ANAS NOTIZIE

ANNO 2003 - Numero 14

Sommario

Mercati mangimi, suini e carni

 

 

L’ANDAMENTO DEI PREZZI SUL MERCATO SUINICOLO ITALIANO:

UN BILANCIO PARZIALE DEL 2003

Fino ad oggi, l’andamento dei prezzi sul mercato suinicolo italiano è stato in linea con il trend registrato nel 2002: riflessivo fino alla fine di giugno, più vivace nei mesi estivi e nuovamente riflessivo a partire dalle prime settimane di ottobre.

Facendo una media dei prezzi registrati sulle piazze di Modena, Mantova e Milano, nei primi nove mesi del 2003, la quotazione del suino da 156/176 kg. è stata pari a 1,236 €/kg, superiore del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2002. Se il periodo estivo si è concluso con un rialzo delle quotazioni, con prezzi che hanno raggiunto 1,54 € al kg, l’inizio dell’autunno si è aperto con un’inversione di tendenza dei corsi, con quotazioni in calo del 11,2% rispetto all’ultima settimana di settembre.

Il trend dei suinetti da 15-25kg e del suino da macelleria da 90-115 kg non è stato brillante nei primi nove mesi del 2003: per i suinetti si è verificata una flessione delle quotazioni pari al 2,2% rispetto allo stesso periodo del 2002 ed il prezzo medio registrato per questa categoria di peso è stato di 3,092 €/kg.

Il suino leggero da macelleria ha invece subito una flessione dell’1,02% rispetto ai primi nove mesi del 2002: la quotazione media registrata sulle tre piazze italiane è di 1,218 €/kg. Il picco più alto dei prezzi, pari a 1,505 €/kg, è stato registrato a metà settembre ed è stato seguito, come nel caso del suino pesante, da una contrazione dei corsi che ha portato il prezzo a 1,37 €/kg nella prima settimana di novembre, in calo del 9,9%.

Nel segmento dei tagli, i primi nove mesi del 2003 segnano un buon andamento per le cosce destinate alle produzioni tipiche, aumentate del 6,9% rispetto allo stesso periodo del 2002: la quotazione media registrata sulle piazze di Modena e Milano è stata di 4,314 €/kg contro i 4,035 €/kg registrati nel 2002. Lo stesso trend è proseguito nelle prime settimane del quarto trimestre 2003.

Anche le quotazioni del lombo intero sono state in media superiori del 2,7% rispetto ai primi nove mesi del 2002, benché abbiano avuto un andamento diverso sui mercati di Modena e di Milano. Infatti, mentre sul mercato di Modena i lombi registrano una flessione del 3,3% rispetto al 2002, sul mercato di Milano le quotazioni sono aumentate dell’11%.

Positivo l’andamento dei prezzi delle carni lavorate: nei primi nove mesi del 2003 il prosciutto di Parma da 8,5-11 kg ha registrato una quotazione media di 9,988 €/kg contro i 9,650 €/kg del 2002, superiore del 3,5%. Dall’inizio dell’anno la quotazione è progressivamente aumentata passando dai 9,8 €/kg della prima settimana del 2003 ai 10,425 €/kg dell’ultima settimana di settembre.

Il trend ribassista dei prezzi dei suini, già iniziato con il mese di ottobre, viene accompagnato da un’impennata dei prezzi delle materie prime per mangimi dovuto essenzialmente alla scarsità dei raccolti del 2003.

A partire dalla metà del mese di luglio sul mercato di Milano le quotazioni del mais sono aumentate progressivamente passando dal prezzo di 12,925 €/q della seconda settimana di luglio al prezzo di 16,925 €/q dell’ultima settimana di ottobre. In questo breve lasso di tempo la quotazione del mais è aumentata del 30,9%.

Lo stesso trend interessa il mercato della crusca di frumento tenero, dell’orzo e della soia che dalla metà di luglio sono aumentati rispettivamente del 128%, 24,7% e del 31,9%.

Il prezzo delle materie prime per mangimi sembra destinato ad aumentare ulteriormente nei prossimi mesi ed i suinicoltori, in assenza di un tempestivo intervento comunitario volto a controllare la situazione, dovranno far fronte ad un aumento dei costi di produzione che, stando alle previsioni, non verrà compensato a breve da una crescita delle entrate.

