ANAS NOTIZIE

ANNO  2005  -  Numero  9

 

 

Sommario

 

·        Gran Suino Padano
Accordata la protezione transitoria ed inviata istanza per la registrazione della DOP alla Commissione europea

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Documenti

- Mostra nazionale L.g. Gonzaga 2005


 

GRAN SUINO PADANO

Accordata la protezione transitoria ed inviata istanza per la registrazione della DOP alla Commissione europea

 

 

Con DM del 5 settembre 2005 pubblicato sulla G.U. n. 215 del 15/09/2005 il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ha accordato la protezione transitoria alla denominazione Gran Suino Padano, per la quale lo stesso Ministero ha inviato alla Commissione UE istanza per la registrazione come denominazione di origine protetta.

 

Si tratta di una tappa fondamentale dell’iniziativa sulla quale gli allevatori e le loro organizzazioni hanno investito in questi ultimi anni grandi sforzi. L’obiettivo è quello di valorizzare tutte le carni dei suini nati ed allevati nell’ambito del circuito dei prosciutti DOP, che rappresentano poco meno del 70% dell’intera produzione nazionale. Il progetto ha richiesto un faticoso ma fruttuoso lavoro con le altre categorie della filiera. Nel dicembre 2003 fu costituita l’Associazione Temporanea di Impresa (ATI) tra ANAS, UNAPROS e ASSICA, che ha richiesto il riconoscimento di questa nuova denominazione.

 

Il nuovo marchio e le connesse procedure di tracciabilità possono costituire un efficace strumento per migliorare la valorizzazione commerciale dei nostri suini “pesanti” e possono favorire una più equa distribuzione del valore aggiunto tra i diversi anelli della filiera. L’attivazione di questa nuova operatività,  che integra e completa quella già consolidata del circuito dei prosciutti di Parma e San Daniele, rappresenta una grande opportunità per rendere maggiormente competitiva la filiera suinicola italiana.

Inoltre, lo sviluppo  di un sistema così articolato e diffuso costituisce l’occasione per un rinnovamento delle relazioni interprofessionali che preveda per gli allevatori, rappresentati dalle loro organizzazioni, un ruolo attivo nella gestione delle politiche produttive del comparto.

 


 

LE SCROFE DELLA SELEZIONE ITALIANA SONO PIU’ EFFICIENTI

Numerosi dati di campo confermano un trend fortemente favorevole.

Le prestazioni in allevamento delle scrofe derivate dalla selezione del Libro genealogico italiano sono migliori rispetto a quelle di altri tipi genetici.

 

 

La disponibilità di interessanti informazioni sulle prestazioni delle scrofe nelle normali condizioni di allevamento sono il risultato di una pluriennale raccolta dati dell’APA di Milano-Lodi e di più recenti indagini delle APA di Cremona e Modena.

 

Per quanto riguarda la realtà delle province di Milano e Lodi  il campione oggetto dell’indagine avviata nel 1998 riguarda 47 allevamenti con circa 7.000 scrofe (Large White Italiana x Landrace Italiana) e 32 allevamenti con poco più di 6.000 scrofe appartenenti ad alcuni noti ibridi commerciali. Le scrofe derivate dalla selezione del Libro genealogico italiano  hanno prodotto mediamente nel periodo 1998 – 2004: 10,30 suinetti nati vivi per parto (+ 0,10 rispetto agli altri tipi genetici) svezzandone 9,17 suinetti ( + 0,34). Questi dati dimostrano oltre alla superiore prolificità delle scrofe la migliore vitalità dei suinetti. Infatti, il tasso di sopravvivenza dei suinetti allo svezzamento è pari al 89% per quelli derivati dal Libro mentre è del 86,6% per gli altri tipi genetici considerati.

 

In merito ai dati raccolti in provincia di Modena è interessante il confronto effettuato all’interno di un allevamento commerciale tra scrofe (LWI x LI) e scrofe di un noto ibrido commerciale su più di 5.000 parti registrati.

Le scrofe derivate dal Libro genealogico presentano una migliore attitudine materna ed i suinetti sono più vitali. Infatti, le covate delle scrofe (LWI x LI) hanno svezzato mediamente 10,32 suinetti per covata, mentre le altre solo 10,00 per covata. La differenza del tasso di sopravvivenza fino allo svezzamento a favore del tipo genetico italiano è stata di + 5,11% (con una mortalità sottoscrofa inferiore al 8%).

