ANAS NOTIZIE

ANNO 2002 - Numero 10

Sommario

 

IN GAZZETTA IL DECRETO SULLA CLASSIFICAZIONE DELLE CARCASSE SUINE

Con Decreto 11 luglio 2002 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 10.8.2002 n. 187, il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ha dettato i criteri di classificazione delle carcasse di suino in Italia. In base alle disposizioni del nuovo decreto, le imprese di macellazione classificano e identificano le carcasse suino secondo i criteri stabiliti dal regolamento 3220/84 che sono così sintetizzabili:

% di carne magra Classe

55 e più E

50 fino a meno di 55 U

45 fino a meno di 50 R

40 fino a meno di 45 O

Meno di 40 P

Possono essere esentate da tale obbligo le imprese di macellazione che non superino una media annua di 200 suini per settimana o le imprese in cui i suini nascono e sono allevati, macellati e lavorati nella stessa impresa. Per ottenere l'esenzione è necessario fare apposita domanda al Ministero delle Politiche Agricole.

Fino al 30 dicembre 2003, le carcasse di suino possono essere presentate, al momento della pesata e della classificazione, con i rognoni e/o il diaframma e/o la sugna. Dal 31 dicembre 2003 la carcassa standard italiana deve essere presentata nel seguente modo: "il corpo di un suino macellato, dissanguato e svuotato, intero o diviso a metà, senza la lingua, le setole, le unghie, gli organi genitali, i rognoni e il diaframma ma con la sugna".

La misurazione fisica del tenore di carne magra delle carcasse deve essere effettuata al momento della pesata mediante l'impiego di apparecchi Fat-O-Meater (FOM) o Hennessy Grading Probe (HGP7).

Dopo la classificazione le carcasse sono marcate con lettere maiuscole che indicano la categoria di peso (H sta per pesante e L per leggero) e la classe di carnosità (E, U, R, O, P). In alternativa alla classe di carnosità può essere indicata la percentuale di carne magra.

La marcatura deve essere effettuata a livello della zampa posteriore o del prosciutto, con inchiostro indelebile e termoresistente e i caratteri devono avere un'altezza di almeno 2 cm. La marcatura mediante etichetta deve essere autorizzata dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.

La disposizione dell'art. 4 prevede che i responsabili delle strutture di macellazione rilevino i prezzi di mercato delle carcasse suine, determinati in base ai prezzi pagati ai fornitori franco macello, al netto dell'IVA.

I prezzi medi rilevati, divisi per categorie di suino leggero e pesante, vengono poi trasmessi alle Camere di Commercio ed al Ministero che dovrà controllare la corretta applicazione delle operazioni di classificazione e di rilevazione dei prezzi.

Le modalità di esecuzione dei controlli saranno concordate nell'ambito di un gruppo di lavoro costituito da un rappresentante del MIPAF e da quattro funzionari regionali, eventualmente integrato da tecnici esperti in materia.

Si tratta di un decreto molto atteso dal mondo suinicolo che allinea il nostro Paese al resto della comunità europea e che si auspica rappresenti una garanzia di maggiore trasparenza e chiarezza nella formazione dei prezzi di mercato.

 

UNA CIRCOLARE ESPLICATIVA IN MATERIA DI ADDITIVI NELL'ALIMENTAZIONE ANIMALE

Con Circolare 4 luglio 2002 n. 2 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 23 luglio scorso, il Ministero della Salute ha chiarito alcuni dubbi interpretativi legati al testo del Decreto del Presidente della Repubblica 433 del 2001 in materia di additivi nell'alimentazione degli animali.

Di particolare interesse per il mondo allevatoriale la parte dedicata agli additivi, alle premiscele ed ai mangimi complementari (nuclei).

Il Ministero ricorda che la produzione di mangimi complementari e mangimi composti contenenti additivi prevede il possesso dei requisiti del riconoscimento o della registrazione, imposti come ormai noto, dagli art. 2 e 7 del Decreto Legislativo 123/99.

Inoltre, rammenta che l'art. 14 del D.P.R. 433/2001 stabilisce i tenori massimi di alcuni additivi nei mangimi complementari.

Nell'evenienza in cui l'additivo superi detti limiti, il prodotto è una premiscela e non più mangime complementare, pertanto la sua circolazione ed il suo impiego sono consentiti solo previo riconoscimento o registrazione ai sensi del Decreto 123/99.

Secondo lo stesso art. 14 del D.P.R. 433/2001, i requisiti del riconoscimento o della registrazione dovrebbero essere soddisfatti anche nel caso di distribuzione ed impiego di mangimi complementari per animali destinati all'alimentazione umana, quando gli additivi utilizzati nel mangime complementare siano antibiotici, coccidiostatici, fattori di crescita, vitamina D, antiossidanti, ecc (c.d. additivi sensibili).

