ANAS NOTIZIE

ANNO 2002 - Numero 12

Sommario

 

IL PRESIDENTE SBARRA SCRIVE AL PRESIDENTE AIA, ANDENA, LA POSIZIONE ANAS SULLE IPOTESI DI RIFORMA DELL'ORGANIZZAZIONE DEGLI ALLEVATORI

A seguito dell’approfondita discussione condotta dalla Giunta Esecutiva e dal Comitato Direttivo dell’ANAS del 10 e 11 settembre scorsi, il Presidente Sbarra ha scritto al Presidente Andena la lettera che di seguito si riporta integralmente. ANAS Notizie ritiene di contribuire così al sereno dibattito in corso a tutti i livelli della nostra Organizzazione.

"Caro Presidente,

anzitutto Ti ringrazio, a nome mio e di tutti gli amministratori dell’ANAS, per la disponibilità che ci hai dimostrato partecipando ai lavori del nostro Comitato Direttivo e per i messaggi confortanti che ci hai voluto dare.

Come Ti avevo preannunciato, il Comitato mi ha dato mandato di trasmetterTi una nota sulle questioni sollevate da diversi documenti informali ma largamente diffusi, presumibilmente riconducibili a qualche amministrazione regionale, che affrontano il problema della riforma dell’organizzazione degli allevatori.

In via di principio, l’ANAS ritiene che l’attuale assetto normativo in materia di riproduzione animale e di selezione, costituito dalla Legge 30 del 15 gennaio 1991 e successive modificazione, e dai numerosi decreti ministeriali istitutivi del Libri genealogici e dei Controlli funzionali e dei loro rispettivi Disciplinari, mantiene intatta la propria validità, soprattutto per quanto riguarda la definizione dei diversi organi e delle rispettive competenze.

Il sistema delineato dall’attuale assetto normativo è sicuramente articolato, forse complesso, ma certamente consente l’espressione di ogni specifica necessità, garantisce il mantenimento di strutture tecniche di alto profilo, e risponde alle esigenze di rappresentatività e di efficienza in un modo che, nei fatti, ha consentito di raggiungere traguardi ambiziosi e difficili mantenendo, nella generalità dei casi, il consenso degli operatori.

Le recenti evoluzioni politiche, sancite da modifica costituzionale, hanno modificato fortemente in senso federalista la distribuzione dei poteri in agricoltura. Al contempo, la Pubblica Amministrazione, sia statale che regionale, ha iniziato a ritenere eccessivo il costo dei contributi pubblici al sistema della selezione.

Ne deriva uno sforzo, soprattutto da parte delle regioni, teso a proporre trasformazioni capaci di contenere i costi totali del sistema anche attraverso un miglioramento della sua efficienza.

Attualmente, i contributi pubblici per le attività di selezione e di controllo ammontano a circa 93 milioni di Euro l’anno, distinti in circa 77,5 milioni per l’attività sul territorio, e 15,5 milioni per le Associazioni Nazionali e per l’AIA. Dei 77,5 milioni per l’attività sul territorio, circa il 95 % è destinato a coprire i costi dei Controlli funzionali (bovini latte e carne, bufali, ovini latte e carne, caprini).

Già questa prima ripartizione rende evidente che significative riduzioni di costo possono essere conseguite primariamente nell’ambito dell’attività di campo dei Controlli funzionali. Di contro, riduzioni di costo a livello delle Associazioni centrali, sempre possibili in via di principio, appaiono difficili e necessariamente limitate.

Ma l’aspetto più preoccupante delle nuove impostazioni proposte riguarda la negazione quasi completa del ruolo di indirizzo e coordinamento da parte del Ministero. La selezione degli animali è un’attività centralizzata per natura che, sia pure attuata con criteri e metodologie diverse, coinvolge un grande numero di animali in ambienti diversi. Nessuno ha finora messo in discussione la dimensione nazionale della selezione, e se tale dimensione viene confermata è necessario vi sia un’autorità statale di coordinamento e di indirizzo. La messa in discussione di tale ruolo comporterebbe inevitabilmente un appannamento dell’impostazione dell’intero sistema, con un conseguente indebolimento delle prerogative degli Uffici centrali dei Libri e dei Controlli e delle Associazioni cui è affidata la loro tenuta.

