ANAS NOTIZIE

ANNO  2005  -  Numero  5

 

 

 

 

Sommario

 

·              Programma della Rassegna Suinicola Internazionale 2005

 

·              Rassegna Suinicola Internazionale 2005 – Programma  Mostra Nazionale

 

·              La Mostra Suinicola più attesa dagli allevatori

 

·           Meeting dei presidenti delle Associazioni allevatori

   L’intervento del presidente ANAS

 

·              Marchio Suino Mediterraneo
In crescita la certificazione

 

·              Albo nazionale Registri dei suini riproduttori ibridi

 

·              Mostra nazionale del Libro genealogico
Le particolarità dei concorsi

 

·              AGRIFOOD

Le razze autoctone suine in mostra

 

·              Prosciutti DOP – Debole l’andamento delle salature in febbraio

 

·              Asta verri I.A.

 

 


 

PROGRAMMA  DELLA RASSEGNA SUINICOLA INTERNAZIONALE 2005

27 Aprile – mercoledì

 

Ore 9,00

Apertura della manifestazione.

 

Ore 9,30 – sala convegni

Convegno organizzato dal Centro Ricerche Produzioni Animali sul tema:

“Biogas e altri sistemi di trattamento per  i liquami suinicoli”.

 

Ore 11,00

Inaugurazione ufficiale della Rassegna Suinicola Internazionale.

 

Ore 15,00 – sala convegni

Convegno organizzato da Nedap Agri (Olanda) e Novel Agribuilding – MCI sul tema:

“Strategie alimentari nelle scrofe gestanti: razionamento, gestione e benessere in allevamenti ad alte performance"

 

28 Aprile – giovedì

 

ore 9,00 – sala convegni

Convegno organizzato dalla Rassegna Suinicola Internazionale sul tema:

"Il giusto prezzo. Formazione e rilevazione dei prezzi nel mercato dei suini in Europa".

Presidente:

Prof. GIULIO ZUCCHI – Università di Bologna.

Relatori:

GIANDOMENICO GUSMAROLI – Presidente Associazione Nazionale Allevatori Suini.

Dr. PAOLO MALAVASI – Vice presidente Associazione Nazionale Allevatori Suini.

JACQUES LEMAITRE – Presidente Institut Technique du Porc (Francia).

KARSTEN FLEMIN – Market Analyst, Danske Slagterier (Danimarca).

NICEFORO GANZALEZ GONZALEZ – Presidente della Lonja Agropecuaria de Segovia (Spagna).

Dott. GYORGY ENDRODI – Membro Hungarian Council of Meat and Livestock (Ungheria).

 

In chiusura del convegno avrà luogo il conferimento del premio internazionale “Porco Bravo 2005”.

 

ore 15,00 – sala convegni

Convegno organizzato dalla Bayer S.p.A. - BHC sul tema:

Quick Bayt: l’innovazione nel controllo delle mosche in ambito rurale-zootecnico. Esperienze pratiche in allevamenti suinicoli”.

 

Ore 15,30 - Padiglione A

Premiazione e sfilata campioni Mostra Nazionale del Libro Genealogico.

 

 

29 Aprile – venerdì

 

ore 10,00 – sala convegni

Convegno organizzato dalla Società Italiana di Patologia ed Allevamento dei Suini sul tema:

“La gestione del reddito nell’allevamento suino”.

Presidente:

Prof. G. ZUCCHI – Università di Bologna, sede di Reggio Emilia.

Relatori:

Dr. P. NASUELLI – Università di Bologna, sede di Reggio Emilia.

“L’Azienda suinicola: dove i costi e dove i ricavi?”

Dr. A. MAZZOLENI – Università di Brescia.

Dr. C. TEODORI – Università di Brescia.

“Il controllo economico e finanziario della gestione nell’azienda suinicola”.

Dr. G. BARICCO – Medico Veterinario, Torino.

“L’impatto della nutrizione”.

 

 

Ore 11,00

Presentazione Allevamenti Mostra Nazionale.

 

ore 14,00 – sala convegni

Convegno organizzato dalla Società Italiana Veterinari per Animali da Reddito sul tema:

“Analisi economica dell’allevamento suino: produzione competitiva”.

Relatore:

Josep Bernaus CERQUEDA – Spagna.

 

 

30 Aprile – sabato

 

ore 10,00 – sala convegni

Convegno organizzato dall'Associazione Nazionale Commercianti Mediatori Operatori Suini (Co.M.O.S.) sul tema:

“Il trasporto degli animali. La nuova normativa europea”.

 

ore 11,00padiglione A

Riproduttori suini d’Europa in passerella.

 

ore 14,30 – sala convegni

Convegno organizzato dal Centro Ricerche Produzioni Animali sul tema:

“Costi di alimentazione e riduzione dell’azoto escreto”.   

ore 18,00

Inizio delle operazioni di ritiro dei riproduttori, chiusura del settore animale.

ore 19,00

Chiusura della Rassegna Suinicola Internazionale.

 

 


 

RASSEGNA SUINICOLA INTERNAZIONALE 2005 - PROGRAMMA MOSTRA NAZIONALE

 

 

 

Martedì 26 aprile

 

·      Ore 08,00-14,00    Arrivo e sistemazione animali (Padiglione A)

 

 

 

Mercoledì 27 aprile   (Ring  Padiglione A)

 

·     Ore 08,00 -18,00    Mostra nazionale del Libro genealogico italiano

-       Concorso riproduttori

Sezione selezione razze:   Large White italiana,  Landrace italiana,        Duroc italiana, Pietrain

Sezione "verri terminali" razze: Large White italiana   e  Duroc italiana

 

-       Concorso scrofette

 

 

 

Giovedì 28 aprile   (Stand ANAS e Ring - Padiglione A)

 

·      Ore 14,30 Incontro di aggiornamento Albo esperti (Stand ANAS)

 

·      Ore 15,30 Presentazione e Premiazione Campioni Mostra (Ring)

 

Premiazione Concorso Allevamenti e Concorso allevamenti  "Master 2004" (Ring)

 

 

 

Venerdì 29 aprile   (Ring - Padiglione A)

 

·      Ore 11,00 Presentazione allevamenti

 

 

 

Sabato 30 aprile   (Ring - Padiglione A)

 

·      Ore 11,00 Sfilata riproduttori suini d’Europa

 

 

 

 

 

LA MOSTRA SUINICOLA PIU’ ATTESA DAGLI ALLEVATORI

 

L’appuntamento fieristico più atteso dell’anno da suinicoltori e aziende dell’indotto si svolgerà a Reggio Emilia  dal 27 al 30 aprile. Proprio la stretta collaborazione che c’è sempre stata fra organizzatori della Rassegna e Anas ha permesso alla Fiera internazionale di divenire il principale evento di richiamo per il mondo allevatoriale.  A Reggio Emilia, lo ricordiamo,  si tiene la principale mostra suinicola nazionale d’Italia, quella in cui si vince il maggior numero di punti utili ai fini del prestigioso “Master degli allevamenti”. Le novità di quest’anno, gli incontri che arricchiranno il programma convegnistico e la “Corte gastronomica”

