ANAS NOTIZIE

ANNO  2005  -  Numero  04

 

 

Sommario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

     -Valore genetico e valore commerciale

 

 

 

 

Mercati mangimi, suini e carni

 

Documenti

- Attività dei Centri genetici

- Verri I.A. dello schema di selezione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MERCATO CARNI SUINE 2004-2011

-Le nuove previsioni UE

 

La Commissione europea ha aggiornato in dicembre le previsioni 2004-20011 circa l’evoluzione delle principali produzioni agricole e dei relativi mercati.

 

Le proiezioni tengono conto dell’impatto della riforma PAC, dell’allargamento a 25 Paesi, del ritorno nel 2005 al 10% di set-aside delle superfici arabili, degli impegni derivanti dagli accordi dell’Uruguay Round per quanto riguarda accesso ai mercati e sostegno alle esportazioni, delle condizioni macro-economiche dell’Unione (moderata crescita economica, bassa inflazione), di una stabilizzazione a partire dal 2006 del rapporto di cambio dollaro americano/euro attorno a 1.15, ecc..

 

In merito alla carne suina, nel medio periodo è attesa una crescita della produzione ma ad un ritmo più moderato rispetto a quello degli anni novanta. La ragione sarebbe da ricercare nella forte competizione della carne avicola che intercetterebbe meglio il previsto aumento di consumi carnei.

Nell’Europa dei 25 la produzione dovrebbe raggiungere nel 2011 circa 22,4 milioni di tonellate.

Le previsioni circa i consumi di carne suina sono comunque in crescita. Il consumo procapite dovrebbe passare da 44,5Kg/anno del 2003 a 45,5Kg/anno nel 2011, con un più forte aumento nei Paesi nuovi membri della UE.

 

La realtà dei 10 nuovi membri rappresenta poco meno del 20% della produzione e del consumo di carni suine dell’intera Unione.

 

In merito alle esportazioni, dopo il marcato incremento registrato nel 2004, è prevista una contrazione. Mentre è atteso un ulteriore rafforzamento degli scambi all’interno della Unione ed in specie dalle suinicolture dei 15 Paesi verso i nuovi 10 membri.

 

Interessanti anche i dati riguardanti le produzioni cerealicole. Nell’annata 2004 si è verificato un forte recupero delle produzioni che ha calmierato i prezzi e reintegrato le scorte, che hanno raggiunto un livello record di 54 milioni di tonnellate. 

Le produzioni nel medio periodo sono previste in leggera crescita (tasso annuale circa + 0,9%). Le ceralicolture dei 15 UE non dovrebbero fare registrare aumenti produttivi, mentre un contributo potrebbe venire dalla modernizzazione delle cerealicolture dei nuovi 10 membri, che presentano una bassa produttività unitaria, pari alla metà di quella del resto d’Europa. La produzione della Unione dei 25 dovrebbe contrarsi a 263 milioni di tonnellate nel 2005 e successivamente riprendere l’espansione per raggiungere nel 2011 274 milioni di tonnellate. Sul versante dei consumi, sono previsti stagnanti quelli per l’alimentazione del bestiame (157 milioni di tonnellate), parzialmente compensati da un aumento della domanda per usi industriali e alimentazione umana (nel 2011 in totale 251 milioni di t).

 

 

 

 

PESTE SUINA AFRICANA – CRITICA LA SITUAZIONE IN SARDEGNA

 

Il 17 febbraio u.s. si è riunito presso il Ministero della Salute il Comitato di Sorveglianza Peste Suina Africana (PSA). ANAS era rappresentata dal dr L. Buttazzoni.

La riunione è stata indetta a seguito della bocciatura, da parte della Commissione UE, del piano di controllo ed eradicazione della PSA presentato dall’Italia.

