione tutti gli stabilimenti che si occupano di produzione primaria (tra cui rientra l’attività di allevamento di animali).

Con la procedura di “Denuncia di Inizio Attività (D.I.A.)”, necessaria per avviare qualsiasi tipo di attività nel settore alimentare, ogni operatore verrà automaticamente registrato dalla autorità competente che, salvo diversa determinazione della Regione o Provincia autonoma, è la ASL. 

L’Autorità Sanitaria non deve eseguire un’ispezione preventiva per procedere alla registrazione.

Si precisa che le attività già in possesso di Autorizzazione o Nulla Osta sanitario o di una Registrazione ai sensi di una specifica normativa di settore, non devono effettuare un’ulteriore notifica ai fini della registrazione prescritta dal Pacchetto Igiene.

In ogni caso, le notifiche devono seguire il seguente iter: il titolare dell’azienda deve inviare al Comune in cui ha sede l’allevamento, la comunicazione dell’esistenza (solo se l’attività non è già autorizzata), dell’apertura, della variazione della titolarità o dell’attività, della cessazione o della chiusura dell’attività. Successivamente il Comune la deve trasmettere alla ASL (Dipartimento di Prevenzione) che effettua la registrazione (ogni Regione provvederà ad approvare la necessaria modulistica).

Gli allevatori sono tuttavia esclusi dall’obbligo di presentare una vera e propria domanda di riconoscimento della propria attività, in quanto la produzione primaria è espressamente esonerata da tale incombenza dall’art. 4, comma 2 del Regolamento 853/2004/CE.

 

 

 

 

ASTA VERRI I.A. – 8 FEBBRAIO 2006

Il centro produzione seme della Semenitaly (MO) si è aggiudicato i verri Duroc italiana REMO AAM15712 e Landrace italiana KEVIN-IF TAU00724 rispettivamente per € 2.448,08 e 1693,02 (IVA esclusa); mentre quello dell’Ente Lombardo Potenziamento Zootecnico (LO) si è aggiudicato il verro Large White italiana KALI-EZ PAS 00094per la somma di € 2215,20 (IVA esclusa).