Tuttavia, rileva il Ministero, il decreto 123/99 al riguardo non prevede alcuno specifico requisito, né obblighi di riconoscimento e di registrazione.

Pertanto, a scanso di equivoci, nella Circolare il Ministero precisa che gli obblighi imposti dal D.P.R. 433/2001 sono assolti quando colui che distribuisce o utilizza tali mangimi ne abbia formalmente comunicato la distribuzione e/o l'impiego alla A.S.L. territorialmente competente.

E' stato pertanto chiarito un pericoloso dubbio interpretativo e si stabilisce che gli allevatori che utilizzino nuclei contenenti additivi (alcune vitamine, fattori di crescita, antibiotici, ecc.) sono tenuti solamente a darne comunicazione all’ASL competente per territorio sul loro allevamento.

 

 

IN GAZZETTA UNA NUOVA DEFINIZIONE DI "RIFIUTO"

Con un articolo inserito nel testo del Decreto Legge 8 luglio 2002 n. 138 che ha introdotto alcune disposizioni urgenti in materia tributaria, di privatizzazioni, di contenimento della spesa farmaceutica e di sostegno all’economia nelle aree svantaggiate. Con il DL, il Governo ha risolto l’annosa questione della classificazione degli scarti alimentari dettando, all’art. 14, un’interpretazione autentica della definizione di "rifiuto" introdotta dall’art. 6 del Decreto Legislativo 22/97, il cosiddetto Decreto Ronchi.

Si tratta di una definizione molto attesa dal mondo allevatoriale, poiché i dubbi interpretativi lasciati dal Ronchi, non consentivano una chiara gestione di alcune categorie di prodotti aziendali, come ad esempio il siero di latte, considerate da alcuni materie prime secondarie e da altri rifiuti.

Il Decreto Legge precisa che "disfarsi di una sostanza, un materiale o di un bene" significa avviare o sottoporre in modo diretto o indiretto la sostanza, il materiale o il bene ad attività di smaltimento o di recupero. Colui che avvia il materiale allo smaltimento o al recupero può farlo volontariamente o perché obbligato da specifiche disposizioni di legge.

Tuttavia, ed è qui il nodo della questione, non ci si "disfa" di un bene o una sostanza o un materiale residuale di produzione o di consumo qualora si sia in presenza di una delle seguenti condizioni:

  1. i beni, le sostanze o i materiali possono essere o sono effettivamente e oggettivamente riutilizzati nello stesso, in analogo o in diverso ciclo produttivo o di consumo, senza subire alcun intervento preventivo di trattamento e senza danneggiare l’ambiente;
  2. i beni, le sostanze o i materiali possono essere e sono effettivamente riutilizzati nello stesso o in analogo o in diverso ciclo produttivo o di consumo dopo aver subito un trattamento preventivo senza che si renda necessaria alcuna operazione di recupero.

Pertanto, sostanze come il siero di latte, utilizzate come materia prima per mangimi, non rientrano nella definizione di rifiuto in quanto manca la volontà o l’obbligo di "disfarsi" del bene che è oggettivamente riutilizzato in un ciclo produttivo, direttamente o dopo un trattamento preventivo, ma senza alcuna operazione di recupero.

Questo orientamento è stato successivamente confermato dal Ministero della Salute che ha dettato le Linee guida per la disciplina igienico-sanitaria nell’uso dei materiali e sottoprodotti delle industrie agro-alimentari nell’alimentazione animale, pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso 8 agosto. Questo documento specifica che "i materiali ed i sottoprodotti derivanti dalle lavorazioni dell’industria agro-alimentare sono materie prime per mangimi ove, in presenza dei requisiti igienico sanitari, esista la volontà del produttore di volerli utilizzare nel ciclo alimentare zootecnico". In tal caso tali materiali non sono assoggettati alla normativa sui rifiuti ma alle disposizioni relative alla produzione e commercializzazione degli alimenti per animali e, nel caso di prodotti di origine animale o contenenti costituenti di origine animale, anche alle norme sanitarie vigenti in materia (D. Lgs. 508/92).

Secondo il Ministero, l’effettiva destinazione per l’alimentazione animale deve essere comprovata da un contratto o, nel caso di forniture occasionali, dalla documentazione fiscale. In mancanza di tali prove, i materiali ed i sottoprodotti derivanti dal ciclo produttivo e commerciale dell’industria agroalimentare dovranno essere sottoposti al regime giuridico dei rifiuti. (Tuttavia questa cautela appare completamente superata dal già citato DL 138/2002)

Scendendo nel dettaglio, il Ministero precisa quanto segue:

  1. i sottoprodotti e i materiali derivanti dall’industria agro alimentare sono compresi nell’elenco non esclusivo delle principali materie prime per mangimi di cui al Decreto 360/99 e possono essere messe in circolazione solo se sul documento di accompagnamento (o imballaggio) compaiono l’espressione "materia prima per mangimi", la denominazione della materia prima in questione ed i relativi tenori analitici e l’indicazione del responsabile dell’immissione in circolazione.
  2. I prodotti destinati originariamente all’uomo e successivamente avviati all’alimentazione animale possono considerarsi materie prime per mangimi se si tratta di:

Si precisa che è vietato utilizzare i prodotti agro-alimentari provvisti di imballaggio come ingredienti negli alimenti composti per animali, ma che la preventiva rimozione dell’imballaggio consente di utilizzarli come materie prime per mangimi.

