ANAS NOTIZIE

ANNO 2003 - Numero 1

Sommario

INSEDIATA LA COMMISSIONE TECNICA CENTRALE
-Russo confermato Presidente, Gilberti nominato Vice Presidente

Il 17 dicembre si è insediata la Commissione Tecnica Centrale del Libro genealogico e del Registro anagrafico per il triennio 2002-2004.

La Commissione Tecnica Centrale è l'organo responsabile della definizione degli indirizzi della selezione delle razze del Libro genealogico e della conservazione delle razze del Registro anagrafico.

La sua composizione vede rappresentati:

- gli allevatori: 5 nominati dall'ANAS ed il Presidente ANAS;

- il mondo scientifico: tre esperti nominati dal Ministero delle Politiche Agricole;

- le Amministrazioni pubbliche interessate: 2 rappresentanti del Ministero delle Politiche Agricole, 1 rappresentante del Ministero della Salute e 3 rappresentanti delle Regioni.

Fanno parte, inoltre, della Commissione Tecnica Centrale 1 rappresentante tecnico AIA ed il direttore ANAS con funzioni di segretario.

Il primo atto della nuova Commissione Tecnica Centrale è stata la nomina per acclamazione del prof. Vicenzo Russo a Presidente e del sig. Claudio Gilberti a Vice Presidente.

Vincenzo Russo è Ordinario di Zootecnica Speciale dell'Università di Bologna Sezione di Reggio Emilia ed è Presidente dell'Associazione Scientifica Produzione Animale ASPA, è stato nominato per la prima volta presidente della CTC nel luglio del 1993. La presidenza Russo ha accompagnato un periodo particolarmente intenso e qualificato per il Libro genealogico e per la CTC, che è stata impegnata nello sviluppo di una complessa e moderna attività di miglioramento genetico delle razze suine ed in particolare di quelle utilizzate per la produzione del suino pesante.

Claudio Gilberti è un noto ed importante allevatore bresciano che partecipa con successo da diversi anni all'attività di selezione con propri "nuclei" iscritti di razza Large White italiana, Landrace italiana e Duroc.

GIV - TRAGUARDO RAGGIUNTO.
-Allo studio un aggiornamento dell'indice di selezione Duroc.

Il GIV -grasso intermuscolare visibile- è il carattere che il libro genealogico ha considerato per descrivere il difetto della "noce di grasso" nelle cosce dei suini derivati dalla razza Duroc.

Il difetto è estremamente penalizzante a livello commerciale e per tale motivo la Commissione tecnica centrale aveva a suo tempo stabilito di adottare per la razza Duroc una strategia selettiva mirata a ridurre prioritariamente questo problema. Infatti l'indice di selezione della Duroc è composto da Incremento Medio Giornaliero, Tagli Magri e GIV. Quest'ultimo carattere è di tipo binario (assenza/presenza del difetto su ciascuna coscia) e l'indice genetico per il GIV è una misura della probabilità di avere o non avere il difetto nei figli.

Nella riunione del 17 dicembre scorso la Commissione Tecnica Centrale ha esaminato i dati presentati dal Direttore Tecnico Buttazzoni su i trend genetici realizzati per i diversi caratteri nella popolazione Duroc italiana.

E' emersa una situazione del tutto soddisfacente per l'accrescimento, l'indice di conversione degli alimenti, i Tagli Magri e soprattutto per il GIV.

Per quest'ultimo carattere ulteriori diminuzioni della sua frequenza sono a assai improbabili in quanto ad ulteriori diminuzioni dell'indice GIV corrispondono diminuzioni sempre meno significative della probabilità di riscontrare il difetto.

La Commissione ha preso atto con soddisfazione dell'importante risultato raggiunto in un arco temporale relativamente breve (circa quattro anni) ed ha ritenuto doveroso riconfermare l’indirizzo tecnico della selezione italiana, strettamente aderente alle esigenze della filiera delle produzioni tipiche.

In concreto la Commissione Tecnica Centrale ha dato mandato ai servizi tecnici ANAS di avviare uno studio per verificare la possibilità di attivare anche sulla razza Duroc la selezione contro il "calo di prima salagione", indicatore dell'attitudine della carne alla stagionatura, riducendo al contempo la pressione di selezione contro il GIV.

SCHEMI DI SELEZIONE DELLE RAZZE PER IL SUINO PESANTE E PER IL SUINO MEDITERRANEO
-In forte crescita nel 2002 la partecipazione degli allevatori.

La Commissione Tecnica Centrale nella recente riunione del 17 dicembre scorso ha verificato lo stato di attuazione degli Schemi di selezione per il suino da salumeria (pesante) e per quello mediterraneo (leggero).

Informazioni dettagliate sull'attività sono state presentate dal direttore Gallo.

