ANAS NOTIZIE

ANNO 2004 - Numero 7

Sommario

 

 

 

PACCHETTO IGIENE: IN GAZZETTA I NUOVI REGOLAMENTI COMUNITARI

Dopo un lungo iter normativo è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee dello scorso 30 aprile, il cosiddetto "Pacchetto Igiene".

I tre regolamenti e la direttiva che lo compongono (quest’ultima, la Direttiva 2004/41/CE, abroga alcune direttive precedenti), attuano il Regolamento 178/2002 sulla sicurezza alimentare (istitutivo, tra l’altro, dell’omonima Autorità europea) e dettano norme e procedure per garantire l’igiene dei prodotti e l’idoneità dei controlli lungo tutta la filiera agro-alimentare, dal produttore primario al consumatore finale.

Va da sé che si tratta di norme che richiedono un impegno preciso anche da parte degli allevatori che sono chiamati a collaborare per garantire non solo la rintracciabilità del prodotto finale, ma anche la genuinità e sicurezza della produzione primaria.

A questo scopo il Regolamento 852/2004 sull’igiene dei prodotti alimentari detta in allegato i requisiti generali in materia di igiene per la produzione primaria e le operazioni associate, stabilendo genericamente che gli allevatori debbano rispettare le norme sul controllo dell’inquinamento, sul benessere animale, sull’igiene degli allevamenti e dei mezzi di trasporto, sull’alimentazione e sullo smaltimento dei rifiuti.

Tuttavia, è stata inserita anche una norma di dettaglio sulla quale ANAS, anche attraverso le Confederazioni, aveva espresso le proprie perplessità e sollevato alcune obiezioni.

Si tratta della norma che, anche se alleggerita rispetto a versioni precedenti, prevede che gli allevatori debbano tenere registrazioni riguardanti:

  1. la natura e l’origine degli alimenti somministrati agli animali
  2. i prodotti medicinali veterinari o le altre cure somministrate agli animali, con le relative date e i periodi di sospensione
  3. l’insorgenza di malattie che possono incidere sulla sicurezza dei prodotti di origine animale
  4. i risultati di tutte le analisi effettuate su campioni prelevati da animali o su altri campioni prelevati a scopi diagnostici, che abbiano rilevanza per la salute umana
  5. tutte le segnalazioni pertinenti sui controlli effettuati su animali o prodotti di origine animale

In particolare, si stabilisce che gli allevatori debbano "tenere e conservare le registrazioni relative alle misure adottate per il controllo dei pericoli in modo appropriato e per un periodo di tempo adeguato e commisurato alla natura ed alle dimensioni dell’impresa alimentare e devono mettere a disposizione delle autorità competenti e degli operatori del settore alimentare che ricevono i prodotti le pertinenti informazioni contenute in tali registrazioni a loro richiesta".

Oltre a sottolineare le difficoltà applicative di una norma così generica (per quanto tempo devono essere conservate le registrazioni? in relazione a quali dimensioni dell’impresa?), a suo tempo si fece presente come tali informazioni siano di fatto già riportate nel modello T4 che accompagna gli animali al macello. Si auspica che le autorità nazionali ritengano l’attuale modello sufficiente per ottemperare agli obblighi imposti dalla nuova normativa.

Purtroppo, il secondo Regolamento 853/2004 che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale, ha confermato una disposizione che in fase di formazione della normativa, era stata contestata da ANAS. Si tratta della parte relativa alle "Informazioni sulla catena alimentare" che devono essere rese dall’allevatore al macello.

In particolare si stabilisce che, nelle 24 ore precedenti la macellazione, il gestore del macello debba disporre delle seguenti informazioni:

  1. lo status sanitario dell’azienda di provenienza o lo status sanitario del territorio regionale per quanto riguarda gli animali
  2. le condizioni di salute degli animali
  3. i medicinali veterinari somministrati e gli altri trattamenti cui sono stati sottoposti gli animali nell’arco di un determinato periodo e con un tempo di sospensione superiore a zero giorni, come pure le date delle somministrazioni e dei trattamenti e i tempi di sospensione
  4. la presenza di malattie che potrebbero incidere sulla sicurezza delle carni
  5. i risultati, se pertinenti ai fini della tutela della salute pubblica, di tutte le analisi effettuate su campioni prelevati dagli animali o su altri campioni prelevati al fine di diagnosticare malattie che potrebbero incidere sulla sicurezza delle carni, compresi i campioni prelevati nel quadro del monitoraggio e controllo delle zoonosi e dei residui
  6. le pertinenti relazioni relative alle ispezioni ante e post mortem sugli animali della stessa azienda di provenienza, comprese in particolare, le relazioni del veterinario ufficiale
  7. i dati relativi alla produzione, quando ciò potrebbe indicare la presenza di una malattia
  8. il nome e l’indirizzo del veterinario privato che assiste di norma l’azienda di provenienza.

