ANAS NOTIZIE

ANNO 2002 - Numero 08

Sommario

 

ASSEMBLEA ANAS

– Il punto sullo stato del settore ed il ruolo dell’Associazione al centro dei lavori assembleari.

Martedì 25 giugno si è tenuta a Roma presso la sede sociale l’assemblea ordinaria dell’Associazione Nazionale Allevatori Suini. L’appuntamento ha permesso di tracciare un bilancio dell’andamento del settore nel 2001 e nei primi mesi del corrente anno e di esaminare le numerose realizzazioni tecniche dell’ANAS.

I lavori sono stati coordinati dal consigliere Cav. Ubaldo Bocchini ed hanno visto la gradita partecipazione del presidente AIA dr Nino Andena.

L’intervento del Presidente ANAS

Il dr Piero Emilio Sbarra nel suo intervento ha riservato parole di sentita gratitudine ai componenti il Comitato direttivo del precedente mandato amministrativo ed in particolare al suo predecessore Edoardo Marcucci, che per un quindicennio ha guidato con impegno e capacità l’Associazione. Sbarra ha sottolineato: "Le realizzazioni portate a termine costituiscono per noi una risorsa importante ed una impegnativa eredità. L’auspicio è di sapere valorizzare ulteriormente le attività consolidate e di arricchirle con nuove iniziative rispondenti alle crescenti esigenze del comparto." In merito alla situazione del settore, il 2001 ha visto un andamento sostenuto del mercato (la crescita dei prezzi dei suini pesanti è stata del + 22,4%). Il buon andamento dei corsi è stato determinato oltre che dalla naturale ciclicità del mercato da eventi straordinari quali la prolungata crisi BSE, dalla riduzione del patrimonio suinicolo in alcuni Paesi europei per l’epidemia di afta e la prolungata chiusura degli scambi commerciali dalla Spagna per comparsa della Peste Suina Classica.

La produzione interna si è assestata sugli 11.970.000 capi, in aumento rispetto al 2000 solo dello 0,9%. La PLV realizzata ammonta a circa 2.771,00 meuro e rappresenta il 29% del comparto carni, il 18,6% della zootecnia e il 6,3% del settore agricolo.

Purtroppo la situazione è radicalmente cambiata nei primi mesi del 2002. I prezzi dei suini sono progressivamente diminuiti raggiungendo un livello significativamente al di sotto dei costi di produzione. Il fenomeno era atteso, le previsioni comunitarie infatti indicavano una aumento della produzione nell’Unione, ma le performances del mercato italiano sono risultate addirittura peggiori rispetto a quelle degli altri Paesi, attribuibili alla congiuntura sfavorevole del mercato dei prosciutti DOP e ad alcune vischiosità nell’ambito delle relazioni commerciali tra fornitori della materia prima (allevatori) ed acquirenti (industria della macellazione).

La relazione del Comitato direttivo, presentata in assemblea, ha dedicato un importante spazio alla articolata attività dell’ANAS. A questo riguardo gli aspetti più significativi sono:

i considerevoli progressi genetici ottenuti sia nella attività di selezione delle razze del "Suino da Salumeria" sia di quelle del "Suino Mediterraneo".

I nuovi servizi per la divulgazione tecnica ed il trasferimento dei risultati della selezione agli allevamenti commerciali.

La espansione dell’operatività di salvaguardia delle razze autoctone: Cinta senese, Mora romagnola, Calabrese e Nero siciliano.

Il contributo all'attività del circuito dei prosciutti DOP ed in particolare all'operatività degli Istituti di controllo IPQ e INEQ.

La costante attenzione all'evoluzione normativa di interesse per il comparto (le modifiche alla Direttiva 92/63/CE sul benessere animale, gli adempimenti previsti dalla Direttiva 96/61/CE, detta IPPC, i nuovo requisiti per la fabbricazione dei mangimi).

