ANAS NOTIZIE

ANNO  2005  -  Numero  3

 

 

 

 

Sommario

 

·        Comitato Direttivo
In primo piano crisi del settore e problematiche connesse

·        Nomine negli organi tecnici del Libro genealogico e dell’Albo ibridi e

Costituzione gruppi di lavoro tematici

·        Rinnovo incarichi

 

·        Qualità per la stagionatura

I dati dell’attività 2004 confermano il contributo della selezione italiana

 

·        Valutazione genetica in stazione 2004
Si consolida il progresso genetico

 

·        Progetto Anagrafe Suina
Le osservazioni del Comitato direttivo ANAS alla bozza di decreto del ministero della Salute

 

·        Le Mostre 2005
Ritorna la Rassegna Suinicola Internazionale di Reggio Emilia

 

 


COMITATO DIRETTIVO ANAS

In primo piano crisi del settore e problematiche connesse

 

Il 26 gennaio u.s. si è riunito, preceduto dalla giunta esecutiva, il Comitato direttivo ANAS.

 

Il presidente Gusmaroli ha aperto i lavori, svolgendo una precisa e unanimemente condivisa analisi sulla difficile situazione del settore. I punti qualificanti dell’approfondimento sono stati: la prolungata e sfavorevole congiuntura del mercato dei suini; l’evoluzione della domanda e della offerta nell’ambito del comparto del “suino pesante”; la non equa distribuzione del valore aggiunto lungo la filiera ed in particolare la continua erosione di quello agricolo; l’anomalo funzionamento dei Bollettini prezzi suini presso le Borse merci e l’obsolescenza dei regolamenti di funzionamento; il crescente e leggitimo malessere degli allevatori di fronte ad ingiustificati compartameti vessatori subiti nella vendita dei suini; la valenza delle politiche di differenziazione delle produzioni e di valorizzazione delle stesse con gli strumenti di tutela (DOP); l’inderogabilità di denunciare pubblicamente la gravità dello stato di crisi economica degli allevamenti; la urgenza di un migliore coordinamento e comunicazione tra allevatori per difendere i propri diritti.

 

Gli altri temi trattati nel corso della riunione del comitato sono stati:

 

  • la situazione del progetto di riconoscimento della DOP del Gran Suino Padano, iniziativa che nelle aspettative dei proponenti (Organizzazioni professionali agricole, ANAS, Unapros e Assica) dovrebbe contribuire a una migliore valorizzazione commerciale di tutti i “tagli” della carcassa dei suini del circuito DOP e conseguentemente potrebbe favorire una più equa distribuzione del valore aggiunto lungo la filiera. E’ in corso un costruttivo confronto interprofessionale per la costituzione del Consorzio di tutela

 

  • la situazione del progetto di riconoscimento della DOP del suino pesante delle sei regioni meridionali, iniziativa che il mondo agricolo unitariamente si impegna a sostenere per assicurare la tutela e lo sviluppo di ogni realtà produttiva nazionale

 

  • la situazione riguardante i problemi di funzionamento delle tre Borse Merci di interesse nazionale: Mantova, Milano e Modena. Il comitato direttivo ha preso atto con soddisfazione della decisione del tavolo interprofessionale (TIP) di riattivare il “gruppo di lavoro mercati”. Il mandato di questo gruppo, costituito da rappresentanti degli allevatori dei macellatori e dei prosciuttai, è di predisporre nuove linee guida che consentano la fissazione dei prezzi dei suini secondo criteri di maggiore equità e trasparenza.

E’ stata, inoltre, ravvisata la necessità di assicurare agli operatori agricoli un adeguato supporto informativo circa le dinamiche della domanda, dell’offerta e dei prezzi

 

  • le problematiche interprofessionali connesse alla costituzione di Consorzi di tutela per alcuni prodotti IGP; il progetto di istituzione di una banca dati nazionale (BDN) da parte del Ministero della Salute, di cui si riferisce a parte; la formazione dei classificatori al macello (decreto MiPAF); e l’adozione di iniziative - in collaborazione con SIPAS - per sensiblizzare il Servizio sanitario nazionale e gli allevatori sulla corretta attuazione del Piano di controllo della Malattia di Aujeszky.