 

SUINICOLTURA: QUALI MERCATI E PROSPETTIVE DI SVILUPPO.

Il 24 novembre si è svolto a Modena un importante convegno sul funzionamento dei mercati dei suini e della carne suina organizzato dalla Coldiretti provinciale con la collaborazione dell’ANAS.

Al convegno, con il quale il mondo agricolo ha voluto dare un forte segnale della sua determinazione a mantenere e sviluppare l’importanza del mercato di Modena nella filiera suinicola, hanno partecipato alcune centinaia di operatori di ogni categoria e appartenenza sindacale.

I lavori sono stati aperti dai saluti di Vanni Girotti, presidente della Coldiretti di Modena, di Enrico Corsini, Assessore all’Agricoltura della Provincia di Modena, e da Alberto Mantovani, Presidente della locale Camera di Commercio. In particolare l’Assessore ha riconosciuto il ritardo con cui gli amministratori locali hanno preso atto dei problemi del mercato suini, fortemente minacciato dallo spostamento, la scorsa estate, del mercato di Milano delle carni suine dal venerdì al lunedì, ed ha promesso il sostegno della Sua amministrazione ad iniziative di sostegno al mercato di Modena.

Il programma prevedeva numerosi interventi: ha iniziato Luca Buttazzoni, direttore tecnico dell’ANAS, con una breve ma precisa relazione sul documento preparato da un gruppo di lavoro Tavolo Interprofessionale permanente della filiera suina in materia di organizzazione dei mercati, documento che parte dalla presa d’atto che, essendo praticamente sparito il mercato "spot" dei suini vivi, il prezzo non viene più "rilevato" ma piuttosto "individuato" attraverso un contraddittorio. Ha proseguito Domenico Bellei, membro della commissione "grassi", con un intervento sullo stato attuale del mercato di Modena. Di seguito Piero Emilio Sbarra, Presidente ANAS, ha ringraziato la Coldiretti per la richiesta di collaborazione all’Associazione tecnica ed ha ribadito le più importanti esigenze degli allevatori, quali la pluralità dei mercati settimanali, l’individuazione dei mercati più importanti come "mercati di interesse nazionale", la trasparenza delle procedure per la determinazione del prezzo, e la precisa definizione delle competenze e delle responsabilità delle diverse categorie interessate. Anche i macellatori sono stati invitati a presentare le loro opinioni nella persona di Gianni Mozzoni, Presidente di Italcarni, che ha fatto un discorso di grande apertura, a favore del dialogo interprofessionale, e non ostile alla rivalutazione del mercato di Modena. Ha destato grande interesse la documentata relazione di Giandomenico Gusmaroli, vicepresidente ANAS e Presidente dell’APA di Milano, che ha fatto un confronto tra le serie storiche dei prezzi sui mercati di Milano e di Modena. Dal confronto emergono non irrilevanti differenze tra le medie annuali sia dei suini vivi (0,019 €/Kg a favore di Modena) sia dei tagli, questi ultimi, salvo le spalle, a favore di Milano. Successivamente Pietro Molinaro, anch’egli vicepresidente ANAS e Presidente dell’APA di Cosenza, ha efficacemente illustrato l’importanza del mercato di Modena per la commercializzazione dei suini in tutto il Sud e Centro Italia. Ultimo relatore Mauro Tonello, Presidente Coldiretti regionale, ha ribadito la scelta strategica della sua Organizzazione a favore di politiche di sempre maggiore qualificazione delle produzioni nazionali.

Il dibattito che è seguito agli interventi è stato interessante, ordinato e qualificato. Senza far torto a chi non viene qui citato per ragioni di spazio, si segnala l’intervento di Antenore Cervi, presidente dell’ASSER, il quale ha cortesemente fatto notare agli organizzatori che, data l’unanimità delle posizioni di tutte le organizzazioni agricole sul tema trattato, forse sarebbe stato meglio organizzare un convegno unitario. Nel merito, Cervi ha ricordato la prossima presentazione al Ministero del disciplinare del SUIT (Suino Italiano Tradizionale) che, proteggendo e rendendo riconoscibili tutti i tagli del suino pesante, dovrebbe essere in grado di aumentare il valore aggiunto di tutta la filiera e in ogni caso di rafforzare il potere contrattuale degli allevatori.