Il contributo di concerto con le Organizzazioni professionali agricole, alle iniziative interprofessionali. Nel corso del 2001 è stato riavviato il confronto interprofessionale sulle iniziative da adottare per meglio valorizzare le carni dei suini nati ed allevati in Italia. Con particolare attenzione viene seguito anche il progetto del MiPAF per un sistema di etichettatura delle carni dei suini allevati per le DOP.

Infine il definitivo decollo dell’attività del circuito di certificazione delle carni fresche con il Marchio di qualità "Suino Mediterraneo".

Il presidente ha quindi rivendicato la centralità del ruolo tecnico dell’Associazione per le politiche di sviluppo del settore. In particolare le attività di miglioramento genetico delle razze e di conservazione dei tipi genetici autoctoni assumono una valenza strategica per lo sviluppo delle filiere dei diversi prodotti a base di carne suina.

Sbarra ha proseguito: "nei prossimi mesi dovremo affrontare nuove impegnative sfide, tra le quali la messa a punto di sistemi per comunicare in modo trasparente al consumatore l’origine e le caratteristiche delle carni dei suini che alleviamo e l’adozione di modalità di commercializzazione e classificazione delle carcasse dei suini obiettive e trasparenti" ed ha concluso ribadendo l’impegno dell’Associazione ad assicurare il proprio contributo di conoscenze, esperienze ed operatività per il rafforzamento della competitività della nostra suinicoltura.

L’intervento del Presidente AIA

Il dr Andena ha espresso vivo apprezzamento per la meritoria attività ANAS ed ha ringraziato per la collaborazione che l’Associazione ha sempre saputo riservare all’AIA. Andena ha quindi colto l’occasione per fare qualche considerazione sulla situazione del Sistema degli Allevatori ed in particolare sul ruolo dell’AIA e delle Associazioni provinciali. Il processo di decentramento dei poteri alle regioni, in ragione della modifica dell’Articolo V della Costituzione, rappresenta un passaggio critico per l’organizzazione nel suo complesso. Il presidente AIA ha sottolineato con forza la necessità di difendere il modello organizzativo esistente, lavorando per renderlo più efficiente ed aderente alle evolute esigenze della zootecnia italiana. Ha indicato nella offerta agli allevatori ed alla collettività di servizi multifunzionali, in aree quali la sicurezza alimentare e l’identificazione del bestiame (anagrafe), gli ambiti di sviluppo e di riqualificazione dell’attività dell’AIA e delle APA. L’attività di miglioramento genetico, ha sottolineato, avrà sempre più connotati specialistici e costituirà una parte qualificante dell’operatività delle Associazioni territoriali ma non potrà essere esaustiva. I nuovi servizi, quali quello sulla tracciabilità delle carni, sono una opportunità per il Sistema degli allevatori di assecondare e rendere concrete le Politiche di qualità a difesa delle produzioni zootecniche nazionali. Il Presidente AIA, infine, raccogliendo una puntuale sollecitazione del Vice presidente ANAS Gusmaroli ha dato atto che ANAS, con le sue realizzazioni nel campo della genetica ed in quello della rappresentanza tecnica delle istanze dei suinicoltori, costituisce per il Sistema AIA un modello organizzativo di sicura affidabilità, a cui fare riferimento nella elaborazione dei programmi di ristrutturazione in corso.

Le deliberazioni amministrative

L’Assemblea ha provveduto inoltre ad approvare il Bilancio di esercizio consuntivo 2001 e quello preventivo 2002.

Il Conto Economico del Bilancio consuntivo 2001 presenta un Valore della Produzione di Lit. 6.216.238.057 ed un Costo della Produzione di Lit. 5.883.487.835, il Risultato prima delle imposte è di Lit. 92.334.89 e l’Avanzo di Esercizio è di Lit. 29.207.538. La gestione 2001 è stata fortemente caratterizzata dall’investimento riguardante l’acquisto dell’immobile in Roma che dallo scorso 1° luglio è la sede centrale dell’Associazione.