 

 Nel corso dei lavori del Comitato direttivo sono intervenuti il presidente ed il direttore generale AIA Andena e Scrocchi. Si è trattato di una utile occasione per riaffermare il comune impegno a sostegno dello sviluppo della zootecnica. In particolare Andena ha sottolineato le peculiarità del sistema delle associazioni allevatori, la attenzione verso le politiche di filiera, lo sviluppo di servizi competitivi di valorizzazione delle produzioni degli allevatori italiani e di informazione trasparente circa origine e sicurezza alimentare verso i consumatori, la necessità di puntare sulla innovazione prevedendo un nuovo e più attivo ruolo del sistema allevatori nel mondo della ricerca. Andena, infine, ha espresso gratitudine per l’attenzione dimostrata da ANAS nei confronti di AIA ed ha augurato al presidente ed al comitato direttivo un triennio ricco di importanti realizzazioni a favore dei suinicoltori.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

NOMINE NEGLI ORGANI TECNICI DEL LIBRO GENEALOGICO E DELL’ALBO IBRIDI E COSTITUZIONE GRUPPI DI LAVORO TEMATICI

 

Ad ANAS è affidata la gestione della selezione delle razze pure (Libro genealogico), quella della conservazione delle razze minori (Registro anagrafico), e l’attività di coordinamento dei Registri dei suini riproduttori ibridi (Albo nazionale).

 

La definizione degli indirizzi e del funzionamento della selezione e della conservazione delle razze è compito precipuo della Commissione Tecnica Centrale (CTC), costituita da rappresentanti degli allevatori, del Ministero delle Politiche Agricole e di quello della Salute, delle Amministrazioni regionali, da professori universitari e da rappresentanti di Enti di ricerca zootecnica.

 

Mentre la verifica della conformità dell’attività di ibridazione, gestita autonomamente da imprese private, compete al Comitato Tecnico Ibridi (CTI). Lo stesso è costituito da rappresentanti delle imprese iscritte all’Albo, del Ministero delle Politiche Agricole e di quello della Salute, delle Amministrazioni regionali, da professori universitari e da rappresentanti di Enti di ricerca zootecnica.

 

Il Comitato direttivo, nella riunione del 26 gennaio u.s., ha provveduto a rinnovare le nomine di propria competenza per il triennio 2005 – 2007.

 

Per quanto concerne il Libro genealogico e il Registro anagrafico le nomine riguardano i rappresentanti degli allevatori nella CTC, il coordinatore e il rappresentante del comitato direttivo nel comitato di coordinamento dell’Albo degli Esperti (Giudici Mostre).

 

I rappresentanti degli allevatori nella CTC sono: Bonetto P. (Cuneo), Cipolla G. (Enna), Fiorini A. (Ancona), Pasotti L. (Bologna) e Percallo E. (Brescia). Inoltre,  Ferrari C.V. (Cremona) e Taurini S. (Lodi) parteciperanno alle riunioni in qualità di invitati.

Il nuovo coordinatore degli esperti è Carniani A., che subentra a Taschini S., non più rinnovabile per esaurimento mandato. Mentre nel comitato di coordinamento è stato riconfermato Cristini A..

 

In ordine all’Albo Ibridi,  i nuovi rappresentanti dei Registri Ibridi iscritti nel CTI sono : Cristini A. (Registro APA RE), Ferrari S. (Registro PIC Italia) e Gorza A. (Registro Gorzagri), mentre Mamusa A. (Registro Previdenza) è il rappresentante del comitato direttivo ANAS.

 

Infine, sono stati istituiti una serie di “gruppi di lavoro tematici”,  che riguardano i rapporti con le Amministrazioni pubbliche, quelli con le organizzazioni professionali e con le organizzazioni dei produttori, le problematiche interprofessionali e di valorizzazione delle produzioni, i temi della comunicazione e della formazione, le questioni attinenti l’evoluzione normativa (benessere, ambiente, salute, sicurezza alimentare, ecc.), gli obiettivi macroeconomici dell’attività di miglioramento genetico delle razze suine e le problematiche connesse alla salvaguardia delle razze autoctone italiane.

 

La finalità è di favorire un alto coinvolgimento di ogni componenete del comitato direttivo ANAS. Il lavoro dei gruppi permetterà la messa a punto di proposte da sottoporre all’esame del Comitato direttivo per la definitiva condivisione ed attivazione di iniziative utili per il settore.

 

 

 

 

 

 

RINNOVO INCARICHI

 

Nella riunione del 26 gennaio u.s. il Comitato Direttivo dell’Associazione ha provveduto a rinnovare alcuni incarichi.

