ANAS NOTIZIE

ANNO 2004 - Numero 4

Sommario

Crisi del mercato suinicolo

In dirittura d'arrivo un marchio DOP per le carni suine italiane

Benessere dei suini: in Gazzetta il decreto di recepimento delle direttive 2001/93/CE e 2001/88/CE

Circuiti DOP: Convenzione ANAS - Banca Intesa per il finanziamento agevolato dell'acquisto dei riproduttori suini

Il contributo dell'attività di miglioramento genetico alla qualità dei prodotti a base di carne suina.
Parma, 28 febbraio 2004

Caratteristiche genetiche dei suini e prosciutti DOP
-Tema del convegno della Fiera di Montichiari

Certificare l'origine della qualità

Prosciutti DOP - Le salature di gennaio

Passerella verri I.A. ed Asta

Classifica Mostra Montichiari

CRISI DEL MERCATO SUINICOLO

La difficile situazione economica che da tempo sta interessando il settore suinicolo non sembra dare segnali di miglioramento: anche nei primi mesi del 2004 la progressiva e costante flessione delle quotazioni dei capi suini vivi non consente agli allevatori di compensare nemmeno i costi espliciti di produzione.

Già nel 2002 in Italia, secondo stime diffuse dal Centro Ricerche Produzioni Animali, il costo per la produzione di un suino pesante da 156/176 kg era pari a 1,28 €/kg negli allevamenti a ciclo chiuso e a 1,47 €/kg negli allevamenti da ingrasso. Considerato il prezzo medio di vendita sulle piazze di Modena, Mantova e Milano pari a 1,241 €/kg, le perdite per gli allevatori furono rispettivamente pari a 0,039 €/kg e a 0,229€/kg.

Nel 2003 la situazione è stata anche peggiore, considerato l’aumento dei prezzi delle materie prime per mangimi (il mais del 11,2%, la crusca di frumento del 12,1% e la farina di soia del 3,1%) ed un prezzo di vendita del suino pesante sostanzialmente invariato rispetto all’anno precedente (in media pari a 1,257€/kg).

Se i suinicoltori hanno finora sopportato la situazione finanziaria negativa, anche grazie al bilancio positivo del 2001, non è pensabile che riescano a fare fronte ad un altro anno in perdita.

Nonostante le misure di intervento adottate dalla Commissione Europea per sostenere il mercato (stoccaggio privato e restituzioni all’esportazione), i prezzi italiani dei capi suini proseguono la loro marcia verso il basso: sulle piazze di Modena e di Mantova il prezzo del suino pesante da 156/176 kg/pv è passato da 1,15€/kg della prima settimana dell’anno a 1,08€/kg della metà di febbraio (- 6,1%). Sul mercato di Milano il prezzo per il suino di questa categoria di peso era di 1,14€/kg pv ad inizio anno, mentre a metà febbraio era crollato a 1,075€/kg (- 5,7%). Lo stesso andamento si è riscontrato per il suino leggero da 90-115 kg. che, nell’arco di nove settimane a Modena ha registrato una flessione del 6,2% e su Milano del 5,4%.

Anche il segmento dei tagli registra variazioni in negativo: sul mercato di Modena il lombo è passato dai 3,7€/kg della prima settimana del 2004 ai 2,9€/kg dello scorso 23 febbraio (-21,6%) e, nello stesso periodo, le cosce DOP da 12-15 kg sono calate dai 4,42€/kg ai 4,22€/kg (-4,5%).

Tuttavia, non si riscontra un andamento analogo negli altri Paesi della Comunità: ad Utrecht (Olanda) il prezzo del suino da 85-115kg è aumentato del 20,3% dalla prima settimana dell’anno alla metà di febbraio; ad Amburgo le carcasse di Classe E sono aumentate, nello stesso periodo, del 10,9%; a Mercolleida (Spagna), il prezzo del suino di Lleida è salito del 26,6% e a Plerin (Francia) le quotazioni delle carcasse di classe U sono salite del 21,1%. Anche il mercato dei tagli di Zwolle, in Olanda, ha dato segni di ripresa: nelle prime otto settimane dell’anno il prezzo delle cosce è aumentato del 10,8% mentre più statico è stato l’andamento del prezzo dei lombi che hanno registrato un – 0,9%.

Sembra evidente che, al contrario degli altri mercati europei, il mercato italiano non abbia tratto grossi benefici dall’introduzione dello stoccaggio privato: in base ai dati forniti da UNICEB, in Italia fino al 22.1.2004 sono state presentate domande per 8.026 t così suddivise: 4.859 t di prosciutti, 2.362 t di carni disossate, 295 t di parti anteriori, 400 t di pancette e 110 t di lombate. Di queste, 7.560 t torneranno sul mercato tra 5 mesi.

