ANAS NOTIZIE

ANNO 2002 - Numero 14

Sommario

SUINO MEDITERRANEO - DALLA SELEZIONE DELLE RAZZE ALLA CERTIFICAZIONE DEL PRODOTTO

- Successo del convegno organizzato ad Arezzo da ANAS e locale Camera di Commercio

I lavori del convegno si sono tenuti il 15 novembre scorso presso la Borsa Merci di Arezzo e sono stati seguiti con particolare attenzione da un nutrito pubblico in gran parte composto da allevatori provenienti da tutte le regioni italiane.

L’iniziativa ha permesso di fare un primo bilancio delle realizzazioni nell’area del miglioramento genetico ed in quello della valorizzazione delle produzioni con il marchio di qualità "Suino Mediterraneo".

L’attività di miglioramento genetico, finalizzata alla messa a disposizione della filiera di tipi genetici idonei alla produzione di suini per la "carne fresca di qualità", è incentrata sull’operatività di valutazione genetica condotta presso il Centro genetico di Arezzo di proprietà della locale Camera di Commercio e gestito da ANAS.

Il lavoro riguarda due popolazioni derivate dalle razze Pietrain e Landrace Belga e sottoposte ad interventi tecnici mirati sia alla riduzione della frequenza del gene (alotano) responsabile dell’ipertermia maligna e delle carni PSE sia al miglioramento della produzione in modo efficiente ed economico di carcasse ricche di carne magra di qualità. L’attività svolta ha visto due fasi di sviluppo la prima iniziata nel 1995 e la seconda avviata nel 1999. I risultati raggiunti – accresciuta potenzialità produttiva ed esaltazione delle caratteristiche qualitative del prodotto – confortano sul fatto che la direzione scelta è quella giusta e che quindi la genetica italiana può giocare a pieno titolo il proprio ruolo per offrire un contenuto di differenziazione qualitativa alla filiera delle carni suine da banco.

L’iniziativa per la valorizzazione del prodotto è stata ideata nel corso del 1999, sulla base dei primi incoraggianti risultati delle selezione. La strada intrapresa è quella dello sfruttamento dell’origine del prodotto – suini nati, allevati e macellati in Italia – abbinata ad una precisa caratterizzazione produttiva legata principalmente alle razze utilizzate nel programma di produzione ed in seconda battuta ad una corretta gestione delle condizioni di allevamento rispettose del benessere degli animali e dei loro fabbisogni nutritivi.

L’allevamento, la macellazione ed i successivi trattamenti delle carni sono disciplinate da precisi protocolli e sottoposti alle verifiche di ANAS.

Tutti i suini vengono tatuati dopo la nascita sul dorso con un marchio ed il codice dell’allevamento.

Le mezzene alla macellazione sono inequivocabilmente identificate oltre ad essere accompagnate da apposita certificazione di conformità.

Gli interventi delle autorità

Ai lavori è intervenuto l’assessore provinciale all’agricoltura - Roberto Vasai - che, oltre a portare il saluto dell’Amministrazione provinciale, ha esposto alcuni interessanti dati sulla suinicoltura aretina ed ha ricordato l’impegno della provincia a sostegno delle produzioni di qualità.

Il presidente dell’APA di Arezzo – Massimo Scarponi - ha ripercorso la storia della suinicoltura provinciale, ricordando le ragioni – epidemia pestosa e polverizzazione aziendale - che hanno portato alla fine degli anni sessanta alla drastica riduzione degli allevamenti produttori di lattoni destinati agli allevamenti della pianura padana.

