ANAS NOTIZIE

ANNO 2003 - Numero 6

Sommario

Le macellazioni di suini nell'UE: i dati del 2002

Influenza aviare in Olanda: il Blocco interessa anche i suini

Il flusso di cosce nel circuito DOP Parma e San Daniele
- primo trimestre 2003

Nuove regole UE per la produzione di mangimi

Le proposte della Francia a Modifica della PAC

Continua la crescita mondiale della produzione

Assemblea APA Reggio Emilia

Import-export cereali 2002 e semine 2003

Dino Bondi

 

 

LE MACELLAZIONI DI SUINI NELL’UE: I DATI DEL 2002

Secondo i dati forniti dall’Eurostat, l’Istituto di Statistica dell’Unione Europea, nel 2002 si è verificato un aumento delle macellazioni dei capi suini pari all’1,2% rispetto all’anno precedente. In tutto sono stati macellati 202.709.400 capi suini, il cui peso morto di 17.789.800 tonnellate, ha subito un incremento dell’1,5% rispetto al 2001.

Quasi tutti i paesi della Comunità, fatta eccezione per Belgio, Irlanda e Olanda, hanno registrato un aumento delle macellazioni. Come si evince dalla tabella, tra i maggiori produttori di carni suine, l’aumento più significativo è relativo alla Spagna, con un incremento delle macellazioni pari al 3,8% ed alla Danimarca con una crescita pari al 2,4%. Seguono la Germania e la Francia con un aumento pari rispettivamente allo 0,6% e 0,5%. Nel nostro Paese, a parziale correzione delle prime anticipazioni già pubblicate su ANAS Notizie, si evidenzia un lieve incremento delle macellazioni: nel 2002 sono cresciute dello 0,9% rispetto al 2001 con un totale di 13.275.500 capi suini macellati.

La Germania si conferma il Paese con il più alto numero di macellazioni, pari a 44.292.900 capi suini, seguito dalla Spagna con 37.641.500 capi, dalla Francia con 26.604.800 suini e dalla Danimarca con 22.377.000. In questi quattro paesi viene macellato il 65% circa dei suini dell’UE. Le macellazioni avvenute in Italia rappresentano il 6,5% del totale comunitario.

Capi % 02/01

UE 202.709.400 1,2

Austria 5.399.400 4,6

Belgio 11.175.700 -1,2

Danimarca 22.377.000 2,4

Finlandia 2.142.600 3,9

Francia 26.604.800 0,5

Germania 44.292.900 0,6

Grecia 2.223.800 0,0

Irlanda 3.110.600 -4,4

Italia 13.275.500 0,9

Lussemburgo 163.000 21,7

Olanda 15.401.300 -1,9

Portogallo 5.044.300 4,7

Regno Unito 10.574.900 -0,5

Spagna 37.641.500 3,8

Svezia 3.282.100 2,6

 

 

INFLUENZA AVIARE IN OLANDA: IL BLOCCO INTERESSA ANCHE I SUINI

Con comunicazione dello scorso 18 aprile, la Direzione Generale della Sanità Pubblica Veterinaria del Ministero della Salute, informa che le Autorità sanitarie dei Paesi Bassi hanno adottato dei provvedimenti d’urgenza per far fronte all’epidemia di influenza aviare che sta interessando alcune regioni di quel Paese.

Con Decisione 2003/258/CE del 10 aprile scorso, la Commissione Europea aveva già introdotto il divieto di movimentazione di pollame vivo e di uova da alcune regioni olandesi, ma le autorità dei Paesi Bassi hanno ritenuto opportuno estendere tali provvedimenti anche ai suini: in sostanza i suini che si trovano in zone chiuse o di protezione per influenza aviare non possono essere spostati.

Queste zone sono specificate dalla stessa Decisione 2003/258/CE: si tratta delle regioni del Buffergebied Wageningen, Buffergebied Putten, Buffergebied Opheusden, Buffergebied Beneden-Leewen, Buffergebied Druten, Buffergebied Nijkerk, Buffergebied Lienden, Buffergebied Oss.

