ANAS NOTIZIE

ANNO 2004 - Numero 2

Sommario

La suinicoltura italiana nel 2003

Origine genetica e qualità dei prosciutti DOP

Prorogati i termini per l'autorizzazione integrata ambientale

Prosciutti DOP - Il 2003 segna una significativa crescita

Macellazioni suine: i dati definitivi di ottobre 2003

Circolare Agea sugli aiuti all'ammasso di carni suine

Suit

Asta verri I.A.

 

 

LA SUINICOLTURA ITALIANA NEL 2003

Nell’anno appena trascorso il settore suinicolo ha dovuto sostenere il peso di una pesante contrazione dei prezzi al punto che la Commissione Europea, nel mese di dicembre ha autorizzato il ricorso agli aiuti all’ammasso privato. Per avere un quadro della situazione, basta ricordare che la misura d’intervento in questione è ammessa solo quando, sui mercati rappresentativi della Comunità, la media dei prezzi dei suini macellati risulta inferiore del 103% rispetto al prezzo di base fissato dai regolamenti comunitari.

Nel nostro Paese i prezzi hanno sostanzialmente confermato le medie piuttosto basse del 2002. Un ribasso delle quotazioni si è verificato nel periodo autunnale ed ha interessato in modo particolare il suino leggero da macelleria: in Italia, questa categoria di peso non ha avuto un andamento brillante durante tutto il 2003 ed ha registrato un cedimento medio annuo pari all’1,6% rispetto al 2002.

Un bilancio negativo si deve fare anche per l’andamento delle quotazioni dei suinetti da 15-25 kg/pv che, rispetto al 2002, hanno subito una contrazione del 2%, nonostante a fine anno si sia verificata la ciclica ripresa delle quotazioni, consueta per questa categoria di peso.

Hanno tenuto invece i prezzi del suino pesante che, nonostante una fine d’anno segnata da pesanti cedimenti delle quotazioni, ha comunque registrato una media annua di 1,26 €/kg di peso vivo, crescendo dell’1,6% rispetto al 2002.

La situazione poco brillante del settore è stata ulteriormente appesantita dall’impennata dei prezzi delle materie prime per mangimi, dovuta alla scarsa disponibilità di mais sul mercato europeo e mondiale. Tale circostanza ha determinato speculazioni di prezzo anche sugli altri alimenti per animali, come la crusca di frumento, l’orzo e la soia. Si segnala infatti che in base alle registrazioni fatte sul mercato di Milano, nel 2003 il prezzo del mais è salito dell’11,2% rispetto al 2002, quello dell’orzo del 7,8%, della farina di soia del 3,1% e della crusca di frumento del 12,1%. Nel complesso, il costo medio sostenuto da un allevatore per una razione alimentare è salito a 15,37 €, aumentando del 5,9%.

E’ evidente che ancora una volta gli allevatori devono fare i conti con un andamento del mercato poco entusiasmante e soprattutto con costi di produzione in costante crescita.

Non sembra che a determinare questa situazione di crisi possa aver contribuito in misura significativa il dichiarato aumento delle produzioni suinicole italiane, cresciute del 2% rispetto al 2002, per un totale di 12.402.000 capi prodotti, oppure l’aumento delle macellazioni, cresciute del 2,6% con circa 13.606.000 capi macellati nel 2003. L’aumentata disponibilità di prodotto sul mercato nazionale infatti, è stata ampiamente assorbita da una crescita dei consumi che secondo le prime stime dovrebbero assestarsi intorno a 2.241.000 t, superiori del 3,5% rispetto al 2002.