Con questo documento sembrano definitivamente superati tutti i dubbi interpretativi del Decreto Ronchi. Questa volta si auspica che la Comunità Europea non abbia nulla da eccepire.

 

ARIA DI FESTA A SAN DANIELE

-Il convegno sulla commercializzazione a peso morto.

La 18° edizione della festa del prosciutto di San Daniele si è svolta dal 23 al 26 agosto 2002 ed è stata coronata, come le edizioni precedenti, da un "oceanico" successo di pubblico.

Nella giornata di apertura è stato organizzato un importante convegno dal titolo "Commercializzazione del suino a peso morto Reg. CEE 3220/84" nel corso del quale hanno relazionato il presidente ANAS dr Sbarra ed il direttore del macello Italcarni dr Pignatti e sono intervenuti sia rappresentanti dell’industria di macellazione che di quella della trasformazione.

La partecipazione ANAS è stata particolarmente qualificata, infatti oltre al presidente erano presenti i vice presidenti Gusmaroli e Malavasi ed i consiglieri Bressan, Bocchini, Conzon e Facca.

Il dr Sbarra, nel suo intervento, ha ripercorso le diverse tappe, a partire dal Regolamento CEE del 1984, che hanno portato alla recente promulgazione di un apposito decreto ministeriale (del quale si dà notizia a parte).

In particolare ha avvertito: "si tratta di una rivoluzione di usi e consuetudini consolidate, che imporrà l’immediata modifica di tutte le declaratorie delle Camere di Commercio e, nel tempo, sarà probabilmente destinato a modificare tutte le modalità tradizionali per la contrattazione dei suini da macello".

Per inciso, è importante notare che l’art.3, comma 4 del Reg. 3220/84, consente agli Stati membri di adottare eventuali criteri di valutazione delle carcasse in aggiunta alla griglia EUROP della semplice percentuale di carne magra. Si tratta di una possibilità molto importante per le produzioni suinicole italiane, destinate per oltre il 65 % alla trasformazione salumiera. In questo senso, la problematica della contrattazione delle carcasse a peso morto si intreccia con la più generale problematica della valorizzazione delle carni per le produzioni DOP e del controllo del rispetto dei loro disciplinari produttivi.

Per quanto riguarda i controlli sulla corretta applicazione della norma, il presidente ANAS ha dichiarato che si tratta del punto più critico nell’applicazione del provvedimento, in quanto tutti gli operatori, gli strumenti, e le procedure operative necessarie alla classificazione delle carcasse si troveranno sotto il diretto controllo dell’acquirente.

Sbarra ha concluso: "come allevatori, riteniamo che la situazione italiana, almeno nelle undici regioni di produzione dei suini per i prosciutti DOP, già prefiguri la possibilità di affidare ad organismi terzi, costituiti su base interprofessionale, l’effettuazione di controlli indipendenti che garantiscano tutti gli operatori del settore e, in generale, la trasparenza del mercato dei suini. In tal senso, siamo convinti che sul controllo della classificazione delle carcasse a peso morto, e sugli eventuali ulteriori criteri di qualità delle carcasse destinate alla trasformazione salumiera, si renderà necessario un forte dibattito interprofessionale. In altre parole, riteniamo che l’introduzione della classificazione delle carcasse suine ai fini della fissazione dei prezzi costituisca un momento importante perché l’intera filiera delle produzioni DOP a base di carne suina passi dalla logica della semplice fissazione per via regolamentare dei requisiti minimi della materia prima, ad una riflessione sui costi di produzione che ogni anello della filiera, e quindi anche l’allevamento, deve essere messo in condizione di sostenere. In estrema sintesi, la contrattazione a peso morto ci costringerà a compiere un altro passo per uscire dalle logiche di comparto e ragionare in termini di filiera".

 

a gonzaga uN interessante programma di iniziative

La tradizionale Mostra dei riproduttori suini di razza pura è stata arricchita dall’organizzazione di un convegno su aspetti sanitari e di uno su innovative tecnologie di conservazione del germoplasma.

Per quanto riguarda la Mostra, articolata in Concorso nazionale delle razze Large White italiana e Landrace italiana ed in Concorso interprovinciale della razza Duroc, sabato 31 agosto si sono svolti i lavori delle giurie.