Il numero di allevamenti partecipanti è sostanzialmente costante – circa 200 – con un turn over attorno al 5%. La selezione si basa su dati produttivi raccolti esclusivamente nei due Centri genetici di Gualtieri (RE) ed Arezzo e su dati riproduttivi (numero nati vivi) raccolti negli allevamenti. Nei Centri genetici si provano i fratelli pieni dei verri. Nel caso del suino pesante si tratta di due sorelle e un maschio castrato per ciascun verro, nel caso del suino leggero si tratta di due sorelle piene del verro candidato.

Nel corso del 2002 la partecipazione degli allevatori alle prove in stazione è risultata particolarmente intensa (+15% rispetto al 2001). I gruppi destinati alle prove fino al 16.12.02 sono stati 379 LWI, 120 LI, 201 D, 26 P e 12 LB.

La diffusione del progresso genetico nell’ambito del libro genealogico avviene soprattutto attraverso i verri scelti per la I.A. ed i loro fratelli pieni. Nel corso del 2002 sono stati introdotti nel circuito della I.A. del libro 16 verri LWI, 3 verri LI e 6 D. I verri vengono tenuti per un periodo a disposizione esclusiva degli allevamenti iscritti (giovani verri) poi vengono venduti all’asta.

In merito all’utilizzo del materiale seminale da parte degli allevamenti, nel corso del 2002 si è assistito ad un netto incremento pari a circa il 24%. Questo risultato è frutto sia dell’apprezzamento della "qualità genetica" dei riproduttori sia della maggiore affidabilità del servizio di produzione e consegna agli allevamenti.

Gli schemi di selezione prevedono anche una impegnativa attività di testaggio DNA per l’accertamento della paternità e la determinazione del genotipo "alotano". Per quanto riguarda quest’ultimo l’attività 2002 ha confermato la ridottissima incidenza nelle razze LWI, LI e D (soggetti eterozigoti da 0,05% a 0,2 % dei testati), ed ha permesso di fare un ulteriore decisivo passo in avanti nelle razze Pietrain e Landrace Belga, riducendo a solo il 7% i casi degli "omozigoti recessivi".

In merito al progresso genetico ottenuto, i dati già pubblicati da ANAS confermano una notevole differenziazione della popolazione italiana da qualunque altra selezione estera, in conformità agli obiettivi di selezione per il suino pesante che sono unici al mondo.

TIPI GENETICI AUTOCTONI. PROMETTENTE L'ATTIVITA' DEL REGISTRO ANAGRAFICO.

Il Registro anagrafico è lo strumento per la conservazione delle razze suine a limitata diffusione e per la salvaguardia dei tipi genetici autoctoni.

Il Registro anagrafico delle razze suine è stato istituito ai sensi della legge 280/99 e l'operatività è iniziata nel corso del 2001.

La Commissione tecnica centrale nella riunione del 17 dicembre u.s. ha esaminato la situazione soprattutto per quanto riguarda i cinque tipi genetici autoctoni che sono la Cinta Senese, per la quale attività di salvaguardia era già in atto dal 1998, la Mora Romagnola, la Calabrese, il Nero Siciliano e la Casertana.

L'attività coinvolge oramai più di 200 allevamenti e questo conferma il forte interesse verso queste popolazioni, importanti sia come risorse genetiche sia come fattori per la valorizzazione di produzioni di nicchia.

La gestione del Registro anagrafico (inequivocabile identificazione dei riproduttori, puntuale registrazione dei dati, tenuta delle genealogie) consente la messa a punto di programmi di salvaguardia basati sulla gestione della riproduzione. In particolare l’obiettivo è quello di tenere sotto controllo la variabilità genetica e la funzionalità produttiva e riproduttiva, minacciate dall'alto grado e consanguineità dei soggetti presenti. Uno dei servizi reso disponibile dall’ANAS è quello del calcolo on line (sul sito WEB ANAS) del coefficiente di consanguineità dei singoli riproduttori e del frutto dei loro accoppiamenti.

La Commissione ha pure deliberato per la razza Cinta senese l’aggiornamento dei caratteri (pigmentazione del mantello) che comportano l’esclusione dei soggetti dal registro anagrafico, al fine di meglio rispettare lo standard di razza.

AIUTI ALL'AMMASSO PRIVATO DELLE CARNI SUINE

La pesantezza delle quotazioni dei suini su diversi mercati europei ha indotto la Commissione UE ad attivare la procedura per le concessioni di aiuti all'ammasso privato di carni suine in conformità a quanto previsto dal regolamento CEE 2759/75 e successive modifiche - relative all'organizzazione comune dei mercati nel settore delle carni suine.

L'intervento è stato stabilito con il Regolamento (CE) n.2179 del 6 dicembre 2002, pubblicato su GUCE il 07.12.2002 L331/11.

Il suddetto Regolamento prevede periodi di ammasso da 3 a 5 mesi, quantitativi minimi di 10 t per i prodotti disossati e di 15 t per gli altri, la descrizione dei prodotti e l'ammontare dettagliato degli importi degli aiuti concessi per tipo di prodotto e periodo di ammasso.