 

Al Vice Presidente Malavasi è stato riconfermato l’incaricato di rappresentare l’Associazione, in caso d’assenza o impedimento del Presidente, di seguire le problematiche dei rapporti interprofessionali (TIP), coadiuvato da Buttazzoni, nonché di gestire le relazioni con organizzazioni straniere.

 

I rappresentanti del comitato direttivo ANAS alle riunioni dell’EPSPA (European Pig Production and Selection Association) saranno Malavasi, attualmente vice presidente della prestigiosa organizzazione europea, Molinaro e Gorza.

 

I membri ANAS del Comitato tecnico della Rassegna Suinicola Internazionale presso SIPER saranno Gusmaroli e Gallo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

QUALITA'  PER LA STAGIONATURA

I dati della attività 2004 confermano il contributo della selezione italiana

 

Il Libro genealogico italiano, gestito da ANAS, attua dalla fine degli anni ottanta un programma di selezione che mira a specializzare le razze italiane Large White, Landrace e Duroc per la produzione di carni idonee alla trasformazione in salumi e prosciutti tipici.

 

L’idoneità delle stesse è frutto di un giusto equilibrio tra parte magra e grassa delle carni. La prima deve essere sufficientemente compatta, non acquosa, capace di rilasciare una moderata quantità di liquidi e di assorbire la quantità di sale strettamente necessaria alla regolare maturazione del prodotto in stagionatura. La seconda deve ricoprire le cosce in modo omogeneo ed essere soda.

 

Una indiscriminata pressione selettiva per l’aumento della quantità di carne magra, obiettivo delle “genetiche” degli altri Paesi europei, causa un deterioramento delle caratteristiche qualitative sopra richiamate e rende le carni prodotte inidonee alla trasformazione nei prodotti tipici e di eccellenza della nostra salumeria.

 

La selezione italiana, invece, opera nella direzione della salvaguardia delle caratteristiche intrinseche che differenziano ed esaltano qualitativamente i salumi ed i prosciutti DOP. Per questo motivo il miglioramento delle prestazioni degli animali e delle quantità prodotte è subordinato al mantenimento di uno standard qualitativo adeguato, necessario per la valorizzazione dei contenuti di tipicità.

 

Il programma di miglioramento genetico è stato messo a punto con il contributo delle conoscenze più evolute nel campo della genetica “quantitativa” e “molecolare”  e prevede l’adozione di soluzioni tecniche originali.

Il rigoroso ed innovativo lavoro ha permesso di plasmare le razze italiane secondo le aspettative delle filiere DOP.

 

Infatti, i riproduttori suini “migliorati” in Italia sono nettamente diversi da quelli allevati negli altri Paesi.

 

La conferma viene dalla attività di valutazione genetica presso il Centro genetico ANAS. La stima del valore genetico dei soggetti viene effettuata rilevando in condizioni sperimentali le prestazioni in allevamento, al macello ed al prosciuttificio di gruppi di suini opportunamente scelti (Sib Test).

 

I dati 2004 evidenziano, come già avvenuto negli anni precedenti, la netta superiorità qualitativa dei suini figli di riproduttori di origine italiana rispetto a quelli derivati ameno in parte (un genitore) da “genetiche” straniere.

 

Le linee selezionate in Italia per il suino pesante presentano le caratteristiche attese. Le loro carni interagiscono con il sale ed i processi di asciugatura in modo equilibrato, assicurando ottimi risultati organolettici, mentre quelle dei suini derivati da “famiglie” straniere presentano  significative perdite di liquidi ed una predisposizione alla produzione di prodotti con più alto contenuto salino e con più intensa degradazione proteica. L’indicatore di queste caratteristiche è l’indice genetico CALO (perdita di peso delle cosce durante la prima salatura), maggiore è il suo valore peggiore è la predisposizione genetica dei suini. Quelli di origine straniera, appartenenti alle tre razze del “suino pesante” e testati nel 2004, hanno presentato rispetto a quelli di origine italiana valori più alti e quindi sfavorevoli. I differenziali sono significativi: +19 g Large White, +13 g  Landrace e +16 g Duroc.

 

Analogamente i prodotti della selezione italiana assicurano la necessaria copertura di lardo delle cosce. Le cosce che ne difettano sono definite in gergo “magroni”. Si tratta di una delle principali cause di “non conformità” del prodotto destinato a DOP. Inoltre, il ridotto spessore del lardo è sfavorevolmente correlato con la qualità dello stesso (Numero di Iodio superiore a 70).