Da segnalare anche una forte replica di Sbarra che, ad un rappresentante dei commercianti che aveva pronosticato un inevitabile prossimo trasferimento anche del mercato del vivo di Milano al lunedì, rispondeva "tutto il mondo agricolo è direttamente coinvolto in quel mercato ed è determinato ad impedirne ogni spostamento".

Ha concluso i lavori Franco Pasquali, Segretario Generale Coldiretti che, con un discorso di alto profilo ha ricordato come, a fronte dei circa 12 milioni di prosciutti DOP prodotti, l’Italia importi circa 52 milioni di cosce suine ogni anno. Dovrebbe bastare questo dato a far capire l’importanza della protezione commerciale delle nostre produzioni di qualità dalla concorrenza sleale da parte di prodotti di assai minore pregio.

 

IL MERCATO SUINICOLO COMUNITARIO

LE STATISTICHE PER IL 2003

La Direzione Generale Agricoltura della Commissione Europea ha reso note le prime statistiche sull’andamento del mercato suinicolo comunitario nel 2003.

La Direzione Agricoltura stima che l’anno in corso si chiuderà con una flessione della produzione interna lorda di suini pari allo 0,3%. In Europa la produzione complessiva si assesterà sui 202.298 milioni di capi contro i 202.970 milioni di capi prodotti nel 2002.

In calo dello 0,7% anche le macellazioni: nel 2003 saranno macellati complessivamente 201.208 milioni di suini contro i 202.588 milioni del 2002. Tuttavia, la produzione di carne macellata calerà solo dello 0,2% poiché il peso di macellazione medio si assesterà sugli 88,2kg a capo, superiore rispetto al 2002 dello 0,5%.

Sono stimate in aumento del 29,2% le importazioni comunitarie di carni suine, mentre le esportazioni subiranno una flessione del 2,1%: in tutto saranno importate 66.114 tonnellate di carne suina (peso carcassa) e saranno esportate 1.214.446 tonnellate verso i paesi terzi.

Ne consegue una diminuzione del grado di autoapprovvigionamento nella misura dello 0,4% rispetto al 2002: la percentuale comunitaria sarà pari a 106,9%.

I consumi interni si assesteranno sulle 16.610.902 tonnellate, registrando un incremento dello 0,2% rispetto al 2002. Tuttavia, a causa di un aumento della popolazione residente (+0,3%), il consumo pro-capite scenderà dello 0,1%, pari a 43,68 kg a capo.

Infine, la Direzione fornisce una prima stima sull’andamento del prezzo comunitario della carne suina nel 2003. Si ritiene che la quotazione subirà un ribasso del 5,8% rispetto al 2002, confermando le attese di un mercato in calo almeno fino alla fine dell’anno.

 

I CONTRATTI DI FILIERA

Con Decreto dello scorso 1° agosto, il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ha dato attuazione alle disposizioni della legge finanziaria 2003 che ha introdotto nuove misure di finanziamento a sostegno delle aree "sotto-utilizzate" e per lo sviluppo della filiera agroalimentare, per un importo complessivo di 300 milioni di Euro..

Il Decreto ha definito le modalità per beneficiare di queste forme di finanziamento attraverso la stipula di un "contratto di filiera" con il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.

Il contratto di filiera è un contratto "finalizzato alla realizzazione di un programma di investimenti" che partendo dalla produzione agricola, "si sviluppa nei diversi segmenti della filiera agroalimentare". Il finanziamento dello Stato prevede che il 50% della somma sia erogata sotto forma di contributo in conto capitale e che il restante 50% abbia la forma di finanziamento agevolato al tasso di interesse non inferiore allo 0.50 per cento annuo. In ogni caso, l’investimento complessivo del contratto di filiera deve essere di importo superiore a 7 milioni di Euro (il rapporto tra valore degli investimenti previsti e valore della produzione agricola interessata dal contratto deve essere di 1 a 3 oppure di 1 a 2 se si tratta di produzioni tipiche) e deve avere carattere di multiregionalità, ossia i beneficiari del contratto devono collocarsi in più regioni.