 

Il consumo medio pro-capite nell’anno appena trascorso è stato infatti pari a 38,7 kg. di carne (calcolato in equivalente carcassa) tanto che la maggiore richiesta di prodotto sul mercato ha dovuto essere soddisfatta ricorrendo alle importazioni, aumentate per quel che riguarda i suini vivi del 4,9% e per le carni del 3% circa. Mentre il valore dell’import dei suini vivi è cresciuto sensibilmente, registrando un + 4,6% rispetto al 2002, il valore delle importazioni di carni ha subito un brusco cedimento con un – 8,9%, motivato dalla calo dei prezzi europei.

In crescita le nostre esportazioni per le quali si registra un aumento dell’1,4% rispetto al 2002, mentre il loro valore è cresciuto solo dello 0,9%.

Il dato relativo al grado di autoapprovvigionamento conferma la sostanziale stabilità del nostro mercato: si stima che, rispetto al 2002 la percentuale che esprime l’ "autosufficienza" del nostro Paese sia pari al 64,7%, in diminuzione dello 0,6%.

Nonostante l’andamento poco brillante del mercato, nel 2003 i suini nati ed allevati in Italia hanno realizzato una Produzione Lorda Vendibile delle aziende pari a circa 2.282 milioni di €, con un aumento del 4,4% rispetto al 2002. Questo senza considerare l’indotto che genera il nostro settore che, come noto, è per il 70% orientato a fornire materia prima all’industria di trasformazione.

Nell’ottica di una costante crescita di questo importante comparto, le cui potenzialità sono ancora molte, tra le quali quella di conquistare il mercato del consumo fresco, oggi quasi esclusivo appannaggio dei produttori comunitari, per il 2004 si auspica che venga confermata la considerazione che le Autorità italiane hanno per il settore suinicolo e che prosegua positivamente il confronto interprofessionale sulle tematiche che maggiormente incidono sull’economia dell’allevamento.

 

 

ORIGINE GENETICA E QUALITA' DEI PROSCIUTTI DOP

Importanti evidenze da una ricerca triennale condotta da CRPA, Istituto Sperimentale per la Zootecnia e Stazione Sperimentale per l'Industria delle Conserve Alimentari

Negli ultimi anni l'attività di controllo degli Istituti IPQ e INEQ ha messo in evidenza che tra le cause di mancata idoneità delle cosce hanno una crescente rilevanza:

l'eccessiva magrezza (magroni), la presenza di venature ed ematomi,

la qualità del grasso (numero di Iodio superiore a 70), la eccessiva grassinatura.

Di una certa importanza, inoltre, sullo stagionato la casistica dei cosiddetti "molloni", dovuta ad una eccessiva attività di degradazione proteica (catepsine).

Su questi aspetti gli Enti sopraindicati hanno effettuato un dettagliato ed accurato monitoraggio, che ha interessato un campione particolarmente rappresentativo degli allevamenti dell'Emilia Romagna e della Lombardia.

Si trattava di allevamenti con suini derivati dalle razze Large White, Landrace e Duroc italiane, selezionate dal Libro genealogico tenuto da ANAS.

I risultati dell'indagine hanno messo in evidenza che

la popolazione di suini derivati dalle razze selezionate in Italia per la produzione del suino pesante, con il programma appositamente messo a punto e gestito da circa un quindicennio da ANAS,

assicura

cosce caratterizzate da una elevata pezzatura, da una copertura adiposa e da caratteristiche biochimiche corrispondenti ai requisiti dei disciplinari per la produzione dei prosciutti DOP.

Sono assenti le sindromi PSE e DFD, e risulta contenuta l'attività della catepsina B - enzima principale responsabile della proteolisi durante la stagionatura.

Possiamo, quindi, ragionevolmente affermare che l'utilizzo di verri e scrofe derivati dal Libro genealogico italiano permette la produzione dei suini richiesti dall'Industria di trasformazione dei prodotti tipici italiani, e rappresenta la migliore strategia per difendere la competitività e la reddittività della nostra suinicoltura.

La descrizione dettagliata dell'indagine sperimentale e dei risultati è pubblicata sul numero 12/2003 della Rivista di Suinicoltura.