Per quanto riguarda il Bilancio preventivo 2002, sono previsti in particolare gli impegni di spesa necessari al funzionamento dell’Ufficio Centrale del Libro genealogico e del Registro anagrafico, dell’Ufficio Centrale dell’Albo dei Registri ibridi, dei due Centri genetici: Gualtieri per le razze del Suino da Salumeria e Arezzo per le razze del Suino Mediterraneo, del Servizio Studi e Sviluppo, e del Servizio Promozione e Commercializzazione. Le Entrate sono assicurate in parte dal finanziamento del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ed in parte dalla contribuzione delle APA socie, degli allevatori del Libro genealogico e dei Registri Ibridi.

 

RIFORMA FISCALE E SOSTEGNO DELLA QUALITA'. GLI IMPEGNI DEL MINISTRO ALEMANNO

Il mondo agricolo segue con attenzione il confronto tra il governo e le parti sociali, propedeutico alla definizione del DPEF (Documento di programmazione economico-finanziaria) ed alla successiva legge Finanziaria 2003. Il Ministro Alemanno si sta impegnando per ottenere per il mondo agricolo un quadro di norme fiscali finalmente stabili, che preveda la conferma del regime speciale IVA, il congelamento dell’aliquota IRAP dell’1,9% e quindi il superamento dell’imposta stessa, e l’armonizzazione alle previsioni del decreto legislativo 228 ( legge di orientamento). Altro aspetto qualificante delle iniziative del Ministro è la predisposizione di un piano strategico per la qualità con una dotazione di risorse finanziarie stimata in 750 milioni di euro all’anno per tre anni. L’iniziativa dovrebbe venire inserita nel Collegato agricolo alla legge Finanziaria, con delega al governo per definire sistemi di tracciabilità, certificazione, etichettatura e garanzia della qualità. Infine è in fase di definizione l’ambito di applicazione della "Tremonti bis agricola". A questo riguardo, dopo l’ottenimento del via libera comunitario è in corso un serrato confronto con il Ministero dell’Economia per estendere le agevolazioni fiscali e previdenziali previste (detrazioni delle spese per nuovi investimenti) a tutte le imprese agricole, comprese le persone fisiche e le società semplici, e non soltanto ai titolari di reddito di impresa come prevederebbe invece una bozza di circolare del suddetto ministero.

 

 

ALL'ASSEMBLEA ASS.I.CA. IN EVIDENZA I DATI ECONOMICI DEL SETTORE SALUMI

-Stimolante contributo del Presidente ANAS Sbarra

Il 15 giugno scorso a Mantova si è tenuta l’Assemblea dell’Associazione degli Industriali delle carni. Nella relazione il presidente Vittore Berretta ha messo in evidenza la dinamicità del settore salumi. La produzione è cresciuta dello 0,6% raggiungendo 112.800.000 t., i consumi interni hanno fatto registrare un aumento dello 0,3% pari a Kg 18,5 pro capite, il fatturato si è attestato su un valore di 7.500 meuro. Bene anche l’export con un progresso in termini quantitativi del 5% ed in termini monetari del 16,1%. Il presidente Berretta ha indicato la politica della qualità e la sicurezza alimentare come pilastri delle strategie di sviluppo delle aziende associate. ASS.I.CA è convinta della necessità di proseguire sulla strada della tutela (DOP e IGP) delle produzioni nazionali per una loro migliore valorizzazione e promozione soprattutto sui mercati internazionali. I presidenti dell’Istituto per la valorizzazione dei Salumi Italiani e dei Salumi Italiani Tutelati, rispettivamente Pizzagalli e Veroni hanno inoltre illustrato le iniziative e le strategie dei due Istituti ed hanno annunciato la prossima costituzione del Consorzio Salamini Italiani alla Cacciatora, salume che si è fregiato del riconoscimento europeo DOP. Alla assemblea sono pure intervenuti il ministro Giovanardi e la dr.ssa Coggi della Direzione Generale Salute e Tutela dei consumatori alla Commissione Europea.