 

 

di Daniela Fiocchi

 

Reggio Emilia, 27-30  aprile 2005. Una cosa è certa: la Rassegna suinicola internazionale di quest’anno sarà , come lo sono state  le precedenti edizioni, un evento di altissimo livello, un’occasione importante di incontro-riscontro e di informazione sia per il mondo scientifico che per quello tecnico e allevatoriale. Un appuntamento, quello della Fiera internazionale, fortemente atteso dai suinicoltori italiani, che alla Mostra  nazionale del Libro genealogico porteranno, come sempre, i loro migliori  esemplari di riproduttori frutto della selezione made in Italy, ma anche dagli allevatori stranieri, che coglieranno l’occasione per presentare i loro animali di maggiore pregio fra quelli destinati al mercato italiano. Del resto la città emiliana è riconosciuta universalmente quale capitale della suinicoltura europea, essendo anche l’unica ad ospitare, da quasi cinquant’anni, una manifestazione monotematica, altamente specializzata e di carattere internazionale, interamente dedicata al settore suinicolo.

Alle “giornate di  Reggio Emilia” partecipano infatti da sempre tanto gli allevatori italiani e stranieri, con le loro Associazioni, quanto le numerose aziende, nazionali ed estere,  dell’indotto collegato alla suinicoltura.  I numeri, a questo proposito, parlano chiaro: sono ben oltre  300 le aziende, tra imprese d’allevamento e imprese produttrici di beni e servizi per la suinicoltura, che hanno confermato l’adesione all’edizione 2005 della Rassegna. Per ciò che concerne la parte della Mostra abbinata ai concorsi riservati agli animali vivi, è da segnalare il forte contributo al suo successo apportato da Anas (l’Associazione nazionale allevatori di suini), che ha individuato nell’appuntamento reggiano il momento più importante della stagione fieristica riservata ai produttori operanti nell’ambito del Piano di selezione nazionale.

Ma la specializzazione della rassegna è evidente non solo per via della ricchezza della sua gamma espositiva. E’ consuetudine consolidata che la Fiera reggiana fornisca l’occasione per dibattere, con il contributo dei massimi esperti nei diversi ambiti tematici, gli argomenti di maggiore interesse e attualità per il settore, nonché quelli più  “spinosi”. 

 

INFORMAZIONE A TUTTO CAMPO

 

Ancora una volta sarà quindi la Rassegna a fornire a tecnici ed allevatori un’occasione importante di riflessione sulle problematiche principali della suinicoltura, quelle emergenti, ma anche quelle più scottanti, quelle che, in definitiva,  destano maggiore preoccupazione negli operatori del settore. Quest’anno, ad esempio, il tema centrale del convegno internazionale organizzato da Siper (la Società che cura l’organizzazione della manifestazione fieristica), che secondo tradizione si svolgerà nell’ambito della Mostra, sarà “Il giusto prezzo. Formazione e rilevazione dei prezzi nel mercato dei suini in Europa”. Durante l’incontro verranno messe a confronto  le varie  situazioni e le diverse modalità di formazione dei prezzi che caratterizzano il mercato dei suini in alcuni Paesi europei, come Francia, Danimarca, Spagna,  Italia e, novità assoluta, Ungheria. “Nella speranza... – affermano gli organizzatori dell’evento – che dall’esame delle esperienze e dei risultati  presentati possano scaturire indicazioni efficaci per migliorare il funzionamento del sistema”.

D’altra parte sono ormai quattro anni che i suinicoltori italiani si trovano a fare i conti  da un lato con  un mercato inequivocabilmente distorto, che continuamente li penalizza sul fronte dei prezzi,  e, dall’altro, con la necessità di far fronte alle spese collegate al processo produttivo, le quali,  al contrario -  per effetto anche di maggiori vincoli burocratici e  normativi  gravanti sul settore, oltre che di problematiche sanitarie emergenti all’interno degli allevamenti -  evidenziano una tendenza all’aumento. Ovviamente questa situazione sta destabilizzando l’intero settore suinicolo, rappresentato dagli allevamenti e dalle molteplici aziende produttrici di beni e servizi che ruotano attorno ad essi: il rischio é che si aggravi in modo irreparabile e con esiti del tutto imprevedibili l’attuale crisi strutturale di tutto il comparto produttivo a monte dell’industria di trasformazione.

Le problematiche connesse con la redditività degli allevamenti saranno nuovamente oggetto di dibattito in occasione della Giornata di Studio organizzata – secondo un’altra consuetudine consolidata della Rassegna suinicola -  dalla Società italiana di patologia e allevamento dei suini (Sipas) e dedicata a “La gestione del reddito nell’allevamento suino”. Nel mirino degli esperti, questa volta, saranno i fattori legati all’impostazione di un corretto piano di amministrazione economica delle aziende, come pure l’analisi delle vie possibili d’accesso ai finanziamenti. E poiché la “questione redditività” può essere esaminata anche dal punto di vista della capacità delle aziende di rimanere competitive nei confronti della concorrenza, al convegno organizzato per il pomeriggio di venerdì dalla Società italiana veterinari per animali da reddito (Sivar) verrà fornita un’analisi economica accurata dell’allevamento suino non disgiunta dal concetto di “produzione competitiva”.

 

DENTRO E FUORI L’ALLEVAMENTO

 

Volendo rimanere in tema, non possiamo infine  non citare il nodo del costi di alimentazione. Proprio di essi, delle pratiche alimentari attuabili in allevamento in funzione anche del loro impatto economico sulla gestione aziendale, nonché del  rapporto esistente fra riduzione dell’apporto azotato della razione e abbassamento dell’escrezione di azoto nell’ambiente, si occuperanno i relatori dell’incontro del Centro ricerche produzioni animali di Reggio Emilia programmato per il sabato pomeriggio.

Il Crpa é anche l’organizzatore del convegno dedicato a “Biogas e altri sistemi di trattamento dei liquami”. Come già detto in precedenza,  i vincoli normativi sono destinati a rendere sempre più onerosa e pesante l’attività degli allevatori di suini. Perciò, spiegheranno durante l’incontro i ricercatori del Centro reggiano,  all’interno delle Zone Vulnerabili gli impianti di biogas potrebbero, ad un tempo,  fornire un supporto energetico ai sistemi avanzati di  trattamento dei liquami e consentire ai suinicoltori l’accesso agli incentivi finanziari.