 

 

PROROGATI I TERMINI PER L’AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE

Con decreto legge 24 dicembre 2003 n. 355, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 29 dicembre scorso, il Governo ha prorogato il termine per la conclusione dei procedimenti di rilascio da parte delle Autorità competenti dell’autorizzazione integrata ambientale agli impianti esistenti (adempimenti IPPC).

L’art. 4 del Decreto Legislativo 4 agosto 1999 n. 372 aveva fissato tale termine al 30 aprile 2004 e conseguentemente prevedeva l’obbligo di presentare la relativa domanda di autorizzazione in base ad un calendario di scadenze che ciascuna autorità avrebbe dovuto fissare entro il 30 giugno 2002.

Il recente decreto legge ha posticipato il termine ultimo per la conclusione di tutti i procedimenti autorizzatori al 30 ottobre 2005, specificando che in relazione a tale data le singole autorità competenti dovranno riformulare il calendario di scadenze per la presentazione delle domande di autorizzazione da parte dei titolari degli impianti già esistenti alla data di entrata in vigore del Decreto Legislativo 372/99.

Si ricorda che le autorità preposte al ricevimento delle domande sono il Ministero dell’Ambiente e l’Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente se l’impianto per legge deve essere sottoposto a procedura di VIA, mentre in caso contrario, la domanda di autorizzazione deve essere presentata alla Regione (o Provincia Autonoma) e all’Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente.

Si attende naturalmente la conversione in legge del decreto entro i previsti 60 giorni dalla sua pubblicazione.

 

PROSCIUTTI DOP - IL 2003 SEGNA UNA SIGNIFICATIVA CRESCITA

Sia il distretto di Parma che quello di San Daniele hanno fatto registrare una confortante crescita delle lavorazioni a DOP: 9.729.000 cosce a Parma e 2.343.740 a San Daniele. Gli aumenti rispetto al 2002 sono stati rispettivamente del 4,5% e del 3,1%.

E' interessante rilevare che per quanto riguarda il distretto friulano, l'andamento produttivo ha confermato le previsioni fatte dal Comitato interprofessionale e sancite dal decreto MiPAF del 24 gennaio 2003. Il Consorzio di San Daniele, inoltre, informa che le lavorazioni non a DOP sono cresciute del 2,2% ed ammontano a circa 4.400 t.

Secondo dati del Consorzio di Parma il valore della produzione è passato da 774 a 810 milioni di euro, mentre il giro di affari al consumo è cresciuto da 1,45 a 1,50 miliardi di euro.

 

 

MACELLAZIONI SUINE: I DATI DEFINITIVI DI OTTOBRE 2003

Secondo le statistiche dell’Istituto Nazionale di Statistica nei primi dieci mesi dell’anno appena trascorso sono stati macellati 10.879.558 capi suini, in aumento del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2002. Il peso vivo totale dei capi macellati è pari a 16.090.816 q ed il peso vivo medio a capo è di 147,9 kg. Aumenta del 3,5% il peso morto, con 12.839.547 q di carcasse prodotte la cui resa è stata pari al 79,8%.

Di seguito si riportano i dati disponibili per le diverse categorie di peso:

Lattonzoli Magroni Grassi

Capi macellati 556.974 732.648 9.589.936

Variazione % 03/02 4,4 4,1 2,4

Peso vivo tot. 84.684 q 636.495 q 15.369.637 q

Peso vivo medio 15,2 kg 86,9 kg 160,3 kg.

Peso morto 67.358 q 498.537 q 12.273.652 q

Variazione % 03/02 - 5,6 7,0 3,4

Resa 79,5% 78,3% 79,9%

 

 

 

CIRCOLARE AGEA SUGLI AIUTI ALL’AMMASSO DI CARNI SUINE

Sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana dello scorso 8 gennaio è stata pubblicata la circolare 19 dicembre 2003 n. 55 dell’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura relativa alla concessione di aiuti all’ammasso privato di carni suine.