 

Fin dalla Decisione della Commissione 514/2003/CE del 10 luglio 2003, la Sardegna era stata “aperta” nel senso che, in vigenza di un piano di controllo ed eradicazione della PSA, veniva concessa l’uscita verso gli altri territori della UE di carni suine fresche ottenute da suini entrati nel territorio della regione Sardegna quali suini da macello, oppure da suini allevati in determinate condizioni nelle province di Cagliari, Sassari ed Oristano. Le stesse regole valgono per i prodotti  a base di carne suina i quali possono anche essere prodotti a partire da carni suine fresche provenienti da fuori Sardegna. I prodotti sottoposti a taluni trattamenti possono invece essere sempre spediti fuori dalla Sardegna.

 

Si tratta di deroghe alla generale “quarantena” della Sardegna, e tali deroghe vengono giustificate proprio con l’esistenza e l’attuazione di un preciso programma di eradicazione. La già citata bocciatura del Piano da parte della UE, che ha quindi messo in discussione la sussistenza delle deroghe, è maturata a seguito di una ispezione che ha rilevato in particolare la mancata attuazione delle misure di lotta alla malattia nei cinghiali selvatici e l’insufficiente aggiornamento ed affidabilità del censimento degli insediamenti suinicoli.

Inoltre, il problema è ingigantito dal fatto che nel 2004 la malattia è esplosa, con 248 focolai e 11.673 suini distrutti, cui vanno aggiunti 5 focolai con 81 soggetti distrutti nel gennaio 2005.

 

Negli anni precedenti il numero di focolai non superava le 15 unità all’anno ed interessava micro allevamenti familiari.

 

Purtroppo la situazione attuale è caratterizzata oltre che dall’allarmante  numerosità dei focolai dal fatto che interessa allevamenti di maggiore consistenza. A questo proposito, nel corso della riunione è stata rilevata la necessità di un’attenta verifica dell’effettiva situazione autorizzatoria degli allevamenti più grandi. Non è più possibile infatti considerare “rurali” e “familiari” allevamenti con oltre 500 suini.

 

Un’altra questione emersa è quella che riguarda la valutazione dei rischi per il comparto agroalimentare italiano. Il valore delle esportazioni italiane annuali di prodotti a base di carne suina si aggira attorno 780 milioni di euro, ed è in continua crescita. In questo quadro, la concreta possibilità di mantenere aperti flussi commerciali dalla Sardegna al continente è oggettivamente legata al contenimento del numero e delle dimensioni dei focolai di PSA. E’ evidente quali danni potrebbe procurare un solo caso di PSA sul continente, e quali conseguenze esso potrebbe avere su tutta la filiera nazionale.

 

Infine, per quanto riguarda la lotta alla PSA nei cinghiali, che in caso di infezione richiede l’adozione di misure molto drastiche (ad esempio il divieto totale di caccia nella zona infetta) del tutto invise alle popolazioni ed agli amministratori locali, è stata ribadita la necessità di adottare senza indugi le indicazioni della UE.

 

Alla luce di quanto sopra esposto il Ministero della Salute ha predisposto un nuovo Piano di eradicazione della PSA, che è stato presentato alla Commissione UE entro il termine del 20 febbraio u.s..

 

 

 

 

 

 

 

CLASSIFICATORI CARCASSE SUINE

 

Il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali con DM del 30 dicembre 2004, pubblicato nella G.U. n. 10 del 14.01.2005, ha stabilito che a partire dal secondo semestre 2005 i macelli di suini sono tenuti a classificare le carcasse suine, avvalendosi di tecnici abilitati dal Ministero stesso.

 

Gli interessati all’abilitazione alla classificazione devono inoltrare domanda al MiPAF per il tramite degli assessorati regionali competenti.

 

L’abilitazione si acquisisce superando un apposito esame. I candidati abilitati saranno iscritti in un registro tenuto dall’Ufficio competente del Ministero.

 

L’attività dei classificatori sarà sottoposta a controllo, secondo quanto previsto dall’art. 5 del DM 11 luglio 2002. Il Ministero revocherà l’abilitazione nei casi di reiterata inadempienza rispetto al corretto utilizzo dello strumento di classificazione ed al risultato della classificazione stessa.