Le aree geografiche che possono beneficiare del provvedimento sono quelle ricadenti negli obiettivi 1 (aree sottoutilizzate, coincidenti in sostanza con le regioni del Sud Italia), e 2 (aree che devono essere oggetto di riconversione economica e sociale a causa di problemi strutturali, ossia le provincie ed i comuni individuati dalla Decisione Comunitaria n. 504 del 1/7/1999, successivamente modificata dalla Decisione n. 363 del 27 aprile 2001).

I soggetti che possono presentare al Ministero i contratti di filiera sono le cooperative, i consorzi di PMI, le organizzazioni di produttori riconosciute del settore agricolo, zootecnico ed agroalimentare, nonché i soggetti a carattere interprofessionale e le società agricole o commerciali o industriali o addette alla distribuzione purché il 51% del capitale sociale sia controllato da imprenditori, cooperative o organizzazioni di produttori in ambito agricolo. Sono ammesse anche forme associative temporanee dei soggetti sopra specificati.

La proposta progettuale deve includere una descrizione del progetto, gli obiettivi e le ricadute attese per ciascun anello della filiera, le sue caratteristiche di innovatività, coerenza con la normativa vigente anche in materia di aiuti di Stato e rispetto dell’ambiente. Inoltre, dovrà contenere una puntuale descrizione dei beneficiari, un’analisi di mercato con descrizione del prodotto o servizio previsto dal progetto, una descrizione degli investimenti con prospetti economico-finanziari ed un’analisi dei rischi.

Il Piano progettuale sarà dapprima valutato da un’apposita Commissione di servizi composta da rappresentanti del Ministero e delle Regioni interessate e successivamente sarà sottoposto all’approvazione del CIPE. Per i contratti approvati, il Ministero predisporrà un decreto di stipula che dovrà essere sottoscritto dai soggetti proponenti, dai beneficiari e dal Ministero.

Naturalmente a carico dei beneficiari è posto un obbligo di rendicontazione e un apposito Comitato di Controllo vigilerà sulla corretta attuazione del contratto.

Di recente Bruxelles ha dato il via libera all’iniziativa italiana, ritenendola compatibile con il mercato comune (Regolamento CE 659/99). Ora il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali dovrà provvedere a diramare un’apposita circolare che consentirà l’attuazione concreta della misura.

 

I TEMI DELL’ULTIMO COMITATO PERMANENTE DELLA CATENA ALIMENTARE E SANITA’ ANIMALE

Il 4 e 5 novembre scorso si è svolta a Bruxelles una riunione del Comitato Permanente della Catena Alimentare e della Sanità Animale. Alcuni dei temi trattati riguardano il settore suinicolo.

In particolare, il Comitato ha preso in esame una proposta di modifica della Decisione 2002/106/CE (sui metodi diagnostici della Peste Suina Classica) allo scopo di introdurre un test che permetta di distinguere gli animali vaccinati da quelli infetti. Questo test consentirebbe di commercializzare i suini vaccinati nei casi in cui fosse necessario ricorrere alla vaccinazione d’emergenza, riducendo in tal modo le perdite economiche legate all’insorgere di un’epidemia di Peste Suina.

Inoltre, il Comitato ha discusso dell’opportunità di estendere ad altre zone del territorio francese le misure per prevenire la diffusione della Peste Suina Classica già adottate con Decisione 2003/526/CE ed in vigore fino al prossimo 30 aprile 2004, ed è stato definitivamente approvato il contributo finanziario che l’Unione Europea destinerà ai programmi di eradicazione di alcune malattie animali ed alla prevenzione delle zoonosi nell’anno 2004.

Infine, oggetto di discussione sono stati alcuni progetti di regolamento di prossima pubblicazione relativi all’applicazione del Regolamento 1774/2002 che disciplina l’utilizzo dei sottoprodotti di origine animale destinati al consumo umano. Si ricorda che i suini morti in azienda rientrano tra i sottoprodotti che devono essere raccolti, trasportati, eliminati o trasformati in appositi impianti riconosciuti, conformemente alle disposizioni del citato Regolamento Comunitario.

 

APPROVATI I FINANZIAMENTI COMUNITARI PER L’ERADICAZIONE DELLE MALATTIE ANIMALI

Con Decisione del 14 ottobre 2003 n. 743, la Commissione Europea ha approvato il contributo finanziario della Comunità per il 2004 ai piani di eradicazione e di sorveglianza di alcune malattie animali.