La circolare stabilisce le formalità per ottenere la concessione dell’aiuto e precisa che i prodotti per i quali viene concesso sono le mezzene, i prosciutti, le spalle, le parti anteriori, le lombate, le pancette e i tagli corrispondenti ai "middles" (parti centrali) disossati con o senza cotenna o lardo.

Gli aiuti sono concessi per periodi di ammasso di 3, 4 , 5 mesi ed i quantitativi minimi di carne da ammassare sono di 10 t per i prodotti disossati e di 15 tonnellate per gli altri. Inoltre la cauzione, da rendere mediante atto di fideiussione, deve essere pari al 20% dell’importo dell’aiuto richiesto. La fideiussione deve avere una validità di 5 mesi, ma è rinnovabile in automatico per sei mesi e su richiesta AGEA di ulteriori sei mesi.

L’UNICEB rende noti i dati relativi alle domande di ammasso presentate fino al 15 gennaio 2004 nella Comunità Europea. In totale sarebbero state presentate domande per 54.500 t di carne di cui 4.762 t da parte dell’Italia. In particolare, nel nostro Paese sono state presentate domande per 2.987 t di prosciutti, 295 t di parti anteriori, 45 t di lombate, 125 t di pancette con osso, 120 t di pancette disossate e 1.190 t di carni disossate. L’Italia si colloca al terzo posto nella Comunità per quantitativi da destinare allo stoccaggio: al primo posto è la Danimarca con 26.528 t ed al secondo la Germania con 6.477 t. Seguono il nostro Paese, l’Olanda con richieste per 4.316 t, la Francia con 4.218 t, la Spagna con 4.105 t, il Belgio con 1.894 t, l’Austria con 1.028 t e la Finlandia con 915 t. Il Regno Unito ha presentato domande solo per 100 t e l’Irlanda per 150 t.

 

 

SUIT

E' in dirittura di arrivo il progetto SUIT "Suino tradizionale italiano" per la valorizzazione delle carni del suino pesante.

Grazie al lavoro del tavolo Interprofessionale Permanente, composto dalle tre Organizzazioni professionali Agricole, da ASSICA, dai Consorzi dei Prosciutti di Parma e San Daniele, e da UNAPROS ed ANAS, è stato possibile predisporre un progetto che prevede la valorizzazione e promozione anche dei tagli diversi dalle cosce destinate al circuito DOP. Nel corso del mese di dicembre è stata istituita una apposita Associazione temporanea di impresa tra Anas, Assica e Unapros con il compito di presentare al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali la richiesta di riconoscimeto DOP per i tagli del Suino Tradizionale Italiano.

Si tratta di una iniziativa di enorme importanza strategica per l'intera filiera suinicola italiana, che completa la valorizzazione e tutela di tutta la carne ottenuta da suini nati in Italia ed allevati nel rispetto dei Disciplinari dei prosciutti di Parma e San Daniele, che sono le produzioni di riferimento del sistema.

Il circuito interessa circa 5000 allevamenti che destinano alla certificazione DOP circa 8 milioni di suini.

E' importante ricordare il contributo che il Libro genealogico, tenuto da ANAS, fornisce a queste politiche di valorizzazione, fornendo riproduttori selezionati per specifici obiettivi ed in particolare per una marcata ed originale attenzione alle caratteristiche qualitative del prodotto destinato alla trasformazione e stagionatura.

 

 

ASTA VERRI I.A.

Mercoledì 14 gennaio u.s. presso la Semenitaly di Modena si è tenuta la periodica l’Asta dei verri che hanno completato il periodo di produzione convenzionata nell’ambito dello Schema di Selezione del "Suino da macelleria".

Il Centro produzione seme della Semenitaly si è aggiudicato AONE-AN Pietrain GSM03560 per la somma di € 1.856,48 IVA esclusa.