Il presidente ANAS Sbarra ha avuto l’opportunità di portare il saluto dell’Associazione e di articolare una riflessione sulla evoluzione della politica italiana di tutela dei prodotti a base di carne suina e della connessa esperienza dei rapporti interprofessionali. Ha esordito affermando con forza che la filiera suinicola condivide la politica di qualità e che da questa politica dipende in gran parte la sopravvivenza di ogni sua componente. Purtroppo la situazione corrente del mercato è particolarmente punitiva per gli allevatori, si perdono circa 25 centesimi di € per ogni Kg di peso vivo di suino pesante prodotto. Vanno quindi apportati immediatamente dei correttivi. A questo proposito gli allevatori sono convinti della necessità di adottare iniziative per valorizzare meglio la carne suina, tra le quali l’estensione della tutela europea ai vari tagli della carcassa. Questa tutela non deve però comportare un irrigidimento dei disciplinari di produzione tale da far esplodere i già critici costi di produzione.

A tutt’oggi, i disciplinari dei prosciutti di Parma e di San Daniele costituiscono il miglior compromesso tra le diverse esigenze della filiera, e ad essi occorre fare riferimento impegnandosi tutti a completarne l’applicazione, anche in quelle parti i cui effetti non si sono ancora compiutamente dispiegati.

Sbarra ha fatto presente che ANAS è impegnata, sul terreno che le è più proprio, a migliorare sempre più lo schema di selezione per il maiale da trasformazione salumiera. Si tratta di un lavoro ad avanzato contenuto tecnico e scientifico, unico al mondo per gli obiettivi di selezione mirati alla qualità delle carni, per il quale i selezionatori non lesinano investimenti e sforzi. Lo schema di selezione, con il quale coscientemente gli allevatori hanno deciso di rinunciare ad una parte notevole del possibile miglioramento quantitativo e di efficienza a favore della qualità delle carni, che ancora nessuno riconosce in termini economici, è forse la dimostrazione più grande di quanto il mondo allevatoriale abbia puntato e punti sulla politica di qualità.

Infine il presidente Sbarra ha ribadito la necessità di un impegno comune in termini di filiera, iniziando ad organizzare iniziative comuni sui temi che tutti hanno a cuore. Il primo e più importante è quello della commercializzazione dei prodotti finiti. Oggi, il dilagare della grande distribuzione, e l’enorme potere commerciale delle grandi centrali d’acquisto, fa si che venga messo in discussione l’obiettivo stesso della politica di qualità, e cioè la possibilità di veder riconosciuto dal mercato un valore aggiunto addizionale. Si tratta di una questione di grande importanza su cui convogliare l’azione congiunta di tutta la filiera.

 

PUBBLICATO IN GAZZETTA IL PARZIALE RINVIO DEGLI ADEMPIMENTI IPPC

Con Decreto del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio del 26 aprile 2002, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 126 del 31 maggio 2002, sono state in parte prorogate le scadenze imposte agli allevatori dal Decreto 23 novembre 2001 (applicativo della Direttiva IPPC 96/61/CE sul controllo e la prevenzione integrate dell’inquinamento).

Per effetto di questo provvedimento gli allevatori che ritengano superare i valori limite di emissione in aria ed acqua specificati dallo stesso Decreto Ministeriale sono tenuti a comunicare i dati identificativi del proprio allevamento.

I dati sulle emissioni dovranno invece essere comunicati entro il 30 aprile 2003 e riguarderanno le emissioni dell’anno 2002.

Si ricorda, come già specificato in un precedente articolo di ANAS Notizie che le autorità a cui dovrà essere inviata l’eventuale comunicazione dei dati relativi all’allevamento sono il Ministero dell’Ambiente e l’Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente se l’impianto è sottoposto a procedura di Valutazione dell’Impatto Ambientale nazionale; in caso contrario, la comunicazione è trasmessa alla Regione competente per territorio e all’Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente.

A questo punto si rimane in attesa di un ulteriore decreto ministeriale che definisca puntualmente i criteri, gli strumenti e le modalità che gli allevatori dovranno utilizzare per la misurazione delle emissioni in aria ed acqua al fine di comunicare i dati relativi al proprio allevamento entro il prossimo 30 aprile 2003, dato che a tutt’oggi un allevatore non sa come stimare i valori di emissione del proprio allevamento ed è quindi molto difficile che possa valutare se questi superano o meno i valori soglia.