L’Italia si colloca al quarto posto per quantitativi stoccati, dietro alla Danimarca con 39.552 t, alla Germania con 11.162 t ed all’Olanda con 9.002 t. La Francia e la Spagna invece hanno stoccato rispettivamente 7.981 t e 7.491 t di carne suina.

Visto il massiccio ricorso a questa misura di aiuto, segno evidente della pesante crisi che sta investendo il comparto, la Commissione è stata costretta dapprima a sospendere e quindi a chiudere definitivamente lo stoccaggio di carni suine (Regolamento 191 dello scorso 3 febbraio).

Con ogni probabilità è presto per fare un bilancio dei possibili benefici legati all’introduzione delle restituzioni all’esportazione per le carni suine fresche e congelate avvenuta con Regolamento CE 129/2004 e si auspica che almeno questa misura possa sortire qualche effetto positivo sul mercato italiano. Si segnala tuttavia che, se l’aiuto concesso dall’Autorità europea poteva avere un impatto economico significativo, la sua portata è stata senz’altro ridotta dal successivo Regolamento CE 258/04, con cui la Commissione ha escluso il Giappone dall’elenco dei Paesi per i quali si può beneficiare della restituzione per l’esportazione delle carni suine fresche refrigerate e congelate.

Stante la particolare gravità della situazione, il mondo agricolo sta mettendo a punto specifiche richieste di aiuto per i suinicoltori che, se certamente non potranno essere incisive a causa dei vincoli comunitari agli aiuti di Stato e alle ristrettezze finanziarie, contribuiranno quantomeno ad una razionalizzazione del settore e dei rapporti di filiera.

 

 

 

IN DIRITTURA D'ARRIVO UN MARCHIO DOP PER LE CARNI SUINE ITALIANE

Le carni del suino tradizionalmente allevato in alcune regioni del nord e centro Italia, da cui si ricavano i famosi prosciutti di Parma e S. Daniele nonchè alcuni altri noti prodotti salumieri, saranno presto identificabili alla vendita e potranno fregiarsi del prestigioso riconoscimento europeo di prodotti a denominazione di origine protetta (DOP). ANAS (Associazione Nazionale Allevatori Suini), UNAPROS (Unione Nazionale Produttori Suini), ASSICA (Associazione Industriali Carni), con il sostegno di Coldiretti, Confagricoltura, CIA, Consorzi del prosciutto di Parma e del prosciutto di S.Daniele, hanno costituito un'apposita Associazione temporanea d'impresa incaricata di promuovere la realizzazione della DOP e di presentare nelle sedi istituzionali preposte tutte le documentazioni necessarie allo scopo, tra cui il disciplinare di produzione, già definite sotto ogni aspetto da un'intensa attività di studio e progettazione attuata interprofessionalmente con il contributo di qualificati esperti del settore.

Come noto, il suino tradizionale nostrano è caratterizzato da taglia piuttosto grande rispetto a quella dei suini degli altri paesi e deriva da razze lungamente selezionate dal Libro genealogico italiano; è allevato solamente in Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise e alimentato esclusivamente con cereali nobili, farine vegetali e siero di latte; ha carni mature, sapide, profumate e assolutamente affidabili sotto il profilo igienico-sanitario.

Le associazioni che propongono la DOP per le carni di questo suino, si ripromettono tre principali obiettivi: permettere al consumatore di identificare immediatamente all'acquisto i tagli freschi e i prodotti trasformati derivanti da tali carni, oggi invece indifferenziati; valorizzarne la qualità unica attraverso la garanzia della loro origine ottenuta con un sistema di tracciabilità dalla nascita del suino al consumo dei relativi prodotti, che annovera allevatori, macellatori, trasformatori, confezionatori, assoggettati tutti ad un rigido controllo da parte di organismi autonomi incaricati dal Ministero delle Politiche Agricole; dar vita in tempi rapidi ad uno specifico Consorzio di tutela che dovrà divenire punto di riferimento indispensabile per l'intera filiera suinicola.

Con questo progetto la filiera suinicola italiana, già ricca di varie DOP e IGP per prodotti trasformati, potrà chiudere con un altro importante riconoscimento europeo il ciclo produttivo dall'allevamento alla trasformazione dando nel contempo al consumatore un'ulteriore possibilità di scelta di autentica tipicità.