Altri dati raccolti hanno permesso, inoltre, di confrontare la regolarità del ciclo riproduttivo delle scrofe allevate nel medesimo ambiente. Le femmine (LWIxLI) sono più efficienti, la loro portata al parto è risultata significativamente superiore: + 5,44%.

 

Infine, l’indagine condotta in provincia di Cremona a partire dal 2002 riguarda quattro allevamenti commerciali con poco meno di duemila scrofe (LWI x LI). Le prestazioni rilevate evidenziano un trend positivo sia per il numero di nati che di svezzati. I primi sono passati da 11,54 a 12,56 per parto, gli svezzati sono aumentati da 9,62 a 10,26 per covata.

 

I risultati brevemente descritti sono frutto del lungimirante lavoro di selezione attuato dal Libro genealogico italiano per ottenere scrofe con spinta attitudine materna, idonee riserve energetiche, buona capacità di assunzione degli alimenti, regolare ciclo riproduttivo e suinetti particolarmente vitali perché più robusti e fisiologicamente maturi alla nascita.

 

Per una più completa visione dei dati, ci si può rivolgere alle APA di Milano-Lodi, Modena e Cremona, alle quali vanno i nostri complimenti per la meritoria iniziativa.

 


 

LA SUINICOLTURA DELLA REPUBBLICA CECA

Le informazioni raccolte in occasione dell’annuale Meeting EPSPA, svoltosi a fine agosto a Praga.

 

A partire dal 1990 è iniziata una complessa transizione. La capacità produttiva si è drasticamente ridotta: la consistenza dei suini e delle scrofe è diminuita rispettivamente da 4.790.000 a 2.877.000 e da 311.000 a 232.000. I circa 10 milioni di abitanti consumano annualmente più di 41 kg pro capite di carne suina determinando una significativa e crescente domanda di carne di importazione.

 

La struttura produttiva risente dell’impostazione del vecchio regime. Le aziende individuali contribuiscono appena  al 11% della produzione nazionale la rimanente è di appannaggio di società derivate dalle precedenti organizzazioni collettive. Si tratta di unità produttive di grosse dimensioni, infatti il 4,5% degli allevamenti assicura il 53,9% del prodotto.

 

Un dato critico è rappresentato dal fatto che quasi il 35% della produzione è realizzata da allevamenti “senza terra”. Il necessario adeguamento alle normative UE in materia ambientale sta mettendo in seria difficoltà queste realtà.

 

Circa le caratteristiche del prodotto, sono stati fatti considerevoli passi in avanti, infatti le carcasse dei suini macellati ad un peso vivo di circa 110 Kg presentano mediamente un contenuto di carne magra pari a 55,7%. Nel corso del 2004 e del 2005 il mercato è stato positivamente trascinato dal buon andamento europeo. Il prezzo medio a peso morto del 2004 è stato di € 1,33/Kg.

 

La suinicoltura ceca presenta  a fronte di alcuni punti di forza che sono la discreta specializzazione e dimensione degli allevamenti, ed il ridotto costo del lavoro, aspetti che ne ostacolano l’espansione: l’instabilità patrimoniale delle società gestrici degli allevamenti intensivi, la insufficienza dei capitali necessari per rimodernare ed adeguare alle normative europee le unità produttive, la fragilità e la frammentazione del settore della macellazione e lavorazione delle carni.

 


UNO SGUARDO ALLE SUINICOLTURE EUROPEE

 

La situazione di Danimarca, Germania, Francia, Olanda, Polonia presentata all’annuale Meeting EPSPA di fine agosto.

 

  • Tendenze produttive

 

La Danimarca prevede una produzione 2005 di circa 25,5 milioni di suini sostanzialmente stabile.

La Germania dopo la flessione registrata nel 2004 manifesta una moderata ripresa della consistenza del patrimonio suinicolo (circa + 2%). E’ in forte crescita l’importazione di lattoni, è previsto un volume superiore ai 3 milioni (60% dall’Olanda - 40% dalla Danimarca. Si tratta di un fenomeno favorito dalla polverizzazione della struttura produttiva tedesca (tante piccole unità di allevamento – ben 39.000 scrofaie e 78.000 ingrassi), che rende più semplice e conveniente orientare l’indirizzo aziendale verso la fase di ingrasso abbandonando quella della riproduzione. La domanda tedesca di lattoni ha incoraggiato la nascita di insediamenti specializzati in Danimarca gestiti da giovani imprenditori ed ha attivato la sensibile ripresa produttiva dell’Olanda.