Ma le occasioni di riflessione offerte dalla Rassegna 2005  non si esauriscono qui. A completamento del programma convegnistico della “quattro giorni reggiana” citiamo gli incontri organizzati dall’Associazione nazionale commercianti mediatori operatori suini o Comos (“Il trasporto degli animali. La nuova normativa europea”), da Nedap Agri (Olanda) e Novel Agribuilding-MCI (“Strategie alimentari nelle scrofe gestanti: razionamento, gestione e benessere in allevamenti ad elevate performance”) e da Bayer Spa-BHC (Quick Bayt: l’innovazione nel controllo delle mosche in ambito rurale-zootecnico. Esperienze pratiche in allevamenti suinicoli”).

 

L’ESPOSIZIONE SUINICOLA PIÙ IMPORTANTE

 

E’ già confermata la partecipazione dell’Anas al convegno internazionale. Del resto è anche grazie alla stretta collaborazione che c’è sempre stata fra organizzatori della Rassegna e Associazione nazionale allevatori di suini che la Mostra reggiana è divenuta in tutti questi anni il principale evento di richiamo per gli operatori della suinicoltura e per l’indotto ad essa collegato. Non é un  caso se a Reggio Emilia si svolge la principale mostra suinicola nazionale d’Italia, quella in cui si vince il maggior numero di punti utili ai fini del prestigioso “Master degli allevamenti”.  Si tratta  di un concorso riservato agli allevamenti vincitori delle mostre nazionali Anas che si sono tenute nell’anno precedente alla fiera reggiana: per il Master 2005, che si svolgerà nei giorni della Fiera internazionale,  si farà riferimento alle manifestazioni che si sono tenute in Italia nei 12 mesi seguenti allo svolgimento del 1° Suinitalia (la manifestazione che nel 2004 ha sostituito la Rassegna suinicola). La classifica finale del concorso verrà ricavata, come ogni anno,  dalla sommatoria dei punteggi ottenuti in ciascuna manifestazione precedente.

Ancora una volta, dunque, a Reggio Emilia si concluderà il tradizionale percorso che, tutti gli anni, porta i selezionatori a esibire i loro migliori esemplari prima alla Millenaria di  Gonzaga (MN), dove al termine della pausa estiva si svolge la mostra nazionale Large White italiana e Landrace italiana, poi all’Italpig di Cremona, con la sua nazionale “scrofette” in calendario per ottobre,  quindi a Codogno (LO), per il tradizionale appuntamento di novembre con l’esposizione di progenie dei verri abilitati alla I.A., e infine a  Montichiari (BS), con la nazionale della razza Duroc italiana del mese di febbraio (per quanto concerne i concorsi riservati ai suini  in programma nell’ambito della Rassegna).

Indubbiamente la manifestazione é stata concepita per “andare incontro alle esigenze della suinicoltura nazionale”. Lo dimostra il fatto che nel progettare l’edizione 2005 della Fiera si siano fatti ulteriori sforzi in direzione della valorizzazione della centralità, del ruolo e del lavoro degli allevatori,  dando nel contempo risalto all’impegno profuso dalle numerose aziende dell’indotto che da sempre operano al fianco dei produttori stessi.

Recuperato -  si potrebbe aggiungere con estrema soddisfazione da parte degli allevatori -  l’antico periodo di svolgimento della Fiera, l’Associazione  ha fatto tesoro dell’esperienza positiva maturata lo scorso anno, quando si presentò per la prima volta in Fiera con la “Città Anas”, e si è attivata per coinvolgere nella Rassegna tutte le Associazioni provinciali allevatori italiane aventi una sezione suinicola. Pertanto nei giorni della Mostra saranno presenti in grande stile, ancora una volta all’interno dello spazio espositivo riservato alla “Città Anas” (collocato insieme al ring presso il padiglione A della Fiera), l’Associazione nazionale insieme alle Associazioni provinciali che di essa costituiscono le emanazioni operative sul territorio. L’edizione di quest’anno della “quattro giorni reggiana” offrirà quindi ai suinicoltori  una speciale occasione per incontrare e confrontarsi con gli altri allevatori, con i tecnici e con tutti coloro i quali, attraverso il loro lavoro, hanno offerto sostegno alla suinicoltura italiana, contribuendo a renderla “unica al mondo” per qualità. Tutto questo verrà ulteriormente valorizzato da una nuova e gradevolissima cornice espositiva, ottenuta grazie ai nuovi allestimenti e resa ancora più  piacevole dal collegamento diretto con la corte gastronomica.

Ma alla Rassegna partecipano tradizionalmente anche i suinicoltori stranieri insieme alle rispettive Associazioni allevatori, che colgono l’occasione fornita dall’appuntamento reggiano per presentare i prodotti della loro migliore selezione. Quest’anno troveranno ad attenderli una novità: è prevista infatti l’organizzazione, in occasione dell’ultima giornata di Fiera, di una “passerella di campioni” sia italiani che stranieri accompagnata dal commento tecnico sui soggetti presentati. L’iniziativa, senza precedenti in Italia come all’estero, fornirà l’occasione per conoscere, attraverso le parole di tecnici ed esperti dei diversi Paesi partecipanti alla Mostra, gli obiettivi della selezione all’interno delle principali nazioni a vocazione suinicola d’Europa, nonché per confrontarne i risultati mediante l’osservazione diretta degli animali.

 

UNA RASSEGNA  ALTAMENTE SPECIALIZZATA

 

Anche quest’anno, dunque, Reggio Emilia  vedrà confluire nel suo Quartiere fieristico  allevatori, operatori della filiera e rappresentanti dell’industria legata al settore, richiamati dalle ottime opportunità di affari che la rassegna sempre offre. Oltre al bestiame “vivo” saranno infatti presenti, all’interno dei padiglioni appositamente attrezzati, le aziende  fornitrici di beni e servizi per la suinicoltura. Durante i quattro giorni di apertura, la Rassegna sarà una grande vetrina specializzata rivolta all’intera filiera suinicola nella quale verrà dato giusto spazio a tutto ciò che serve per produrre un “suino finito”: dalla genetica ai prodotti per l’allevamento, dalle attrezzature e dall’impiantistica ai servizi per gli allevatori. Proprio questo, da solo, giustifica l’attenzione  particolare che i singoli anelli della catena produttiva rivolgono alla mostra persino nei momenti di crisi, quando il clima é meno propizio agli investimenti. A coloro che quest’anno visiteranno la fiera proprio in cerca di nuove idee, la Mostra offrirà invece un’occasione preziosa per conoscere le tendenze del mercato e l’innovazione che avanza.

Ed i più golosi, che siano operatori specializzati o semplici visitatori amanti del made in Italy, potranno sfruttare la Fiera per fare buoni acquisti.  Presso il piazzale sud del quartiere fieristico, nella zona antistante la mostra suinicola ed il ring di valutazione degli animali,  verrà infatti allestita una corte gastronomica riservata all’assaggio e alla vendita dei prodotti tipici, salumi inclusi,  dell’agricoltura locale.

 

QUANDO IL PREZZO É “GIUSTO”?