Pertanto, non sembra potersi accettare un’impostazione che convogli i programmi di finanziamento delle Associazioni nazionali in un unico programma di finanziamento che l’AIA dovrebbe presentare alla Conferenza Stato Regioni. I programmi di finanziamento rappresentano la formalizzazione della progettualità di un’Associazione, ed il loro esame in istruttoria con i tecnici del Ministero rappresenta un momento importante di verifica di tale progettualità e di esercizio del potere di indirizzo da parte del Ministero.

Piuttosto, è importante ribadire come il finanziamento delle Associazioni di interesse nazionale debba rimanere a carico del Ministero, potendosi ricondurre la loro funzione a quella più generale di indirizzo tipicamente affidata all’Amministrazione centrale. Dal punto di vista del contenimento della spesa pubblica si potrebbe, per quanto riguarda il loro finanziamento, limitarsi a fissare un tetto annuale assoluto di contribuzione.

Altri punti del documento riguardano l’unificazione degli Uffici studi e l’integrazione dei servizi tecnici, con particolare riguardo all’informatica.

Gli Uffici studi delle Associazioni si sono resi necessari nel corso degli anni ’80 a seguito dell’introduzione delle allora nascenti tecnologie statistiche per l’analisi di grandi masse di dati ai fini del calcolo del valore genetico degli animali. In quegli anni vi fu un forte dibattito, all’interno dell’Organizzazione, sull’opportunità di costituire un unico Ufficio studi presso l’AIA che operasse come centro servizi per tutti i Libri genealogici. Effettivamente, per qualche anno, con le notevoli eccezioni di ANAFI ed ANARB, tutte le Associazioni nazionali si riferirono all’AIA per il supporto tecnico scientifico ai loro programmi di selezione, e a quegli anni risale l’attivazione di molti schemi di selezione di successo, uno dei quali è quello suino. Quell’impostazione tuttavia fu superata per una serie di motivi: aumento delle necessità da parte dei diversi Libri genealogici, difficoltà operative per un centro studi non operante a diretto contatto con gli uffici tecnici delle Nazionali e lontano dalle richieste degli allevatori, difficoltà a gestire, da parte dell’AIA, una struttura tecnica di notevole peso ed influenza sulla propria base associativa. Alla luce di tale esperienza, non sembra percorribile, né utile ai fini del contenimento dei costi, un’ipotesi di riunificazione degli Uffici studi oramai costituiti presso tutte le Associazioni nazionali di maggiore dimensione. Naturalmente, ciò non esclude che vi possano essere situazioni particolari nelle quali possano trovarsi utili forme di riorganizzazione.

I servizi tecnici delle Associazioni nazionali, largamente basati sull’impiego di tecnologie informatiche, costituiscono l’essenza dell’attività di ogni Libro genealogico. L’interazione tra la quotidiana attività di raccolta, controllo ed elaborazione dei dati e l’attività di manutenzione, modifica e sviluppo della procedure informatiche è continua e richiede immediatezza di intervento. Inoltre, i continui sviluppi delle tecnologie informatiche mettono a disposizione piattaforme hardware sempre più potenti a costi sempre minori, soprattutto nel settore dei piccoli sistemi. Pertanto, mentre è difficile capire come l’integrazione dei CED potrebbe realizzarsi mantenendo il livello di efficienza raggiunto, sembra assai poco probabile che tale integrazione possa realizzare economie a livello di costi di gestione. Naturalmente, anche in questo caso potrebbero esservi situazioni particolari che invece consentano e suggeriscano sviluppi nel senso dell’integrazione di servizi.

Non è sfuggito tuttavia all’attenzione del Comitato Direttivo il Tuo richiamo all’unità del sistema allevatoriale che, particolarmente in un momento di grande turbolenza istituzionale, è di fondamentale importanza per la difesa delle nostre attività e quindi degli interessi dei nostri associati.