Limitatamente al settore suinicolo, l’Italia beneficerà di un contributo di 400.000 €, pari al 50% della spesa totale, per il finanziamento del piano di eradicazione e sorveglianza della malattia vescicolare dei suini e della peste suina classica e di un contributo di 250.000 €, sempre pari al 50% dell’intera spesa che sarà sostenuta, per il finanziamento del piano di eradicazione della Peste Suina Africana in Sardegna.

Il nostro Paese non è stato incluso nella lista degli Stati che usufruiranno un contributo per l’eradicazione e la sorveglianza della malattia di Aujeszky, tra i quali si segnalano il Belgio, la Spagna, l’Ungheria e la Slovacchia.

Come si nota, vengono ammessi al beneficio dei finanziamenti comunitari anche Paesi che entreranno a far parte della Comunità il prossimo anno.

Il Commissario Europeo all’Agricoltura Franz Fischler, ha sottolineato, in occasione di un incontro con il ministro polacco Olejniczak, che i Paesi in via di adesione non sono ancora allineati agli standard igienico-sanitari e veterinari imposti dalla normativa comunitaria. Per consentire a questi Paesi di prepararsi all’integrazione nella Comunità, negli ultimi quattro anni sono stati accordati agli agricoltori 1,33 miliardi di Euro, ma la Comunità non ha intenzione di erogare ulteriori cifre a sostegno di questo, ormai necessario, allargamento.

 

BORSA MERCI DI PARMA: DI NUOVO AL SABATO LE CONTRATTAZIONI DEI SUINI E DELLE CARNI

Dal 15 di novembre torneranno alla giornata di sabato le contrattazioni dei suini, delle carni suine fresche e dei salumi presso la Borsa Merci di Parma.

All'inizio dell'anno la Camera di Commercio aveva deliberato che gli scambi di questi prodotti dovessero svolgersi nella giornata di lunedì, ma è stato riscontrato che questa scelta non ha incontrato il favore degli operatori settore. E' stato così ripristinato il vecchio calendario.

L’ANAS esprime alla Camera di Commercio di Parma il proprio apprezzamento per la decisione assunta, che va nel senso del mantenimento della pluralità dei mercati della filiera suinicola sempre richiesta dall’intero mondo agricolo.

 

 

SI RINNOVA IL SUCCESSO DELLA MANIFESTAZIONE DI CODOGNO

La Mostra del Libro genealogico

A Codogno vengono esposti i figli dei verri abilitati alla Inseminazione Artificiale e vengono premiati gli allevamenti che presentano i migliori quattro soggetti per razza. E’ quindi una ghiotta occasione per farsi una idea diretta di come sta procedendo l’attività di selezione.

L’edizione di quest’anno - dal 17 al 19 novembre - non ha disatteso le aspettative. I riproduttori presentati hanno ben impressionato per correttezza morfo-funzionale e valore genetico, in particolare per la capacità di produrre in modo economico carni più idonee alla stagionatura.

E’ il frutto delle scelte e dello sforzo che gli allevatori italiani stanno facendo per soddisfare le richieste dell’industria dei prodotti tipici e contribuire in modo determinante a qualificare ulteriormente la filiera italiana delle produzioni a DOP.

Sono stati esposti gruppi di soggetti, figli delle famiglie genetiche italiane più importanti delle razze Large White, Landrace e Duroc.

La Mostra è stata anche l’occasione per una intensa giornata di addestramento nella valutazione morfo-funzionale per un nutrito gruppo di esperti del libro.

Oltre la vetrina del Libro genealogico

La manifestazione di Codogno per quanto riguarda il nostro settore non si esaurisce con l’esposizione del Libro. Anche quest’anno è stata organizzata l’esposizione "Lattone DOT" che richiama l’interesse di numerosi allevatori.

L’esposizione prevede la presentazione da parte degli allevatori di gruppi di quattro soggetti appartenenti allo stesso tipo genetico. I soggetti esposti vengono successivamente allevati presso un locale gestito dall’APA, che provvede a raccogliere diverse informazioni tecniche: prestazioni in allevamento, stato sanitario, condizioni ambientali d’allevamento, caratteristiche delle carcasse e delle carni.