 

“Il giusto prezzo. Formazione e rilevazione dei prezzi nel mercato dei suini in Europa” é  il tema del convegno internazionale organizzato da Siper (la Società che cura l’organizzazione della manifestazione fieristica), che secondo tradizione si svolgerà nell’ambito della Mostra. Si tratterà di  un’occasione di confronto fra esperti  di  Paesi collocati all’interno di aree europee a vocazione suinicola (Francia, Danimarca, Spagna,Ungheria e Italia) sul tema del “prezzo equo”, definito come “il prezzo  che riflette le reali condizioni della domanda e dell’offerta dei prodotti scambiati in un mercato nel quale i contraenti siano in grado di competere in condizioni di equivalenza contrattuale”.

Come ben si sa, il prezzo di un prodotto dovrebbe scaturire dall’incontro fra la domanda e l’offerta. Se si realizza questa condizione in termini economici, i prezzi sono ritenuti “equi” rispetto alle situazioni di fatto della domanda e dell’offerta e qualora tutti gli operatori possano operare in condizioni di equivalenza contrattuale. Nella realtà esistono molteplici fattori strutturali e soprattutto comportamentali che alterano le condizioni di equivalenza contrattuale, per cui la condizione di “equità” può essere pregiudicata.

E’ comprensibile che ogni operatore mercantile tenda a sfruttare le posizioni di  vantaggio che esso stesso può determinare. E’ però evidente che nell’ambito di una concezione di interesse collettivo e di equilibri socioeconomici le egemonizzazioni di mercato eccessive determinino sperequazioni che possono divenire destabilizzanti dell’intero sistema.

Queste distorsioni sono particolarmente evidenti nel settore agrozootecnico e la suinicoltura ne costituisce un esempio significativo. Nel contesto del mercato la posizione degli allevatori é intrinsecamente vulnerabile per molti motivi di asimmetria contrattuale in riferimento alla numerosità degli offerenti rispetto a coloro che realizzano la domanda, alla rigidità di gestione del prodotto (cicli di produzione lunghi, prodotti non stoccabili in quanto si tratta di animali vivi, rischi sanitari, limitazione nella distribuzione spaziale, scarsa resistenza finanziaria, vincoli ambientali, ecc.) alla aleatorietà di programmazione produttiva, alle difficoltà di trasferire i costi sul prezzo dei  prodotti, ecc.

Per questi motivi di debolezza e non avendo altre opportunità é comprensibile che, quando si verificano situazioni prolungate di crisi, i suinicoltori invochino misure protezionistiche di varia natura. Tali richieste però non possono essere soddisfatte, in quanto l’Unione europea, nell’ambito del mercato interno, ha fatto la scelta della completa liberalizzazione, puntando ad orientare il comportamento degli operatori verso scelte di equilibrio fra domanda ed offerta basate sul miglioramento dell’informazione e della trasparenza del mercato. Nello stesso tempo, l’Unione europea si é impegnata a contrastare le distorsioni dei comportamenti mercantili e la creazione di strutture per garantire la concorrenza:  l’antitrust é l’aspetto più significativo di tale politica.

Nei fatti però all’interno dell’Unione persistono rilevanti diversità fra i vari mercati nazionali Le motivazioni sono numerose, ma fra di esse assumono un peso rilevante le modalità di scambio che si esplicano nei vari mercati e che influenzano in modo determinante sia la formazione dei prezzi, sia la distribuzione del valore aggiunto nei vari stadi della filiera. Ecco perché il concetto di prezzo equo non può essere assimilato ad una sorta di “prezzo politico” che vada comunque garantito, ma deve assumere la valenza indicata sopra.

Si tratta quindi di considerare quali possano essere le soluzioni più idonee per contenere le distorsioni. Per favorire questo processo di razionalizzazione del mercato, che costituisce un aspetto sostanziale al fine della realizzazione di un mercato realmente unico, si é ritenuto utile porre a confronto le diverse situazioni e le diverse modalità  salienti che caratterizzano alcuni dei principali Paesi dell’Unione.

Al convegno internazionale, presieduto da Giulio Zucchi, parteciperanno quindi, come relatori, Giandomenico Gusmaroli (presidente dell’Associazione nazionale allevatori di suini), Paolo Malavasi  (vice presidente Anas), Jacques Lemaitre (presidente dell’Institut technique du porc,  Francia), Karsten Flemin  (market analyst, Danske Slagterier, Danimarca), Niceforo Ganzalez Gonzalez (presidente della Lonja Agropecuaria de Segovia , Spagna) e  Gyorgy Endrodi (membro dell’Hungarian council of meat and livestock, Ungheria).

 

LA GESTIONE DEL REDDITO

 

Il tema del controllo del bilancio economico all’interno dell’impresa suinicola ha sempre rappresentato uno degli aspetti più delicati per l’imprenditore zootecnico. Negli ultimi tempi, a fronte di un aumento costante dei costi di produzione si è verificata un vera a propria stagnazione dei prezzi di vendita dei suini. La Sipas organizza, nella prestigiosa sede della Rassegna Suinicola Internazionale,una tavola rotonda  sul tema della gestione del reddito nell’allevamento suino, esaminando sia i fattori legati alla impostazione di un corretto piano di amministrazione economica sia le vie per raggiungere finanziamenti. Infine, ma non ultima come importanza, verrà esaminata anche la voce di maggiore impatto sul costo di produzione del suino, l’alimentazione, esaminando le possibili vie di ottimizzazione.

 

COSTI ALIMENTARI E AZOTO ESCRETO

 

Il rapporto alimentazione-escrezione di azoto nell’allevamento del suino pesante è l’argomento attorno al quale ruota uno dei convegni del Crpa in programma in occasione della RSI 2005.

L’incontro permetterà di presentare i risultati dei gruppi di lavoro che hanno portato alla definizione dell’azoto escreto per le diverse categorie di suino.

L’attività, svolta nell’ambito di un programma di ricerca finanziato dalla Regione Emilia-Romagna e, parallelamente, da un gruppo di lavoro interregionale sui suini che ha vista impegnata anche la Regione Veneto, rispondeva a precise indicazioni normative sia a livello comunitario (Direttiva CE 91/676) che nazionale (Decreto legislativo 152/1999 che recepisce la suddetta direttiva nitrati) relativamente alla protezione delle acque dall’inquinamento provocato da nitrati provenienti da fonti agricole.

L’evento sarà anche l’occasione per confrontare diverse esperienze, pure straniere, sui possibili interventi da attuare a livello alimentare per ridurre l’apporto proteico della razione, ottimizzando allo stesso tempo i fabbisogni e l’impatto ambientale dell’allevamento.

Fondamentale è la valutazione delle pratiche che è possibile utilizzare anche in funzione del loro impatto economico nella gestione aziendale, così come previsto dalla Direttiva 96/61/CE, più conosciuta come Ippc (Integrated pollution prevention and control - Riduzione e prevenzione integrate dell’inquinamento), la quale non indica limiti fissi per gli scarichi ma, nell’introdurre il concetto di “Migliori tecniche disponibili” (Mtd), pone come limiti quelli ottenibili con la loro corretta applicazione.