Fortunatamente sono state introdotte delle disposizioni di "alleggerimento" che precisano che non è necessario che il macello abbia:

Inoltre la norma precisa che le informazioni non devono essere rese necessariamente come estratto integrale dei registri dell’azienda di provenienza ma possono essere trasmesse con scambio di dati elettronici o sotto forma di dichiarazione standard firmata dal produttore.

Di fatto l’allevatore è obbligato a rendere al macellatore le informazioni relative ai medicinali veterinari somministrati, l’eventuale presenza di malattie e, se pertinenti alla tutela della salute pubblica, i risultati delle analisi fatte su campioni.

Si fa presente, come ANAS aveva sottolineato in fase di formazione della norma, che già oggi, l’art.15 del Decreto Legislativo 336/99 impone che gli animali debbano essere accompagnati al macello da una dichiarazione dell’allevatore riportante i trattamenti farmacologici cui sono stati sottoposti gli animali nei 90 giorni precedenti la macellazione.

La nuova norma precisa che nel caso dei suini, tali informazioni possano essere rese al momento dell’arrivo al macello degli animali, purchè essi siano stati sottoposti a un’ispezione ante mortem nell’azienda e siano accompagnati da un certificato, firmato dal veterinario, in cui si attesta che gli animali sono stati esaminati e sono stati trovati sani. Inoltre, gli animali devono essere consegnati direttamente al macello senza soste intermedie.

Tutte queste informazioni, stante il contenuto del Regolamento 854/2004 sull’organizzazione dei controlli ufficiali sui prodotti di origine animale destinati al consumo umano, devono essere analizzate dal veterinario ufficiale. Il Regolamento comunitario precisa che nell’eseguire i propri compiti ispettivi il veterinario può tenere conto di eventuali sistemi integrati, sistemi privati di controllo o certificazioni conferite da una terza parte indipendente cui l’allevatore abbia affidato il compito di controllare il rispetto dei principi di sicurezza posti dalle norme vigenti.

Quest’ultima norma apre chiaramente la strada all’introduzione in ambito comunitario di un sistema produttivo certificato ed organizzato ed in questo senso il nostro Paese ha già fatto molti passi avanti. Basti pensare alle numerose produzioni tutelate DOP e IGP che già si avvalgono di sistemi di controllo attuati da enti terzi certificati e ufficialmente riconosciuti e che consentono la tracciabilità delle partite di suini, i loro spostamenti, i controlli sull’alimentazione, sui prodotti e sulla produttività degli animali.

I tre regolamenti dovranno essere applicati dal 1° gennaio 2006.

MALATTIA VESCICOLARE E SPOSTAMENTO DI ANIMALI AL MACELLO

Si ricorda, come già riportato in un precedente numero di ANAS notizie, che a seguito della comparsa di alcuni focolai di malattia vescicolare sul territorio italiano, anche correlati al furto di animali da un’azienda infetta sita in Umbria, il Ministero della Salute, su richiesta della Commissione Europea e degli altri Stati membri, lo scorso 16 aprile ha dovuto diramare una circolare con le seguenti prescrizioni:

Con Circolare dello scorso 18 maggio, il Ministero della salute, su richiesta di alcuni servizi veterinari regionali, ha diramato chiarimenti sullo spostamento degli animali al macello, facendo riferimento alla circolare del 16 aprile.

In particolare, il Ministero ha disposto che "è consentita la movimentazione di suini provenienti da aziende accreditate e destinati al macello purchè gli animali siano testati sierologicamente per MVS in accordo con quanto previsto dall’O.M. 26 luglio 2001 circa il numero dei soggetti da sottoporre a prova e nel rispetto di tutte le altre condizioni indicate nelle disposizioni vigenti".

Inoltre ha precisato che, in attesa che siano "chiariti alcuni aspetti della situazione epidemiologica nazionale" e che "la Commissione Europea modifichi le disposizioni emanate", non è al momento possibile "soddisfare le ulteriori richieste avanzate in merito alla agevolazione per lo spostamento dei suini da vita fuori del territorio regionale".

La situazione epidemiologica italiana dovrebbe essere riesaminata, si auspica con esiti positivi, nella prossima riunione del Comitato per la catena alimentare e sanità animale che si terrà i primi di giugno.

 

 

PIU' MAMMELLE PER LE SCROFE DEL LIBRO GENEALOGICO

Le mammelle sono un aspetto morfo-funzionale che determina l'attitudine della scrofa ad essere una madre capace di allattare ed allevare covate sempre più numerose.

Il Libro genealogico, primo esempio in Europa, ha introdotto nel 1992 la soglia del numero minimo di 14 per l'iscrizione delle femmine di razza Large White e Landrace italiana. Da allora gli allevatori hanno riservato una particolare attenzione a questa caratteristica, favorendo nelle loro scelte riproduttive i soggetti che presentano apparati mammari ben conformati e numerosi.

I dati rilevati can cadenza quindicinale presso gli allevamenti all'atto dell'iscrizione di ogni soggetto al Libro genealogico evidenziano un costante e confortante miglioramento.