 

BENESSERE DEI SUINI: IN GAZZETTA IL DECRETO DI RECEPIMENTO DELLE DIRETTIVE 2001/93/CE E 2001/88/CE

Il 28 febbraio scorso è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, il Decreto Legislativo n. 53 del 20 febbraio 2004 con cui il Governo, dopo aver acquisito i pareri delle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato e della Conferenza Stato Regioni, ha recepito le Direttive 2001/93/CE e 2001/88/CE in materia di benessere dei suini negli allevamenti.

Negli ultimi anni l’ANAS, di concerto con le Organizzazioni professionali è intervenuta più volte in tutte le sedi competenti (Consiglio d’Europa, Commissione EUROPEA, Ministero della Salute) per sostenere le ragioni degli allevatori e per contribuire a definire soluzioni equilibrate al problema del benessere dei suini allevati in modo intensivo.

Una volta pubblicate le due direttive europee di aggiornamento della vecchia Direttiva 91/630, l’ANAS è intervenuta più volte presso il Ministero della Salute affinché, in fase di formazione del Decreto legislativo di recepimento e di aggiornamento del precedente D.Lgs 534/92, venissero meglio formulati alcuni punti della normativa.

In particolare, sono due le norme della Direttiva 2001/93/CE su cui è stata richiamata l’attenzione del legislatore italiano: quella relativa all’accesso dei suini ai materiali manipolabili (la cui formulazione ambigua poteva essere interpretata in modo da non tenere conto della possibilità che gli animali fossero danneggiati dall’uso di detto materiale), e quella relativa al mescolamento dei suinetti all’atto della formazione dei gruppi di ingrasso (la cui dubbia formulazione poteva rendere obbligatoria la predisposizione di ripari permanenti dentro i box per consentire la fuga dei soggetti di basso livello gerarchico).

Fortunatamente, le osservazioni fatte dall’ANAS, ribadite in più occasioni da tutto il mondo agricolo, sono state recepite dal nuovo decreto e l’attuale formulazione delle due norme non lascia spazio ad equivoci: il legislatore ha stabilito infatti che i suini debbano avere accesso permanente a una quantità sufficiente di materiali come "ad esempio" paglia, fieno, legno, segatura, composti di funghi, torba o un loro miscuglio, "salvo che il loro uso possa comprometterne la salute o il benessere".

Inoltre, ha specificato che i suini devono disporre di adeguati spazi per allontanarsi e nascondersi solo all’ "atto del mescolamento" degli animali.

Purtroppo, a fronte di questo successo, si deve notare come siano state introdotte anche disposizioni che impongono un intervento obbligatorio del veterinario per l’esecuzione di operazioni di routine come la castrazione ed il mozzamento della coda praticati dopo il settimo giorno di vita.

Si ricorda che questo Decreto Legislativo 53/2004 sostituisce alcuni articoli, nonchè gli allegati, del precedente Decreto Legislativo 30 dicembre 1992 n. 534 e, anche se si tratta di cose già ben note agli operatori, per completezza di trattazione si riporta nel seguito una sintesi delle novità introdotte:

Le disposizioni sopra riportate entrano in vigore dal 15 marzo 2004 per le aziende che, da tale data, iniziano l’attività o sono ricostruire o adibite a tale uso per la prima volta, mentre per le aziende già esistenti si applicano dal 1° gennaio 2013.

Si ricorda che le superfici libere disponibili per ciascun suino allevato in gruppo previste dal Decreto Legislativo 534/92 sono state confermate e che il nuovo decreto ribadisce il divieto di costruire o convertire impianti in cui le scrofe e le scrofette sono tenute all’attacco, nonché il relativo utilizzo.

Ad integrazione delle disposizioni del Decreto Legislativo 26 marzo 2001 n. 146, di recepimento della Direttiva 98/58/CE, i nuovi allegati del Decreto Legislativo 534/92 stabiliscono inoltre che:

 

CIRCUITI DOP: CONVENZIONE ANAS - BANCA INTESA PER IL FINANZIAMENTO AGEVOLATO DELL'ACQUISTO DEI RIPRODUTTORI SUINI

ANAS ha rinnovato la convenzione con Banca Intesa per estendere l'assistenza finanziaria, già prevista per gli allevatori che partecipano all'attività della selezione del Libro genealogico, anche agli allevatori utilizzatori dei riproduttori selezionati ed aderenti ai circuiti dei prodotti DOP.