BIOGAS E TRATTAMENTO DEI LIQUAMI

 

La politica energetica comunitaria e la nuova Pac hanno riproposto in questo ultimo anno il tema del biogas come tecnologia appropriata per una integrazione del reddito aziendale da un lato e per la attenuazione dell’impatto ambientale dall’altro. Di fronte alla domanda pressante di informazione e alle crescenti attese degli allevatori è necessario dare una risposta che contribuisca a fare chiarezza. Le potenzialità energetiche del biogas sono fuori discussione e sembrano costituire una risposta molto interessante, mentre non altrettanto si può dire sul versante ambientale dove la stessa tecnologia incide relativamente poco, soprattutto quando fondata su impianti concepiti al di fuori di una linea completa di trattamento. Viceversa, un impianto di biogas visto come supporto che fornisce l’energia per trattamenti avanzati, anche depurativi, può trovare una sua piena giustificazione.

Per illustrare e discutere questi aspetti il Crpa organizza un Convegno che vedrà la partecipazione di esperti in grado di illustrare le potenzialità del biogas nell’allevamento suinicolo da solo o in combinazione con tecniche di trattamento già note ma che hanno raggiunto in questi ultimi anni stadi avanzati di sviluppo. Tra queste, verranno presentate e discusse la separazione solido/liquido, l’aerazione, la depurazione finalizzata sia allo scarico nei corpi idrici, sia all’impiego a carico azotato ridotto sui terreni agricoli.

Il quadro normativo, che si preannuncia particolarmente pesante per gli allevatori suinicoli delle Zone Vulnerabili, e le possibilità di accesso a incentivi finanziari, saranno un riferimento costante per tutti gli interventi tecnici previsti.

 

IL TRASPORTO DEGLI ANIMALI

 

All’inizio di quest’anno è entrata in vigore la nuova normativa comunitaria in materia di trasporto degli animali.

Il provvedimento del Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea si è posto l’obiettivo di armonizzare sul territorio di tutti i Paesi aderenti le esigenze di tutela degli animali con quelle delle imprese, siano esse produttrici o di trasporto.

L’argomento è di sicuro interesse ed attualità e coinvolge la competenza di diverse Istituzioni: il Ministero della Salute, il Ministero degli Interni, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti chiamati, ciascuno per la propria materia, a dare attuazione ala nuova normativa.

Il Convegno di sabato mattina 30 Aprile, promosso  dal Co.M.O.S. (Associazione Nazionale Commercianti e Mediatori Operatori Suini) si aprirà con una relazione del dott. Sergio Papalia del Ministero della Salute alla quale faranno seguito qualificati interventi delle altre Istituzioni e delle organizzazioni interessate ad un problema che può avere non trascurabili risvolti economici.

 

I CONCORSI FIRMATI ANAS

 

I concorsi in programma  nell’ambito della Rassegna suinicola internazionale  raggiungeranno l’apice con la  “Nazionale riproduttori”, cui saranno ammessi riproduttori regolarmente iscritti al Libro genealogico italiano – sezione “selezione” - di razza Large White italiana, Landrace italiana, Duroc italiana, Landrace Belga e Pietrain, come pure i riproduttori di razza  Large White italiana e Duroc italiana iscritti al Libro genealogico italiano nella sezione “verri terminali”.

E’  in calendario anche il Concorso nazionale scrofette,  riservato a gruppi di quattro soggetti di razza Landrace italiana, Large White italiana, Duroc italiana, di età compresa fra i 6 e gli 8 mesi, iscritti alla sezione “allievi” del Libro genealogico italiano. La tensione si farà alta, infine, durante l’assegnazione del premio collegato al Concorso allevamenti: si tratta di un’iniziativa riservata alle aziende che abbiano presentato alla Mostra nazionale riproduttori iscritti nella sezione “selezione” almeno quattro soggetti appartenenti alla stessa razza.

 

 

 


MEETING DEI PRESIDENTI DELLE ASSOCIAZIONI ALLEVATORI

Organizzato da AIA il 22-23 febbraio u.s. a Roma

 

L’intervento del presidente ANAS Giandomenico Gusmaroli

 

Un caloroso saluto a tutti ed un ringraziamento particolare all’AIA per avere  organizzato questo evento. Ritengo un fatto molto importante che i presidenti del Sistema Allevatori si riuniscano. Le crisi dei nostri settori sono sempre più lunghe e frequenti. I cambiamenti esterni e le strategie per sopravvivere richiedono tempi di reazione sempre più veloci. In questo contesto ritengo strategico accordarci su un programma di lavoro e dotarci di un metodo per portarlo avanti, nell’interesse di tutti gli allevatori che rappresentiamo, ma anche di tutto l’indotto e di tutti i consumatori che apprezzano la qualità dei nostri prodotti.

Faccio volentieri alcune riflessioni, visto il contesto nel quale ci troviamo, incominciando da un appello, per arrivare ad una breve illustrazione dell’Associazione e di quello che vogliamo fare.

Molte APA sono socie dell’ANAS, ma farebbe piacere all’Associazione che qui rappresento avere tutte le APA socie, per dare a tutti gli allevatori la possibilità di essere rappresentati direttamente.

 

La nostra storia

 

Il giorno 12 giugno 1957 si è legalmente costituita “L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE FRA ALLEVATORI DI SUINI DI RAZZA LARGE WHITE” con sede in Bologna e il giorno 23 dicembre 1962 viene giuridicamente riconosciuta. Questa, con decorrenza 10 dicembre 1963, assume la denominazione odierna di “ASSOCIAZIONE NAZIONALE DI ALLEVATORI DI SUINI” con sede in Roma. Sottolineo questo passaggio perché di fatto siamo passati da una Nazionale di Razza a una Nazionale di Specie che rappresenta tutte le razze suine.

ANAS svolge la sua attività su tutto il territorio nazionale e la sua durata è illimitata, inoltre è rappresentata in organismi che comprendono diversi Paesi e che trattano questioni suinicole.

 

Gli scopi

 

Nell’oggetto sociale dello statuto possiamo leggere che ANAS si propone di migliorare, incrementare e valorizzare l’allevamento suino nazionale. Ed a questo riguardo:

-          Provvede al miglioramento genetico attraverso la gestione del Libro Genealogico, assicura la conservazione delle razze autoctone e di quelle a limitata diffusione attraverso il Registro Anagrafico,  verifica e certifica l’attività di ibridazione con la tenuta dell’Albo dei registri suini riproduttori ibridi.

-          Promuove mostre e mercati con compravendite di riproduttori.

-          Promuove l’adozione di norme regolamentari per la riproduzione suina.

-          Attua il miglioramento e la valorizzazione economica delle produzioni suine curandone la difesa economica.

-          Promuove e incoraggia studi e ricerche.