 

Infine, per sollecitare l’adesione ai corsi di formazione che verranno attivati dalle Regioni, il MiPAF ha organizzato un apposito incontro il 24 febbraio u.s., al quale ha partecipato il presidente Gusmaroli accompagnato dal direttore tecnico Buttazzoni.

Si auspica che le  APA provvedano ad iscrivere proprio personale tecnico ai suddetti corsi, per non rimanere esclusi da un processo che riguarda da vicino gli interessi dei suinicoltori.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PRESTAZIONI RAZZE ITALIANE

-In costante crescita l’efficienza riproduttiva

 

Le razze Large White e Landrace sono comunemente usate per produrre in incrocio le scrofe d’allevamento.

 

In Italia, da circa 15 anni, è operativo un programma di miglioramento genetico che ha permesso di plasmare una popolazione di riproduttori selezionati con specifiche e ben distinte caratteristiche. Per questo motivo il nome delle sudette razze è completato dall’aggettivo “italiana”.

 

Per quanto riguarda il miglioramento delle prestazioni riproduttive, il Libro genealogico italiano si è prefisso di ottenere scrofe robuste e longeve, capaci di produrre ed allevare suinetti vitali ed omogenei.

 

I dati rilevati con cadenza quindicinale negli allevamenti iscritti confermano un promettente trend positivo sia per quanto riguarda il numero di nati vivi e svezzati, sia per la durata della carriera rirpoduttiva della scrofa, aspetto questo che evidenzia una impareggiabile capacità di adattamento alle condizioni di allevamento.

 

Nel corso del 2004 sono stati registrati per la razza LWI ben 37.389 parti, dei quali 11.286 in purezza e per la razza LI 5.048 parti, dei quali 1.797 in purezza.

 

I parti in purezza sono quelli che assicurano la rimonta della popolazione di razza pura in selezione.

 

Le scrofe LWI hanno prodotto mediamente covate di 11,13 suinetti nati e 9,57 svezzati, le scrofe LI hanno prodotto mediamente covate di 11,34 suinetti nati e 9,59 svezzati.

Il dato dei suini svezzati risulta migliore di quello realizzato dai Libri genealogici di altre importanti realtà europee.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PROSCIUTTI DOP – CONTRAZIONE DELLE SALATURE IN GENNAIO

 

Sia il distretto di Parma che quello di San Daniele hanno fatto registrare un significativo rallentamento delle lavorazioni a DOP. Rispettivamente – 9,1% e – 3% rispetto a gennaio 2004. Inoltre è interessante rilevare che nel distretto friulano le lavorazioni “non tipiche” sono diminuite addirittura  del 20,1%.

 

Infine, secondo dati del Consorzio di San Daniele il giro d’affari nel 2004 ha raggiunto i 300 milioni di euro e, per quanto riguarda le modalità di commercializzazione, il prodotto peaffettato ha superato 3.893.000 confezioni, in crescita del 2,1% rispetto al 2003.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BOLLETTINI PREZZI

-ANAS incontra gli allevatori

 

 

Lunedì 7 febbraio presso la Borsa Merci di Modena, organizzato dalla locale APA, si è tenuta una interessante riunione per esaminare le problematiche che riguardano il funzionamento delle Borse Merci. All’iniziativa hanno partecipato il presidente Gusmaroli ed ed il vice presidente Malavasi che si sono confrontati con numerosi allevatori provenienti dall’Emilia Romagna e dalle regioni limitrofe.

 

I partecipanti hanno concordato sull’inderogabilità di difendere la pluralità dei mercati ed il loro mantenimento temporale e sulla necessità di prevedere per i commissari agricoli forme di coordinamento e di adeguata informazione. Gusmaroli e Malavasi hanno colto l’occasione per informare sull’attività svolta in seno al Tavolo Interprofessionale Permanente (TIP) e sulla recente istituzione di un apposito gruppo di lavoro con lo scopo di definire nuove linee guida per l’aggiornamento e l’armonizzazione dei regolamenti camerali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RIPRODUTTORI SELEZIONATI

-Valore genetico e valore commerciale

 

Il  valore di un riproduttore - verro o scrofa - dipende dalla sua capacità di trasmettere le caratteristiche produttive desiderate alla discendenza.