Nel concorso nazionale si sono distinti l'AA.Z. Nuovo Impero di Borgoforte (MN) con il Campione di razza e il Campione over 15 nelle sezioni "selezione" e "verri terminali" della razza Large White italiana, l'Az. Levoni Sereni con il Campione di razza e il Campione over 15 nella sezione "selezione" della razza Landrace italiana, seguite dalle Aziende Mossini di Marcaria (MN), Pasotti di Imola (BO) e Gilberti di Pontevico (BS) che hanno ottenuto il Campione under 15 rispettivamente nella sezione "selezione" della razza Large White italiana, nella sezione "verri terminali" della razza Large White italiana e nella sezione "selezione" della razza Landrace italiana.

Nel concorso interprovinciale si sono distinte l'Az. Levoni Sereni con il Campione di razza e il Campione over 15 nella sezione "selezione" seguita dall’A.A.Z. Nuovo Impero di Borgoforte (MN) che ha ottenuto il campione Under 15 nella sezione "selezione" e il Campione di razza nella sezione "verri terminali".

In merito ai convegni, domenica 1° settembre è stato affrontato il tema della gestione sanitaria dell’allevamento suino.

Il dr Alborali dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale ha esposto le problematiche connesse alla gestione della rimonta mentre il dr Bonacina Direttore regionale del Servizio Veterinario ha presentato il nuovo Piano regionale di eradicazione e di sorveglianza della Malattia Vescicolare. A questo riguardo il nuovo Piano prevede una significativa intensificazione dell’attività di sorveglianza con un aumento della frequenza del campionamento negli allevamenti da riproduzione e con il controllo mensile (ricerca virologica) delle stalle di sosta. Sulla base di questa serie di misure l’autorità regionale ha stabilito che gli allevamenti accreditati della regione Lombardia possiedono uno stato sanitario per la MVS superiore a quello delle altre regioni e che pertanto a partire dal prossimo 1° gennaio le partite di suini provenienti da allevamenti accreditati di altre regioni dovranno essere sottoposti ad accertamenti analitici (venti campioni a partita). Il presidente Sbarra nel suo intervento a conclusione dei lavori ha apprezzato lo sforzo dell’autorità sanitaria lombarda per adottare misure più efficaci a scongiurare la comparsa della malattia ma ha anche invitato a valutare attentamente secondo il principio della proporzionalità le conseguenze di provvedimenti, quali quello del campionamento delle partite provenienti da allevamenti accreditati nel rispetto del Piano nazionale ed ubicati nelle regioni contigue, sulla gestione d’allevamento e sui consolidati flussi commerciali.

Martedì 3 settembre sempre nell’ambito delle manifestazioni fieristiche di Gonzaga è stato organizzato dalla Federlombarda un convegno dal titolo "La ricerca sulle cellule embrionali dei suini: una nuova frontiera". Il prof. americano Dobrinsky ha presentato una dotta relazione su tecniche di conservazione degli embrioni che aprono interessanti prospettive nell’area del trasferimento dei risultati della selezione. Il presidente Sbarra ha avuto l’opportunità tra l’altro di parlare del contributo ANAS al miglioramento genetico ed alla salvaguardia dei tipi genetici autoctoni.

30

IN FORTE CRESCITA LE SALATURE DEI PROSCIUTTI DOP

I mesi di giugno e luglio hanno fatto registrare una impennata nell’attività di trasformazione delle cosce destinate al circuito delle DOP di Parma e San Daniele. In particolare gli incrementi produttivi sono stati in giugno rispettivamente + 5% e + 6,8% ed in luglio addirittura + 13% e + 20,5%. Per quanto riguarda il trend annuale i due distretti presentano lo stesso andamento: Parma + 5% e san Daniele + 4,7% rispetto al 2001.

 

NUOVAMENTE APERTI GLI SCAMBI CON L’OLANDA

Il Ministero della Salute con provvedimento dello scorso 8 agosto, ha disposto la revoca delle misure cautelari che avevano bloccato gli scambi di suini e di carni suine con l’Olanda.

Il divieto di introdurre sul territorio nazionale animali e carni suine olandesi era stato disposto con provvedimento del 19 luglio a causa della riscontrata presenza dell’ormone medrossi progesterone acetato nei mangimi somministrati ai molti suini olandesi. Il Ministero aveva anche tempestivamente bloccato tutte le partite di carni e prodotti già introdotti in Italia a partire dal 13 luglio 2002: con il nuovo provvedimento anche queste partite possono ora essere dissequestrate purché i risultati delle analisi eseguiti sulle stesse diano esito negativo in ordine alla presenza della sostanza vietata.