I dati delle prove, condotte sui soggetti del 2002, sono stati esposti in una affollata conferenza organizzata dal presidente Gusmaroli presso il Centro FA di Zorlesco lunedì 17 novembre. I lavori sono stati coordinati dal vice presidente ANAS Malavasi. Tra gli interventi programmati quelli del presidente ANAS Sbarra, del presidente ASSICA Beretta, del direttore INEQ Ciani e del rappresentante IPQ Sassi. La platea era particolarmente qualificata e composta da allevatori, consiglieri ANAS e autorevoli rappresentanti di ASSICA, IPQ e INEQ.

La conferenza è stata preceduta dalla tradizionale visita al Parco Scientifico Tecnologico di Lodi, in avanzato stadio di realizzazione, ed ai laboratori del Centro produzione seme ELPZOO di Zorlesco.

 

ESPOSIZIONE PROGENIE IA

CODOGNO 2003

 

SEZIONE SELEZIONE

CLASSIFICA RAZZA DUROC ITALIANA

Gruppo 1° Classificato

Az. Agr. Taurini S.S.

LO020300-LO018983-LO20318-LO013727

 

CLASSIFICA RAZZA LANDRACE ITALIANA

Gruppo 1° Classificato

Az. Agr.Taurini S.S.

LO019555-LO018963-LO018978-LO016631

 

CLASSIFICA RAZZA LARGE WHITE ITALIANA

Gruppo 1° Classificato

Az. Agr. Invernizzi F.lli S.S.

LO019955-LO21829-LO22112-LO020008

 

Gruppo 2° Classificato

Az. Agr. Madonini F.lli

LO020906-LO020908-LO020910-LO021372

SEZIONE TERMINALE

CLASSIFICA LARGE WHITE ITALIANA

Gruppo 1° Classificato

Az. Agr. Invernizzi F.lli S.S.

LO022108-LO022216-LO020182-LO022209

 

CAMPOSAMPIERO - INTERESSANTE SERATA ORGANIZZATA DALL’APA DI PADOVA

Martedì 25 novembre numerosi allevatori ed operatori della filiera hanno partecipato alla iniziativa organizzata dal presidente della locale sezione Conzon. I temi della serata sono stati particolarmente interessanti.

Il prof. Martelli dell’Università di Parma ha parlato delle strategie per il controllo delle patologie, mettendo in evidenza opportunità e limiti.

Il dr Ciani direttore INEQ ha fornito un quadro molto interessante sulla situazione dell’attività di controllo del circuito dei prosciutti DOP e sullo sviluppo di criteri di verifica della conformità "genetica" dei suini sempre più approfonditi.

Il dr Della Casa dell’Istituto Sperimentale per la Zootecnia ha trattato l’argomento dell’influenza dell’alimentazione sulla qualità del grasso di deposito.

I lavori sono stati coordinati dal presidente ANAS dr Sbarra che ha sottolineato come "l’attenzione verso i fattori che determinano l’efficienza produttiva, quali una corretta gestione sanitaria dell’allevamento, e la qualità del prodotto, intesa come conformità ai disciplinari di produzione dei prosciutti DOP, costituiscano le coordinate entro le quali dobbiamo sforzarci di operare per assicurare competitività e redditività alle nostre aziende".

 

 

PASSERELLA VERRI I.A. ED ASTA

Venerdì 21 novembre u.s. presso la Semenitaly di Modena si è tenuta la periodica presentazione dei verri operanti in I.A. nello Schema di Selezione del "Suino da Salumeria" e l’Asta dei verri che hanno completato il periodo di produzione convenzionata.

Per quanto riguarda l’asta: la Semenitaly (MO) si è aggiudicato EQUIRIO Large White italiana CR056462 per la somma di € 2.302,68 IVA esclusa; mentre l'Ente Lombardo Potenziamento Zootecnico (LO) si è aggiudicato ECHEMO-AT Large White italiana PEA17297 per la somma di € 2125,84 IVA esclusa.

Al termine dell’asta è stata effettuata la presentazione degli ultimi verri entrati nel circuito I.A. del Libro genealogico: EZIOCO e EYRA-BE di razza Large White italiana; IBICO-FA di razza Landrace italiana.