 

Il patrimonio di scrofe olandese è in crescita e si attesta sopra i 900.000 capi, il numero di suini prodotti è di circa 21 milioni (+4% rispetto all’anno precedente), dei quali nel 2004 sono stati esportati: 3,7 milioni di lattoni e 2,3 milioni di suini grassi.

 

La Francia presenta una situazione stabile, caratterizzata dalla forte concentrazione della produzione e della macellazione in Bretagna (circa i due terzi). La consistenza delle scrofe è di 1.302.000 soggetti presenti in 12.400 allevamenti e la produzione è pari al 105% del fabbisogno interno. Interessanti i dati circa i canali di distribuzione: la GDO distribuisce più del 80% delle carni fresche e più del 90% delle carni trasformate.

 

La Polonia è un nuovo gigante nella UE dei 25 Paesi con 1.684.400 scrofe e circa 23 milioni di suini macellati annualmente. Il dato 2005 è previsto in contrazione (- 2,4% rispetto al 2004). La estrema polverizzazione delle aziende, la necessità di ingenti capitali per la riorganizzazione produttiva rappresentano i problemi del presente della suinicoltura polacca. In ogni caso la presenza  di investitori internazionali e la consistente domanda interna sicuramente costituiscono condizioni favorevoli per una crescita competitiva del comparto.  

 

  • Programmi di miglioramento genetico

 

La Danimarca è stata costretta ad aggiornare le modalità di selezione per la prolificità delle scrofe, al fine di ridurre i rilevanti problemi dei nati morti e dei suinetti scarsamente vitali. La Germania si sta interrogando sulla sostenibilità della propria organizzazione selettiva. L’articolazione regionale (Land) rende più oneroso il lavoro e meno efficiente il progresso genetico. Infatti, i dati del mercato evidenziano una contrazione dei tipi genetici selezionati dalle Associazioni allevatori tedesche. Un altro aspetto al centro del dibattito interno è l’eventuale migliore normazione della produzione dei riproduttori ibridi, al fine di fornire maggiori garanzie ed assicurare informazioni trasparenti agli utilizzatori.

 

In Olanda è ormai consolidata la riorganizzazione che ha portato alla nascita del gruppo Pigture. Il mercato della riproduzione olandese continua a favorire l’utilizzo di verri di razza pura o comunque sintetici a scapito dei verri ottenuti da incrocio. Interessante la crescita del Pietrain a cui fa da volano la domanda di lattoni da parte degli ingrassatori tedeschi.

 

In Francia circa il 58% delle scrofe sono incroci LW per L ed appartengono alle cosiddette linee collettive (Libro genealogico pubblico), le restanti sono private: 19% presentano ¼ di sangue Duroc, il 16% con una piccola frazione di sangue di razze  cinesi e il 7% frutto di altre combinazioni. Il verro terminale preferito è il Pietrain e l’incrocio LW per Pietrain.

Infine, anche la Polonia sta cercando di mettersi al passo e l’organizzazione Polsus sta gestendo uno schema di selezione basato sul performance test in allevamento ed in stazione per le razze Large White, Landrace, Hampshire, Duroc e Pietrain.

 

 

La situazione di Austria, Belgio, Gran  Bretagna, Svezia e Finlandia presentata all’annuale Meeting EPSPA di fine agosto.

 

  • Tendenze produttive

 

Belgio e soprattutto Gran Bretagna sono interessate da un declino delle produzioni. In Belgio le scrofe sono passate da circa 708.000 del 2001 a  603.000 nel 2005, in Gran Bretagna la consistenza attuale è di circa 450.000 scrofe erano 550.000 nel 2001. Le ragioni sono nel primo caso legate a problematiche di natura ambientale, adeguamento alle nuove normative comunitarie, mentre nel secondo caso sono in parte ascrivibili alle scelte politiche fatte in ordine all’adozione di una regolamentazione del benessere animale che ha reso la suinicoltura britannica meno competitiva. Una situazione analoga interessa la Svezia sia per quanto riguarda le norme sul benessere, ben oltre le previsioni delle direttive comunitarie, sia per la regolamentazione dell’uso degli antibiotici. In Svezia ed in Gran Bretagna è crescente la penetrazione delle carni suine danesi ed in un prossimo futuro potrebbero trovare spazio quelle di origine americana (Brasile e Nord America).