 

LA SITUAZIONE EPIDEMIOLOGICA DELLA MALATTIA VESCICOLARE

Le autorità veterinarie, lo scorso 29 maggio hanno accertato due nuovi focolai di malattia vescicolare nella Provincia di Bergamo. Successivamente, i servizi veterinari hanno denunciato la presenza di due casi, epidemiologicamente collegati a quelli di Bergamo, uno nella Provincia di Verona ed uno nella Provincia di Rimini. Nella seconda settimana di giugno invece è stato denunciato un nuovo focolaio a Fossano nella Provincia di Cuneo.

A seguito del riscontro di questi nuovi casi, la Commissione Europea ha espresso forte preoccupazione per la situazione sanitaria italiana. Nel corso dell’ultimo Comitato Permanente per la catena alimentare e per la salute animale, svoltosi a Bruxelles lo scorso 4 giugno, l’Italia è stata costretta a sottoscrivere una dichiarazione in cui si impegna, fino al prossimo 2 luglio, a non spedire suini dal proprio territorio verso altri Stati membri o verso Paesi Terzi, salvo che non siano destinati direttamente alla macellazione e purché provengano da Province site in Regioni accreditate per la malattia vescicolare (quindi non da Campania, Calabria e Sicilia) e in cui non sia stato registrato alcun focolaio di malattia nel 2002.

Per completezza, si riporta di seguito l’elenco delle Province dalle quali non possono essere movimentati suini verso altri Paesi membri dell’Unione Europea e verso i Paesi Terzi: Potenza (Basilicata), Frosinone e Latina (Lazio), Campobasso e Isernia (Molise), Pescara, Teramo, Chieti e L’Aquila (Abruzzo), Firenze (Toscana), Bergamo (Lombardia), Verona (Veneto), Rimini (Emilia Romagna), Cuneo (Piemonte). Si ricorda che il divieto permane per le tre Regioni italiane tuttora non accreditate per la Malattia Vescicolare del suino, ossia Calabria, Campania e Sicilia.

Naturalmente ci auguriamo che l’elenco dei territori per i quali è stato introdotto il divieto non si allunghi ulteriormente: si ricorda che la questione a livello comunitario sarà ridiscussa il prossimo 2 luglio in occasione del Comitato Permanente per la catena alimentare e la salute animale. Ciò non toglie tuttavia che, aggravandosi la situazione sanitaria italiana, l’Unione Europea possa introdurre prima di tale appuntamento, nuove misure restrittive destinate all’intero Paese.

 

LE MISURE PROTETTIVE CONTRO LA PESTE SUINA CLASSICA

La Commissione Europea ha recentemente stabilito con Decisione n. 383 dello scorso 23 maggio che la Francia, la Germania ed il Lussemburgo non possono spedire suini vivi se provenienti da questi territori:

1) Merzig-Badern: Merzig, Beckingen, Losheim, Weiskirchen, Wadern

2) Saarlouis: Dillingen, Bous, Ensdorf, Schwalbach, Saarwellingen, Nalbach, Lebach, Schmelz, Saarlouis.

3) Sankt Wendel: Nonnweiler, Nohfelden, Tholey.

Inoltre, i suini devono provenire da un’azienda in cui nei trenta giorni precedenti la spedizione non sia stato introdotto alcun suino vivo proveniente dalle zone sopra citate.

Il transito di suini spediti in altri Stati attraverso queste zone, è autorizzato solo sulle strade principali e su ferrovia, senza fermate intermedie. Le spedizioni di seme sono ammesse solo se i verri da cui proviene sono tenuti in un centro di raccolta autorizzato che si colloca fuori delle zone sottoposte a vincolo sanitario.