In tal senso, l’ANAS è pienamente convinta della necessità di fare fronte comune a difesa dell’unitarietà del sistema, un sistema che deve essere politicamente unitario ma operativamente articolato nei diversi compiti. La lunga esperienza accumulata finora dall’organizzazione degli allevatori, e forse in modo particolarmente evidente dall’ANAS, suggerisce che anzi, proprio una chiara distinzione ed autonomia nelle specifiche competenze operative assicura la convergenza del sostegno politico all’unitarietà del sistema complessivo.

Del resto, le numerose collaborazioni che la struttura dell’ANAS già assicura ad altre Associazioni di interesse nazionale, e posizioni pubblicamente adottate anche in tempi recenti di convinto sostegno politico all’AIA, testimoniano della nostra completa disponibilità alla più ampia collaborazione.

Nella speranza che quanto sopra possa contribuire al dibattito in corso, e ringraziandoTi ancora per l’attenzione che ci hai riservato, Ti porgo i più cordiali saluti a nome mio e di tutto il mio Comitato Direttivo."

APA VERONA

-Importante incontro con i suinicoltori.

Lunedì 14 ottobre si è tenuto a Verona un incontro al quale hanno partecipato numerosi suinicoltori veneti.

L'iniziativa è stata organizzata dalla Sezione suini dell'APA di Verona presieduta dal consigliere ANAS dr Gabriele Pomari.

Nel corso della riunione sono stati trattati alcuni degli argomenti di maggior attualità per il settore. Il presidente ANAS dr Piero Emilio Sbarra ha illustrato il recente Decreto che prevede la commercializzazione dei suini a peso morto, il vice presidente dr Paolo Malavasi ha informato sulle iniziative -oggetto di un serrato confronto interprofessionale- per organizzare un sistema di tutela ed etichettatura di tutti i tagli carnosi dei suini del circuito DOP, il vice presidente Giandomenico Gusmaroli ha parlato del ruolo delle sezioni dei suinicoltori nell'ambito delle APA e dell'offerta dei servizi di assistenza tecnica, infine il direttore tecnico dr Luca Buttazzoni ha evidenziato i tratti caratteristici della selezione italiana per il suino pesante ed in particolare ha sottolineato la netta differenziazione qualitativa raggiunta.

La partecipazione degli allevatori, oltre ad essere numerosa, è stata particolarmente attiva dando vita ad un intenso ed approfondito dibattito.

CARNE SUINA

La FAO ha di recente divulgato dati di previsione per il prossimo decennio del mercato mondiale delle carni. E' confermata l'espansione della produzione di carne suina e di quella avicola.

La crescita è prevalentemente imputabile ai paesi in via di sviluppo, ed in particolare a quelli latino americani: Brasile, Argentina, Cile e Uruguay.

Il trend annuale di crescita della produzione suina si attesta attorno al 2,1%.

In merito ai consumi la FAO ne prevede un rafforzamento connesso al miglioramento economico e quindi del reddito pro capite di alcune aree del mondo.

Il consumo medio dovrebbe passare dagli attuali 14,7 kg per persona all'anno a 16,3 kg.

In ogni caso le differenze tra i Paesi sviluppati e quelli non rimarranno ancora rilevanti, i primi infatti consumeranno annualmente circa 36,3 kg pro capite mentre i secondi soltanto 12,8 kg.

Infine, la quota di mercato per le carni suine dovrebbe aumentare nel prossimo decennio dal 58% al 63%.

PROSCIUTTI DOP

-Intensa l'attività di salatura nel mese di settembre.

Secondo i dati forniti dal Consorzio di San Daniele in settembre sono stati lavorate 188.438 cosce a San Daniele e 752.908 cosce a Parma, facendo registrare un incremento rispetto allo stesso periodo dell'anno prima pari a circa il 7%.

Nei primi nove mesi dell'anno l'andamento delle salature nei due distretti presenta un trend positivo attorno al 4%.

