ANAS NOTIZIE

ANNO 2004 - Numero 9

Sommario

 

 

 

ANDAMENTO DEL MERCATO SUINICOLO: UN BILANCIO DEL PRIMO SEMESTRE 2004

Il primo semestre del 2004 si chiude con un bilancio negativo per i suinicoltori. Purtroppo, come previsto, l’andamento al ribasso delle quotazioni registrato sin dai primi mesi dell’anno si è protratto fino a tutto il mese di maggio ed i cenni di ripresa registrati nelle prime settimane di giugno sono stati subito seguiti da un nuovo cedimento delle quotazioni.

Facendo una media dei prezzi rilevati sulle piazze di Modena, Mantova e Milano, nei primi sei mesi del 2004, la quotazione del suino da 156/176 kg. è stata pari a 1,109€/kg, inferiore del 4,9% rispetto allo stesso periodo del 2003.

Il suino da macelleria di 90-115 kg ha subito nello stesso periodo un calo del 4,1% rispetto all’anno precedente: la quotazione media registrata sulle piazze italiane di Modena e Milano nei primi sei mesi del 2004 è pari a 1,096 €/kg.

E’ analogo il trend dei suinetti da 15-25kg il cui prezzo è stato di 2,994€/kg, in flessione del 6,9% rispetto al primo semestre del 2003.

I prezzi dei tagli hanno mostrato andamenti diversi: mentre la quotazione media della coppa ha mostrato una chiara diminuzione rispetto all’anno precedente (2,719 €/Kg; -12.98 %), i prezzi delle cosce destinate alle produzioni tipiche da 12/15 kg e delle spalle hanno subito solo limitati aggiustamenti (-3.64 % e –1.15 % rispettivamente) ed il prezzo del lombo Modena ha mostrato un chiaro aumento (3,13 €/Kg; +1,77 %).

Positivo l’andamento dei prezzi delle carni lavorate: nel primo semestre del 2004 il prosciutto di Parma da 8,5-11 kg ha confermato la quotazione stabile registrata sin dall’inizio dell’anno di 10,425 €/kg ed è stata mediamente superiore, rispetto allo stesso periodo del 2003, del 5,77%.

Nel primo semestre dell’anno si è confermato pertanto un trend decisamente poco remunerativo per i suinicoltori, costretti ad affrontare anche un sensibile aumento delle quotazioni delle materie prime per mangimi: si segnala infatti che la crusca di frumento ha registrato nei sei mesi una media di prezzo pari a 131,54 €/t, superiore del 54,45% rispetto al primo semestre del 2003; il prezzo del mais nazionale comune (184,75 €/t) è stato superiore del 39,17%, la farina di estrazione di soia è aumentata del 31,83% ed il prezzo dell’orzo è salito del 22,84% rispetto allo stesso periodo del 2003.

Per i mesi a venire, la situazione del mercato suinicolo non sembra destinata a cambiare radicalmente, anche per il mantenimento dei livelli produttivi nazionali.

Pertanto, solo un deciso rialzo dei corsi nel periodo estivo potrebbe garantire alle aziende suinicole una redditività paragonabile a quella, comunque non positiva, del 2003.

I PREZZI DEI SUINI IN EUROPA DAL 2001 AD OGGI

Nella tabella che segue, sono riportate le percentuali che esprimono l’andamento, in aumento o in diminuzione rispetto all’anno precedente, dei prezzi di mercato dei suini negli ultimi quattro anni.

Da un esame dei dati, emerge che l’eccezionale ondata di aumenti verificatasi nel 2001 per effetto dell’epidemia di BSE che colpì l’Europa, è stata progressivamente riassorbita in tutta Europa negli anni successivi, fino al riallineamento delle quotazioni al periodo precedente la crisi.

Quest’anno il mercato italiano si muove in controtendenza rispetto al resto d’Europa, con prezzi che continuano a diminuire, mentre gli altri mercati europei registrano decisi segnali di ripresa.

 

Modena

Suinetti

15-25kg

Utrecht

Suinetti

23 kg

Modena

Suini

156-176kg

Utrecht

Suini

85/115kg

Amburgo

Carcasse

Classe U

Plerin

Carcasse

Classe U

Mercolleida

Suino

di Lleida

Diff. %

Diff. %

Diff. %

Diff. %

Diff. %

Diff. %

Diff. %

1° semestre

2001

25,82

16,4

40,23

28,16

46,59

44,96

30,94

2002

-10,2

-18,71

-27,7

-19,11

-19,79

-30,77

-18,86

2003

-1,4

-26,97

3,26

-12,99

-7,67

-10,57

-14,78

2004

-6,5

6,95

-5,03

8,71

4,24

5,11

6,37

2° semestre

2001

21,03

-4,95

8,32

-1,67

6,03

0,31

17,89

2002

-10,8

-28,36

-9,22

-15

-10,57

-15,66

-25,06

2003

-3,37

-2,43

-0,66

-1,47

-3,07

-2,1

-0,95

Totale anno

2001

23,47

3,06

22,7

11,05

24,7

22,46

25,56

2002

-10,45

-19,99

-18,70

-16,33

-15,36

-24,50

-24,59

2003

-2,33

-17,67

1,12

-7,42

-5,49

-6,17

-5,91

 