Infine, la Commissione Europea, visto il verificarsi di nuovi focolai di peste suina classica in Spagna nell’aprile di quest’anno, ha prorogato alla fine di giugno le misure restrittive già adottate per la Provincia di Barcellona, le Comarcas di Ripolles, Garroxta e Selva della Provincia di Barcellona (Catalogna).

 

PROSCIUTTI DOP – MAGGIO SEGNA UN PROMETTENTE INCREMENTO DELLE SALATURE

Nel distretto del San Daniele maggio è risultato più dinamico del precedente mese con un incremento delle salature del +2,2% rispetto allo stesso periodo del 2001; il trend annuale generale del distretto si attesta su una linea di crescita di +1,6 punti percentuali. Pare dunque che il distretto sandianelese si comporti coerentemente con le previsioni del Comitato interprofessionale per il 2002 che hanno indicato come soglia di anomalia per l’anno in corso incrementi delle lavorazioni in misura superiore al +3% rispetto al totale della materia prima omologata per i medesimi fini nell’anno precedente.

Decisamente più marcata, invece, la propensione a salare nel distretto di Parma dove nel mese di maggio si registra un incremento delle salature di 12 punti, mentre il trend di crescita annuo si attesta sul +3,5%.

 

PRESENTAZIONE VERRI I.A. ED ASTA

Numerosi allevatori hanno seguito con particolare interesse la presentazione mercoledì 5 giugno scorso presso la Semenitaly di Modena dei verri delle razze Large White, Landrace e Duroc operanti in I.A. nell’ambito dello Schema di selezione del "Suino da Salumeria".

La presentazione dei soggetti è stata accompagnata dall’illustrazione da parte del personale tecnico ANAS dei dati genealogici, genetici e morfo-funzionali.

La presentazione dei verri I.A. è stata preceduta dall’asta dei due riproduttori che hanno completato il periodo di utilizzo nell’ambito dello "Schema di Selezione" e sono stati abilitati alla I.A. pubblica.

Entrambi i verri di razza Large White italiana, AUSONIO OL di proprietà della Peschiera s.s. e AVERNO-TU di proprietà dell’Az.Agr. Toninelli F.lli, sono stati acquistati dal Centro produzione seme ELPZOO di Zorlesco rispettivamente al prezzo di € 3.027,44 e € 1.516,16 (IVA esclusa).

 

L'IMPORT-EXPORT CEREALICOLO DEL 2001

Le importazioni in Italia dei prodotti del settore cerealicolo nell'intero anno 2001 (gennaio-dicembre) sono risultate pari a circa 9,93 milioni/t, contro 9,22 milioni/t dell'anno 2000, con un aumento di 706.000 t. (+7,7%) nelle quantità e 153 milioni di euro nei valori (+9%). Le importazioni di grano tenero complessivamente aumentano di 235.000 t., dovute al forte incremento degli arrivi in provenienza dai paesi terzi +681.000 t., in particolare dalla Russia, Ungheria ed Ucraina, ed una riduzione degli acquisti dai paesi comunitari -447.000 t. in particolare dalla Francia e dal Regno Unito.

Nel settore dei cereali foraggeri si registra una sostanziale stabilità: all'aumento delle importazioni di orzo di circa 70.000 t. sono corrisposte riduzioni degli arrivi di mais -33.000 t., avena -22.000 t. ed "altri cereali" -38.000 t.. Tra gli altri prodotti presi in considerazione, risultano in diminuzione le importazioni dei trasformati e sostitutivi -132.000 t. e della manioca -38.000 t.. Aumentano invece le crusche +6.000 t. ed i mangimi a base di cereali +14.000 t..

Le esportazioni dall'Italia dei prodotti del settore cerealicolo nell'intero 2001 sono ammontate a 3,76 milioni di tonnellate per un valore complessivo di 1.759,8 milioni di euro, in aumento rispetto all'anno precedente di 184.300 t. nelle quantità e 128,5 milioni di euro nei valori. Le vendite dei cereali di granella sono aumentate complessivamente di 33.000 t., dovute in particolare al mais che con circa 243.000 t. risulta in aumento di 55.600 t. rispetto all'anno 2000.