Il caso dell’ormone nei mangimi ha avuto origine dall’utilizzo da parte della Bioland, azienda mangimistica belga, di una partita di sciroppo di glucosio inquinato proveniente dall’Irlanda. La distribuzione dei mangimi ha interessato 7.000 allevamenti olandesi, 1.000 allevamenti belgi e 2.000 allevamenti tedeschi. La crisi è stata fronteggiata in modo tempestivo ed efficace grazie all’attivazione del sistema di allarme rapido, previsto dalla Unione Europea.

NOMINE VERTICI DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

Completato lo staff del Ministero. Il Consiglio dei Ministri di fine agosto ha confermato, su proposta del Ministro Alemanno, il dr Pilo a capo dipartimento Politiche di mercato, il dr Ambrosio a capo dipartimento della Qualità dei prodotti agroalimentari e dei servizi, il dr Serino a direttore generale delle Politiche strutturali, il dr Petroli a direttore generale delle Politiche agroalimentari, il dr Tripodi a direttore generale della Pesca ed Acquacoltura, il dr Abate a direttore generale della Qualità dei prodotti agroalimentari e tutela del consumatore, il dr Cacopardo a direttore generale Servizi e Affari generali, il dr Lo Piparo a direttore generale Ispettorato generale repressione frodi, la d.ssa Delle Monache a direttore generale Servizio di controllo interno.

Inoltre il Ministro Alemanno ha nominato Capo di Gabinetto il dr Castiglione, che sostituisce il dr De Fabritiis divenuto commissario straordinario della soppressa Agensud.

 

LA COMMISSIONE UE SANZIONA IN MODO ESEMPLARE COMPORTAMENTI LESIVI DELLA LIBERA CONCORRENZA

Si tratta di un periodo particolarmente "caldo" per l’industria operante nel settore dell’alimentazione animale: pochi giorni prima che scoppiasse lo scandalo dei mangimi agli ormoni, la Commissione Europea ha condannato due imprese, la tedesca Degussa e la giapponese Nippon Soda, al pagamento di multe milionarie per aver concordato con la società francese Aventis la fissazione di prezzi minimi per la metionina, un aminoacido di sintesi largamente utilizzato nella produzione dei mangimi per polli e suini. La società Aventis avrebbe scampato il pericolo di una condanna analoga fornendo alla Commissione le prove dell’esistenza del cartello. Sembra che fino al 1999, l’accordo lesivo della concorrenza abbia portato il giro d’affari di questa sostanza a circa 260 milioni di euro/anno nella sola Europa.

Com’è ovvio, si tratta di una buona notizia per i suinicoltori!

ALIMENTI PROTEICI - LA SITUAZIONE DELLA UE

Secondo un rapporto della FEFAC (Federazione europea dell’industria mangimistica) l’Europa produce appena il 22% delle proteine impiegate nell’alimentazione zootecnica. Prima del divieto dell’utilizzo delle farine animali la quota raggiungeva il 28%. Il suddetto divieto ha comportato un aumento delle importazioni di 1.32 milioni di tonnellate di proteine, equivalente a tre milioni di tonnellate di farine di soia, quattro milioni di tonnellate di farine di colza ed a più di quattro milioni di tonnellate di farine di girasole e legumi. La FEFAC stima che se la Unione Europea volesse raggiungere l’autosufficienza per quanto riguarda le fonti proteiche di origine vegetale dovrebbero venire destinati alla coltivazione di soia e pisello ulteriori 31 milioni di ettari. In realtà i terreni eventualmente disponibili potrebbero essere quelli oggi destinati al set a side (10%), circa 4 milioni di ettari, e quelli coltivati a cereali destinati all’esportazione, circa 4,5 milioni di ettari.

ALBO IMPRESE AGRICOLE - IN AUMENTO LE SOCIETA'

I dati al 30 giugno 2002 evidenziano una chiara tendenza all’aumento delle società anche nel settore agricolo a scapito delle ditte individuali. In particolare le società di capitale passano dalle 7.851 del 1999 a 8.354 e quelle di persone da 50.172 a 51.890, mentre il numero di ditte individuali pur rimanendo nettamente la forma giuridica prevalente si contrae da 1.018.173 a 942.037.

 

 

 

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Questo riquadro andrà messo su ogni numero di ANASNOTIZIE

a partire da questo numero

 

 

 

ATTIVITA' DEI CENTRI GENETICI

CENTRO GENETICO DI GUALTIERI

SETTORE USCITO IL 08-04-02

 

 

Razza Large White italiana

CANDIDATO INDICE INDICE IMG LARDO TAGLI CALO COSCE I.C.A. N COD.

