ANAS NOTIZIE

ANNO 2002 - Numero 11

Sommario

 

 

UN ACCORDO PER LO SMALTIMENTO DEGLI SCARTI AD ALTO RISCHIO

Il 5 settembre scorso il Tavolo Interprofessionale della filiera zootecnica istituito con la legge 188/2002, ha sottoscritto un documento in cui sono definite le linee guida per la conclusione di un accordo interprofessionale per lo smaltimento dei sottoprodotti di origine animale.

La sottoscrizione di quest’accordo da parte di tutte le organizzazioni della filiera dovrebbe avvenire entro il prossimo 31 ottobre e con esso saranno definiti i costi di smaltimento, le tariffe da applicare sul fatturato, le imprese autorizzate ad eseguire le operazioni di smaltimento, nonché le modalità in cui verranno eseguiti i controlli e la vigilanza da parte del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e dell’Ismea, per verificare la corretta applicazione dei termini dell’accordo. In particolare, è prevista la costituzione di un comitato di coordinamento di cui faranno parte le organizzazioni della filiera che dovrà controllare le quantità smaltite, vigilare su eventuali rincari e verificare i tempi dei rimborsi da parte dell’Agea. L’Agea disporrà di un fondo finanziato con contributi che dovrebbero essere corrisposti dalle aziende commerciali con un fatturato annuo superiore a 400.000 €. Per il caso di inosservanza dei contenuti dell’Accordo saranno comminate anche sanzioni pecuniarie.

Naturalmente per arrivare alla conclusione definitiva dell’accordo entro il prossimo 31 ottobre, è necessario che il Tavolo Interprofessionale definisca quella che è la situazione attuale, ossia le quantità di rifiuti ad alto rischio in media da smaltire, il quantitativo di farine così ottenuto ed i costi ad oggi complessivamente sostenuti per lo smaltimento.

PRODUZIONE SUINICOLA EUROPEA: I DATI EUROSTAT

Secondo alcuni dati di previsione forniti dall’Eurostat, nell’anno in corso la produzione suinicola europea dovrebbe aumentare dell’1,3% circa. Si tratta di un incremento che compensa il calo produttivo del 1,6% che si era registrato per il 2001.

Scendendo nel dettaglio, secondo l’Istituto di statistica comunitario, l’aumento produttivo generale sarebbe legato ad una crescita della produzione suinicola concentrata in alcuni paesi dell’UE, come la Danimarca dove si prevede un aumento pari al 4,8%, la Germania (+1,3%), la Spagna (+3,5%), l’Irlanda (+5,2%), l’Italia (+2,1%), l’Austria (+1,6%), il Portogallo (+ 3,8%), la Finlandia (+2,2%) e la Svezia (+3,6%).

L’aumento per la Francia sarebbe invece di lieve entità, pari allo 0,4%, mentre in altri Stati è prevista una significativa flessione: si tratta del Regno Unito, in cui il calo della produzione dovrebbe assestarsi intorno al 6,5%, dell’Olanda (-1,4%), del Belgio (- 2,3%). Nella classifica negativa compaiono anche la Grecia e il Lussemburgo in cui il decremento sarà presumibilmente pari a – 2,2% per la Grecia e – 23,3% per il Lussemburgo.

Nel 2002, saranno prodotti complessivamente 12.111.000 capi suini nati ed allevati in Italia, contro gli 11.857.000 capi del 2001. La produzione italiana dovrebbe rappresentare pertanto il 6% della produzione suinicola europea calcolata per il momento in 203.035.000 capi. Il maggior produttore europeo rimane la Germania con i suoi 41.000.000 di capi, seguita dalla Spagna (37.443.000 capi), dalla Francia (26.486.000 capi) e dall’Olanda (19.950.000 capi). Il nostro Paese, unico produttore europeo di suino pesante destinato all’industria di trasformazione, si classifica quinto produttore europeo di suini, davanti a Belgio e Regno Unito.

Naturalmente queste variazioni nei dati produttivi avranno dei riflessi sull’andamento generale dei prezzi a livello comunitario: se per i mesi di luglio, agosto e settembre la Direzione Generale Agricoltura della Commissione Europea ha stimato una flessione delle quotazioni pari al 17,7%, nel quarto trimestre, ossia per i mesi di ottobre, novembre e dicembre il calo, benché più contenuto si assesterà presumibilmente intorno al 12,2%. Il bilancio per il 2002 sarà dunque poco entusiasmante: per l’Italia in particolare, si prevede che la contrazione dei prezzi nell’anno si aggirerà attorno al 20% in meno rispetto al 2001, salvo sorprese nei prossimi tre mesi.

UN RAPPRESENTANTE NORD EUROPEO AL VERTICE DELL'AUTHO-RITY ALIMENTARE

Mentre è ancora incerta l’assegnazione della sede definitiva dell’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare, il commissario europeo per la sanità e la sicurezza dei consumatori, David Byrne, ha definitivamente scelto i tre candidati al posto di direttore esecutivo dell’Authority, uno di nazionalità inglese, uno danese e uno finlandese. La scelta definitiva tra questi è rimessa al Consiglio di amministrazione del nuovo organo comunitario che è formato da 15 membri, di cui 14 nominati dai ministri dell’agricoltura dell’UE e uno dalla Commissione Europea. Il rappresentante italiano in seno al Consiglio di amministrazione è il Prof. Giorgio Calabrese, medico e docente di scienze della nutrizione.