Il presidente della Camera di Commercio – Pietro Faralli – ha ripercorso le tappe che portarono negli anni settanta alla realizzazione, con il contributo del Ministero dell’Agricoltura, delle strutture del Centro genetico affidato ad ANAS. Successivamente il Centro è stato interessato da diversi interventi di adeguamento per renderlo idoneo allo svolgimento delle sofisticate prove di allevamento dei suini di razza pura. In particolare è dotato di attrezzature meccaniche ed elettroniche innovative, che consentono la rilevazione affidabile di dati tecnici indispensabili per la selezione delle razze suine. Faralli ha concluso affermando che per la Camera di Commercio di Arezzo è motivo di vanto poter contribuire, attraverso la messa a disposizione del Centro, alle politiche per lo sviluppo della suinicoltura italiana.

Sono inoltre intervenuti i rappresentanti delle tre Organizzazioni professionali che hanno ribadito la condivisione del progetto ed hanno invitato gli operatori delle filiera a proseguire con sempre maggiore determinazione sulla strada della collaborazione interprofessionale per l’affermazione delle filiera italiana delle carni suine da banco.

L’intervento del presidente Sbarra

Il presidente ANAS ha ricordato che la politica del settore ha nelle iniziative volte alla differenziazione qualitativa della produzione ed al consolidamento delle produzioni tipiche i propri capisaldi per la difesa della competitività e redditività della attività imprenditoriale. Su questa traccia si sviluppa anche il programma denominato "Suino Mediterraneo", che rappresenta una importante esperienza frutto della convinta cooperazione tra allevatori per assecondare le richieste della distribuzione e del consumatore.

ANAS, con il sostegno del Ministero delle Politiche Agricole e di intesa con le tre Organizzazioni professionali agricole, sta investendo energie e professionalità sia per mettere a disposizione della "filiera italiana delle carni fresche" i tipi genetici più idonei sia per favorire, attraverso il disciplinare di produzione ed il marchio di qualità il successo commerciale delle carni dei suini nati, allevati e macellati in Italia.

Le indicazioni dell’economista

Il prof. Zucchi, ordinario di zooeconomia dell’Università di Bologna e noto editorialista, ha presentato una dotta e stimolante relazione che ha toccato gli aspetti più significativi della realtà suinicola nazionale ed in particolare quelli relativi alla filiera del suino "leggero". Il relatore, ricordando la forte dipendenza (circa il 40% del nostro fabbisogno) dalle importazioni dagli altri Paesi europei, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di organizzare con criteri innovativi una filiera efficiente e funzionalmente collegata con il moderno mondo della distribuzione. Il programma "Suino Mediterraneo" presenta meritoriamente alcune delle caratteristiche richieste: origine italiana del prodotto, stretto legame del prodotto con una genetica appositamente messa a punto, un marchio di qualità accattivante. Rimane da affrontare, secondo il relatore, l’organizzazione dell’offerta. A questo proposito l’indicazione è quella di prevedere un coordinamento produttivo, che parte dalla ricerca genetica ANAS, e che approda ad accordi di fornitura, dove il peso economico (valore aggiunto) ed il ruolo di indirizzo del segmento allevamento è preminente.

Questo approccio consentirebbe si superare gli annosi problemi della polverizzazione produttiva e della marginalità del settore primario.

Un ulteriore opportunità per il programma "Suino Mediterraneo" è di poter costituire una iniziativa catalizzatrice dello sviluppo della suinicoltura in aree del paese a scarsa densità di allevamento, quali sono diverse realtà del Sud Italia.

Le realizzazioni

Nel corso del convegno sono stati presentati i dati sullo stato dell’iniziativa. Per quanto riguarda lo schema di selezione per la produzione di verri "terminali suino mediterraneo" sono incoraggianti i trend ottenuti sia per la riduzione della frequenza del gene responsabile delle carni PSE e della sensibilità agli stress (circa l’80% dei soggetti non è più affetto da questa anomalia), sia per il miglioramento dell’efficienza produttiva (migliore trasformazione degli alimenti) e della qualità della carcassa (maggiore produzione di tagli pregiati).