Nel 2003 sono stati iscritti 32.191 suinetti di razza Large White e 8.555 di razza Landrace.

Di questi nella razza Large White italiana il 37,2% presenta più di 14 mammelle normali (erano il 29,8% nel 2000), e nella razza Landrace italiana la quota raggiunge addirittura il 44% (erano il 34,9% nel 2000).

 

 

 

PARTECIPAZIONE ALLA SELEZIONE E DIMENSIONE NUCLEO

Il gruppo di animali presenti nell'allevamento iscritto all'Albo del Libro genealogico ed appartenenti alla stessa razza costituisce il "nucleo di razza pura".

L'allevamento può partecipare alla selezione del Libro genealogico con uno o più nuclei di razza.

La dimensione di ciascun nucleo è frutto delle scelte dell'allevatore, tiene conto del fabbisogno di rimonta del parco complessivo di riproduttori (scrofe ibride o meticce), ma soprattutto deve consentire la regolare e coerente partecipazione allo Schema di selezione.

Un aspetto qualificante ed imprescindibile dell'operatività del suddetto Schema è la valutazione genetica in stazione (Sib test). Ogni allevamento iscritto è obbligato ad inviare annualmente gruppi alla predetta prova e, per produrre le covate necessarie, deve disporre di un numero sufficiente di scrofe "madri di verro".

Nelle razze Large White e Landrace italiane la scelta delle scrofe "madri di verro" è basata sull'Indice di prolificità. Questo indice, che consente una stima attendibile del potenziale genetico per i caratteri riproduttivi, può venire calcolato solamente per i "nuclei" che regolarmente dispongono di un certo numero "primipare".

I dati 2003, relativi alla partecipazione degli allevamenti alla selezione, mettono in risalto il fatto che i nuclei con minore consistenza (fino a 15 scrofe) spesso non riescono ad assicurare la prevista partecipazione (Sib test ed utilizzo seme giovani verri IA). Infatti, nella razza Large White 11 nuclei su 25 non sono riusciti a testare alcun gruppo al Centro genetico, nella razza Landrace 11 su 18 e nella razza Duroc 15 su 34.

L'Ufficio centrale del Libro genealogico, in collaborazione con gli Uffici periferici presso le APA, sta conducendo da tempo una campagna di informazione tecnica per mettere ogni imprenditore nelle condizioni di attuare scelte consapevoli e coerenti con gli indirizzi ed i criteri della selezione.

 

INCONTRO CON I SUINICOLTORI

Treviglio, 8 giugno 2004

Il presidente Sbarra ed il vice presidente Gusmaroli, accompagnati dal direttore Gallo, hanno partecipato ad un interessante incontro organizzato dalla sezione dell'APA di Bergamo in collaborazione con la locale Banca di Credito Cooperativo.

Con i contributi dei relatori è stato fatto un esame della situazione e delle possibili evoluzioni organizzative e produttive della suinicoltura italiana.

Sbarra ha evidenziato che tra le iniziative possibili, quella della valorizzazione di tutte le carni del suino pesante italiano con una nuova DOP è sicuramente la più importante da un punto di vista strategico. Questa iniziativa integra il sistema di tutela e valorizzazione dei prosciutti DOP (Parma e San Daniele), il cui affinamento e rafforzamento rappresenta una sfida per l'intera filiera.

A questo proposito il dr Marco Sassi di IPQ ha fatto il punto sullo stato, sui problemi e sulle novità dell'attività di controllo (certificazione tipi genetici) e Gallo ha illustrato il ruolo e il contributo della selezione del Libro genealogico italiano alle produzioni tipiche di qualità.

Gusmaroli, inoltre, ha parlato della peculiarità del sistema delle Associazioni allevatori e del ruolo della sezione suini APA.

 

PASSERELLA VERRI I.A. ED ASTA

Martedì 1° giugno u.s. presso la Semenitaly di Modena si è tenuta la periodica presentazione dei verri operanti in I.A. nello Schema di Selezione del "Suino da Salumeria" e l’Asta dei verri che hanno completato il periodo di produzione convenzionata.

Per quanto riguarda l’asta l’Az. Fortezza (MO) si è aggiudicata IFICLE Landrace italiana PFC06126 per la somma di € 2130,00 IVA esclusa; l’Ente Lombardo Potenziamento Zootecnico (LO) si è aggiudicato i verri Large White italiana EZIOCO BS092112 ed EYRA-BE PEA18322 rispettivamente per le somme di € 2084,56 e 2056,16 IVA esclusa; mentre la Semenitaly (MO) si è aggiudicata i verri Large White italiana FALACER-CI BS092260 e FEBRUO-AU CR066481 rispettivamente per le somme di € 2141,36 e 2027,76 IVA esclusa.

Al termine dell’asta è stata effettuata la presentazione degli ultimi verri entrati nel circuito I.A. del Libro genealogico: GENIUS-VU GIL11245 di razza Large White italiana e ILO-GI LO021314 di razza Landrace italiana.