Ancora una volta, a ricoprire un’importante carica al vertice di un organo "strategico" comunitario, andrà il cittadino di un paese del nord Europa, ormai largamente rappresentata all’interno delle maggiori istituzioni comunitarie. Non vi sono candidati italiani: l’Italia infatti, punta all’assegnazione della sede definitiva a Parma e forse per questo ha "rinunciato" a presentare candidature per il posto di direttore generale. Si auspica che in virtù di questa pre-selezione fatta da Byrne, il nostro Paese abbia maggiori chance di vedersi assegnata la sede dell’Agenzia che, in caso contrario andrebbe a Helsinky. Ancora una volta ad un Paese del nord Europa?

CEREALI E PROTEAGINOSE – PREVISIONI PRODUTTIVE

E’ tempo di bilanci e previsioni per seminativi e produzioni sia a livello nazionale che internazionale.

Per quanto riguarda i semi oleosi le previsioni per la campagna 2002/2003 evidenziano una crescita delle superfici coltivate a colza (+ 5,3%) ed una significativa contrazione di quelle a soia (-15,9%) e girasole (- 11,4%). Il fenomeno della riduzione dei seminativi è stato nel 2002 particolarmente evidente in Italia. Secondo dati AGEA, le superfici coltivate sono più che dimezzate nell’anno in corso 250.147 ettari rispetto a 553.280 ettari del 2001 (- 54,8%). La riduzione ha riguardato la soia – 120.140 ettari (- 48,0%), la colza – 51.232 (- 92,8%) ed il girasole – 131.761 (- 53,2%). La evidente criticità della situazione ha spinto il sottosegretario Scarpa Bonazza a predisporre a fine luglio una bozza di programma per aumentare l’autoapprovvigionamento delle proteine vegetali. Il progetto dovrebbe costituire uno dei contributi italiani al dibattito in corso per la revisione della PAC.

In merito ai cereali ad uso zootecnico è previsto un rallentamento della produzione mondiale. I motivi sono riconducibili alla minore produzione di mais statunitense ed al calo produttivo soprattutto di orzo per la perdurante siccità in Canada ed Australia. Il raccolto mondiale 2003 è stimato in 876 milioni di tonnellate mentre i consumi zootecnici dovrebbero attestarsi attorno a 907 milioni di tonnellate.

I dati italiani indicano per l’anno in corso una tendenza al rialzo. Le produzione di frumento tenero ed orzo sono risultate in aumento (dati ISTAT) rispettivamente del 10,4% e dello 0,8% ed un significativo aumento è atteso anche per il mais.

Infine degni di nota sono i dati diffusi dall’ANACER Associazione dei cerealisti che indicano un incremento delle importazioni nei primi cinque mesi dell’anno di orzo (+ 118.00 t) di mais (+ 32.000 t) e di crusca (+ 16.500 t).

NOVITA’ IN VISTA PER LA LOTTA ALL’AFTA

Il Commissario David Byrne ha annunciato nel corso di un incontro del Comitato temporaneo sull’afta del Parlamento europeo che la Commissione sta rivedendo la propria politica in materia. In particolare potrebbe venire prevista la vaccinazione d’urgenza per affrontare eventuali nuove epidemie di afta. Il nuovo corso della politica comunitaria è dovuto alla crescente opposizione dei consumatori nei confronti della macellazione e distruzione di numerosi animali ed alle novità tecniche di recente introdotte. Sono infatti disponibili metodologie diagnostiche affidabili per distinguere gli animali vaccinati da quelli infetti e pure l’OIE ha aggiornato il proprio codice. In particolare il periodo, che un Paese nel quale viene praticata la vaccinazione deve rispettare per riconquistare lo status di ufficialmente esente, è stato ridotto da 12 a 6 mesi.

In ogni caso la Commissione non ritiene la vaccinazione risolutiva. Lo Stamping out rimarrà lo strumento irrinunciabile per l’eradicazione della malattia, mentre eventuali vaccinazioni di urgenza rappresenteranno iniziative adottate per ridurre il numero di animali suscettibili nelle vicinanze del focolaio.

Un aspetto critico per quanto riguarda il controllo della diffusione di focolai d’afta è rappresentato dalle importazioni dai Paesi terzi. Byrne è determinato a rafforzare le misure di controllo senza trasformarle in misure protezionistiche. A questo proposito è utile ricordare che sia nell’incontro sullo sviluppo di Doha che in quello recente sullo sviluppo sostenibile di Johannesburg i rappresentanti dei Paesi in via di sviluppo hanno denunciato il carattere protezionistico delle misure di controllo sanitario adottate dall’Unione europea.

ANAS INCONTRA ASSICA "GIOVANI"

Il gruppo giovani dell'ASSICA, guidati dal presidente dr Nicola Levoni, ha

effettuato una visita di studio presso il Centro produzione seme di Asola.