Circa l’attività di certificazione delle mezzene con il marchio, stanno operando allevamenti e macelli ubicati in Basilicata, Campania, Marche, Sardegna, Sicilia e Puglia con una potenzialità produttiva di circa 120.000 suini/anno.

 

CODOGNO SI CONFERMA LA VETRINA DELLA GENETICA ITALIANA

La formula organizzativa che prevede l’esposizione della progenie dei verri abilitati alla Inseminazione Artificiale rende la Mostra di Codogno sicuramente l’appuntamento fieristico più interessante da un punto di vista tecnico.

Ogni anno, infatti, è possibile farsi una idea diretta di come stanno procedendo i due schemi di selezione del Libro genealogico: quello per il "Suino da Salumeria" e quello per il "Suino Mediterraneo".

L’edizione di quest’anno - dal 19 al 21 novembre - non ha disatteso le aspettative, i numerosissimi visitatori hanno avuto l’opportunità di apprezzare uniformità e caratteristiche morfo-funzionali dei figli dei verri "migliori" prodotti dalla selezione italiana.

Per quanto riguarda le razze del Suino da Salumeria: Large White, Landrace e Duroc, la selezione sta proseguendo in modo coerente verso una sempre maggiore differenziazione produttiva rispetto alle genetiche di altre suinicolture.

I soggetti ottenuti presentano una interessante efficienza produttiva fortemente ancorata a precise ed imprescindibili caratteristiche qualitative: adeguata copertura adiposa delle cosce, ridotta perdita di liquidi delle carni, idoneità delle stesse ai trattamenti di salatura e stagionatura. E’ il frutto delle scelte e dello sforzo che gli allevatori italiani hanno fatto e fanno per soddisfare le richieste dell’industria dei prodotti tipici e contribuire in modo determinante a qualificare ulteriormente la filiera italiana delle produzioni a DOP.

I concorsi di Codogno presentano una ulteriore particolarità, gli allevamenti si confrontano con gruppi costituiti da quattro soggetti per razza. Viene quindi premiata la capacità di allevare non un singolo campione ma diversi soggetti di alto valore zootecnico.

Per le razze del Suino da Salumeria si sono distinti:

Razza Large White italiana

Allevamento 1° classificato: Az. Agr. Percallo F.lli S.S.

Allevamento 2° classificato: Az. Agr. Invernizzi F.lli S.S.

Allevamento 3° classificato: Az. Agr. Ferrari C.V. & P.

Razza Landrace italiana

Allevamento 1° classificato: Az. Agr. Madonini F.lli

Razza Duroc

Allevamento 1° classificato: GSM Az. Agr. Gusmaroli Giandomenico

Allevamento 2° classificato: Az. Agr. Taurini S.S.

Allevamento 3° classificato: Az. Agr. Percallo F.lli S.S.

Per le razze del Suino Mediterraneo:

Razza Pietrain

Allevamento 1° classificato: GSM Az. Agr. Gusmaroli Giandomenico

Oltre la vetrina del Libro genealogico

La manifestazione di Codogno per quanto riguarda il nostro settore non si esaurisce con l’esposizione del Libro. Anche quest’anno è stata organizzata l’esposizione "Lattone DOT" che richiama l’interesse di numerosi allevatori.

L’esposizione prevede la presentazione da parte degli allevatori di gruppi di quattro soggetti appartenenti allo stesso tipo genetico. I soggetti esposti vengono successivamente allevati presso un locale gestito dall’APA, che provvede a raccogliere diverse informazioni tecniche: prestazioni in allevamento, stato sanitario, condizioni ambientali d’allevamento, caratteristiche delle carcasse e delle carni.

I dati preliminari delle prove, condotte sui soggetti del 2001, sono stati esposti in una affollata conferenza organizzata dal presidente Gusmaroli presso il Centro FA di Zorlesco lunedì 18 novembre. All’appuntamento hanno partecipato allevatori, consiglieri ANAS ed operatori della macellazione e trasformazione.