SELEZ. TERM. MAGRI ANAS

LW IT BS090260 +3,27 +3,25 +69 -4,5 +5,190 +45 +1,136 -0,337 3 BS013

LW IT AAM09718 +2,84 +2,00 +61 -1,0 +3,455 +22 +1,129 -0,315 2 BO010

LW IT UPG06112 +2,33 +1,62 +43 -3,0 +2,562 +11 +0,880 -0,248 3 MO004

LW IT CR063810 +2,09 +1,39 +28 -3,2 +1,931 +3 +0,142 -0,143 3 CR014

LW IT FO066980 +2,00 +2,11 +43 -4,7 +3,169 +27 +1,375 -0,278 3 FO002

LW IT CR063761 +1,99 +1,06 +44 -0,1 +1,900 +7 +0,393 -0,185 3 CR037

LW IT SI000784 +1,58 +0,73 +55 +0,1 +1,752 +9 +0,949 -0,251 3 SI001

LW IT SI000789 +1,40 +0,65 +56 +0,8 +1,677 +11 +0,920 -0,242 3 SI001

LW IT RE119982 +1,35 +0,69 +19 +2,0 +0,860 +4 +0,388 -0,016 3 RE002

LW IT CN037164 +1,08 +2,02 +51 -5,3 +3,245 +41 +0,769 -0,224 3 CN018

LW IT PC052942 +0,91 +0,54 +22 -1,6 +0,754 +1 +0,433 -0,125 3 PC002

LW IT MN143047 +0,61 +1,01 +34 -2,9 +1,603 +20 +0,210 -0,255 2 MN018

LW IT CR054026 +0,59 +0,43 +3 -1,0 +0,160 -2 +0,033 -0,011 2 CR033

 

Razza Landrace italiana

CANDIDATO INDICE IMG LARDO TAGLI CALO COSCE I.C.A. N COD.

SELEZ. MAGRI ANAS

L IT LO016117 +1,44 +51 -4,7 +2,745 +30 +0,386 -0,216 3 MI046

L IT LO015775 +1,42 +38 -2,0 +1,816 +26 -0,122 -0,152 2 MI019

L IT PEA15234 +1,27 +19 -2,2 +1,264 +11 -0,133 -0,077 3 AN001

L IT CN037759 +0,87 +15 +0,5 +0,137 +4 -0,151 -0,095 2 CN007

L IT PRM06105 +0,79 +27 -2,6 +1,014 +4 -0,074 -0,147 1 MO050

L IT MN142627 +0,59 +43 -5,9 +2,360 +27 +0,206 -0,160 3 MN030

L IT PRM06060 +0,17 +49 -4,4 +1,921 +34 +0,410 -0,233 3 MO050

 

Razza Duroc

CANDIDATO INDICE INDICE IMG LARDO TAGLI CALO COSCE I.C.A. GIV N COD.

SELEZ. TERM. MAGRI ANAS

D IT FAB01374 +1,65 +2,26 +38 -3,3 +2,916 +22 +1,364 +0,055 -0,864 3 RE028

D IT GIL08636 +1,37 +0,64 +25 -0,4 +1,282 +7 +0,740 -0,035 -0,904 2 BS012

D IT GIL08645 +1,27 +0,99 +19 -0,9 +1,358 +16 +0,507 -0,106 -1,102 3 BS012

D IT GIL08616 +0,87 +0,95 +23 +1,1 +1,455 -5 +0,536 +0,003 -0,400 3 BS012

D IT AAM09654 +0,58 +0,47 +20 -0,1 +0,991 -12 -0,031 -0,016 -0,110 3 BO010

D IT RE119978 +0,38 +0,92 +2 -1,4 +0,757 +8 +0,258 -0,043 -0,776 3 RE035

D IT LO016176 +0,16 +0,11 +14 -0,9 +0,524 +0 +0,145 -0,143 +0,171 2 MI027

 

 

ATTIVITA' DEI CENTRI GENETICI

CENTRO GENETICO DI GUALTIERI

SETTORE USCITO IL 30-04-02

Razza Large White italiana

CANDIDATO INDICE INDICE IMG LARDO TAGLI CALO COSCE I.C.A. N COD.

SELEZ. TERM. MAGRI ANAS

LW IT PEA15354 +2,66 +2,21 +72 -5,0 +3,966 +27 +0,998 -0,360 2 AN001

LW IT RE120315 +2,36 +0,82 +34 +0,1 +1,377 -9 +0,696 -0,148 2 RE001

LW IT MO016121 +2,36 +1,98 +38 -1,1 +2,893 +22 +0,867 -0,153 3 MO053

LW IT FG004499 +2,30 +1,74 +31 -1,4 +2,431 +14 +0,699 -0,159 3 FG002

LW IT CN037230 +2,05 +1,43 +50 -1,3 +2,501 +16 +1,046 -0,242 3 CN012

LW IT RE120196 +1,64 +1,17 +37 -1,6 +1,866 +11 +0,571 -0,179 3 RE036

LW IT CN037788 +1,59 +1,46 +51 -3,0 +2,558 +21 +1,334 -0,205 3 CN039

LW IT PEA15317 +1,55 +1,44 +8 -5,1 +1,546 +4 +0,406 -0,125 3 AN001

LW IT UPG06135 +1,51 +0,57 +40 +0,0 +1,196 +0 +0,664 -0,190 3 MO004

 

Razza Landrace italiana

CANDIDATO INDICE IMG LARDO TAGLI CALO COSCE I.C.A. N COD.