-          Cura redazione e diffusione di stampa tecnica.

-          Adempie ai compiti e alle funzioni che le venissero delegati dagli Organi di Governo e dall’AIA

 

Soci ed organi direttivi

 

Soci dell’ANAS possono essere tutte le Associazioni allevatori di primo grado il cui ambito territoriale di competenza comprende una o più province intere.

Il Comitato Direttivo è composto da 19 consiglieri che nominano una giunta esecutiva formata dal presidente, dai tre vice presidenti e da 5 membri eletti fra i consiglieri. L’organo deliberante rimane il Comitato Direttivo. Gli amministratori sono affiancati da un Direttore e un Direttore Tecnico.

 

Programmi di miglioramento genetico del Libro genealogico

 

Alla fine degli anni 80, per le razze destinate alla produzione del suino pesante, per la prima volta sono stati definiti specifici obiettivi di selezione. Il Piano di Miglioramento Genetico interessa una popolazione di circa 28.000 scrofe pure. Vista la prolificità e la velocità dei cicli riproduttivi, queste possono assicurare, anche attraverso incroci, il fabbisogno di rimonta degli allevamenti commerciali che complessivamente contano circa 750.000 scrofe.

Buona parte della nostra suinicoltura è orientata alla produzione del suino pesante (circa il 70% della produzione nazionale) e in questo ambito spiccano le attività dei circuiti tutelati dei Prosciutti DOP di Parma e San Daniele. Più di 8.000.000 di suini vengono certificati per queste due DOP, quasi 13.000.000 di cosce diventano prosciutti DOP di Parma e San Daniele, mentre le rimanenti cosce (circa 3.000.000) sono destinate ad altre DOP o a trasformazione in “prosciutto cotto”.

A fianco di questa nostra importante realtà di eccellenza esiste quella dell’industria di trasformazione di cosce importate. E’ impressionante apprendere che dall’estero ogni anno arrivano oltre 50.000.000 di cosce destinate al cotto ed al crudo smarchiato che in moltissimi casi viene chiamato “nostrano”.

Naturalmente le differenze fra il prodotto nazionale e quello estero rimangono principalmente due: la qualità e il prezzo!

 

Negli anni 90 è stato messo a punto anche un Programma di selezione per le razze Pietrain e Landrace Belga destinate alla produzione del suino leggero-magro. L’obiettivo è quello di produrre un suino “italiano di qualità” per la macelleria.

L’operatività di testaggio delle razze destinate principalmente al suino pesante si svolge nel Centro genetico di Gualtieri (Reggio Emilia), mentre quella per le razze del suino da macelleria si effettua nel Centro genetico di Arezzo.

 

Valorizzazione delle produzione – Gli sviluppi

 

Nel settore suinicolo sono numerosi i prodotti con riconoscimento DOP o IGP, le due realtà più importanti sono state già citate e sono quelle dei Prosciutti di Parma e San Daniele. In questo ambito è stato possibile fare una interessante esperienza di relazioni interprofessionali, dove ANAS gioca un importante ruolo a supporto alle Organizzazioni professionali agricole. L’impegno profuso in questi anni ha creato le condizioni per lo sviluppo di nuove iniziative. Le più rilevanti sono i progetti di riconoscimento di due nuove DOP (una nel bacino dei prosciutti DOP, l’altra nel bacino delle regioni meridionale) per la tutela e valorizzazione dei tagli di carne delle carcasse dei suini italiani.

L’esperienza del lavoro interprofessionale nel settore suinicolo viene considerata a buon diritto come punto di riferimento per altri settori, anche se difficoltà non mancano ed i margini di miglioramento sono ancora elevati. L’intento del mondo agricolo è di differenziare e certificare i prodotti di qualità per rafforzare l’incidenza del made in Italy nel settore agroalimentare.

 

Uno sguardo ai problemi del settore

 

La situazione del mercato purtroppo non è favorevole, dopo un 2001 molto positivo sono seguite solo annate negative, che hanno fatto registrare forti perdite economiche per i suinicoltori. A questo proposito propongo una doverosa riflessione sui seguenti punti:

-          Pochi macelli raccolgono l’80 % di tutta la produzione.

-          Il valore del suino rappresenta meno del 20 % di quello che spende il consumatore. L’erosione della quota di valore aggiunto dell’allevatore è stata particolarmente marcata negli ultimi anni se si pensa che nel 1991 ammontava al 30%.

-          La filiera può comprendere fino a dieci passaggi.

-          I costi aggiuntivi per garantire sanità e qualità non vengono riconosciuti agli allevatori.

-          Esistono dei comportamenti vessatori all’atto del pagamento dei suini con trattenute non sempre giustificate.

-          I macellatori sono bravi a trovare sinergie contrattuali fra loro e gli allevatori sono sempre divisi.

-          Gli allevamenti grossi si ingrandiscono mentre quelli piccoli chiudono. Ma non sempre le risorse necessarie per gli investimenti provengono dall’attività agricola.

-          Gli indebitamenti con le banche aumentano.

-          I pagamenti con i fornitori si allungano.

-          In questo contesto le aziende non tagliano solo il superfluo ma anche il necessario.

 

Indicazioni per le azioni da adottare

 

Non bastano le riflessioni e nemmeno le buone intenzioni sono sufficienti a ribaltare questa situazione, se non sono seguite da obiettivi precisi e da azioni coerenti.

 

Innanzitutto dobbiamo essere consapevoli che deve essere assicurata la sopravvivenza delle aziende agricole. Senza aziende viene a mancare l’oggetto del lavoro delle Associazioni allevatori. A questo riguardo ritengo che le Associazioni allevatori debbano operare, puntando a:

 

-          Miglioramento dei servizi attuati e sviluppo di nuovi servizi per gli allevatori sia per accrescere la  competitività delle imprese d’allevamento sia per consolidare la redditività dell’attività delle Associazioni

-          Contenimento dei costi, perseguimento della massima efficienza gestionale e oculatezza nella scelta dei nuovi investimenti per non dover appesantire la contribuzione per i servizi che provocherebbe una riduzione della base associativa.

-          Più diffusa e corretta informazione, migliore comunicazione di sistema.

-          Azioni per favorire un maggiore coordinamento tra allevatori, condizione irrinunciabile per la difesa dei loro interessi.

-          Valorizzazione del lavoro svolto, adottando idonee strategie divulgative e promozionali.

 

CI  ASPETTA  UN  PERIODO  DI  GRANDI  CAMBIAMENTI,  SARA’ DETERMINANTE  PRESENTARCI  UNITI  E  PREPARATI  PER  GESTIRLI.

 

Sarà importante non dedicare tutte le nostre forze alla gestione delle emergenze. Ritengo strategico dedicare energie alla costruzione di un progetto a medio lungo termine in favore della nostra zootecnia ed evitare di farci portare fuori strada dalle emergenze.