Sempre i dati del Sib test evidenziano la eccessiva magrezza delle “genetiche” straniere, il loro valore genetico medio per lo spessore del lardo rispetto a quella italiana è: -2,8 mm nella Large White, -3,3 mm nella Landrace e -1,7 mm nella Duroc.

 

In conclusione, i risultati del 2004 confermano il fondamentale contributo della selezione italiana alla politica di differenziazione del prodotto, via obbligata per assicurare competitività e redditività al nostro sistema produttivo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

VALUTAZIONE GENETICA IN STAZIONE 2004

Si consolida il progresso genetico

 

La efficacia del programma di selezione è confermata dall’ulteriore innalzamento, realizzato nel 2004, del valore genetico dei riproduttori interessati dalle prove in stazione (Sib test).

 

Le prove in stazione hanno lo scopo di calcolare, sulla base dei dati raccolti su tre loro fratelli, i valori genetici (trasmissibili alla discendenza) dei giovani verri e dei loro ascendenti. I valori genetici calcolati (Indici genetici) per i diversi caratteri vengono composti in un Indice di Selezione che rappresenta esattamente gli obiettivi di selezione del Libro genealogico.

 

Gli indici genetici dei singoli caratteri sono espressi nella unità di misura convenzionale (grammi, Kg, millimetri) e sono riferiti alla media genetica del 1993. L'indice di Selezione è invece espresso in unità di deviazione standard e fa riferimento ad una media mobile, che comprende tutti i soggetti testati dal 1991 al 2004. Più alto è il suo valore maggiore è la corrispondenza con gli obiettivi della selezione.

 

La razza che ha fatto registrare il progresso più marcato è stata la Large White Italiana (Indice Selezione medio + 1,73; +13% rispetto al 2003). Il dato conferma la spinta specializzazione raggiunta da questa razza per la produzione dei suini pesati del circuito DOP.

 

Anche le razze Duroc Italiana e Landrace Italiana hanno realizzato un significativo e confortante miglioramento del valore genetico medio della popolazione testata, rispettivamente +7,8% e + 7,7%.

La razza Pietrain, invece, ha confermato la media 2003, ma i figli di verri e scrofe provenienti esclusivamente dalla selezione italiana hanno ottenuto un Indice di Selezione nettamente migliore (+ 1,41 vs  + 0,84).

 

E’ altresì interessante dare uno sguardo al potenziale genetico raggiunto per ogni aspetto, oggetto di selezione.

 

La razza Duroc, specializzata per assicurare i riproduttori maschi da impiegare nei programmi di produzione dei suini da ingrasso, ha il trend migliore rispetto al 1993 per i caratteri riguardanti le prestazioni in allevamento: accrescimento medio giornaliero (+ 55 grammi al giorno) e indice di conversione alimentare (risparmio di 184 grammi di alimento per ogni Kg peso vivo prodotto), e le prestazioni al macello: tagli magri (+ 3,143 Kg di coppe e lombi).

 

Large White e Landrace, che costituiscono la base per la produzione in incrocio delle scrofe degli allevamenti, sono selezionate anche per le prestazioni riproduttive (prolificità) ed in modo particolarmente marcato per le caratteristiche qualitative delle carni da stagionare.

Ne deriva che il progresso genetico realizzabile per la velocità di crescita e per lo sviluppo dei tagli magri della carcassa risulti più moderato. In ogni caso i soggetti testati nel 2004, rispetto a quelli del 1993, hanno un potenziale genetico per l’accrescimento medio giornaliero superiore di 34 grammi ed un migliore potenziale genetico per la produzione di coppe e lombi pari a + Kg 2,229 nella Large White ed a + Kg 1,953 nella Landrace.

 

Di seguito si riportano i dati di dettaglio per razza:

 

Caratteri

Large White italiana

Landrace italiana

Duroc italiana

Pietrain

IMG

+34

+34

+55

+11

ICA

-0,158

-0,161

-0,184

 

COSCE

+0,549

+0,172

+0,984

 

TAGLI MAGRI

+2,229

+1,953

+3,143

+0,723

CALO

+11

+24

+18

 

SLA

-2,1

-2,9

-3,2

-0,9

GIV

 

 

-0,531

 

IND. SELEZIONE

+1,73

+1.26

+1,37

+0,84

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PROGETTO ANAGRAFE SUINA

Le osservazioni del Comitato direttivo ANAS alla bozza di decreto del Ministero della Salute

 

Premessa

La bozza di Decreto attua il disposto dell’art.12 del D.Lgs del 22 maggio 1999, n.196, che a sua volta attuava la Direttiva Comunitaria 97/12/CE.