Il provvedimento restrittivo nei confronti dei suidi si è reso necessario in quanto il virus sarebbe stato isolato anche in alcuni capi suini e le autorità sanitarie olandesi hanno ritenuto di dover adottare tutte le precauzioni necessarie per evitare la diffusione della malattia nel resto d’Europa.

Casi di influenza aviare sono stati riscontrati anche in Belgio: con Decisione 2003/275/CE la Commissione ha vietato l’esportazione di pollame vivo e di uova da cova anche da quel Paese, ma per il momento il divieto non è stato esteso anche ai suini.

Queste misure precauzionali saranno riviste nell’ambito della prossima riunione del Comitato Permanente della Catena Alimentare, che potrà prorogarle qualora la situazione sanitaria in quelle zone non sia migliorata.

 

 

IL FLUSSO DI COSCE NEL CIRCUITO DOP PARMA E SAN DANIELE – primo trimestre 2003

Nel primo trimestre 2003 sono state avviate alla stagionatura per la DOP più di 2.268.000 cosce nel distretto di Parma e più di 580.000 in quello di San Daniele. L’attività di salatura ha fatto registrare una tendenziale crescita su base annua rispetto al 2002, rispettivamente + 1,6% a Parma e + 2,7% a San Daniele. E’ interessante sottolineare che la fase espansiva è stata particolarmente accentuata fino a febbraio, mentre nel corso del mese di marzo si è verificata una brusca frenata delle lavorazioni. Sembrerebbe comunque che il dato di marzo non costituisca un segnale di crisi del settore ma sia conseguenza di un calendario con una minore numero di giornate utili per le lavorazioni.

 

 

NUOVE REGOLE UE PER LA PRODUZIONE DI MANGIMI

Il Commissario europeo per la Sanità, David Byrne ha annunciato la presentazione di un nuovo pacchetto di proposte normative volte a garantire il controllo dei mangimi nelle fasi della produzione, del trattamento, del trasporto e del magazzinaggio.

Tra le novità principali che sarebbero introdotte, vi è l’obbligo per le aziende che producono alimenti per animali di fornire delle garanzie economiche a copertura di eventuali danni causati dal loro utilizzo.

Inoltre, la proposta prevede l’obbligo di registrazione di tutti i mangimifici presso le autorità pubbliche: queste ultime sarebbero chiamate a rilasciare alle aziende una specifica autorizzazione qualora la produzione di mangimi preveda l’impiego di determinate sostanze.

A quanto sembra, queste nuove regole non interessano la produzione per autoconsumo aziendale, né gli scambi a livello locale di piccole quantità di alimenti tra agricoltori. Pertanto, destinatarie della nuova normativa saranno presumibilmente le circa 3.800 imprese che operano nel mercato europeo dei mangimi, con un fatturato che a quanto pare si aggira intorno ai 30 miliardi di euro.

 

LE PROPOSTE DELLA FRANCIA A MODIFICA DELLA PAC

In occasione della riunione del Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea, la Francia ha avanzato delle osservazioni sull’attuale sistema di riconoscimento degli aiuti previsto dalla Politica Agricola Comune.

In particolare, i francesi ritengono opportuna una modifica della PAC con l’adozione di un sistema legato alla "condizionalità" degli aiuti, ossia la concessione degli aiuti sarebbe condizionata al rispetto da parte dello Stato delle norme di buona pratica agricola, del benessere animale e della politica della qualità.

La Francia inoltre, vorrebbe introdurre dei criteri e delle regole che i controllori sono tenuti a seguire nella valutazione dell’aiuto, per dare meno spazio alle loro libere interpretazioni e per semplificare il processo di concessione. Da ultimo, la Francia propone una riforma del sistema sanzionatorio previsto dall’attuale Politica Agricola Comune.

 

 

CONTINUA LA CRESCITA MONDIALE DELLA PRODUZIONE

Secondo recenti stime della FAO nel 2003 i settori della carne suina e del pollame faranno registrare una analoga espansione produttiva. Il volume produttivo mondiale delle carni suine dovrebbe raggiungere i 95,8 milioni di t. (+ 1%) mentre quello del pollame i 74,5 milioni di t..