 

Siamo consapevoli e dobbiamo evidenziarlo agli altri, che con il nostro lavoro possiamo garantire:

  1. La sicurezza alimentare
  2. La qualità delle produzioni

3.      La tutela dell’ambiente

  1. La salute e il benessere degli animali
  2. La redditività delle aziende zootecniche

 

Il Sistema Allevatori ha bisogno di persone motivate, che credono in un futuro dove la zootecnia abbia un ruolo importante per il settore agroalimentare e per il made in Italy. Non ha sicuramente bisogno di persone demotivate e che si deprimono a vicenda.

Per la sfida che ci aspetta saranno indispensabili:

        EFFICIENZA

        TRASPARENZA

        PARTECIPAZIONE

        COLLABORAZIONE

 

Programma e modalità di lavoro ANAS

 

Convinti dell’importanza di avere un programma ed un metodo per attuarlo, in ANAS abbiamo adottato iniziative per favorire il lavoro di squadra. Infatti, abbiamo costituito gruppi di lavoro tematici formati da consiglieri. Essi approfondiscono problematiche specifiche e propongono al Comitato direttivo le possibili  iniziative. In questo modo il Comitato Direttivo, mantenendo la sovranità delle decisioni, si trova buona parte del lavoro già svolto e risulta più produttivo.

 

Le linee guida del nostro programma si possono così riassumere:

  1. Consolidare le attività  del  Libro  Genealogico e del Registro Anagrafico. Assicurare l’operatività dell’Albo  Ibridi
  2. Intensificare i rapporti con il Sistema Allevatori e con la base.
  3. Sviluppare l’Interprofessione suinicola e istituzionalizzarla.
  4. Organizzare un “osservatorio del settore suinicolo”.
  5. Conservare e migliorare la qualità dei nostri suini e dei nostri prodotti.
  6. Distinguere il prodotto nazionale da quello estero.
  7. Valorizzare le carni di tutti i suini italiani.
  8. Aver cura per le questioni ambientali.
  9. Seguire gli aspetti legislativi che hanno un impatto con il comparto.

 

TUTTO QUESTO SVOLTO IN ASSOLUTA COLLABORAZIONE CON IL SISTEMA  ALLEVATORI  E  LE  ORGANIZZAZIONI PROFESSIONALI  AGRICOLE.

L’Associazione Nazionale Allevatori Suini vuole essere per i soci e tutte le istituzioni (Enti Pubblici, Professionali Agricole, Associazioni…, Consumatori … ecc.), un punto di riferimento per dati e informazioni, che siano capaci di migliorare la qualità di vita degli allevatori, aumentando la redditività delle loro aziende, nel rispetto della sicurezza alimentare e della cultura ambientale. Attraverso una visione condivisa ed un forte legame con i soci.

 

Per finire, vorrei rimarcare la necessità di “fare sistema”, confrontandoci e coordinandoci. Vanno evitati approcci diversificati che portano alla frammentazione della nostra realtà associativa. Vanno, invece, perseguiti con unità di intenti modalità di lavoro omogenee sull’intero territorio nazionale.

A questo proposito la fusione fra il CED AIA e ITALSERVICE rappresenta un importante esempio di politica di sistema. Si tratta di un passaggio storico da tutti atteso e per il quale volentieri rivolgo un plauso ad AIA ed ANAFI.

Con questo spirito ANAS intende offrire il proprio contributo per rafforzare e qualificare sempre meglio il sistema delle Associazioni allevatori.

Solo Associazioni forti ed efficienti possono aiutare le nostre imprese di allevamento a crescere.

 

 

                                                                                            

 

 

 

 


MARCHIO SUINO MEDITERRANEO

In crescita la certificazione

 

ANAS gestisce questo Marchio di qualità collettivo con la finalità di offrire una opportunità di differenziazione e valorizzazione commerciale della produzione del suino “magro” italiano.

 

 Gli aspetti più qualificanti dell’iniziativa sono la precisa origine italiana del prodotto e le caratteristiche delle razze utilizzate. In particolare i suini devono essere nati ed allevati in allevamenti italiani che rispettano rigorose norme riguardanti l’alimentazione e le condizioni di benessere dei suini. Inoltre, gli animali derivano da accoppiamenti tra razze selezionate dal Libro genealogico italiano per la robustezza e la produzione efficiente di carni magre e di qualità. Il tipo genetico prevalente dei verri padri è il Pietrain resistente agli stress.

 

Al macello le carcasse devono presentare precise caratteristiche di peso, magrezza e qualità delle carni.

 

Gli allevamenti aderenti all’iniziativa sono ubicati nelle regioni meridionali. Si tratta di quella realtà orientata alla produzione di suini macellati ad un peso vivo compreso tra 110 e 120 Kg, che deve quotidianamente confrontarsi con l’agguerrita concorrenza  degli altri partners europei.

Nel 2004 la capacità produttiva complessiva degli allevamenti aderenti è stata di 76.124 suini, che rappresenterebbe circa il 9% della produzione annuale delle sei regioni meridionali. Si tratta, quindi, di un segmento interessante della suinicoltura del Sud Italia, che presenta una articolazione di indirizzi produttivi: suino medio-pesante per salumeria e suino magro per carni da banco.

 

Interessante è il dato della certificazione. Dal 2002 si assiste ad un incoraggiante aumento di questa pratica. Nel 2004 sono state regolarmente certificate 19.396 mezzene di Suino Mediterraneo, in aumento del 24% (+3.694 pezzi) rispetto al 2003 e del 55% (+6.898 pezzi) rispetto all’attività del 2002.

 

In merito al settore della macellazione, gli impianti aderenti sono 11, dei quali 4 collegati all’attività di allevamento. La capacità produttiva complessiva può raggiungere 600.000 suini all’anno. In questa fase stanno operando prevalentemente i macelli collegati agli allevamenti e ciò rappresenta un piccolo ed interessante esempio di filiera integrata e governata dagli allevatori.

 

ANAS ha assicurato una attività di ispezione negli allevamenti e nei macelli. Per quanto riguarda la casistica delle mancate conformità sono stati individuati problemi connessi alla leggibilità del marchio apposto sulla regione lombare, al mancato rispetto dei requisiti genetici dei verri, ed alla errata formulazione dei mangimi. Inoltre, è stato rilevato in alcune aree l’uso non autorizzato del marchio da parte di produttori non aderenti. Per ogni caso specifico sono stati adottati i provvedimenti previsti dalle Norme in vigore.                                          


 

 

ALBO NAZIONALE REGISTRI DEI SUINI RIPRODUTTORI IBRIDI

 

Le imprese che producono e commercializzano riproduttori suini ibridi sono iscritte all’Albo nazionale, istituito nel 1992 dal Ministero delle Politiche agricole e Forestali e tenuto da ANAS.