BENE MORTADELLA, ZAMPONE E COTECHINO IGP

La produzione e la vendita dei prodotti certificati IGP ha mostrato nel corso del 2002 un interessante incremento. Per quanto riguarda la mortadella quella IGP "Bologna" rappresenta circa il 15% della produzione totale di mortadelle con un valore al consumo di 350 meuro. Nel 2002 l'incremento produttivo rispetto all'anno precedente si è aggirato attorno a +28% mentre le vendite hanno fatto segnare un +39%.

In merito a Cotechino e Zampone, prodotti a forte caratterizzazione stagionale, la quota IGP raggiunge circa il 60% del prodotto nazionale e nel

2002 ha fatto registrare un incremento delle vendite pari a +5%.

DIFESA E PROMOZIONE DELLE DOP E IGP ITALIANA ALL'ESTERO

LA STRATEGIA DELL'ICE.

Uno dei fenomeni che contrasta la diffusione delle nostre produzioni tutelate nei mercati più importanti extra Unione Europea è quello della cosiddetta agropirateria.

L'ICE ha annunciato il progetto di mettere a disposizione la propria rete di 104 uffici sparsi nel mondo per avviare un sistema di monitoraggio delle contraffazioni.

Altra azione indispensabile per migliorare la penetrazione dei nostri prodotti DOP e IGP è quella di una incisiva e mirata promozione.

A questo riguardo l'ICE ha annunciato per il prossimo biennio l’avvio di un apposito programma con i Ministeri delle Politiche Agricole e delle Attività Produttive, le Regione e l’ISMEA.

E' previsto un budget di 15 meuro e le iniziative promozionali riguarderanno oltre ai mercati di USA, Canada, Giappone, Danimarca e Svezia, quelli di Russia e Polonia.

Tra i prodotti "Leader" del nostro export spiccano i prosciutti di Parma e San Daniele, le cui esportazioni aumentano rispettivamente al 15% e al 19% della produzione.

VERRI I.A. "SELEZIONE"

Il 18 dicembre scorso è stato organizzata la periodica asta dei soggetti che, terminata l'attività nell’ambito dello Schema di selezione, sono stati abilitati ad operare presso i Centri di produzione seme pubblici.

I verri in questione erano GEB-FA di razza Landrace italiana e di proprietà dell'Az.Agr. Spoldi L.E.P.S. ed il verro BEBRICIO di razza Large White italiana di proprietà dell'Az.Agr. Percallo F.lli.

Il primo è stato acquistato dalla Semenitaly di Modena al prezzo di € 2.169,76 + IVA, mentre il secondo da ELPZOO di Zorlesco al prezzo di € 2.158,4° + IVA.

AGGIORNAMENTI SU TRE IMPORTANTI SUINICOLTURE

Canada

L'Istituto statistico canadese stima una crescita del 3,3% dei suini allevati nel proprio territorio, con una crescita più marcata nelle province dell'ovest (circa + 4,8%), rispetto alle province situate nella parte orientale del paese (circa + 2%).

Interessante inoltre rilevare che circa la metà dei suini del Quebec è prodotto nell’ambito di programmi integrati gestiti da 40 organizzazioni.

Danimarca

La Danimarca ha registrato negli ultimi tre anni un incremento significativo del proprio patrimonio suinicolo. Infatti si è passati dai 12.59 milioni di capi del 2000, ai 13.32 milioni del 2001 per raggiungere i 13.49 milioni del 2002. Mentre si è registrata una flessione dei suini da riproduzione presenti nel paese scesi 1.4 milioni di capi ovvero un ridimensionamento dello 0,8% rispetto al 2001. Comunque il buono stato di salute del comparto suinicolo danese è testimoniato dall'incremento di circa il 7% nei primi otto mesi del 2002 delle esportazioni raggiungendo così in termini assoluti quasi 1.1 milioni di tonnellate. Di queste circa 687.000 tonnellate sono state destinate ai Paesi della UE, mentre 405.000 tonnellate hanno raggiunto paesi extracomunitari. Questi ultimi stanno rappresentando un mercato in crescita per le esportazioni danesi, infatti nei primi 8 mesi 2002 è stato registrato un incremento di circa l'11%.

Polonia

Tra i Paesi che entreranno a far parte della UE nel 2004, la Polonia vanta il patrimonio suinicolo più consistente.

L'Istituto per l'economia agricola polacco stima una consistenza suinicola di 19.5 milioni di capi a dicembre 2002. La prevista lievitazione del costo dei cereali dovrebbe però far ridurre questa cifra a 18.8-19 milioni di capi a partire dal luglio 2003.

Nonostante la dimensione produttiva le esportazioni polacche sono poco significative e si stimano in 80.000 t nel 2002.