La conferenza è stata preceduta dalla tradizionale visita al Centro produzione seme ELPZOO di Zorlesco, dove è stato possibile apprezzare sia i verri "selezione" sia quelli "terminale", abilitati alla I.A dal libro genealogico ed il cui seme viene distribuito prevalentemente agli allevamenti delle province lombarde.

 

 

INSEDIATO IL COMITATO TECNICO IBRIDI PER IL TRIENNIO 2002-2004

I professori Paolo Martelli e Adalberto Falaschini nominati rispettivamente Presidente e Vice Presidente

Il Comitato tecnico ibridi è l’organo dell’Albo Nazionale Registri Suini riproduttori ibridi chiamato ad esprimere pareri tecnici sulla conformità dell’attività di ibridazione condotta dalle imprese iscritte all’Albo ed a proporre aggiornamenti sulle procedure seguite per il controllo dell’attività di produzione e certificazione dei suini riproduttori ibridi.

L’Albo è stato istituito, nel rispetto delle previsioni di normative europee e nazionali, dal Ministero dell’Agricoltura nel 1992 e la sua tenuta è stata affidata all’ANAS.

Attualmente sono iscritti all’Albo 23 Registri, che producono secondo specifici e documentati programmi di lavoro 65 diversi tipi genetici ibridi.

Il Comitato tecnico ibridi è composto da 1 rappresentante del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, 1 rappresentante del Ministero della Salute, 3 rappresentanti delle Regioni, 3 esperti di zootecnica nominati dal Ministero delle Politiche Agricole, 3 rappresentanti dei Registri iscritti,1 rappresentante dell’ANAS ed uno dell’AIA, ed il direttore ANAS con funzioni di segretario.

L’insediamento del Comitato per il triennio 2002-2004 si è tenuto l’8 novembre scorso presso la sede ANAS di Roma.

Il Comitato ha eletto per acclamazione i professori Paolo Martelli della Facoltà di Veterinaria dell’Università di Parma e Adalberto Falaschini della Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna, entrambi noti e stimati sia per la loro attività accademica che per la vicinanza al mondo della produzione, rispettivamente Presidente e Vice Presidente.

Il Comitato, già nella prima riunione, ha assunto importanti delibere riguardanti:

aspetti normativi, quali criteri aggiornati per l’attribuzione delle qualifiche ai suini riproduttori ibridi, e procedure per fornire per via telematica informazioni sulla certificazione dei soggetti commercializzati;

pareri circa l’iscrizione di due nuovi registri e la revoca dell’iscrizione di uno che ha cessato l’attività produttiva;

pareri riguardanti la produzione di nuovi tipi genetici e l’aggiornamento di protocolli già riconosciuti.

 

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INCONTRO CON LE APA

Al termine del convegno sul "Suino Mediterraneo" è stata organizzata ad Arezzo il 15 novembre u.s. una riunione con le Associazioni socie.

Il vice presidente Gusmaroli ha coordinato i lavori. Durante l’incontro Gusmaroli si è soffermato sul ruolo dell’ANAS, organizzazione tecnica ma anche punto di riferimento per le problematiche economiche e normative della suinicoltura, ed ha illustrato in modo dettagliato le linee programmatiche riguardanti il rapporto con le associate ed in ultima istanza con i suinicoltori.

In particolare è emersa la necessità di rafforzare l’attività delle sezioni suinicole nelle APA, attraverso iniziative volte ad ampliare l’adesione dei suinicoltori quali la fornitura di servizi sempre aggiornati e momenti di approfondimento delle problematiche di interesse per il settore.

La attiva partecipazione degli allevatori alla vita associativa delle APA costituisce condizione fondamentale per la elaborazione e la gestione di politiche condivise a favore dello sviluppo della suinicoltura italiana.