 

L’iscrizione all’Albo è sancita per decreto ministeriale ed è subordinata al parere favorevole di un Comitato tecnico, che esamina la congruità dei protocolli produttivi ed accerta, per il tramite dell’attività ispettiva dell’Ufficio Centrale dell’Albo, il possesso di precisi requisiti tecnici (strutture, organizzazione aziendale, tenuta dati, ecc.)

 

Le imprese iscritte gestiscono un proprio Registro e sono autorizzate a certificare i riproduttori ibridi prodotti. Sia l’attività di produzione che quella di certificazione sono sottoposte ad una costante azione di vigilanza e verifica da parte dell’Ufficio centrale. Le informazioni sui Registri riconosciuti, sui tipi genetici ibridi prodotti ed addirittura sui singoli soggetti regolarmente certificati sono liberamente disponibili sul sito web di ANAS.

 

La situazione attuale

 

I Registri iscritti e regolarmente operanti nell’ambito dell’Albo nazionale sono 26. Dei quali 20 hanno programmi approvati per la produzione in incrocio di riproduttori ibridi, mentre 6 hanno anche programmi approvati per la riproduzione in purezza di alcuni tipi genetici (complessivamente 11) utilizzati nel processo di ibridazione.

 

L’attività di ibridazione dei 26 registri coinvolge ben 127 unità d’allevamento con un patrimonio di 27.000 scrofe.

 

I tipi genetici autorizzati sono 60, dei quali 17 per produrre verri ibridi ed i rimanenti per produrre femmine ibride.

 

Tendenze in atto

 

Negli ultimi anni si assiste a due fenomeni apparentemente contrastanti. Da una parte alcune imprese, tenutarie di Registro, si fondono per costituire una più solida massa critica sul mercato e realizzare sinergie tecniche e produttive, dall’altra continua l’iscrizione di nuove realtà di ridotta dimensione che hanno come obiettivo principale la produzione certificata di riproduttori ibridi destinati prevalentemente ai propri programmi di allevamento.

 

In particolare nel 2004 sono stati riconosciuti 4 nuovi Registri, mentre 3 hanno cessato la loro attività.

 

Per quanto riguarda i volumi produttivi, la perdurante congiuntura sfavorevole del mercato dei suini si riflette su quello dei riproduttori e determina una significativa contrazione sia dei soggetti prodotti che del numero di soggetti certificati.

 

Nel 2004 sono stati prodotti 144.264 riproduttori ibridi, 3.271 in meno rispetto al 2003 (-2,2%) e sono stati certificati 21.581 soggetti, 3.801 in meno rispetto al 2003 (-15%).

 

Infine, un altro aspetto interessante che avvalora quanto prima detto circa l’evoluzione dei Registri iscritti è il fatto che le prime 5 imprese per volume produttivo hanno realizzato nel 2004 il 64% dell’attività complessiva, mentre nel 2002 le prime 5 imprese raggiungevano il 59% della produzione complessiva.

 


MOSTRA NAZIONALE DEL LIBRO GENEALOGICO

Le particolarità dei concorsi

 

Nel corso dell’anno vengono organizzate cinque Mostre: Montichiari, Reggio Emilia, Gonzaga, Cremona e Codogno.

Ognuna ha una propria specializzazione per razza o categoria di prodotto, fa eccezione la manifestazione di Reggio Emilia che può essere definita la “campionaria” in quanto prevede i concorsi per ogni categoria di prodotto e razza selezionata.

 

I soggetti esposti in Mostra rappresentano un campione degli animali iscritti al Libro genealogico delle cinque razze selezionate: Large White italiana, Landrace Italiana, Duroc Italiana, Pietrain e Landrace Belga.

Essi devono possedere un valore genetico superiore alla media dell’intera popolazione e le femmine devono possedere i requisiti genetici e funzionali previsti per le scrofe abilitate a produrre verri. Una particolarità è costituita dalla categoria “verri LWI e DI terminali”. Appartengono a questa categoria i soggetti che presentano la necessaria predisposizione genetica, significata dal possesso di un Indice terminale almeno pari a 1,67.

 

Il confronto tra gli animali in concorso è fatto da giurie composte da esperti iscritti in un apposito Albo del Libro genealogico. Questi attribuiscono ad ogni riproduttore un punteggio di merito, per quanto riguarda l’insieme dello sviluppo corporeo, della rispondenza alle caratteristiche di razza, della funzionalità degli arti e dell’apparato mammario.

 


 

AGRIFOOD

Le razze autoctone suine in mostra

 

Agli inizi di marzo si è tenuta la manifestazione veronese di AGRIFOOD. Il sistema delle Associazioni Allevatori è stato attivamente presente nella rinnovata cornice di Italialleva. AIA, le Associazione Nazionali e quelle Regionali hanno esposto sia riproduttori appartenenti al variegato patrimonio di razze italiane sia gli innumerevoli prodotti tradizionali derivati. Si è trattato di una interessante occasione per presentare sotto una luce diversa soprattutto ai consumatori la nostra realtà associativa e produttiva.

Per quanto riguarda i suini, è stato possibile esporre alcuni interessanti soggetti delle principali razze autoctone (Cinta senese, Mora romagnola, Calabrese e Nero siciliano), salvaguardate con l’attività del Registro anagrafico, nonché della razza Large White italiana – razza principe nell’ambito del Libro genealogico.

 

Il pubblico ha avuto l’opportunità, sia di acquisire informazioni sulle caratteristiche delle razze ed il loro ruolo nell’ambito delle specifiche economie locali, sia di ammirare i soggetti esposti in appositi passerelle commentate.

ANAS è grata a tutti gli appassionati allevatori che con grande spirito di sacrificio hanno permesso la realizzazione di questa iniziativa.

 

 


 

PROSCIUTTI DOP – DEBOLE L’ANDAMENTO DELLE SALATURE IN FEBBRAIO

 

Il distretto di Parma ha confermato la tendenza contrattiva di inizio anno, facendo registrare un significativo – 6,21% rispetto a febbraio 2004. Il distretto friulano invece fa segnare una cambio di tendenza, con un aumento del 3,3% rispetto al corrispondente mese dell’anno scorso.

Il saldo dei primi due mesi dell’anno per lavorazioni DOP è di 1.507.261 cosce introdotte a Parma ( -7,7% rispetto allo stesso periodo 2004) e di 401.459 cosce introdotte negli stabilimenti di San Daniele (+ 0,2%).

 


ASTA VERRI I.A.

 

Venerdì 11 marzo u.s. presso la Semenitaly di Modena si è tenuta la periodica asta dei verri operanti in I.A., nell’ambito dello Schema di Selezione del “Suino da Salumeria”, che hanno completato il periodo di produzione convenzionata.

 

Il Centro produzione seme ELPZOO di Zorlesco si è aggiudicato il verro Large White italiana HONOS-CE PEA20925 per la somma di € 2.266,32 (IVA esclusa), mentre la Semenitaly ha acquistato il verro Large White italiana HADES-CL PR014084 per la somma di € 2.425,36 (IVA esclusa).