SELEZ. MAGRI ANAS

L IT LO015787 +1,10 +21 -1,4 +1,271 +27 +0,027 -0,104 3 MI011

L IT CN037180 +0,83 +48 -7,2 +3,198 +43 +0,205 -0,146 3 CN012

L IT PR013280 +0,80 +27 -2,1 +0,924 +6 +0,290 -0,149 3 PR004

L IT CN037190 +0,45 +52 -6,6 +2,608 +31 -0,009 -0,150 1 CN012

 

Razza Duroc

CANDIDATO INDICE INDICE IMG LARDO TAGLI CALO COSCE I.C.A. GIV N COD.

SELEZ. TERM. MAGRI ANAS

D IT CN037842 +2,35 +1,07 +69 -1,5 +2,999 +18 +1,129 -0,120 -0,179 3 CN004

D IT CR054159 +0,79 +0,46 +26 -1,2 +1,194 -4 +0,080 -0,115 -0,107 3 CR016

 

AN001 SOC.SEMP. PESCHIERA STRADA CESANO BRUCIATA, 126

60019 SENIGALLIA AN - Tel. 071-7950308

BO010 AZ.AGR. MONTRONE DI DAL RE P. E P. SS VIA MONTRONE 2

40060 DOZZA IMOLESE BO - Tel. 0542-678077

BS012 AZ.AGR. GILBERTI G. F. C. E N. S.S. VIA CERESOLE NERE 32 - TORCHIERA

25026 PONTEVICO BS - Tel. 030-930396

BS013 GUARNERI F.LLI LOC. CAMPOSTRINI

25020 PAVONE DEL MELLA BS

CN007 AZ.AGR. FEA RENATO STRADA TETTI ROCCIA 7

12038 SAVIGLIANO CN - Tel. 0172-374206

CN012 AZ.AGR. REGINA DI PERETTI F.LLI VIA SAN GIOVANNI, 17

12030 CAVALLERLEONE CN - Tel. 0338-6443733

CN018 AGRIALLEVAMENTO BONETTO S.S. VIA LAGNASCO 4/A

12030 SCARNAFIGI CN - Tel. 0335-6261265

CN039 PANERO MARIO F.NE S. VITTORE 17

12045 FOSSANO CN

CR014 AZ.AGR. MILANESI GIULIANO ABBADIA SANTA MARTA

26010 FIESCO CR

CR016 AZ.AGR. SORDINI SANDRO CASCINA PIROLO DI SOPRA

26010 ROBECCO D'OGLIO CR - Tel. 0372-921251

CR033 AGRICOLA CA' ROSSA DI FLISI L. & C. SAS LOCALITA' CA' ROSSA

26036 RIVAROLO DEL RE CR

CR037 AZ.AGR. ZUCCOTTI ABRAMO F. B. M. CASCINA ALBERA

26010 SALVIROLA CR - Tel. 0373-729118

FG002 IMPRESA AGR. ZOOT. F.LLI ROCCIA S.S. LOCALITA' MONTE CARPINELLI

71022 ASCOLI SATRIANO FG - Tel. 0885-651410

FO002 BARZANTI ANGELO PODERE CASETTO PIAN0, 7

47013 DOVADOLA FO - Tel. 0543-934680

MI011 AZ.AGR. MADONINI F.LLI CASCINA MOLINAZZO

26839 ZELO BUON PERSICO LO - Tel. 02-9065079

MI019 AZ.AGR. PACCHIARINI FRANCESCO E DOMENICO CASCINA TRIULZINA

26854 PIEVE FISSIRAGA LO - Tel. 0371-98015

MI027 AZ.AGR. CORNALBA DOMENICO E DAVIDE CASCINA NUOVA S.ZANO

26855 LODI VECCHIO LO - Tel. 0371-752098

MI046 AZ.AGR. CACCIALANZA UMBERTO CASCINA INDUMIERA

26844 CAVACURTA LO

MI050 BELLAVITI GIOVANNI - ALLEVAMENTO SUINI CASCINA QUARESIMINA

26900 LODI LO

MN018 ALLEVAMENTI ZOOTECNICI DI SBARRA P. E. E C. VIA PIUBEGA 32/34

46040 CERESARA MN

MN030 LATTERIA AGRIC.DI MARMIROLO SOC.COOP. A R.L. VIA BELBROLO 32

46045 MARMIROLO MN

MO004 UNIPIG SOC. COOP. A R.L. VIA CANALE 34

41013 CASTELFRANCO EMILIA MO - Tel. 059-939143

MO050 AZ.AGR. ALBERTO BONDANINI VIA PER CAMPOGALLIANO 178/2

41010 LESIGNANA MO - Tel. 0337-574898

MO053 LA GRANDE S.S. DI MOGLIA MARCO E C. VIA GUERCINESCA EST 5

41015 NONANTOLA MO - Tel. 059-541126

PC002 ALLEVAMENTI CONCARI LOCALITA' PALLARETO

29016 CORTEMAGGIORE PC

PR004 AZ.AGR. BORGO DEL SOLE S.P.A. VIA MAININO, 18 - F.NE SANGUINARO

43015 NOCETO PR - Tel. 0521-629562

RE001 SOC. AGR. ARAS SRL VIA LEONARDO DA VINCI, 23

42023 CADELBOSCO DI SOPRA RE - Tel. 0522-911525

RE002 SUIDEA SS DI BORSARI EMER E C. VIA LENIN 49 - VILLA GAVASSA

42100 REGGIO EMILIA RE

RE028 AZ.AGR. FRANCESCHETTI ALBERTO VIA QUARTI, 56

42023 CADELBOSCO DI SOPRA RE - Tel. 0522-912470

RE035 AZ.AGR. CATELLANI ROMANO VIA P. NENNI, 87