L’Austria, invece, dopo la flessione del 2003 ha ripreso un trend espansivo, nel 2004 sono stati macellati 5,2 milioni di suini.

 

Circa l’evoluzione della struttura degli allevamenti la tendenza è verso la concentrazione in unità di maggiori dimensioni. In Belgio si è passati dai 41.778 allevamenti del 1980 con una media di 124 suini a 8.087 allevamenti nel 2004 con una media di 786 suini. Inoltre, il 57% delle scrofe belghe è presente negli allevamenti con più di 150 scrofe. In Gran Bretagna, invece, il fenomeno è più articolato da un lato si assiste alla concentrazione degli allevamenti a scapito di quelli medi dall’altro è in crescita il fenomeno degli allevamenti domestici che interessa soprattutto le razze autoctone inglesi. In Svezia il dato particolare è costituito dagli allevamenti “sow pool”, specializzati nella gestione della gestazione delle scrofe. Ad ogni allevamento “sow pool” sono collegati diversi piccoli allevamenti a conduzione familiare dove le scrofe arrivano una settimana prima del parto e rimangono solo fino allo svezzamento.

 

  • Programmi di miglioramento genetico

 

In Austria l’attenzione è prevalentemente rivolta alla razza Pietrain. Circa il 90% delle dosi di seme prodotte appartengono a verri Pietrain. Il Libro genealogico austriaco si sta sempre di più orientando verso la selezione di Pietrain “stress resistenti”. In Belgio, invece, la popolazione di razza Pietrain è quasi completamente “stress positiva”. Il mercato belga richiede carcasse molto conformate e magre e ciò incoraggia il mantenimento di questa situazione. La novità è rappresentata dall’aggiornamento del programma di selezione della Landrace Belga. Questa razza viene ora migliorata anche per i caratteri riproduttivi per essere usata come “scrofa”. In Gran Bretagna è in forte espansione l’attività di registrazione riguardante le razze autoctone, fenomeno favorito dalla richiesta delle carni di questi particolari suini. In Finlandia lo schema di selezione prosegue con buoni risultati, la particolarità è rappresentata dalla ridotta dimensione degli allevamenti, le scrofe allevate sono quasi esclusivamente di razza pura e quasi tutte oggetto del programma di raccolta dati.

 

 


PROSCIUTTI DOP – IN RIPRESA LE SALATURE

 

Sia i distretti di Parma che di San Daniele hanno fatto registrare nel corso del mese di agosto una confortante inversione di tendenza. A Parma la crescita rispetto all’agosto 2004 è stata del 7,6% mentre a San Daniele ha raggiunto addirittura il + 21,9%.

 

L’andamento del mese di agosto ha permesso di migliorare i dati su base annua, che a Parma rimangono ancora inferiori all’anno precedente (– 2,34%) mentre a San Daniele il trend del + 3,2% supera di poco la determinazione assunta dal Comitato Interprofessionale (soglia di anomalia: crescita oltre il 3%).

Nei primi otto mesi dell’anno a Parma sono state salate complessivamente 6.480.766 cosce destinate a DOP, a San Daniele il numero di cosce a DOP salate ha raggiunto 1.716.487.

 

Ancora sostenute le lavorazioni non tipiche: a San Daniele il tasso di crescita su base annua è superiore al 29%.

 

 


 

PASSERELLA VERRI I.A. ED ASTA

 

Mercoledì 21 settembre u.s. presso la Semenitaly di Modena si è tenuta la periodica presentazione dei verri operanti in I.A. nello Schema di Selezione del “Suino da Salumeria” e l’Asta dei verri che hanno completato il periodo di produzione convenzionata.