 

 

 

COMITATO DI GESTIONE DELLE CARNI SUINE

Lo scorso 22 giugno si è riunito a Bruxelles il Comitato di Gestione delle Carni suine. Tra le decisioni assunte nel corso della riunione vi è l’incremento nella misura del 5% delle restituzioni all’esportazione per le carni suine lavorate, motivata da un generalizzato aumento dei prezzi della materia prima sul mercato comunitario.

I nuovi importi, applicabili dal 28 giugno, sostituiscono quelli fissati con precedente Regolamento n. 481 dello scorso 15 marzo.

Si riportano nel seguito i prodotti di cui sono stati modificati gli importi delle restituzioni:

Fino al 27/6 Dal 28/6

Prosciutti di Parma e San Daniele e altri

prosciutti con tenore globale, in peso, di ossa

e cartilagini inferiori al 25% 56,5 59,5

Prosciutti di Parma e San Daniele senz’osso

e loro pezzi e prosciutti, parti anteriori, spalle

o lombate senz’osso e loro pezzi 56,5 59,5

Salsicce e salami, stagionati, anche da spalmare,

non cotti 20,5 21,5

Salsicce e salami cotti 15,5 16,5

Prosciutti e loro pezzi, cotti, in imballaggi immediati di

- peso netto uguale o superiore a 1 kg 30,5 32,0

- peso netto inferiore a 1 kg 18,0 19,0

Spalle e loro pezzi, cotte, in imballaggi immediati di

- peso netto uguale o superiore a 1 kg 24,0 25,0

- peso netto inferiore a 1 kg 18,0 19,0

Altre preparazioni cotte contenenti l’80% o più di

carne e/o frattaglie di ogni specie compreso il lardo

e i grassi…

omissis 18,0 19,0

 

 

 

 

CONTRIBUTI MINISTERIALI PER LA RINTRACCIABILITA’ DEI PRODOTTI AGRICOLI ED AGROALIMENTARI

Con Decreto del 3 maggio 2004, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana dello scorso 6 luglio, il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ha dettato i criteri e le modalità per ottenere la concessione di contributi ministeriali per la realizzazione di studi e modelli operativi per l’attivazione di sistemi di tracciabilità, anche differenziati per filiera, dei prodotti agricoli ed agroindustriali.

I contributi possono essere erogati al 99% della spesa ammessa per le associazioni senza scopo di lucro e gli enti pubblici con adeguate competenze tecnico-scientifiche nel settore agroalimentare; al 95% della spesa ammessa per gli enti di ricerca economici pubblici e non; al 60% della spesa ammessa per gli altri enti privati di ricerca del settore agricolo. Sul finanziamento concesso la pubblica amministrazione erogherà, a richiesta, un’anticipazione del 20% sull’ammontare complessivo.

Le istanze devono essere presentate al Dipartimento della qualità dei prodotti agroalimentari e dei servizi del MIPAF entro il 30 settembre di ogni anno e devono riportare un progetto esecutivo, una relazione relativa al programma da svolgere con i preventivi finanziari delle voci di spesa e la dichiarazione che il richiedente non usufruisce di altri contributi pubblici per la realizzazione del progetto.

 

 

 

Incontro a Cosenza con il ministro Alemanno

Il ministro Alemanno ha incontrato i promotori della richiesta di riconoscimento della DOP per le carni del suino allevato nelle sei regioni meridionali: Campania, Puglia, Basilicata, Calabria Sicilia e Sardegna. L’incontro si è svolto il 21 maggio in occasione della seconda Festa dell’allevatore organizzata dall’APA di Cosenza, nel corso della quale si è svolto un importante convegno dal titolo "La zootecnia calabrese: una risorsa per l’agroalimentare "Made in Italy" con la partecipazione del ministro.

La delegazione dei promotori era guidata dal vice presidente ANAS Pietro Molinaro e comprendeva tra gli altri i consiglieri ANAS Gaetano Cipolla e Giuseppe Roccia.