42040 CAMPEGINE RE - Tel. 0522-673463

RE036 AZ.AGR. NUVOLONE DI MANFREDINI F.LLI VIA BOSA, 26/A

42045 LUZZARA RE

SI001 AZ.AGR. GIANNINI NELLO VIA TRAVERSA VALDICHIANA EST, 41

53049 TORRITA DI SIENA SI

 

 

 

NOTA ESPLICATIVA

I dati produttivi di due sorelle e un fratello pieno di ogni verro candidato

vengono raccolti nel centro genetico. I dati vengono analizzati con un

Multiple Trait-BLUP Animal Model con diversi modelli per ciascun carattere.

A seconda del carattere analizzato i modelli correggono gli indici per il

settore di prova, la data di macellazione, il sesso, l'eta' alla fine della

prova, il coefficiente di consanguineita', la nidiata.

INDICE SELEZIONE

Esprime il valore genetico di un candidato per un genotipo aggregato che

combina caratteri di economia di allevamento (Incremento Medio Giornaliero

-IMG), di qualita' della carcassa (Tagli Magri e Lardo), e di qualita'

della carne ( Calo di prima salagione e G.I.V. ) in proporzioni che

corrispondono agli obiettivi di selezione del Libro genealogico.

E' espresso in unita' di deviazione standard senza alcun riferimento

ad una base genetica (base mobile). La media di popolazione dell'indice di

selezione e' sempre 0,67.

INDICE TERMINALE

Esprime in unita' di deviazione standard da una base mobile il valore

genetico di un candidato Large White italiana o Duroc per un genotipo

aggregato che combina Incremento Medio Giornaliero e Tagli Magri in

proporzioni tali da premiare i soggetti con la piu' alta percentuale di

Tagli Magri sulla carcassa.

INDICI GENETICI PARZIALI

1. L'indice genetico I.M.G. rappresenta il valore genetico del verro per la

velocita' di accrescimento durante la prova rispetto alla media dei valo-

ri genetici dei verri nati nel 1993 (base fissa). E' espresso in grammi.

2. L'indice genetico Lardo rappresenta il valore genetico del verro per lo

spessore del lardo misurato al macello sulla mezzena in corrispondenza

del muscolo Gluteo medio.E' espresso in mm ed e' riferito alla base 1993.

3. L'indice genetico Tagli Magri rappresenta il valore genetico del verro

per il peso totale di coppa e lombi. E' espresso in Kg ed e' riferito

alla base 1993.

4. L'indice genetico Calo rappresenta il valore genetico del verro

per la perdita di peso delle cosce durante la prima salagione in

prosciuttificio. E' espresso in grammi, ed e' riferito alla base 1993.

5. L'indice genetico Cosce rappresenta il valore genetico del verro per il

peso delle cosce a caldo, e' espresso in Kg ed e' riferito alla base

1993. Non entra nella formazione dell'Indice genetico totale.

6. L'indice genetico I.C.A. rappresenta il valore genetico del verro per il

rapporto tra peso del mangime consumato e accrescimento ponderale.

E' espresso in unita' ed e' riferito alla base 1993. Non entra nella

formazione dell'Indice genetico totale.

7. L'indice genetico G.I.V. rappresenta il valore genetico del verro per la

probabilita' di avere cosce con Grasso Intermuscolare Visibile (Grassina-

tura). E' espresso in unita' di deviazione standard ed e' riferito alla

base genetica (1993). Viene calcolato solamente per la razza Duroc per

la quale fa parte dell'Indice genetico totale.

E' il numero di fratelli pieni del verro che terminano la prova (1, 2 o 3).