Con l’art.22 della Legge del 29 dicembre 2000, n.422, il D.Lgs 196/99 venne aggiornato per stabilire che, “Limitatamente agli animali della specie suina, la registrazione nella banca dati [.....] deve comprendere almeno: il numero dei suini spostati, il numero di identificazione dell’azienda o dell’allevamento di partenza, il numero di identificazione dell’azienda o dell’allevamento di arrivo, la data di partenza o la data di arrivo”.

Infine, la Direttiva del 23 ottobre 2000, n.678/CE, specificò che il  registro delle aziende doveva contenere le seguenti informazioni:

a)     Codice del Paese e numero di identificazione dell’azienda;

b)     Indirizzo dell’azienda;

c)      Nome ed indirizzo del responsabile degli animali;

d)     Coordinate geografiche (o equivalenti) dell’azienda;

e)     Campo dati a disposizione delle Autorità per l’inserimento di informazioni sanitarie.

Un altro elenco di informazioni, tra le quali il tipo di produzione e la capacità dell’azienda, venivano invece lasciate alla discrezionalità dello Stato membro.

 

Osservazioni generali

Il Decreto introduce un’operatività del tutto innovativa per il settore suino, e non richiesta dalle norme Europee, quando attribuisce al detentore degli animali l’onere operativo di inserire in BDN (Banca Dati Nazionale) i dati richiesti. Lo stesso detentore può delegare altri Enti ed Associazioni ad eseguire tale inserimento, ma ovviamente se ne accolla il costo.

Nella particolare esperienza della suinicoltura italiana, dove ancora vige l’obbligo della visita da parte del veterinario ufficiale  prima di ogni spedizione di suini vivi al di fuori del comune, ed è previsto che detto veterinario ufficiale controlli e firmi i relativi documenti di accompagnamento (Mod.4), risulta strano che, invece di trovare il modo di trasferire immediatamente tali informazioni in forma elettronica (ad esempio tramite un palmare affidato al Veterinario ufficiale) si preferisca “raddoppiare” il flusso informativo caricando l’allevatore di un ulteriore onere.

A meno che il Decreto non prefiguri l’abolizione dell’obbligo di visita da parte del veterinario ufficiale, obbligo che, almeno per quanto riguarda i trasferimenti tra allevamenti di animali da vita, i suinicoltori hanno più volte ribadito di voler mantenere, a garanzia del particolare patrimonio suinicolo italiano e della salute pubblica.

 

Osservazioni di dettaglio

  • L’ultimo paragrafo dell’art.3, prevede che le Regioni e le Province autonome possano prevedere modalità aggiuntive di identificazione degli animali. Pur nel rispetto delle competenze regionali, si tratta di una previsione pericolosissima per le potenziali conseguenze sul libero scambio di animali e sull’ulteriore divaricazione tra i costi di produzione tra regioni diverse.

Particolarmente perniciosa sarebbe ad esempio l’ipotesi che qualche regione volesse attivare l’identificazione individuale dei suini, eventualmente con transponder elettronici. Oltre che del tutto inutile ai fini sanitari, tale iniziativa contrasterebbe con la volontà di tutti i suinicoltori europei che da sempre considerano tale eventualità portatrice di un drammatico aumento di costi e di complessità organizzativa. Addiruttura, nel caso dell’impiego di  transponder elettronici, l’iniziativa costituirebbe un ulteriore e drammatico trasferimento di valore aggiunto dalla suinicoltura all’industria informatica, senza alcuna contropartita.

 

·        Il comma 10 dell’art.6 limita gli obblighi in capo ai responsabili dei mercati di vendita alla sola conservazione dei documenti di accompagnamento. Essi “possono” tenere un registro di carico e scarico degli animali in BDN. L’esperienza fin qui maturata fa ritenere che i momenti più pericolosi da un punto di vista epidemiologico siano proprio quelli che prevedono la concentrazione di animali di diversa provenienza: le stalle di sosta ed i mercati.