L'obiettivo dell'iniziativa è quello di agevolare gli allevatori dei circuiti DOP nella costituzione e nel mantenimento di un parco riproduttori conformi ai requisiti prescritti dai Disciplinari produttivi ed oggetto di apposito obbligo certificativo (tipo genetico prevalente da riportare su CI e CUC), e più in generale per favorire in modo più efficace il trasferimento dei risultati della selezione agli allevamenti commerciali.

Si tratta di finanziamenti agevolati a medio termine (36 o 60 mesi). Lo strumento è quello del prestito agrario. Il rimborso è semestrale, i tassi sono fissi (annui posticipati) 3,950% e 4,375% rispettivamente per la durata di 36 mesi e di 60 mesi.

Per quanto riguarda il finanziamento alla attività di selezione degli allevatori del Libro genealogico, iniziativa avviata nel corso del 1999, Banca Intesa ha aumentato l'importo finanziabile a € 26.000,00 a gruppo inviato al Sib test.

Per informazioni più dettagliate si possono contattare le APA socie, gli uffici della sede centrale dell'ANAS tel 06 44170620 ed il sig Ballarani tel 328 2323785. Si informa, infine, che su www.anas.it è consultabile una apposita circolare nello spazio "vita associativa".

 

IL CONTRIBUTO DELL'ATTIVITA' DI MIGLIORAMENTO GENETICO ALLA QUALITA' DEI PRODOTTI A BASE DI CARNE SUINA.

-Parma, 28 febbraio 2004

E' il tema del convegno organizzato da ANAS in collaborazione con la Facoltà di Veterinaria dell'Università di Parma. L'iniziativa era rivolta prevalentemente ai veterinari, ma ha visto una larga partecipazione anche di allevatori ed operatori del settore.

A questo proposito è utile sottolineare che hanno aderito 206 persone e ben 136, nonostante le avverse condizioni atmosferiche, sono riuscite a raggiungere la sede del Centro congressi della Camera di Commercio di Parma e seguire con attenzione le relazioni tecniche.

Il convegno è stato aperto dal saluto del preside della facoltà di Veterinaria prof. Flamini e dal presidente ANAS Sbarra.

La mattinata è stata dedicata alla "genetica". Il dr Buttazzoni - direttore tecnico ANAS - ha fatto una dotta carrellata sui principi della genetica quantitativa e molecolare e si è soffermato con dovizia di particolari ad illustrare gli obiettivi e l'organizzazione della selezione del Libro genealogico italiano, i metodi di valutazione genetica ed i progetti di sviluppo di nuovi criteri selettivi. Il dr. Gallo - direttore ANAS - ha illustrato le caratteristiche delle razze selezionate dal Libro genealogico sia per il suino pesante che per quello "Mediterraneo", ha evidenziata la progressiva differenziazione "qualitativa" della selezione italiana rispetto a quelle straniere, ha presentato dati sull'impatto dell'attività del Libro genealogico sull'intero settore nazionale ed ha descritto ruolo ed attività dell'Albo Nazionale dei Registri suini riproduttori ibridi.

Nel pomeriggio il prof.Martelli - direttore del Dipartimento di Salute Animale - ha relazionato sulle conseguenze economiche della gestione sanitaria degli allevamenti, mentre il dr Terreni - Libero professionista - ha illustrato in modo critico soluzioni e strumenti per migliorare il livello sanitario degli allevamenti.

A conclusione dei lavori i veterinari presenti hanno effettuato un test per l'acquisizione dei crediti formativi (ECM).

 

CARATTERISTICHE GENETICHE DEI SUINI E PROSCIUTTI DOP

Tema del convegno della Fiera di Montichiari

Sabato 21 febbraio, nell'ambito della Mostra Nazionale della razza Duroc Italiana e di quella Interprovinciale Large White e Landrace Italiana, l'APA di Brescia ha organizzato un convegno per informare gli allevatori circa le novità introdotte nell'attività di certificazione del tipo genetico prevalente dei suini destinati al circuito DOP ed in ordine alle soluzioni e realizzazioni del Libro genealogico italiano nella selezione delle razze per la produzione di carni idonee alla stagionatura. Il presidente ANAS Sbarra, che ha coordinato i lavori, ha messo in evidenza la grave situazione di crisi del settore ed ha sottolineato l'importanza di insistere nella politica di differenziazione qualitativa del prodotto e nell'attivazione prima possibile dello strumento di tutela e valorizzazione, costituito dal riconoscimento di una DOP dei diversi tagli del suino pesante. Il presidente IPQ Corbelli ha illustrato i nuovi criteri di certificazione dei suini per il circuito DOP ed ha fornito una interessante panoramica sulle situazione e prospettive dei mercati per il prosciutto del Consorzio di Parma. Il direttore ANAS Gallo ha descritto i criteri adottati dal Libro genealogico per la selezione di razze adatte, ha presentato dati interessanti sui risultati raggiunti che confermano l'importanza dell'attività della selezione italiana per la qualificazione dei prodotti tipici della filiera suinicola.