 

Le moderne tecnologie della selezione ed in particolare gli strumenti adottati dal Libro Genealogico Italiano consentono di misurare e conoscere con un apprezzabile grado di precisione la suddetta capacità.

 

Sul mercato sono disponibili verri e scrofette con caratteristiche genetiche molto diverse. Il loro utilizzo in allevamento determina quindi risultati produttivi ed economici significativamente diversificati.

 

Lo strumento per misurare queste caratetristiche è l’Indice genetico. Esso consente un preciso ed obiettivo confronto tra gli animali selezionati appartenenti alla stessa razza.

Una popolazione di suini interessata da una attività di miglioramento genetico presenta caratteristiche che evolvono nel tempo. La selezione infatti incide in modo efficace, attraverso la produzione ad ogni generazione di animali migliori dei propri genitori (progresso genetico).

Dato che la misura del valore genetico (indice) dei riproduttori è riferita alla media della popolazione e questa si modifica nel tempo ne consegue che l’indice genetico degli stessi cambia nel tempo. In particolare, nel caso del Libro Genealogico Italiano, i dati di tutti i soggeti vengono ricalcolati ed aggiornati ogni due settimane.

 

Il valore commerciale

 

Il valore commerciale di verri e scrofette è quantificato dal prezzo realizzato all’atto della loro compravendita.

La determinazione del prezzo segue naturalmente le leggi della domanda e dell’offerta. In ogni caso, per assicurare la stabilità economica degli operatori coinvolti (venditore ed acquirente), il prezzo deve permettere la remunerazione del lavoro e degli investimenti necessari per l’attività di selezione (venditore) e deve essere compatibile con i ricavi, derivabili dall’impiego di questo particolare bene strumentale nel processo produttivo aziendale (acquirente).

 

Per quanto riguarda il primo aspetto è opportuno precisare che i costi sostenuti dal selezionatore sono in stretta relazione con i risultati conseguiti. In altre parole la produzione di riproduttori di alto valore genetico dipende dalla intensità della partecipazione dell’allevamento al programma di miglioramento genetico nazionale (testaggi Sib, impiego giovani verri IA, ecc.). Maggiore è la partecipazione, più alti sono i risultati  ma anche i costi sostenuti.

In merito, invece, al secondo aspetto va sottolineato lo stretto nesso tra valore genetico e ricaduta economica. Infatti, i riproduttori con più alto valore genetico trasmettono alla discendenza prestazioni migliori in allevamento, al macello ed alla trasformazione e quindi assicurano maggiori ricavi unitari all’utilizzatore.

 

Sulla base di questi semplici considerazioni, emerge chiaramente che la misura del valore genetico (Indice genetico) costituitsce un punto di riferimento comune ed obiettivo per venditori ed acquirenti.

Pertanto la determinazione del valore commerciale (prezzo) di un riproduttore deve necessariamente tenere conto di questo dato di fatto.

 

Una area dove questo approccio è ormai ampiamente collaudato è quella del mercato dei “verri abilitati alla IA”.

 

Si tratta di una esperienza che risale agli inizi degli anni novanta. Per questa categoria di soggetti il prezzo “base d’asta” viene determinato sulla base del valore aggiornato dell’Indice genetico. I soggetti con gli Indici più alti hanno il prezzo “base d’asta” più alto.

 

Questo criterio è stato immediatamente compreso ed ha contribuito a qualificare lo specifico mercato della I.A. pubblica. Tanto è che i Centri Produzione Seme interessati sono stati indotti ad adeguare i loro comportamenti commerciali, prevedendo prezzi di vendita delle dosi differenziati in funzione dell’indice genetico del verro.

 

Per quanto riguarda le altre categorie di animali selezionati, l’approccio fin qui seguito dagli allevatori del Libro genealogico è meno definito e segue criteri più tradizionali.