Per quanto riguarda la produzione suinicola, la crescita è sostenuta da alcuni paesi: il Brasile che dovrebbe fare registrare un incremento del 4% sostenuto dalla domanda interna e dalle buone performance dell’export; i paesi del Sud Est Asiatico Cina, Corea del Sud e Filippine per i quali è previsto un aumento del 3%.

Circa i consumi la FAO li prevede in aumento. Nei paesi sviluppati, quali il Giappone, si dovrebbe raggiungere un consumo pro capite di 28,6 Kg mentre nei paesi in via di sviluppo circa 11,8 Kg.

Nel 2002 la Russia ed il Giappone hanno assorbito il 42% delle esportazioni mondiali, determinando una crescita complessiva pari al 15%. Per l’anno corrente l’andamento dell’export sarà condizionato dai provvedimenti restrittivi adottati dai suddetti paesi e pertanto secondo la FAO si potrà registrare un incremento di poco superiore al 1%.

 

 

ASSEMBLEA APA REGGIO EMILIA

Il 24 aprile scorso si è tenuta l’Assemblea ordinaria dei soci dell’APA di Reggio Emilia sotto la presidenza del dr Maurizio Garlappi. All’appuntamento di quest’anno hanno partecipato in rappresentanza di ANAS il presidente Sbarra ed i vice presidenti Gusmaroli e Malavasi.

Per quanto riguarda il settore suinicolo il dr Garlappi ha confermato l’impegno della propria Associazione per assecondare lo sviluppo dell’attività del Libro genealogico e per l’ampliamento dell’interessante operatività del proprio Registro suini riproduttori ibridi, quale strumento per un sempre più efficiente e razionale utilizzo del lavoro della selezione.

L’intervento del presidente ANAS ha riguardato le tematiche di maggiore attualità per il settore ed in particolare ha messo in evidenza lo sforzo che l’Associazione compie per assicurare un preciso ed efficace funzionamento del Libro genealogico e per consolidare con la selezione gli elementi "qualitativi" che meglio contraddistinguono e differenziano il prodotto nazionale da quello delle altre suinicolture.

 

 

IMPORT-EXPORT CEREALI 2002 e SEMINE 2003

L’Associazione nazionale cerealisti ha reso noto i dati sull’import/export dei cereali nel 2002. Per quanto riguarda il grano tenero si è registrato un forte incremento nelle importazioni (+ 928 mila t.) e la sostituzione del prodotto comunitario: Francia, Germania e Regno Unito, con quello proveniente dalla Russia ed Ucraina. Infatti le importazioni dai Paesi terzi è aumentata di 2,35 milioni di t. mentre quella dai Paesi della UE è diminuita di 1,43 milioni di t.. In merito ai cereali foraggeri: mais ed orzo, l’aumento è stato particolarmente marcato + 41%.

Intanto sul fronte interno continua lo spostamento dei seminativi dalle colture dei semi oleosi (girasole e soia) a quella del mais. Per il 2003 l’ISMEA prevede una crescita del 5% della superficie a mais per un totale di 1,23 milioni di ettari. Il fenomeno è ancora più evidente nelle aree più vocate: Emilia Romagna + 8%, Lombardia + 7%, Veneto + 7%.

 

 

DINO BONDI

Venerdì "santo" 18 aprile 2003, dopo una breve e grave malattia, ci ha prematuramente lasciato Dino Bondi. E’ stato per anni il responsabile del Centro genetico di Corciano (PG) e successivamente, fino al termine dell’attività lavorativa nel 2001, Dino si è occupato prevalentemente dell’impegnativo lavoro di verifica e ritiro presso gli allevamenti dei gruppi destinati al Sib test.

Noi, assieme ai tanti allevatori che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, conserveremo gelosamente il ricordo della sua sincera simpatia e della non comune carica umana.

Alla moglie ed ai familiari vanno le nostre più sentite condoglianze.