 

 

RIUNITO AD AREZZO IL GRUPPO DI LAVORO "RAZZE AUTOCTONE"

Il 15 novembre scorso si è riunito ad Arezzo il gruppo i lavoro, di cui fanno parte rappresentanti dei 5 tipi genetici interessati dall’attività di salvaguardia del registro anagrafico.

Il gruppo è stato istituito dall’ANAS per favorire un momento di approfondimento, confronto ed elaborazione di iniziative a favore della particolare realtà dell’allevamento dei tipi genetici autoctoni. Si tratta di una realtà in rapida evoluzione, il numero di allevamenti iscritti al registro anagrafico è in continua crescita ed ha superato le 200 unità. La razza più rappresentata è la Cinta Senese con più di 500 scrofe nel 2002. Per questa razza l’operatività di recupero è iniziata già nel 1998 e riguardava all’inizio poche decine di animali. Incoraggianti pure i trend di crescita e l’interesse verso la Mora Romagnola, la Calabrese e più di recente per la Casertana ed il Nero Siciliano.

Gli argomenti esaminati hanno riguardato i progetti ed i programmi in corso per la valorizzazione commerciale delle carni dei suini autoctoni, l’opportunità di organizzare un evento fieristico dedicato e la presentazione di esperienze circa servizi specialistici forniti agli allevatori di queste razze.

Per quanto concerne la valorizzazione dei prodotti, per tutte le cinque realtà sono in corso progetti volti a conoscere meglio le caratteristiche qualitative e le modalità migliori per l’utilizzazione della materia prima: carne fresca o salumi. Nel caso della Cinta Senese è stato istituito nel 2000 un Consorzio di tutela tra allevatori e trasformatori e nel corso del 2002 è diventata pienamente operativa una attività di identificazione ed etichettatura del prodotto, ottenuto solamente da suini al 100% di razza Cinta Senese. Il mercato sembra stia accogliendo positivamente questa iniziativa, in particolare il consumatore apprezza la possibilità di acquistare carni la cui origine sia genetica che territoriale è inequivocabilmente certificata.

In merito all’evento fieristico, l’orientamento emerso è quello di iniziare a lavorare per organizzare entro i prossimi tre anni una Mostra dei riproduttori delle razze autoctone abbinata ad una esposizione commerciale rappresentativa dell’indotto, (mezzi di produzione per l’allevamento brado e semibrado, e il variegato settore della trasformazione e distribuzione dei prodotti).

Infine particolare attenzione è stata posta ai servizi specialistici che le APA possono candidarsi a fornire per assicurare una corretta ed efficace gestione dei programmi di accoppiamento. Si tratta di operare su aspetti logistici: trasporto e consegna riproduttori; verifiche igienico-sanitarie, ecc..

 

PROSCIUTTI DOP- OTTOBRE CONSOLIDA IL TREND POSITIVO

Secondo dati forniti dal Consorzio di San Daniele, nel corso del mese di ottobre sono state introdotte più di 232.000 cosce a San Daniele e 853.000 a Parma, facendo registrare rispetto allo stesso mese dell’anno precedente un incremento attorno al 13%. L’andamento delle lavorazioni è analogo nei due distretti e il dato di ottobre porta la variazione su base annua sopra il +5%. Dato significativamente superiore alle previsioni di inizio anno.

A fronte dell’espansione produttiva delle cosce per prosciutto DOP, si registra un netto calo delle lavorazioni non a DOP. Nel distretto di San Daniele il calo dei primi dieci mesi è pari a 22 punti percentuali.

 

IN CRESCITA LE MACELLAZIONI DI SUINI NEL 2002

I dati resi pubblici di recente da ISMEA confermano l’aumento delle macellazioni nei primi otto mesi dell’anno, con una proiezione su base anno pari a +1% rispetto all’anno precedente, che già aveva fatto registrare una crescita del + 2,5%.