 

  • Il comma f) dell’art.7 prevede che il detentore registri periodicamente in BDN il numero delle nascite e delle morti. Si tratta di un obbligo assolutamente non previsto dalla normativa europea, nemmeno tra le informazioni che gli Stati membri possono facoltativamente richiedere. Del resto, le informazioni sulla movimentazione dei suini già forniscono una precisa indicazione sulla consistenza dell’azienda, senza dover caricare l’allevatore di ulteriori adempimenti.

Il punto crea confusione tra due diversi e ben distinti adempimenti:

    1. la tenuta del registro aziendale previsto dall’art.3, commi 1 e 3, del DPR 30 aprile 1996, n.317 e relativa circolare di attuazione,
    2. la registrazione in banca dati, a fini epidemiologici, delle movimentazioni dei suini.

La bozza di decreto sembra prevedere la possibilità per l’allevatore di tenere il registro aziendale tramite la BDN, ma chi non desiderasse utilizzare tale opzione deve poter continuare ad usare il registro aziendale tradizionale per la tenuta dei dati diversi da quelli delle movimentazioni (nascite e morti). Per questi dati non sussiste infatti alcuna necessità di conservazione su supporto informatico centralizzato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LE MOSTRE 2005

Ritorna la Rassegna Suinicola Internazionale di Reggio Emilia

 

Il Comitato direttivo ANAS ha approvato il calendario delle Mostre ufficiali del Libro genealogico, tenendo conto delle richieste presentate dalle Associazioni socie e del parere del Comitato consultivo mostre.

 

Il calendario 2005 ripropone i diversi appuntamenti degli anni scorsi ed ha nella riedizione della Rassegna Suinicola, dal 27 al 30 aprile, il momento più importante e qualificante. A Reggio Emilia sono in programma: i Concorsi nazionali dei riproduttori e dei gruppi di "scrofette" delle razze del libro genealogico, ed il Concorso "Master" degli allevamenti partecipanti alle Mostre.

 

Per quanto riguarda le altre manifestazioni, Montichiari dal 4 al 6 febbraio apre la stagione con la nazionale della razza Duroc e l’interprovinciale Large White e Landrace italiane. Dopo la pausa estiva, la Millenaria di Gonzaga - 3 e 4 settembre – propone la nazionale Large White e Landrace e l’interprovinciale Duroc. Dal 28 al 30 ottobre, nell’ambito della Fiera di Cremona, si svolgerà la nazionale “scrofette” e la interprovinciale “verri”.  Infine,  Codogno - 15 e 16 novembre – chiude l’annata con l’ormai tradizionale Esposizione nazionale della progenie dei verri abilitati alla I.A..

 

Ruolo e funzionamento Mostre

 

Lo svolgimento delle Mostre è regolato da norme, approvate dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Lo spirito delle norme è quello di assicurare il confronto del lavoro dei diversi allevamenti che partecipano agli Schemi di Selezione nazionali.

Questi schemi sono incentrati sull’attività di valutazione genetica nei Centri genetici.

Agli allevatori è riservato principalmente il compito di scegliere, tra la progenie ottenuta dai riproduttori testati, i soggetti con le migliori caratteristiche morfo-funzionali. I riproduttori scelti sono i genitori delle nuove generazioni da sottoporre a testaggio. Si realizza così una virtuosa sinergia tra l’azione volta a stimare il valore genetico di aspetti misurati al Centro genetico (Indici genetici) e l’azione volta ad eliminare i soggetti portatori di caratteristiche morfologiche e funzionali non idonee e che non si possono rilevare al Centro genetico.

 

Il confronto in Mostra è fatto da giudici, iscritti all’Albo Esperti, ed incaricati dall’Ufficio Centrale del Libro.

Questi giudici procedono innanzitutto ad una accurata descrizione dei soggetti in concorso, secondo i criteri stabiliti dalle Norme Tecniche.

Le caratteristiche morfo-funzionali descritte sono quelle che non sono considerate dall’Indice genetico (per esempio gli arti, le mammelle, la taglia), e sulle quali si concentra necessariamente il lavoro dell’allevatore. La descrizione è fatta, attribuendo un punteggio da 1 a 5. Il punteggio 3 descrive una situazione accettabile, i punteggi superiori evidenziano situazioni particolarmente positive, mentre i punteggi inferiori (2 ed 1) indicano l’esistenza di difetti.

Completata la descrizione analitica, i giudici assegnano un giudizio sintetico (da 1 a 100 punti), sulla base del quale vengono definite le graduatorie di merito.