L'iniziativa è stata una utile occasione per una dettagliata presentazione

dell'attività ANAS ed in particolare dell'organizzazione e dei risultati della selezione per lo sviluppo delle filiera delle produzioni tipiche di qualità.

Per l'ANAS erano presenti il presidente Sbarra, il vicepresidente Malavasi ed il direttore Gallo.

La visita ha previsto anche la presentazione commentata di alcuni verri abilitati alla I.A. dello schema di selezione ANAS ed operanti presso il Centro di Asola.

I partecipanti hanno apprezzato l'impegno degli allevatori italiani per una sempre più qualificata differenziazione produttiva e sono rimasti favorevolmente colpiti dal grado di sofisticatezza ed originalità delle soluzioni tecniche adottate nel programma di miglioramento genetico.

IL 15 NOVEMBRE AD AREZZO CONVEGNO ANAS

- Suino Mediterraneo: dalla selezione delle razze alla certificazione dei prodotti.

L'iniziativa organizzata in collaborazione con la locale Camera di Commercio ha lo scopo di presentare l'attività svolta presso il Centro genetico di Arezzo, di proprietà della suddetta Camera di Commercio, di illustrare le iniziative di valorizzare delle produzioni suinicole italiane ed in particolare il Programma di certificazione delle carni con il marchio "Suino Mediterraneo".

Il Programma "Suino Mediterraneo" prevede una specifica attività di selezione, messa a punto nel 1995 ed incentrata sulle prove presso il Centro genetico, ed una operatività di produzione disciplinata (genetico, alimentazione, benessere), finalizzata alla valorizzazione di carni suine da banco.

Il Convegno è una importante occasione per fare il punto sulle realizzazioni e sulle prospettive di medio termine.

 

REGOLAMENTATI I TERMINI DI PAGAMENTO

Il Consiglio del Ministri del 20 settembre scorso ha approvato un Decreto legislativo in attuazione della Direttiva 200/35/CE, che prevede l’armonizzazione a livello comunitario delle norme che regolano le transazioni commerciali.

In particolare vengono previste procedure per disincentivare i ritardati pagamenti e per tutelare i creditori attraverso forme di recupero e di computo degli interessi. Il problema è particolarmente sentito in Italia, che vanta in Europa il non invidiabile primato dei tempi di pagamento più lunghi- in particolare nella grande distribuzione fino a centottanta giorni.

La previsione di termini di pagamento certi e più ravvicinati (non oltre 60 giorni) rappresenta soprattutto nelle filiere dei prodotti alimentari deperibili una condizione di fondamentale importanza per ristabilire rapporti commerciali più equi.

IL SISTEMA DI CONTROLLO DEI SALUMI CALABRESI DOP

Il 4 settembre a Lamezia Terme è stato presentato ufficialmente il sistema di controllo dei salumi calabresi DOP, presso l'Unione Regionale delle Camere di Commercio. L'Istituto Calabria Qualità è stato incaricato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali per lo svolgimento dei controlli sulla filiera produttiva della salsiccia, della soppressata, della pancetta e del capocollo di Calabria. Il direttore dell'Istituto, Antonio Mondera, ha illustrato i Regolamenti di controllo e certificazione che prevedono lo svolgimento di verifiche ispettive quadrimestrali su tutti i componenti della filiera: gli allevatori, i macelli, i salumifici e le aziende di commercializzazione. Entro il prossimo 7 ottobre dovrà essere presentata all'Istituto la richiesta di certificazione da parte dei produttori che intendono aderire al sistema dei controlli fin dall'avvio, con il vantaggio di presentarsi per primi sul mercato.

All'incontro hanno partecipato Assindustria e Confartigianato in rappresentanza delle aziende di trasformazione, le tre Organizzazioni professionali agricole, i rappresentanti dell'Amministrazione regionale, dell'Unioncamere, delle organizzazioni dei consumatori nonché allevatori ed operatori della filiera.

Pietro Molinaro, vicepresidente dell'ANAS, nonché presidente dell'ARS e della COZAC, le due strutture associative che hanno richiesto il riconoscimento della DOP, ha ricordato il difficile lavoro svolto e l'impegno profuso per giungere ad un risultato che è oggi patrimonio di tutti i calabresi. Molinaro ha aggiunto che "è necessario intensificare l'esperienza interprofessionale in modo concreto, perché le DOP sono strumento potente ed efficace di sviluppo economico".

IL CONTROLLO DELLE MICOTOSSINE NEGLI ALIMENTI ZOOTECNICI.

-Tema del Convegno AIDASA

Il 22 novembre presso la Facoltà di Agraria all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza l'Associazione Italiana Difesa Alimenti e Sanità Ambientale organizza un Convegno sul tema delicatissimo della contaminazione da micotossine degli alimenti.

Autorevoli relatori faranno il punto sul problema, esaminando la biologia ed epidemiologia dei principali funghi micotossigeni, le strategie di valutazione e gestione del rischio, i sistemi di campionamento ed analisi e le misure di controllo e contenimento della contaminazione.