I promotori hanno ricostruito le diverse fasi che hanno preceduto la richiesta inoltrata al Mipaf il 19/02/2004, sottolineando l’impegno di tutti a realizzare una forte collaborazione che consenta di affrontare l’evoluzione delle preferenze dei consumatori, sempre più attenti alla qualità ed al legame dei prodotti con il territorio. Il vicepresidente dell’ANAS Molinaro, ha ricordato che l’iniziativa è nata in seno all’ANAS, e successivamente è stata condivisa dal Tavolo interprofessionale il quale nel luglio del 2003 ha deliberato di procedere verso la richiesta di riconoscimento di due DOP relative alle carni suine: l’una relativa alle produzioni delle undici regioni dell’area dei prosciutti di Parma e San Daniele e l’altra relativa alle sei regioni meridionali, prevalentemente già comprese nell’area di produzione dei salumi calabresi DOP.

A conferma della volontà dei promotori di rilanciare la suinicoltura meridionale operando in modo sistemico, è stato anche ricordata la stipula di un contratto di filiera, inoltrato al Mipaf all’apertura del bando pubblico.

Da parte sua il ministro Alemanno ha manifestato ai promotori il proprio apprezzamento per la capacità espressa nell’avviare un percorso comune per la valorizzazione della suinicoltura meridionale. Dinanzi a tale capacità il ministro ha assicurato il proprio sostegno al pari di quanto sta avvenendo con la DOP del suino delle regioni settentrionali. "La suinicoltura italiana esprime una specificità assoluta in Europa, ha affermato il ministro, pertanto essa è nelle condizioni di essere riconosciuta e tutelata dall’Unione Europea. La strada per ottenere questo risultato è il riconoscimento delle due DOP. Ed in questa direzione spenderemo ogni energia disponibile."

 

 

 

PROSCIUTTI DOP - continua la crescita delle salature

Secondo i dati forniti dal Consorzio del Prosciutto di San Daniele, nel mese di giugno il distretto friulano ha fatto registrare una intensa attività lavorativa (+ 14,5% il numero di cosce introdotte rispetto a giugno 2003) mentre il trend di crescita del distretto parmense è stato più moderato (+ 2,9% ). In ogni caso l'andamento su base annua appare omogeneo nelle due realtà e mostra un indice di crescita nel primo semestre attorno al + 7%. A fine giugno risultavano salate per lavorazioni DOP: 1.262.295 cosce a San Daniele (+7,9% rispetto al 2003) e 5.054.797 (+6,7%) a Parma.

 

 

PASSERELLA VERRI I.A. ED ASTA

Mercoledì 30 giugno u.s. presso la Semenitaly di Modena si è tenuta l’Asta dei verri che hanno completato il periodo di produzione convenzionata.

La Semenitaly (MO) si è aggiudicata i verri Duroc italiana PADMA-IM GIL10954 e FLEGETONTE-CL BS092940 rispettivamente per le somme di € 2400,00 e 3754,50 IVA esclusa; mentre il Centro di F.A. suina di Asola (MN) si è aggiudicato il verro Large White italiana FILEO-CL CN040915 per la somma di € 1908,48 IVA esclusa.

 

SALAME DI NAPOLI: PROPOSTO IL RICONOSCIMENTO DELLA DOP

Sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso 13 luglio è stata pubblicata la proposta di riconoscimento della DOP "Salame di Napoli" con il relativo disciplinare di produzione.

Secondo le disposizioni del disciplinare, il Salame di Napoli può essere prodotto esclusivamente con suini pesanti, nati, allevati, macellati in strutture autorizzate dalla Regione e dall’UE, sezionati e lavorati nella regione Campania. Anche le operazioni di confezionamento, porzionamento ed affettatura devono avvenire esclusivamente sul territorio regionale.

Il salume deve essere prodotto impiegando carne di suino di età non inferiore a otto mesi e di peso vivo non inferiore a 140 kg (è vietato l’impiego di carne proveniente da verri e scrofe). Anche per quanto riguarda il tipo genetico da utilizzare il disciplinare, analogamente ai disciplinari di produzione dei Prosciutti di Parma e di San Daniele, contiene precise disposizioni.

Si riporta inoltre l’elenco degli alimenti utilizzabili dalla nascita fino al completamento della fase di magronaggio (80 kg di peso vivo) e si specificano i limiti percentuali di fibra grezza, grassi, proteina grezza, ceneri ed amido contenuti nella razione rispetto alla sostanza secca, sia nella fase di magronaggio, sia in quella di ingrasso.

Il Salame di Napoli deve essere preparato con carne fresca di prosciutto di spalla, prosciutto di coscia e suo trito, pancetta e suo trito, da utilizzare in misura non inferiore al 70% dell’intero impasto. Coppa, lombo e gola invece non devono essere utilizzati in misura superiore al 10%.

Il passo successivo per riconoscimento della DOP sarà quello della notifica dell’istanza a Bruxelles per la registrazione ai sensi dell’art.5 del Regolamento 2081/92.