 

  

CERTIFICARE L'ORIGINE DELLA QUALITA'

Mercoledì 25 febbraio u.s. si è svolto a Roma il 3° Convegno degli Istituti di controllo IPQ e INEQ. I due Istituti sono operativi dal 1998 su incarico del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e certificano, ai sensi del Regolamento CEE 2081/92, i seguenti prodotti: Prosciutto di Parma (DOP), Prosciutto di San Daniele (DOP), Culatello di Zibello (DOP), Prosciutto di Modena (DOP), Prosciutto Veneto-Berico Euganeo (DOP), Speck dell'Alto Adige (IGP), Mortadella Bologna (IGP), Zampone Modena (IGP) e Cotechino Modena (IGP), Valle d'Aosta Lard d'Arnard (DOP) e Jambon de Bosses (DOP), Salame Brianza (DOP) e Prosciutto di Carpegna (DOP).

Il convegno è stato un importante occasione di riflessione, di divulgazione e di confronto, esteso dal livello istituzionale a tutte le figure interessate al rapporto tra il consumatore ed i concetti di qualità/sicurezza e di origine dei prodotti.

Sono stati presentati i dati 2003 sull'attività di certificazione degli allevamenti.

Il numero di suini certificati è stato di 8.186.058, in aumento rispetto al 2002 del 3,3%. Il numero di allevamenti delle 11 regioni del circuito si è leggermente contratto di 93 unità. Complessivamente sono 5.386, di cui 1.588 a ciclo chiuso, 582 di riproduzione, 210 di fase intermedia e 3.006 di ingrasso.

Interessante, inoltre, la dinamica delle aree produttive. La Lombardia aumenta la sua incidenza e raggiunge il 53% dei suini certificati, seguita da Emilia Romagna 17,2% (- 1,1%), Piemonte 12,2% (-0,2%) e Veneto 10,4% (+0,4%). Per quanto riguarda le province di nascita dei suini, la classifica delle prime sei è la seguente: Brescia 15,92%, Mantova 11,02%, Cremona 9,84%, Cuneo 8,60%, Lodi 6,04%, Modena 5,95%.

 

 

PROSCIUTTI DOP - LE SALATURE DI GENNAIO

Secondo dati forniti dal Consorzio di San Daniele in gennaio sono state introdotte 200.448 cosce per lavorazione a DOP nel distretto di San Daniele e 833.292 in quello di Parma. Il dato di Parma evidenzia una espansione del 3,8%, mentre quello di San Daniele una contrazione del 2,3% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.

Sempre il Consorzio di San Daniele ha reso noti i dati produttivi del 2003. Sono state lavorate 2 milioni e 343.740 cosce, in crescita rispetto al 2002 del 3,1%. Positivo pure il bilancio delle vendite che sono aumentate del 6,8% ed hanno spinto il giro di affari annuo sopra i 300 milioni di euro.

 

 

 

PASSERELLA VERRI I.A. ED ASTA

Mercoledì 11 febbraio u.s. presso la Semenitaly di Modena si è tenuta la periodica presentazione dei verri operanti in I.A. nello Schema di Selezione del "Suino da Salumeria" e del "Suino da macelleria" e l’Asta dei verri che hanno completato il periodo di produzione convenzionata.

Per quanto riguarda l’asta: il Centro di fecondazione artificiale suina di Asola (MN) si è aggiudicato: OPI Duroc italiana BS091451 per la somma di € 2.500,00 IVA esclusa, HUGIN Landrace italiana LO020088 per la somma di € 2.206,00 IVA esclusa ed ESO-AS Large White italiana AP002829 per la somma di € 2.403,78 IVA esclusa; mentre l'Ente Lombardo Potenziamento Zootecnico (LO) si è aggiudicato OLIVO-LU Duroc italiana CR065664 per la somma di € 2036,48 IVA esclusa ed EPAFO Large White italiana CR065567 per la somma di € 1.942,56 IVA esclusa.

Al termine dell’asta è stata effettuata la presentazione degli ultimi verri entrati nel circuito I.A. del Libro genealogico: FANTASIO-AU PG050750 di razza Large White italiana,

OTO-OB MRT06704 di razza Duroc italiana e APRICO FAB02015 di razza Pietrain.