Il Consorzio di San Daniele, inoltre, fornisce interessanti informazioni circa l'attività di controllo svolta da INEQ -545.704 cosce controllate nei primi nove mesi dell'anno pari al 27% del prodotto introdotto- e in merito ai risultati dell'attività selettiva che presenta una incidenza di non conformità pari al 10,4% delle cosce conferite.

PIU' CONTROLLI CONTRO LE IMITAZIONI FRAUDOLENTE DI PRODOTTI DOP/IGP

Il Comitato Economico e Sociale europeo (CES) nell'apprezzare il sistema di tutela delle DOP/IGP, in quanto forma efficace di protezione dei diritti dei consumatori, sottolinea le necessità di combattere l'utilizzazione fraudolenta delle denominazioni ed ha invitato la Commissione UE ed il Consiglio a rafforzare le disposizioni relative al controllo.

Inoltre il CES valuta favorevolmente le proposte nella Commissione nell'ambito del WTO (Organizzazione mondiale del Commercio), al fine di proteggere i diritti di riconoscimento mondiale delle denominazioni europee.

E' opportuno secondo il CES perseguire una politica di reciprocità e proporre la possibilità di registrazione di prodotti di Paesi terzi nel mercato comunitario, laddove ciò comporti una pari protezione dei nostri prodotti all'estero.

IL PESO DI MACELLAZIONE NEI PAESI UE

L'EUROSTAT ha diffuso i dati relativi alle macellazioni nei primi sei mesi dell'anno.

Confrontando i dati del numero di suini macellati e del loro peso complessivo si evince che diversi Paesi hanno incrementato il peso di macellazione.

Per esempio in Francia la produzione è aumentata del 2,8% a fronte di un incremento del numero di suini macellati dello 0,9%. Secondo l'istituto francese ITP l'aumento del peso è pari al 2% e sarebbe stato favorito dall'introduzione di un nuovo sistema di pagamento delle carcasse.

Il peso alla macellazione nei Paesi UE evidenzia da anni una leggera tendenza all'aumento. Nel 2001 il peso medio delle carcasse è stato di 87,5 kg, superiore del 3% a quello rilevato nel 1995.

SALUMI DOP DI CALABRIA

-Avviato il confronto interprofessionale per la costituzione del Consorzio di tutela.

I rappresentanti di quindici salumifici calabresi, il presidente dell'Associazione regionale suinicoltori Pietro Molinaro, ed il presidente dell'Associazione per la promozione e tutela dei salumi di Calabria Bruno Maiolo, si sono riuniti per fare il punto sull'attività di certificazione e per esaminare le problematiche organizzative e le importanti prospettive di sviluppo del circuito DOP.

Al termine dell'incontro è stato concordato un programma di lavoro che ha come obiettivo la costituzione del Consorzio di tutela e la pianificazione di iniziative di promozione dei quattro salumi insigniti del riconoscimento europeo.

APAT NUOVA AGENZIA PER LA PROTEZIONE DELL'AMBIENTE E PER I SERVIZI TECNICI

La nuova Agenzia, voluta dal Ministro Matteoli, dovrà svolgere compiti ed attività tecnico-scientifiche di interesse nazionale per la protezione dell'ambiente, per la tutela delle risorse idriche e per la difesa del suolo.

In particolare l'APAT avrà i seguenti compiti e funzioni:

Nell'APAT sono confluiti l'Agenzia nazionale per l'ambiente ed i servizi tecnici, quali quello geologico e quello mareografico e idrografico.

NUOVI VERTICI PER IMPORTANTI ISTITUZIONI AGRICOLE

Il Consiglio dei Ministri ha nominato Antonio Buonfiglio Presidente AGEA (Agenzia per le erogazioni in agricoltura), Francesco De Stefano Presidente Centro per la formazione in economia e politica dello sviluppo rurale, Ferdinando Romano Presidente INRAN (Istituto Nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione), e Astolfo Zoina Presidente ENSE (Ente Nazionale sementi elette).