I movimenti valutari relativi all'import-export del settore cerealicolo hanno comportato nell'intero anno 2001 un esborso di valuta pari a 3.608 miliardi di lire (3.311 nel 2000) ed introiti per 3.407 miliardi di lire (3.158 nel 2000). Pertanto il saldo valutario netto è pari a -201,3 miliardi di lire, contro -153,3 miliardi di lire nel 2000".

 

NUOVO SERVIZIO ON-LINE

- La consanguineità dei riproduttori sul sito WEB dell'Associazione

La selezione degli animali consiste nella scelta, ad ogni generazione, degli animali migliori per la produzione della prossima generazione, pertanto una selezione spinta porta a ridurre il numero di riproduttori, soprattutto per quanto riguarda i verri abilitati alla I.A., ed il basso numero di riproduttori ad ogni generazione tende ad aumentare il livello medio di parentele nella popolazione. D’altra parte è necessario evitare gli accoppiamenti tra animali imparentati in quanto i loro figli sono tendenzialmente più delicati e meno efficienti, soprattutto per caratteri a bassa ereditabilità quali ad esempio la prolificità e la resistenza alle malattie.

E’ bene pertanto che gli allevatori, quando decidono gli accoppiamenti in purezza per produrre la propria rimonta, controllino la parentela esistente tra il maschio e la femmina destinati all’accoppiamento.

Il modo migliore per effettuare tale controllo è il calcolo della consanguineità del prodotto di un accoppiamento. La consanguineità è espressa da un coefficiente che può assumere qualunque valore compreso tra zero (nessuna consanguineità) ed uno (massima consanguineità teoricamente possibile, mai raggiunta nella realtà).

Il coefficiente di consanguineità di un soggetto, che corrisponde alla metà del coefficiente di parentela tra i suoi genitori, indica la percentuale media di loci omozigoti per discendenza. In altre parole, esso esprime la frazione media del patrimonio genetico che un individuo riceve, identico, sia dal padre che dalla madre in virtù del fatto che i genitori erano tra loro imparentati.

Il coefficiente di consanguineità si accumula se gli accoppiamenti tra parenti vengono ripetuti nelle generazioni. Ad esempio, accoppiando un verro e una scrofa che sono figli dello stesso verro e di madri diverse (che sono cioè mezzi fratelli paterni), il coefficiente di consanguineità dei loro figli sarà 0,125. Se però la madre della scrofa era anche mezza sorella materna della madre del verro la consanguineità dei suinetti sarà 0,140625 (arrotondata a 0,141).

Tuttavia, la consanguineità di un soggetto non si trasferisce alla progenie se questo viene accoppiato ad un soggetto non parente: se una femmina della covata precedente (con consanguineità 0,141) viene accoppiata ad un verro non imparentato, la nidiata avrà consanguineità zero. Il fenomeno è quello che tradizionalmente si indica con il termine "rinsanguamento".

Altro concetto da tenere presente è che il calcolo si basa (e non può essere diversamente) solo sulle parentele note. Soprattutto per le razze del Registro anagrafico, è probabile che la consanguineità reale sia più elevata, derivando anche da vecchi accoppiamenti tra soggetti imparentati dei quali non è rimasta traccia.

Per dare un’idea delle conseguenze della consanguineità, si stima che nelle razze Large White italiana e Landrace italiana un livello di consanguineità massimo (uno) comporti mediamente la perdita di mezzo suinetto al primo parto, a parità di ogni altra condizione. Non sono quantificabili, ma certo non sono trascurabili, gli effetti negativi della consanguineità su altri caratteri quali la fertilità, la visibilità dei calori, la vitalità, la resistenza alle malattie, la rusticità.

In pratica, livelli di consanguineità più piccoli di 0,05 possono essere trascurati.

Consultate il nostro sito www.anas.it e potrete verificare in tempo reale il coefficiente di consanguineità di ogni riproduttore e quello dei figli di ogni eventuale accoppiamento tra verri e scrofe selezionati.