 

La Semenitaly (MO) si è aggiudicata il verro Large White italiana INSITOR-EG BS094692  per la somma di € 2.181,12 (IVA esclusa), mentre L’Ente Lombardo Potenziamento zootecnico (LO) ha acquistato il verro Duroc italiana IFI-EN LO025431 per la somma di € 1.726,72 (IVA esclusa).

 

Al termine dell’asta è stata effettuata la presentazione degli ultimi verri entrati nel circuito I.A. del Libro genealogico: LAERTE-ET LW CR059754, KEVIN-IF L TAU00724, RISU-PE D BS096290 e REMO D AAM15712.

 


 

“DOP e IGP. Tracciati di qualità – Sistemi di certificazione europei a confronto”.

E’ il tema del convegno IPQ-INEQ in programma a Verona il prossimo 25 ottobre

 

Gli organizzatori si prefiggono di fare il punto sulle diverse esperienze europee in materia di applicazione della disciplina europea emanata con il Regolamento 2081/92. Con un comunicato precisano che “il meeting intende fornire un pre-consuntivo sugli obiettivi ricercati e su quelli raggiunti, tra realtà diverse e che, tuttavia, sono accomunate dalla finalità dei propri tracciati di qualità nell’intento di diventare una occasione di crescita competitiva dei rispettivi sistemi produttivi”.

 


IGP - MORTADELLA BOLOGNA

 

Il Consorzio della Mortadella Bologna ha diramato i dati relativi al primo semestre dell’anno. La produzione ha raggiunto i 18 milioni di chili, pari a circa 160 milioni di euro di valore. La crescita produttiva è quindi di circa il 4% rispetto allo stesso periodo del 2004. In merito alle modalità di vendita è prevalente il prodotto affettato (92% del confezionato) rispetto al prodotto in tranci (8% del confezionato).

 


CEREALI  IMPORT/EXPORT

I dati ANACER dei primi 5 mesi dell’anno

 

L’Associazione nazionale cerealisti ha reso noto alcuni dati relativi ai volumi di scambio dei cereali.

Le importazioni sono diminuite in modo significativo (- 22%) ed ammontano a 3,95 milioni di tonnellate. La diminuzione riguarda prevalentemente i cereali in granella destinati all’alimentazione animale (- 46%). Di contro le esportazioni sono risultate in crescita (+ 13%). I prodotti maggiormente esportati sono stati le farine di grano tenero (+50%), i prodotti trasformati (+ 27%), il riso (+17%), la pasta alimentare ed i mangimi (+5%). Il saldo valutario dei primi 5 mesi è quindi positivo e pari a 20 milioni di euro (€ 707,4 milioni importazioni; € 727,4 milioni esportazioni). Il saldo dello stesso periodo del 2004 era invece fortemente negativo – 278,1 milioni di euro.

 


 

MOSTRA NAZIONALE L.G. GONZAGA 2005

 

CONCORSO RIPRODUTTORI

 

CLASSIFICA CAMPIONI DI RAZZA

 

Razza:  Landrace italiana Sezione: Selezione

 

Campione di razza

TAU00426

Az.Agr. Taurini s.s.

            "     Under 15

TAU00610

Az.Agr. Taurini s.s.

            "     Over   15

TAU00426

Az.Agr. Taurini s.s.

 

Razza:  Large White italiana        Sezione: Selezione

 

Campione di razza

MN159120

A.A.Z. Nuovo Impero di Pagliari G. e C.

            "     Under 15

OGA00604

Az.Agr. Vanni Andrea Giovanni Ottorino

            "     Over   15

MN159120

A.A.Z. Nuovo Impero di Pagliari G. e C.

 

Razza:  Large White italiana        Sezione: Terminale

 

Campione di razza

MN176256

Az.Agr. Zoot. di Pagliari Andrea

            "     Under 15

MN176256

Az.Agr. Zoot. di Pagliari Andrea

            "     Over   15

TAU00057

Az.Agr. Taurini s.s.

 

 

 

ClassificA Concorso ALLEVAMENTI

 

Razza: Landrace italiana

 

Allevamento 1° classificato

 

Az.Agr. Taurini s.s.

 

 

Razza: Large White italiana

 

Allevamento 1° classificato

 

Az.Agr. Levoni e Sereni s.s.

Allevamento 2° classificato

 

Az.Agr. Vailati Mario

Allevamento 3° classificato

 

Az.Agr. Sudati Agostino