I suini macellati in Italia fino ad agosto ammontano a oltre 8,5 milioni, in particolare sono stati destinati alla macellazione 7,5 milioni di suini grassi, e quasi ˝ milione di suinetti – 15/25 Kg -, mentre risultano in calo le macellazioni della categoria "magroni".

Interessante il dato espresso in peso morto, che evidenzia una crescita del 2,2% su base annua.

 

REVOCATO IL DIVIETO DI MOVIMENTAZIONE DEI SUINI VERSO GLI ALTRI STATI MEMBRI ED I PAESI TERZI

Il Comitato Permanente per la Catena Alimentare e la Sanità Animale ha preso atto nella riunione del 5 e 6 novembre u.s. a Bruxelles del miglioramento della situazione epidemiologica della malattia vescicolare in Italia ed ha stabilito di revocare il divieto, introdotto con provvedimento del 15 marzo e modificato il 7 giugno u.s., di spedizione dei suini dal territorio italiano verso gli Stati membri ed i Paesi terzi.

Le misure restrittive rimangono comunque valide per le Regioni non accreditate, che sono la Calabria, la Campania e la Sicilia.

 

COSTI DI PRODUZIONE
- Europa svantaggiata

Alcuni studi evidenziano che la sempre più rigida normazione sul benessere animale e di natura ambientale andrà ad influenzare in maniera marcata i costi di produzione del comparto suinicolo europeo, causando una distorsione nei confronti delle suinicolture degli altri continenti ed una conseguente perdita di competitività.

Uno studio inglese, che compara i costi di produzione di 10 paesi europei e del Nord America, evidenzia le rilevanti differenze di costo tra il vecchio e il nuovo continente. In esso le suinicolture inglesi e quella svedese compaiono come le più appesantite dai costi di produzione. In particolare il costo/kg carne della Gran Bretagna e della Svezia si aggira attorno a € 1,43 mentre quello dell’Irlanda e della Spagna – paesi UE con la situazione più favorevole – si colloca attorno a € 1,18.

Interessante il dato di alcuni Paesi PECO: Polonia e Ungheria. Il loro attuale costo di produzione è di circa € 1/kg carne, equiparabile a quello della suinicoltura statunitense. In ogni caso è previsto che a seguito del loro ingresso nella UE i costi dei mangimi e della manodopera lieviteranno, riducendo l’attuale vantaggio competitivo.

 

 

Qualche difficoltà per l’export di carni suine USA e segni di rallentamento per le suinicolture del Sud America

La vertenza dei portuali della costa occidentale ha colpito significativamente le esportazioni di carne statunitense verso il Giappone e la Corea. In particolare le ripercussioni negative si sono registrate nell’export di carne suina congelata.

Le società nipponiche si sono viste costrette a rivolgersi al trasporto aereo, che ha determinato un costo aggiuntivo di 0.90$ per kg di carne importata. Verosimilmente il protrarsi di questa situazione di incertezza porterà gli acquirenti nipponici a rivolgersi verso la carne suina di produzione locale e verso forniture concorrenti a quelle statunitensi, quale quella danese.

Le suinicolture del Sud America stanno facendo registrare qualche segno di rallentamento. La precaria situazione dell’economia di quei stati ed in particolare il forte tasso di svalutazione delle monete locali sta causando un incremento dei costi dei mangimi e conseguentemente sta riducendo il grado di competitività sui mercati internazionali delle carni suine sud-americane nei confronti di quelle delle suinicolture europee.

 

I PROSSIMI 10 MEMBRI DELLA UE

In questi mesi è iniziata per 10 paesi dell’Europa centro – orientale, l’ultima fase per entrare nella UE nel maggio del 2004. Essi sono in ordine alfabetico: Repubblica Ceca, Cipro, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovacchia, Slovenia. Il loro patrimonio suinicolo ammonta approssimativamente a 109,5 milioni di suini nel 2001, ovvero una cifra molto vicina ai 121.82 milioni di suini presenti nei 15 stati membri della UE.