 

In ogni caso, la crescente professionalizzazione dei suinicoltori e la disponibilità delle informazioni sul valore genetico degli animali (liberamente consultabili su www.anas.it) hanno attivato un processo che tende di innovare sia le modalità di proporre il prodotto sul mercato da parte dei selezionatori sia quelle di verifica e scelta dello stesso da parte degli utilizzatori.

Pertanto, analogamente a quanto avviene da anni per i verri I.A., il prezzo dei riproduttori selezionati sarà sempre più collegato al loro documentato valore genetico.

 

Considerazioni conclusive

 

La selezione è una pratica che richiede ingenti risorse (finanziarie, conoscenze tecnico-scientifiche, organizzazione, ecc.). Il Libro Genealogico ha plasmato in un quindicennio razze con precise caratteristiche di idoneità per il mercato delle produzioni di qualità italiane. I risultati sono frutto di soluzioni tecniche innovative e dell’impegno di un nutrito gruppo di allevatori.

 

I risultati della selezione hanno una diretta ricaduta sulla intera filiera suinicola.

 

Per un trasparente ed efficiente trasferimento dei risultati lungo la filiera, il Libro Genealogico mette a disposizione di tutti gli operatori le informazioni elaborate sulle caratteristiche dei suini selezionati.

 

Un riproduttore selezionato (verro o scrofa) è un soggetto che ha codificato nel proprio genoma, grazie alla selezione, caratteristiche che si manifestano nella sua discendenza.

La misura di queste caratteristiche (Indice) informa sul suo valore.

 

Una politica dei prezzi di verri e scrofette selezionati sempre più ancorata al loro valore genetico può aiutare gli utilizzatori ad effettuare scelte consapevoli e documentate, e  può spronare i “selezionatori” a lavorare con impegno per ottenere e proporre al mercato riproduttori di valore genetico sempre più alto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MOSTRA NAZIONALE MONTICHIARI 2005

 

CONCORSO RIPRODUTTORI

 

CLASSIFICA CAMPIONI DI RAZZA

 

Razza:  Duroc italiana                   Sezione: Selezione

 

Campione di razza

GSM04551

GSM Az.Agr. Gusmaroli Giandomenico

            "     Under 15

BS095006

Az.Agr. Percallo F.lli s.s.

            "     Over   15

GSM04551

GSM Az.Agr. Gusmaroli Giandomenico

 

Razza:  Duroc italiana                   Sezione: Terminale

 

Campione di razza

BS094520

Az.Agr. Percallo F.lli s.s.

            "     Under 15

BS094520

Az.Agr. Percallo F.lli s.s.

 

ClassificA Concorso ALLEVAMENTI

 

Razza: Duroc italiana

 

Allevamento 1° classificato

 

GSM Az.Agr. Gusmaroli Giandomenico

Allevamento 2° classificato

 

Az.Agr. Percallo F.lli s.s.

Allevamento 3° classificato

 

Az.Agr. Gilberti Giuseppe-Faustino & C.

 

MOSTRA INTERPROVINCIALE MONTICHIARI 2005

 

CONCORSO RIPRODUTTORI

 

CLASSIFICA CAMPIONI DI RAZZA

 

Razza:  Large White italiana                    Sezione: Selezione

 

Campione di razza

OGA00434

Az.Agr. Vanni Andrea Giovanni Ottorino

            "     Under 15

OGA00546

Az.Agr. Vanni Andrea Giovanni Ottorino

            "     Over   15

OGA00434

Az.Agr. Vanni Andrea Giovanni Ottorino

 

Razza:  Landrace italiana Sezione: Selezione

 

Campione di razza

BS094943

Az.Agr. Filippini Francesco

            "     Under 15

BS094943

Az.Agr. Filippini Francesco

            "     Over   15

GIL10891

Az.Agr. Gilberti Giuseppe-Faustino & C.

 

Razza:  Large White italiana        Sezione: Terminale

 

Campione di razza

CRI01467

All. Suini Cristini Andrea e Tiziano s.s.

            "     Over   15

CRI01467

All. Suini Cristini Andrea e Tiziano s.s.